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Malasanità: parola al prof. Luciano Mutti

Luciano Mutti
Luciano Mutti

A cura del Prof. Luciano Mutti

I sistemi sanitari meglio organizzati, per mantenere elevanti standard di efficienza, sono dotati di sistemi di controllo degli operatori e della qualità delle loro prestazioni. La possibilità di errore non è mai completamente eliminabile. L’obiettivo è, semmai, quello di ridurre gli errori al minimo, mantenendoli entro limiti “fisiologici”, dopo aver apportato e continuando ad apportare tutti gli accorgimenti necessari al sistema (personale, attrezzature e strutture).

Quindi va subito sgombrato il campo da estremismi e sottolineata la necessità che il populismo (sempre pericoloso) non debba aver alcuno spazio nel nostro comportamento di fronte ad un errore o disfunzione in ambito sanitario, oltre al risarcimento dei danni.
Detto questo, certo il nostro Paese presenta peculiarità non invidiabili dove i cardini fondamentali della clinical governance, come aggiornamento continuo, controllo del rischio, valutazione ed aggiornamento delle procedure (audit) ecc. che sono troppo spesso solo parole vuote che rimbalzano nelle nostre strutture sanitarie senza alcuna reale applicazione pratica.

Quando i processi di “appraisal” (validazione) annuale degli operatori e fondamentale per mantenere una licenza medica negli altri paesi, diventa virtuale, il controllo qualitativo delle procedure che hanno causato problemi o che si vuole migliorare (audits) è quasi sconosciuto, risulta lampante che il “rischio evitabile” si può moltiplicare.
Se a questo aggiungiamo una certa impermeabilità degli operatori ad accettare linee guida condivise ed emanate dalle società scientifiche internazionali perché considerate lesive ed irrispettose dell’ “ars medica”, il quadro comincia a diventare preoccupante e sembra ragionevole porsi il problema della qualità dei nostri servizi sanitari.
Non parliamo, poi, dei criteri di scelta del personale perché, chiunque nel nostro Paese, o ha capito o ha percepito che, in assenza di alcuna considerazione del merito sia nelle assunzioni che nel corso della successiva carriera, le motivazioni del personale, sono lasciate semplicemente all’etica del lavoro e professionalità del singolo . Come dire: “speriamo di trovare quello buono”. Inaccettabile!

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Tutti dimenticano la “governance” sanitaria

Sembra, invece, che gli amministratori (politici e politicizzati) ignorino tutto questo e preferiscano concentrarsi sui bilanci, dimenticando che la “governance” sanitaria che può suggerire i migliori percorsi di diagnosi e cura, il controllo dei risultati qualitativi reali, il reale aggiornamento continuo porterebbe a risparmi enormi associati a migliore qualità dell’assistenza. E non voglio parlare dei costi della corruzione non dilagante. Dilagata…

Certo l’individualismo italiano e la nostra incapacità di fare squadra (troppo spesso solo confraternite) non aiuta ma è proprio in questi casi che il “sistema” dovrebbe essere in grado di incidere con decisione ed equilibrio. Purtroppo troppo spesso si assiste al contrario: non solo tolleranza ma vera e propria connivenza tra sanitari, amministratori sodali, politicanti che sfocia in vuote dichiarazioni di stima reciproca prive di qualunque fondamento professionale oggettivo. Una cortina fumogena pericolosa che non può che generare percezioni distorte nel cittadino che si rivolge ad una struttura sanitaria. Asinus asino, sus sui pulcher. Nulla di nuovo…
Un ultimo cenno alla piaga dei conflitti di interesse tra operatori (soprattutto medici) ed aziende farmaceutiche che sta diventando un problema gravissimo non solo da noi. Dalla vacanza con pretesti congressuali ai veri e propri rapporti istituzionalizzati con le aziende (consulenze, contratti etc). Come potersi fidare di dichiarazione enfatiche sull’ efficacia di un nuovo farmaco la cui azienda produttrice è cosi “vicina” all‘entusiasta esternatore ?

