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Convegno Azzero Amianto ad Avezzano

Convegno Azzero Amianto ad Avezzano
Convegno Azzero Amianto ad Avezzano

Azzero Amianto: convegno organizzato da ONA presso Avezzano

L’Osservatorio Nazionale Amianto, in seguito al sostegno dell’onorevole Antonio Boccuzzi, componente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha riacceso i riflettori sulla problematica amianto.

Lo ha fatto organizzando il Convegno Azzero Amianto ad Avezzano. Visto che l’abbruzzo è una delle regioni maggiormente colpite dalla problematica amianto.

L’iniziativa parlamentare dell’On.le Antonio Boccuzzi e della Senatrice Stefania Pezzopane ha permesso di ottenere una risoluzione.

La soluzione riesce a far evitare che ai lavoratori malati di patologie asbesto correlate, dipendenti dello stabilimento S.V.O.A. SpA (oggi FOX Petroli) e dello stabilimento della SOMI Impianti in Vasto, vengano chiesti indietro dall’INPS i ratei di pensione che l’ente ha erogato dopo l’accoglimento della domanda amministrativa di pensione.

“Non possiamo tollerare il modo di agire dell’INPS. L’ente con atto amministrativo ha prima erogato la pensione con la rivalutazione per benefici amianto e poi ha ricorso in Cassazione e ottenuto l’annullamento della sentenza della Corte di Appello di l’Aquila che riconosceva il diritto.

Successivamente ha poi chiesto indietro i ratei che prima aveva spontaneamente erogato.

Si ringrazia quindi tutta la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati che, avendone ricevuto notizia dall’On.le Antonio Boccuzzi, ha disposto le opportune iniziative legislative per interdire siffatti comportamenti” dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Necessario il recupero dei territori inquinati

Al Convegno Azzero Amianto ad Avezzano si discuterà sulla necessità di recuperare i territori compromessi dall’inquinamento da amianto e dagli altri veleni cancerogeni.

Prima di tutto occorre avviare un processo di “risorgimento” che parta da una strategia progettuale complessiva.

Quindi il concetto di “bonifica” non può essere ancorato a vecchi schemi, e sostenuto con ordinarie e straordinarie linee di finanziamento.

Per questa ragione è necessario mettere in campo un complesso di iniziative in grado di far convergere più progetti e più fonti di finanziamenti.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso i suoi dipartimenti tecnici e territoriali, tende la mano a tutte le pubbliche amministrazioni, e quindi anche a quelle dell’aquilano, per rendere ogni supporto necessario a poter utilizzare questi strumenti finanziari.

Convegno Azzero Amianto ad Avezzano: i dettagli

Su questa tematica è stato organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, con il patrocinio del Consiglio regionale Abruzzo e del Comune di Avezzano, un prossimo convegno.

L’iniziativa dal titolo “Progetto A(z)ZERO Amianto” sarà promossa il giorno 4 novembre 2016 ad Avezzano, in piazza della Repubblica 8, a partire dalle ore 15.

Per iniziare, il convegno è incentrato sull’area della Marsica con i suoi 37 comuni e 134mila abitanti, ospiterà gli interventi di importanti personalità del mondo politico nazionale e della Regione Abruzzo.

Oltre ad eminenti scienziati e ricercatori del campo delle malattie asbesto correlate.

Tra loro anche il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, il presidente Commissione Ambiente Regione Abruzzo, Pierpaolo Petrucci, il direttore Regione Abruzzo Inail, Nicola Negri.

“Siamo convinti che la bonifica dall’amianto, anche in presenza di altri veleni e di sottosviluppo, si otterrà per default dall’attuazione di progetti complessi di rinascita territoriale”, dicono gli organizzatori.

L’ONA si fa promotore attivo di questa indispensabile coagulazione di forze positive. Per iniziare dal mondo politico, continuando con quello accademico, delle professioni, delle imprese, delle aggregazioni civili per avviare processi virtuosi di raccolta di idee e di disponibilità per un impegno vivo e volenteroso.

Come reagisce l’Europa di fronte alla problematica amianto

Nell’accordo di partenariato Italia-UE per la programmazione dei fondi 2014-2020 è prevista la possibilità di smaltire l’amianto e ristrutturare il patrimonio edilizio, anche con finalità di risparmio energetico.

Il disco verde è arrivato dalla Commissione Europea che ha aperto all’uso dei Fondi strutturali e d’investimento europei, in gestione concorrente, per sostenere la rimozione di amianto dagli edifici “purché sussistano evidenti legami con le priorità di investimento elencate nei programmi nazionali o regionali” – spiega la commissaria UE alle Politiche regionali Corina Cretu.

