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venerdì, Luglio 10, 2026

Amianto, Carabiniere morto per mesotelioma: il Tribunale di Pesaro riconosce la vittima del dovere

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Sentenza definitiva: riconosciuto il nesso tra esposizione all’amianto durante il servizio e decesso del maresciallo dei Carabinieri

Il Tribunale di Pesaro ha riconosciuto come vittima del dovere un maresciallo capo dell’Arma dei Carabinieri di Fano. Deceduto nel 2013 all’età di 56 anni a causa di un mesotelioma pleurico. Il giudice della Sezione Lavoro ha stabilito che la malattia è collegata all’esposizione all’amianto durante il servizio. Ha quindi condannato il Ministero dell’Interno a corrispondere agli eredi i benefici economici previsti dalla normativa per le vittime del dovere.

La carriera del militare e l’esposizione all’amianto

Secondo quanto ricostruito nel procedimento giudiziario, il sottufficiale era entrato nell’Arma dei Carabinieri nel 1975, prestando servizio fino al 2002.

Durante la sua attività aveva operato come addetto alle trasmissioni nelle centrali operative. Nel corso del giudizio è stato ricostruito che alcune mansioni svolte comportavano il contatto con materiali contenenti amianto. Utilizzati, tra l’altro, per la manutenzione delle armi e dei mezzi meccanici, sia blindati sia ruotati.

Tra gli episodi richiamati nella sentenza figura anche l’intervento di soccorso effettuato nella notte del 27 maggio 1993 dopo la strage di via dei Georgofili a Firenze. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, in quel contesto erano presenti materiali contenenti amianto dispersi nell’ambiente.

La consulenza tecnica conferma il nesso causale

Nel corso della causa è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio che ha concluso per l’esistenza di un rapporto causale tra il mesotelioma pleurico epiteliale maligno e l’attività lavorativa svolta dal militare.

La consulenza ha inoltre accertato un’inabilità lavorativa totale e il collegamento diretto tra la patologia e il decesso, avvenuto il 24 febbraio 2013.

Il Tribunale condanna il Ministero dell’Interno

Con la decisione, il Tribunale di Pesaro ha ritenuto non sufficienti gli elementi presentati dall’Amministrazione per escludere la presenza di amianto nelle attività indicate durante il processo. Respinta inoltre l’eccezione di prescrizione sollevata dalla difesa del Ministero.

Il giudice ha riconosciuto un’invalidità pari al 100% connessa alla patologia che ha causato il decesso e ha disposto che il Ministero dell’Interno corrisponda agli eredi i benefici economici maturati e non percepiti dal militare, oltre agli interessi e alle spese processuali.

La sentenza non impugnata ed è pertanto definitiva.

Le dichiarazioni del legale della famiglia

L’avvocato Ezio Bonanni, difensore degli eredi e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale.

Secondo il legale, il provvedimento «restituisce dignità alla memoria del maresciallo» e rappresenta un importante riconoscimento per chi ha svolto il proprio servizio a favore dello Stato. Bonanni ha inoltre auspicato che “questa pronuncia possa costituire un precedente significativo per coloro che attendono il riconoscimento dei diritti previsti dalla legge in casi analoghi.”

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