L’importanza del ruolo di controllo

FDA negli USA sta cominciano a reagire in modo forte a questa deriva. Chi controllerà da noi? Chi, davvero (tra i controllori), è al disopra di ogni sospetto? I recenti episodi, quasi esclusivamente svelati da pochi giornalisti coraggiosi, ci lasciano per lo meno scettici che le cose siano a posto ora.
Questi sono elementi che tutti quelli che lavorano in un sistema sanitario conoscono e può capitare di conoscere a molti che si rivolgono ad esso. Pur tuttavia ogni caso di “malasanità” è diverso e le responsabilità non possono essere accertate partendo dalle nostre valutazioni sul sistema stesso
Piuttosto, e non è retorica, il compito dei cittadini dovrebbe essere quello di sorvegliare, analizzare, stimolare, suggerire. Fare squadra insomma. Lasciamo le confraternite a chi non sa fare di meglio…

*Oncologo e docente di oncologia sperimentale presso l’Università Salford di Manchester

Malasanità: effettuati inutili interventi per curare mesotelioma

Genova
Genova

Nasce la sezione malasanità per tutelare dall’errore medico

Muore di mesotelioma dopo essere stato sottoposto a ben tre operazioni mal eseguite, inutili e addirittura dannose, che hanno contribuito a devastare il suo fisico. Ora la famiglia ha citato in giudizio l’ospedale che lo ha tenuto in cura per chiedere il risarcimento dei danni.

Nato a Genova nel 1948, il signor Gerolamo Andrea ha iniziato a lavorare da giovanissimo. Come operaio è entrato nei Cantieri Navali di Genova dove ha lavorato per alcuni anni come tubista, saldatore, montatore e assemblatore di pezzi per gli impianti delle navi.
Ed è qui che senza saperlo, ancora giovanissimo, viene esposto all’amianto, e la sua esposizione prosegue poi nei periodi successivi, quando prima lavora nella Ferrovia Genova Casella, e poi quando, a partire dal 1982, è assunto alle dipendenze di AMT S.p.A. e svolge l’attività di ferrotranviere su autobus con componenti in amianto, continuando quindi a respirare quella fibra killer, fino al 2003, quando il lavoratore va in pensione.

La diagnosi della “malattia nera” dell’amianto

La “malattia nera” dell’amianto, il mesotelioma, si affaccia circa 35 anni dopo: la diagnosi terribile arriva nell’aprile 2012.
Dopo aver consultato diversi medici, la famiglia si rivolge al IRCSS, l’azienda ospedaliera universitaria San Martino – IST e inizia l’odissea della terapia. Il protocollo prevede un periodo di chemioterapia per tentare di ridurre il tumore.
Le cure debilitano ulteriormente il fisico di Gerolamo procurando diversi effetti collaterali; e alla fine non vengono riscontrati cambiamenti positivi. Ma comunque, il paziente due mesi dopo la fine della chemio, il 29 settembre 2012, viene sottoposto ad un’operazione chirurgica (pleurectomia/decorticazione).
Ci sono immediatamente delle complicazioni, con tutta probabilità degli “errori operativi”, come scriverà poi anche il medico legale. E così si ritengono necessari altri due interventi, uno il giorno successivo ( una plastica diaframma) e l’altra pochi giorni dopo, il 3 ottobre (VATS destra).

“Dopo le operazioni mio padre sembrava invecchiato di 20 anni”, racconta il figlio Paolo. “Aveva difficoltà respiratorie, difficoltà a mangiare, il peggioramento era evidentemente visibile”.
Si prosegue però, come da protocollo, con un ciclo di radioterapia. Non c’è nulla da fare e il 7 agosto il signor Gerolamo muore.
Ora, dopo che il Dott. Enrico Fregoso, medico legale in La Spezia, ha evidenziato le responsabilità della struttura sanitaria, i familiari, assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni, hanno citato in giudizio la struttura e la ASL di Genova per chiedere il risarcimento di tutti i danni, oltre che naturalmente imputare l’evento alle condotte di tutti i datori lavoro. L’INAIL ha infatti riconosciuto l’origine professionale della patologia e costituito la rendita prima in favore del lavoratore e poi della vedova, ben misera consolazione dopo una vita dedicata al lavoro.