L’Europa tende una mano a Comuni e Regioni, affinché possano sfruttare questa possibilità che finora era stata esplorata solo in minima parte.

Infatti, nonostante sia stato concesso all’Italia di prevedere la rimozione dell’amianto tramite bandi appositi nei diversi Programmi Operativi a valere sul FESR, sono ancora pochissimi i Comuni in cui la mappatura degli edifici con amianto è stata completata.

Un uso intelligente ed eco-sostenibile dei fondi è un mezzo per arginare i rischi legati alla salute, ma anche per favorire la crescita occupazionale e ridurre il consumo di suolo.

È un’occasione d’oro per Comuni e Regioni: i fondi europei possono essere usati per bonificare l’amianto dagli edifici pubblici.

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La lista dei relatori presenti al Convegno

Ezio Bonanni, avvocato e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto
Giovanni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano e vice presidente Anci Abruzzo
Roberto Verdecchia, assessore Ambiente Comune di Avezzano
Nicola Negri, direttore Regione Abruzzo Inail
Maria Olimpia Morgante, sindaco comune di Scurcola Marsicana
Giorgio Loru, Coordinatore Ona Abruzzo
Massimo Lombardo, membro comitato scientifico Ona Abruzzo
Pierpaolo Pietrucci, presidente Commissione Ambiente Regione Abruzzo – Lo Sportello Amianto Abruzzo
Lorenzo Berardinetti, presidente Commissione Agricoltura, Sviluppo economico, Attività produttive Regione Abruzzo
Bartolomeo Pepe, senatore e membro commissione Ecomafie Senato
Stefania Pezzopane, senatrice presidente commissione Lavoro Senato
Guido Liris, situazione amianto dal punto di vista della Asl
Francesco Di Paolo, coordinatore ricostruzione post terremoto comuni del cratere
Massimo Luciani, direttore Anci Abruzzo

Eternit Bis, Ona: “Si proceda subito al rinvio a giudizio”

Tribunale Torino
Tribunale Torino

Al Palazzo di giustizia di Torino è ripreso il maxi processo Eternit Bis per le morti di amianto dell’Eternit di Casale Monferrato. L’Osservatorio Nazionale Amianto, parte civile nel procedimento, ha chiesto il rinvio a giudizio di Stephan Schmidheiny, il magnate svizzero proprietario della fabbrica.

«Il richiamo al principio del “ne bis in idem” è del tutto fuori luogo. Non solo per quei casi di omicidio non ricompresi nell’elenco contenuto nel capo di imputazione del primo processo, ma anche per coloro che vi erano ricompresi, poiché nel primo procedimento si è fatto riferimento soltanto al reato ambientale, e comunque al fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate, senza alcun riferimento ai casi specifici e alla contestazione dell’evento morte, e alla protezione del diritto alla vita che è cosa diversa dalla tutela della pubblica incolumità (che peraltro è reato di pericolo e non di evento in senso materiale)», ha spiegato lavvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA e legale di parte civile.

“All’udienza del 26 ottobre 2016, l’avvocato Ezio Bonanni ha chiesto che si procedesse immediatamente al rinvio a giudizio dell’imputato, sul presupposto che anche le vittime debbono trovare una loro tutela e giustizia, conformemente a quanto sancito dall’art. 6 CEDU, perché fino ad ora la giustizia italiana non ha tutelato le vittime ma solo l’imputato che, lo ricordo, ha ricevuto la contestazione di aver provocato la morte di centinaia di vittime inermi”, ha aggiunto.

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Eternit Bis, la Corte Costituzionale decide di andare avanti

Le udienze del nuovo processo si erano interrotte nell’estate del 2015 quando gli avvocati del magnate svizzero avevano posto una questione di costituzionalità sul “ne bis in idem”. Ovvero sulla legittimità di processare due volte una persona per gli stessi fatti. Ma la Corte Costituzionale ha deciso di andare avanti.

L’udienza preliminare del gup, è stata incentrata sulla sentenza della Corte Costituzionale, preannunciando di voler riaprire la discussione.

Ferma l’opposizione sul punto di tutte le parte civile: “Il codice di procedura penale non contempla la possibilità di una nuova discussione. Ciò non ha senso, poiché si è già discusso prima del rinvio degli atti alla Corte Costituzionale. Il gup deve solo stabilire la sostenibilità dell’accusa in dibattimento, non deve certo celebrarlo. Non accettiamo ulteriori perdite di tempo che si traduco in tutto vantaggio per l’imputato e in danno per le vittime. Uno Stato di diritto che possa definirsi tale deve rendere giustizia”.

