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martedì, Luglio 7, 2026

Amianto: nel Nuovo Galles del Sud smaltimento gratuito per le famiglie

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Il governo del Nuovo Galles del Sud (Australia) ha presentato un nuovo Piano d’azione sull’amianto, accompagnato da un investimento complessivo di 16 milioni di dollari australiani destinato a rafforzare la gestione dei rifiuti contenenti amianto e a migliorare la sicurezza di lavoratori e cittadini.

Tra le novità più rilevanti figura una sperimentazione della durata di due anni che consentirà alle famiglie di usufruire gratuitamente del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti domestici contenenti amianto.

“L’esempio australiano potrebbe essere un modello da seguire anche in Italia considerato che ci sono 7000 decessi per patologie asbesto-correlate nel nostro Paese”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando l’iniziativa.

Raccolta gratuita dell’amianto domestico

Il programma pilota prenderà il via dal 2027. L’iniziativa prevede il ritiro gratuito dei materiali contenenti amianto direttamente presso le abitazioni.

Secondo il governo, la misura punta a ridurre gli episodi di abbandono illegale dei rifiuti e a favorire uno smaltimento più sicuro dei materiali pericolosi.

Molti proprietari di abitazioni, infatti, si trovano ad affrontare lavori di ristrutturazione senza conoscere le corrette procedure per eliminare l’amianto oppure rinunciano allo smaltimento regolare a causa dei costi elevati. Il nuovo servizio mira quindi a semplificare le operazioni e a incentivare comportamenti conformi alle norme.

Un piano per rafforzare la gestione dell’amianto

Oltre alla raccolta gratuita, il Piano d’azione introduce ulteriori interventi, tra cui controlli più rigorosi lungo la filiera dei rifiuti e maggiore formazione per i lavoratori che operano nel settore. Oltre a misure per limitare la contaminazione dei materiali destinati al recupero e aggiornamenti normativi per allineare il Nuovo Galles del Sud agli standard adottati in altri Stati e Territori australiani.

Il documento è stato sviluppato attraverso un percorso di consultazione che ha coinvolto enti pubblici, rappresentanti dell’industria, organizzazioni sindacali, ricercatori e specialisti nella gestione dell’amianto.

Il Piano d’azione sull’amianto del Nuovo Galles del Sud è stato reso pubblico dal governo australiano ed è consultabile online attraverso il sito dell’autorità ambientale dello Stato.

Il problema dello smaltimento illegale

Ogni anno le amministrazioni locali sostengono costi di bonifica pari a milioni di dollari.

Tra i materiali abbandonati illegalmente compare frequentemente anche l’amianto, soprattutto perché il suo corretto smaltimento richiede procedure specifiche e può comportare spese significative per i cittadini.

Le dichiarazioni delle istituzioni

La ministra dell’Ambiente Penny Sharpe ha ricordato che “circa una casa su tre costruita prima del 1990 contiene materiali con amianto. Per questo motivo rendere più semplice ed economico lo smaltimento rappresenta un passo importante per la tutela della salute pubblica.”

La ministra ha inoltre evidenziato che il rafforzamento dell’intera filiera dei rifiuti contribuirà a migliorare la sicurezza dei lavoratori, sostenere il settore del recupero dei materiali e offrire maggiori garanzie alla comunità.

Il sostegno degli esperti e del settore

LAsbestos and Dust Diseases Research Institute (ADDRI) ha accolto positivamente il piano, ricordando che in Australia oltre 4.000 persone ogni anno perdono la vita a causa di patologie collegate a esposizioni storiche all’amianto.

L’ADDRI è un istituto di ricerca no-profit con sede a Sydney, in Australia. Riconosciuto come centro di collaborazione dall’OMS, l’istituto si dedica a prevenire, diagnosticare e curare le malattie provocate dall’esposizione all’amianto e ad altre polveri.

Secondo l’istituto, aumentare la consapevolezza dei rischi e favorire una corretta gestione dei materiali contenenti amianto può contribuire a ridurre le future esposizioni e prevenire nuove malattie.

Anche il sindacato United Services Union, la Waste Management and Resource Recovery Association of Australia (WMRR) e la Waste Contractors and Recyclers NSW (WCRA) hanno espresso il proprio sostegno alle riforme, sottolineando l’importanza di rafforzare i controlli, migliorare la formazione degli operatori e rendere più efficiente l’intera catena di gestione dei rifiuti.

Fonte: NSW Government

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