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lunedì, Maggio 4, 2026

ONA alla Camera, Generale Cardillo: “l’amianto è anche un fatto economico”

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L’amianto, una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali in Italia è stato al centro del convegno ONA alla Camera dei Deputati.

“Nonostante il bando introdotto nel 1992, Ogni anno si registrano circa 10.000 nuovi casi di patologie correlate all’amianto e tra 5.000 e 7.000 decessi. Si tratta di una vera e propria disgrazia, che colpisce famiglie intere e intere comunità” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Secondo quanto emerso durante l’intervento del generale Giampiero Cardillo (comitato tecnico ONA) alla Camera, il tema resta sottovalutato, nonostante l’impatto devastante sulla salute pubblica.

Il ruolo dell’ONA e dell’avvocato Bonanni

Cardillo ha ricordato gli importanti passi avanti che sono stati compiuti sul piano legale grazie all’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e dell’avvocato Ezio Bonanni.

Le azioni legali hanno consentito a molte vittime di ottenere giustizia e risarcimenti. Tuttavia, come ribadito durante l’incontro, queste vittorie non incidono sulla rimozione fisica dell’amianto ancora presente sul territorio.

Bonifica amianto: un problema anche economico

Uno dei punti chiave dell’intervento del generale Cardillo è che la bonifica dell’asbesto non può essere vista solo come un costo, ma come un’opportunità economica.

“Pensare alla bonifica esclusivamente come una spesa pubblica è un errore. Il costo complessivo stimato per una bonifica totale potrebbe arrivare a centinaia di miliardi di euro, una cifra insostenibile per lo Stato italiano. Per questo motivo, è necessario coinvolgere il settore privato. Questo diviene possibile creando modelli di investimento sostenibili e sviluppare progetti con ritorno economico.” – ha affermato Cardillo.

Sinergie e connessioni

Secondo Cardillo, la chiave per affrontare l’emergenza è il ritorno a una collaborazione efficace tra pubblico e privato.

L’Italia, storicamente, è stata pioniera in questo ambito. Basti pensare all’esperienza dell’IRI(Istituto per la Ricostruzione Industriale) guidata da Alberto Beneduce. Il quale ha ispirato persino il New Deal di Franklin D. Roosevelt.

Il confronto con la Germania: il caso Ruhr

Un esempio virtuoso arriva dalla Germania, con la bonifica della regione della Ruhr. Avvenuta attraverso la riconversione creativa delle aree industriali.

Qui, grazie a  grandi centri di progettazione, coordinamento tra enti pubblici e privati investimenti mirati è stato possibile trasformare un territorio altamente inquinato in un’area riqualificata e attrattiva.

Le criticità italiane

Secondo Cardillo in Italia, invece, emergono diverse difficoltà. Ossia scarsa capacità di coordinamento, mancanza di grandi strutture di progettazione, lentezza burocratica e progetti frammentati. Anche iniziative locali, pur finanziate, spesso rimangono bloccate per anni.
Per affrontare davvero il problema, secondo Cardillo, servono grandi progetti su scala europea con una regia centralizzata e investimenti strutturali.

Un modello simile a quello dell’Euratom (Comunità europea dell’energia atomica) potrebbe rappresentare una soluzione efficace.

Una questione di organizzazione

“Il vero nodo, quindi, non è solo economico, ma organizzativo. L’Italia deve recuperare la capacità di pianificare interventi complessi, coordinare competenze e attrarre investimenti.
Senza una struttura adeguata, anche le migliori intenzioni rischiano di restare sulla carta.” Ha concluso Cardillo.

Come quindi sottolineato dal generale Cardillo, la bonifica dell’amianto può e deve diventare un’opportunità, non solo un costo.

Solo così sarà possibile affrontare davvero un problema che dura da troppi anni.

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