Eternit Bis, Ona: Si proceda subito al rinvio a giudizio. Basta con le perdite di tempo”

tribunale-torino

Al Palazzo di giustizia di Torino è ripreso il maxi processo Eternit Bis per le morti di amianto dell’Eternit di Casale Monferrato. L’Osservatorio Nazionale Amianto, parte civile nel procedimento, ha chiesto il rinvio a giudizio di Stephan Schmidheiny, il magnate svizzero proprietario della fabbrica.

«Il richiamo al principio del “ne bis in idem” è del tutto fuori luogo, non solo per quei casi di omicidio non ricompresi nell’elenco contenuto nel capo di imputazione del primo processo, ma anche per coloro che vi erano ricompresi, poiché nel primo procedimento si è fatto riferimento soltanto al reato ambientale, e comunque al fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate, senza alcun riferimento ai casi specifici e alla contestazione dell’evento morte, e alla protezione del diritto alla vita che è cosa diversa dalla tutela della pubblica incolumità (che peraltro è reato di pericolo e non di evento in senso materiale)», ha spiegato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA e legale di parte civile.

“All’udienza del 26 ottobre 2016, l’avvocato Ezio Bonanni ha chiesto che si procedesse immediatamente al rinvio a giudizio dell’imputato, sul presupposto che anche le vittime debbono trovare una loro tutela e giustizia, conformemente a quanto sancito dall’art. 6 CEDU, perché fino ad ora la giustizia italiana non ha tutelato le vittime ma solo l’imputato che, lo ricordo, ha ricevuto la contestazione di aver provocato la morte di centinaia di vittime inermi”, ha aggiunto.

Le udienze del nuovo processo si erano interrotte nell’estate del 2015 quando gli avvocati del magnate svizzero avevano posto una questione di costituzionalità sul “ne bis in idem”, ovvero sulla legittimità di processare due volte una persona per gli stessi fatti. Ma la Corte Costituzionale ha deciso di andare avanti.

L’udienza preliminare del gup, è stata incentrata sulla sentenza della Corte Costituzionale, preannunciando di voler riaprire la discussione.

Ferma l’opposizione sul punto di tutte le parte civile. “Il codice di procedura penale non contempla la possibilità di una nuova discussione. Ciò non ha senso, poiché si è già discusso prima del rinvio degli atti alla Corte Costituzionale. Il gup deve solo stabilire la sostenibilità dell’accusa in dibattimento, non deve certo celebrarlo. Non accettiamo ulteriori perdite di tempo che si traduco in tutto vantaggio per l’imputato e in danno per le vittime. Uno Stato di diritto che possa definirsi tale deve rendere giustizia”.

L’Ona chiederà, non appena ci sarà il rinvio a giudizio, che nel processo Eternit Bis lo Stato risponda come responsabile civile per i danni provocati dall’imputato e ne chiederemo la citazione per ordine del Tribunale.

“L’Ona ha registrato un aumento dei casi di mesotelioma, tumori polmonari e altre patologie asbesto correlate tra la popolazione di cinque siti degli stabilimenti di eternit: Casale Monferrato, Cavagnola, Bagnoli, Siracusa e Rubiera”, ha aggiunto.

Leave a Comment

Your email address will not be published.