L’Ona chiederà, non appena ci sarà il rinvio a giudizio, che nel processo Eternit Bis lo Stato risponda come responsabile civile per i danni provocati dall’imputato e ne chiederemo la citazione per ordine del Tribunale.

“L’Ona ha registrato un aumento dei casi di mesotelioma, tumori polmonari e altre patologie asbesto correlate tra la popolazione di cinque siti degli stabilimenti di eternit: Casale Monferrato, Cavagnola, Bagnoli, Siracusa e Rubiera”, ha aggiunto.

Eternit Bis: riprende il processo

Eternit Bis
Eternit Bis

Attesa la nuova udienza del processo Eternit Bis

Eternit Bis, nell’udienza preliminare del processo il gup Federica Bompieri dovrà decidere se mandare a processo per omicidio colposo di 258 persone Stephan Schmidheiny. Alla sbarra il magnate svizzero proprietario della fabbrica.

Alla vigilia dell’udienza, mercoledì 26 ottobre alle ore 14, l’Osservatorio Nazionale Amianto terrà una conferenza stampa presso la Terrazza Solferino di Torino per spiegare la sua posizione.

Nel primo processo Eternit, che si era risolto con una condanna Schmidheiny a 18 anni, e con la discussa assoluzione in Cassazione che aveva ritenuto prescritto il reato di disastro ambientale, l’Osservatorio Nazionale Amianto, si era costituito parte civile.

Le udienze del nuovo processo Eternit Bis si erano interrotte lo scorso luglio. Quando gli avvocati del magnate svizzero avevano posto una questione di costituzionalità sul ne bis in idem.

Ovvero sulla leggimità di processare due volte una persona per gli stessi fatti. Ma la Corte Costituzionale ha deciso di andare avanti.

“Ci attendiamo che si faccia giustizia per le migliaia di vittime, deceduti e malati, e per i loro familiari, per la condotta del magnate svizzero che non potrà lamentarsi di essere stato processato due volte per lo stesso reato.

Nel primo processo era imputato per disastro ambientale ora lo è di omicidio e per altre vittime.

Un vero genocidio di morti, che ancora attendono giustizia. Spero e mi auguro che questa volta non ci siano incidenti di percorso.  Bisogna rendere giustizia a migliaia di cittadini e vittime inermi” – dichiara il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni.

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Eternit bis: facciamo il punto della situazione

Prima tra tutte, la vicenda delle case popolari del quartiere Falchera Nuova. Difatti gli inquilini, dopo aver vissuto per quarant’anni con l’amianto sopra la testa, ora rischiano di pagare pure il conto salato per una bonifica che andava fatta parecchio tempo fa.

Per far valere i loro diritti, ventitré famiglie hanno costituito un comitato aderente all’Osservatorio Nazionale Amianto, Comitato Ona Ulivi 90 Falchera di Torino.

A seguire alle ore 15, nella stessa location della Terrazza Solferino, seguirà il convegno “Le patologie da amianto: gli ultimi risultati della ricerca scientifica e il risarcimento danni”.

Partecipano il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, il professor Giancarlo Ugazio, già professore ordinario di patologia generale presso la facoltà di Medicina dell’Università di Torino e il dottor Maurizio Ascione, sostituto procuratore della Repubblica di Milano. Infine, modera la giornalista Valentina Renzopaoli.

Il convegno è dedicato alla memoria del dottor Paolo Pitotto, medico del lavoro, recentemente e prematuramente scomparso.

Il dottore ha dedicato tutta la sua vita alla cura dei malati di amianto e alla tutela dei loro diritti, in sede amministrativa presso INPS e INAIL e in sede giudiziaria presso i diversi procedimenti penali e civili.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming, disponibile al link.

Processo Fibronit: emessa sentenza

Ezio Bonanni
Ezio Bonanni

Processo Fibronit: troppo tempo impiegato per le indagini

“Sono sconcertato! L’assoluzione dei due imputati nel processo Fibronit di Broni ci lascia profondamente amareggiati.

La sentenza emessa dalla V Sezione della Corte d’Appello di Milano ha stabilito la prescrizione del reato di disastro ambientale.

Ciò significa che il reato c’era. Ma i termini della prescrizione sono scaduti perché le indagini preliminari sono durate circa dieci anni.  Una cosa inammissibile”.

