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giovedì, Aprile 16, 2026

Trieste, amianto a scuola: 600mila euro agli eredi

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Un ex collaboratore tecnico di un istituto tecnico di Trieste è deceduto a causa di un tumore causato dall’esposizione all’amianto. Dopo anni di battaglie legali, la Corte d’Appello ha stabilito che il Ministero dell’Istruzione dovrà risarcire i familiari con 600mila euro.

Il legame della malattia alle attività svolte all’interno della scuola

A comunicarlo è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che ha patrocinato il ricorso insieme al legale Corrado Calacione.
I giudici hanno ribaltato il primo verdetto, che aveva respinto la richiesta di indennizzo. L’uomo — indicato con le iniziali B.R. — ha prestato servizio per circa quindici anni nei laboratori e nell’officina dell’istituto tecnico. Era incaricato di lavorare su macchine utensili, di attività di manutenzione e di maneggiare materiali contenenti amianto.
“L’attività includeva anche la rimozione e lo smaltimento di rifiuti pericolosi, spesso senza adeguate protezioni”, afferma Bonanni.

Trieste: una storia che parte da lontano

Nel 2014 all’uomo è diagnosticato un mesotelioma pleurico. Malattia strettamente legata all’inalazione di fibre di asbesto. Due anni dopo, nel 2016, è deceduto all’età di 77 anni. La vicenda non è isolata.
L’Osservatorio ha evidenziato altri casi simili tra ex dipendenti e studenti dello stesso istituto. “Altri lavoratori dell’Istituto si sono ammalati e persino uno studente è stato colpito da una patologia asbesto-correlata, confermando la pericolosità della contaminazione in ambienti scolastici”.
L’edificio scolastico in questione, costruito alla fine degli anni Sessanta, era stato progettato con criteri all’avanguardia per l’epoca, con ampi spazi, laboratori e una grande officina meccanica. Tuttavia, all’interno delle strutture erano stati impiegati materiali contenenti amianto per rendere gli ambienti ignifughi. Con il passare del tempo, soffitti e pareti si sono deteriorati, diffondendo nell’aria fibre altamente nocive.

L’amianto nelle scuole è un problema che non può essere più ignorato

“Finalmente giustizia. Dopo il primo rigetto, abbiamo insistito per dare voce e dignità a questa famiglia”, ha dichiarato Bonanni. “È una vittoria legale e morale per tutti coloro che hanno subito gravi conseguenze in silenzio. Una sentenza che dimostra che il rischio amianto nelle scuole è una realtà che riguarda tutti, e che non può più essere ignorata”.

Il problema, sottolinea l’ONA, è diffuso su scala nazionale. I dati contenuti nell’ultimo rapporto RENAM dell’INAIL indicano 158 diagnosi di mesotelioma tra il personale scolastico italiano. Un numero allarmante, che richiama l’urgenza di interventi strutturali e bonifiche in tutte le scuole ancora contaminate.

Anche l’avvocato Corrado Calacione, che ha rappresentato la famiglia della vittima, ha ribadito l’importanza della sentenza e ha sollecitato azioni concrete per la tutela della salute nei luoghi di istruzione.

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