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lunedì, Ottobre 12, 2026

San Siro, demolizione stadio, rapporto ambientale: 1000 t di materiali con amianto

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Torna il tema del problema amianto e gestione rifiuti con la demolizione dello stadio Giuseppe Meazzadi Milano, detto anche San Siro. Secondo le stime contenute nel rapporto ambientale presentato da Milan e Inter nell’ambito della Valutazione ambientale strategica (VAS), tra i materiali derivanti dall’intervento figurerebbero circa mille tonnellate di materiali friabili contenenti asbesto.

Il dato si inserisce nel confronto sul futuro di San Siro, destinato a lasciare spazio a un nuovo impianto. La procedura ambientale deve consentire agli enti competenti di esaminare gli impatti del progetto, comprese le modalità di demolizione e di gestione dei materiali di risulta.

La presenza di materiali contenenti amianto richiede particolare attenzione. Saranno fondamentali le verifiche tecniche, le procedure di sicurezza e le modalità di rimozione e smaltimento previste per l’intervento.

Anche l‘Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni da anni accende i riflettori sul problema amianto nelle strutture antecedenti alla messa al bando dell’amianto del 1992 e quindi anche degli stadi.

Demolizione di San Siro: la stima delle macerie

La tabella riportata nella documentazione ambientale stima in circa 225mila tonnellate il totale dei materiali prodotti dalla demolizione dello stadio Meazza.

Una parte consistente sarebbe costituita dagli elementi architettonici e strutturali che caratterizzano l’impianto milanese. Le spirali dello stadio rappresenterebbero, secondo le stime, circa 75.600 tonnellate di materiale.

Le travi e le tribune contribuirebbero in misura significativa al totale. Per il primo e il secondo anello sono indicate circa 31.200 tonnellate ciascuno. Il terzo anello raggiungerebbe invece una stima di circa 24mila tonnellate.

A queste quantità si aggiungerebbero quasi 28mila tonnellate riconducibili alle quattro torri maggiori.

Il quadro comprende anche altre categorie di rifiuti, con caratteristiche differenti. Tra queste figurano circa 4mila tonnellate di plastica, 2mila tonnellate di cartongesso e altre 2mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE.

Amianto friabile: perché la gestione è importante

Tra le voci indicate nella documentazione spiccano le circa mille tonnellate di materiali friabili contenenti amianto.

L’amianto friabile richiede precauzioni specifiche perché può liberare fibre se il materiale viene danneggiato o manipolato senza adeguate misure di protezione. L’eventuale demolizione deve quindi essere accompagnata da una valutazione tecnica approfondita e da procedure idonee a prevenire la dispersione delle fibre.

È importante distinguere la quantità stimata di materiale contenente amianto dall’eventuale presenza di fibre aerodisperse. Il dato, da solo, non consente di stabilire quale sarebbe l’esposizione della popolazione durante i lavori.

Per valutare questo aspetto occorre conoscere le caratteristiche dei materiali, la loro localizzazione, le modalità di intervento e le misure di contenimento previste. Anche il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti dovranno seguire le disposizioni applicabili.

Nuovo stadio di Milano: le verifiche ambientali

Il futuro di San Siro dipende anche dall’esito delle procedure previste per il progetto. La Valutazione ambientale strategica rappresenta una fase importante per esaminare le possibili ricadute ambientali delle scelte di pianificazione.

Nel caso della demolizione del Meazza, la presenza segnalata di materiali contenenti amianto rende particolarmente rilevanti gli approfondimenti sulle operazioni di rimozione, sulle condizioni di sicurezza e sul controllo delle eventuali emissioni di fibre.

Sarà quindi necessario valutare le informazioni tecniche disponibili e le prescrizioni che potranno essere formulate dagli enti competenti.

 

 

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