Due operazioni chirurgiche senza alcun effetto


Si sostiene che la prima operazione chirurgica è stata male eseguita, così come le altre due, che peraltro hanno poi avuto l’effetto di determinare l’invasione di metastasi nell’organismo del paziente, perché ne hanno abbattuto le difese immunitarie. Anche le somministrazioni di chemioterapia e radioterapia hanno aggravato le condizioni di salute del paziente, causando diversi effetti collaterali.

“Decidemmo di sottoporre mio padre ad operazione chirurgica perché i medici ci dissero che dal mesotelioma si poteva guarire e che asportando il tumore la cosa si sarebbe risolta. Ma la cosa più grave è un’altra”, racconta Paolo.

“Dopo la morte di mio padre, mi sono accorto studiando la documentazione della cartella clinica che i medici ci avevano nascosto che oltre al mesotelioma su un polmone, si stava già iniziando a sviluppare un altro tumore anche sull’altro polmone. Dunque, l’operazione a cui mio padre è stato sottoposto è stata completamente inutile e addirittura dannosa. Mai sarebbe potuto guarire con un quadro clinico del genere. Ma nessuno allora ci disse niente, se lo avessimo saputo avremmo evitati di devastarlo fisicamente”.

La IRCSS – azienda ospedaliera universitaria San Martino e la ASL sono stati citati a comparire innanzi il Tribunale di Genova per il prossimo 30 marzo 2017 al fine di veder risarciti tutti i danni subiti dai famigliari del paziente, che sono quantificati nell’importo che fosse accertato e/o ritenuto equo.

L’istituzione della sezione ONA Malasanità

“Purtroppo, in Italia, la ricerca scientifica langue e i criteri di assegnazione e di impiego dei fondi non sempre sono cristallini. Il nostro ricercatore di punta, il Prof. Luciano Mutti, nell’impossibilità di poter compiere ricerca qui in Italia, ha dovuto accettare la proposta di titolare della cattedra di Oncologia Medica e Ricerca Oncologica della Facoltà di Medicina presso l’Università Salford di Manchester. Si predilige la chemioterapia, anche se inefficace. Ho l’impressione che sia il bancomat delle case farmaceutiche e che quindi si continua a fare business sulle vittime dell’amianto. Come Osservatorio Nazionale Amianto abbiamo quindi dovuto istituire una sezione, quella di ONA Malasanità, per tutelare le vittime anche dal sistema sanitario, oltre che da quello previdenziale”, dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

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L’appello ONA al Ministero della Salute

L’ONA continua a chiedere al Ministero della Salute e a tutte le istituzione, oltre all’impegno per la prevenzione primaria (bonifiche) per evitare altre esposizioni, anche un maggior impegno nella ricerca e l’assegnazione dei fondi in base a criteri di professionalità e non di mera appartenenza politica “La sanità e l’organizzazione del servizio salute non può continuare ad essere appaltato alla politica, che vuole decidere chi sono i direttori generali della ASL e i primari degli ospedali”, continua l’avvocato Ezio Bonanni, il quale preannuncia un’azione a tutto campo dell’ONA anche su questo fronte, sostenuta dall’azione di medici volontari, primi fra tutti il Prof. Luciano Mutti e decine e decine di altri sanitari che dedicano tutta la loro esistenza alla ricerca scientifica e alla cura dei pazienti.
E’ necessario anche un approccio non sempre allopatico, secondo l’insegnamento del Prof. Giancarlo Ugazio, già ordinario di patologia generale presso l’Università di Torino e componente autorevole del comitato tecnico-scientifico dell’ONA.

