Un passaggio di natura tecnica all’interno dell’iter parlamentare ha riportato al centro del dibattito il tema dell’indennizzo per i familiari dei militari esposti all’amianto. Era stato presentato un emendamento all’articolo 9 del Disegno di legge n. 1706, per poi ritirarlo e trasformarlo in un Ordine del Giorno, accolto dal Senato. Un passaggio procedurale che, pur non modificando direttamente la norma, assume un valore politico e istituzionale rilevante.
Emendamento bipartisan presentato al Senato della Repubblica da diversi parlamentari: Susanna Camusso, Sandra Zampa, Ylenia Zambito, Magni, De Cristoforo, Ilaria Cucchi, Daniela Ternullo e Francesco Silvestro.
Un passaggio significativo
A seguito dell’accoglimento dell’Ordine del Giorno, il Servizio per il Controllo Parlamentare provvederà a segnalarlo formalmente al Governo e al ministero competente.
Un passaggio che interessa non solo il comparto militare, ma l’intero mondo del lavoro, soprattutto in relazione ai rischi sanitari connessi all’amianto e ad altri agenti cancerogeni.
Ordine del Giorno n. G/1706/31/10 al DDL n. 1706
G/1706/31/10 (già em. 9.0.3): Accolto
Il Senato, in sede di discussione del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
Premesso che:
L’articolo 9 reca misure per l’adeguamento dei limiti di età per l’assegno di incollocabilità erogata dall’INAIL;
occorre considerare che la disciplina vigente tutela le vittime del dovere e i loro familiari nel caso in cui il danno alla salute derivi da eventi traumatici o da esposizione diretta a fattori patogeni connessi al servizio.
Tuttavia, non contempla espressamente i casi in cui la patologia insorga nei familiari conviventi, per esposizione para-professionale, avvenuta tramite indumenti, equipaggiamento o materiali contaminati riportati in ambito domestico dal militare;
l’assenza di una specifica previsione normativa determina oggi una disparità di trattamento e costringe i familiari ad azioni giudiziarie lunghe e onerose.
Impegna il Governo:
A valutare la possibilità di adottare norme volte a estendere le tutele previste per le vittime del dovere anche ai familiari del personale militare che abbiano sviluppato patologie oncologiche a causa dell’esposizione indiretta ad agenti nocivi, come l’amianto, trasferiti nell’ambiente domestico dal soggetto esposto durante il servizio.
Dettagli
Il riferimento è alla legge 31 ottobre 2025, n. 159, che introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e prevede interventi anche in materia di protezione civile. In particolare, l’articolo 9 della legge riguarda l’adeguamento dei limiti di età per l’assegno di incollocabilità erogato dall’INAIL, ma il documento parlamentare evidenzia una criticità.
La normativa vigente riconosce infatti specifiche garanzie alle vittime del dovere e ai loro familiari quando il danno alla salute deriva da eventi traumatici o da un’esposizione diretta a fattori patogeni connessi al servizio. Tuttavia, non viene espressamente contemplata l’ipotesi in cui la patologia si manifesti nei familiari conviventi a causa di una esposizione indiretta, definita para-professionale, avvenuta all’interno dell’ambiente domestico.
Il riferimento è ai casi in cui agenti nocivi, come l’amianto, vengano trasferiti in casa attraverso indumenti da lavoro, equipaggiamenti o materiali contaminati riportati dal militare al termine del servizio. L’assenza di una previsione normativa specifica genera una evidente disparità di trattamento e costringe i familiari colpiti da gravi patologie, spesso di natura oncologica, ad affrontare lunghi e onerosi percorsi giudiziari per ottenere il riconoscimento dei propri diritti.
Estensione delle tutele anche ai famigliari delle vittime
E’ fondamentale introdurre norme che estendono le tutele previste per le vittime del dovere anche ai familiari del personale militare che hanno sviluppato malattie a causa dell’esposizione indiretta ad agenti nocivi, tra cui l’amianto, trasferiti dall’ambiente di lavoro a quello domestico.
Paola Santo Spirito , malata di asbestosi, è da anni impegnata nella difesa di questo diritto. Infatti la donna, moglie di un militare contaminata dall’uranio impoverito, amianto, radiazioni ionizzanti, nano particelle di metalli pesanti.
Esponente determinante dell’ONA di Taranto, è promotrice di iniziative di sensibilizzazione. Tra cui una raccolta firme finalizzata alla presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare.
Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni
“La prevenzione deve tutelare non solo chi lavora, ma anche chi vive accanto ai lavoratori esposti. Serve il pieno riconoscimento dei diritti dei familiari colpiti. A partire dall’accesso alle cure, ai risarcimenti, alla tutela previdenziale ed al sostegno sociale.
L’Osservatorio Nazionale Amianto continuerà a battersi affinché nessuna malattia professionale resti senza giustizia e affinché la sicurezza sul lavoro sia finalmente una tutela reale, capace di fermare anche le esposizioni indirette che per anni sono state ignorate.” Ha affermato l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Fonti: Il Senato, corrierepl.it