Con queste parole l‘avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha commentato la sentenza del processo Fibronit

Il tutto è avvenuto nel corso del convegno che si è svolto nella sala Pirelli del Consiglio Regionale della Lombardia.

Il convegno intitolato:  “Amianto in fila per morire. Le stragi approdano nelle aule dei tribunali”.

“Come Osservatorio Nazionale Amianto, che ha preso parte al procedimento come parte civile, e come legale di alcune decine di vittime, annuncio che faremo ricorso in Cassazione.

Infatti presenteremo ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Ritengo che, almeno per quanto riguarda il reato di disastro ambientali, non ci siano termini per la prescrizione.

Visto che non c’è stata la bonifica e quindi l’epidemia di patologie prosegue causando altre malattie, lutti e tragedie”.

Processo Fibronit

Un convegno per far luce sul processo Fibronit

Hanno partecipato al convegno anche il dottor Maurizio Ascione, magistrato della Procura della Repubblica di Milano, la consigliera della Regione Lombardia Iolanda Nanni, il consigliere della Regione Lombardia, Andrea Fiasconaro, e i deputati del M5S Massimo De Rosa e Alberto Zolezzi.

Il presidente dell’Ona Ezio Bonanni ha chiesto ai parlamentari presenti di farsi portavoci delle richieste dei lavoratori malati di asbestosi e di altre patologie legati all’amianto.

L’obiettivo è quello di poter accedere al pensionamento in anticipo rispetto ai tempi della legge Fornero.

Bonanni ha inoltre chiesto di verificare sulle attività dell’Inail in tema di mancato riconoscimento delle patologie asbesto correlate tanto da rendere necessarie azioni giudiziarie.

Amianto palazzi INAIL Roma

INAIL
INAIL

Inchiesta riaperta: presenza di amianto palazzi INAIL Roma

Amianto palazzi INAIL Roma. Rigettata la richiesta di archiviazione formulata dal pm Maria Letizia Golferi.

Dopo aver effettuato le Indagini Preliminari presso la sede INAIL Laurentino, il Giudice  ha accolto l’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ora il pm avrà altri sessanta giorni di tempo per svolgere indagini suppletive. Un’importante vittoria per l’Ona.

Il caso Via Stefano Gradi Roma, zona Laurentina

amianto palazzi INAIL Roma

Il 24 marzo 2015, Claudio Vernale, medico del lavoro, ricercatore presso la stessa Inail Via Stefano Gradi in Roma zona Laurentina e membro dell’Ugl Intesa Funzione Pubblica, dopo essere venuto a conoscenza della presenza di amianto all’interno dello stabile, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma.

Il dott. Vernale ha così espresso preoccupazione per la sua salute e quella dei numerosi lavoratori.

Seguito legalmente dall’avvocato Ezio Bonanni, il Sig. Vernale ha poi chiesto l’accesso agli atti e dalla documentazione ottenuta è emerso che “nel complesso vi era presenza di amianto”.

Successivamente, grazie alle indagini, il pm Maria Letizia Golferi ha chiesto l’archiviazione sostenendo che “gli elementi acquisiti dispongono per l’infondatezza della notizia e comunque appaiono inidonei a sostenere l’accusa in giudizio”.

Accolte le istanze presentate dall’ONA

In conclusione il gup Costantino De Robbio dispone nuove indagini  per Inail Roma Laurentina accogliendo l’istanza dell’ONA.

“Rilevato che la gravità del pericolo alla salute dovuto all’esposizione all’amianto anche in quantità minime è tale da imporre l’espletamento di indagini il più possibile accurate per escludere ogni rilevanza penale dei fatti rappresentati nella denuncia e nell’atto di opposizione”, si legge nel provvedimento del giudice.

Il Dott. Costantino De Robbio, Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma, conferma il fatto che la Procura ha chiesto frettolosamente l’archiviazione.

La procura infatti ha archiviato senza che ci fossero indagini complete circa il rischio amianto presso la sede Via Stefano Gradi Inail. 

Sia in qualità di legale della parte offesa che di presidente dell’ONA auspico che ci sia una maggiore completezza delle indagini preliminari da parte della Procura della Repubblica di Roma in relazione alle prossime istanze di giustizia rispetto a un rischio, come quello amianto, caratterizzato dalla particolare lesività delle fibre e dall’assenza di un limite al di sotto del quale il rischio si annulli, per cui anche poche fibre possono essere letali”.