Amianto nella scuola Barsanti di Firenze

Ezio Bonanni
Ezio Bonanni

Trovato amianto nella scuola Barsanti di Firenze. L’ONA solleva nuovo caso e lancia appello al Ministro Gentiloni.

Pareti in amianto nell’ex scuola Barsanti di Firenze, ora sede di alcune associazioni e della palestra comunale.

Dopo la campagna finalizzata alla tutela della salute degli studenti e degli insegnanti dell’Istituto Leonardo da Vinci, l’Osservatorio Nazionale Amianto solleva un altro grave caso nella città toscana.

E attraverso la coordinatrice del Comitato delle Mamme e degli Alunni dell’ONA, la signora Antonella Franchi, e alcuni membri del Comitato Ona di Rosignano, il prof. Luciano Macrì e il signor Giampiero Palazzo, presentano un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze.

Ancora amianto nell’ex scuola Barsanti di Firenze

Il caso è quello della ex Scuola Barsanti in via Assisi a Firenze. Una struttura dove ci sono, ancora materiali contenenti amianto.

Dopo la chiusura della scuola, la struttura ha subito modifiche. Hanno demolito un’area intera, per ricostruire al suo posto il Centro di Formazione Professionale Alberghiero del Comune di Firenze.

Chiudendo poi l’altra ala solo dopo alcuni anni, il Comune ha deciso di far utilizzare tale struttura ad alcune associazioni. Oltre che ad adibirla a palestra comunale.

Le prescrizioni e i cartelli di pericolo amianto sono semplicemente stati rimossi. Da precisare, nonostante le opere di bonifica e smaltimento non siano mai state ultimate.

Nel corso degli anni, sono stati fatti alcuni piccoli lavori di ristrutturazione. Lavori che hanno inevitabilmente dovuto toccare pareti e muri contenenti amianto.

Lo stesso Comune di Firenze ha confermato che nelle pannellature dell’edificio ci fosse dell’amianto friabile. Con annesso rischio di aerodispersione.

Quello dell’ex Scuola Barsanti è un edificio “gemello” di quello adibito al biennio Leonardo Da Vinci, per il quale l’Osservatorio Nazionale Amianto aveva chiesto, già da tempo, la decontaminazione.

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L’ONA torna a sollecitare il Comune di Firenze

In tale situazione, l’Osservatorio Nazionale Amianto, torna a sollecitare il Comune di Firenze, e tutte le Pubbliche Istituzioni, ad una maggiore attenzione.

Occorre lavorare tutti insieme affinché vengano evitate ora, e per il futuro, situazioni di aerodispersione di polveri e fibre di amianto e/o la contaminazione degli ambienti di vita.

Ed infine, il rischio di inalazioni di polveri e fibre del minerale killer, per il quale non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla.

Difatti, possono bastare anche solo poche fibre per determinare l’insorgenza del mesotelioma, patologia ad esito infausto.

“Proseguirà quindi il nostro impegno in spirito di collaborazione con le Istituzioni, al fine di tutelare la salute rispetto al rischio amianto, partendo prima di tutto dalle scuole e dagli edifici pubblici.

Auspichiamo che il nuovo Governo Gentiloni possa iniziare un percorso virtuoso di decontaminazione e bonifica delle scuole e degli altri edifici pubblici.

In effetti, attendiamo azioni, contrariamente al Governo Renzi la cui azione è stata del tutto inefficace rispetto a tela problematica nonostante le sue promesse di inizio mandato sulla completa ristrutturazione delle scuole italiane”.

Dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Pensione ai lavoratori malati di amianto, il testo completo

Parlamento-Italia
Parlamento-Italia

Pensione a tutti i lavoratori malati di amianto che hanno contratto patologie amianto correlate, la cui origine professionale è stata riconosciuta dall’Inail.

È con la legge di Stabilità l’emendamento che recepisce una delle più pressanti richieste che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha formulato nell’interesse dei lavoratori malati di patologie asbesto correlate contemplate nelle tabelle. Parliamo del mesotelioma, del tumore polmonare e dell’asbestosi.

Pubblichiamo l’articolo 1, comma 250 della Legge di Stabilità del 2017, già Disegno di Legge n. 2611/2016 con la quale è stata approvata la norma che prevede l’immediato pensionamento per tutti coloro che, per motivi di lavoro, hanno contratto mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, carcinoma polmonare e asbestosi, purché riconosciuti dall’INAIL, ovvero dall’ente assicuratore, senza che ci sia la necessità di alcuna soglia di riconoscimento di inabilità/invalidità.

Infatti, il testo dell’art. 1, comma 250, del Disegno di Legge n. 2611/2016 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”), inizialmente proposto dall’On.le Antonio Boccuzzi, ha poi ottenuto il sostegno bipartisan di tutti i gruppi politici e quindi definitivamente approvato con la legge del 7 dicembre 2016.

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Il testo della legge per malati di amianto

A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e nei limiti previsti dagli ultimi tre periodi del presente comma, il lavoratore iscritto all’assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima affetto da mesotelioma pleurico (c45.0), mesotelioma pericardico (c45.2), mesotelioma peritoneale (c45.1), mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7), carcinoma polmonare (c34) e asbestosi (c61), riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa di servizio, ha diritto al conseguimento di una pensione di inabilità, ancorché non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione di inabilità di cui al primo periodo, il requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino versati a favore dell’assicurato almeno cinque anni nell’intera vita lavorativa. Il beneficio pensionistico di cui ai primi due periodi, che non è cumulabile con altri benefìci pensionistici previsti dalla normativa vigente, è riconosciuto, a domanda, nel limite di 20 milioni di euro per l’anno 2017 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2018.

Qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte, emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie di cui al terzo periodo il riconoscimento del trattamento pensionistico è differito, con criteri di priorità in ragione dell’età anagrafica, dell’anzianità contributiva e, infine, della data di presentazione della domanda, allo scopo di garantire un numero di accessi al pensionamento non superiore al numero di pensionamenti programmato in relazione alle predette risorse finanziarie.

Il diritti dei lavoratori esposti ad amianto

Per i lavoratori malati di amianto di cui all’articolo 1, comma 2, e all’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca, che rientrano nelle fattispecie di cui ai primi due periodi del presente comma, le indennità di fine servizio comunque denominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, sono corrisposte al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione delle stesse secondo le disposizioni dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono emanate le disposizioni necessarie per l’attuazione del presente comma.

L’Osservatorio Nazionale Amianto metterà a disposizione il formulario perché tutti gli aventi diritto possano procedere al deposito della domanda di pensione presso l’INPS (ovvero presso l’ente gestore della posizione previdenziale).

RASSEGNA STAMPA DICEMBRE 2016

Rassegna Stampa
Rassegna Stampa

Rassegna stampa: dicembre del 2016

Buonasera Taranto – 20 dicembre – “Amianto, a Taranto la metà dei morti della Puglia”

http://www.tarantobuonasera.it/news/cronaca/457380/amianto-a-taranto-la-meta-dei-morti-della-puglia

Aska News – 13 dicembre – Amianto all’ex Velodromo dell’Eur: tutti assolti

http://www.askanews.it/cronaca/2016/12/13/amianto-allex-velodromo-delleur-tutti-assolti-pn_20161213_00103/

La Voce di Roma – 13 dicembre – Amianto all’ex Velodromo dell’Eur: tutti assolti

http://lavocediroma.altervista.org/amianto-allex-velodromo-delleur-tutti-assolti/

Spazio Consumatori – 13 dicembre – Il Tribunale di Roma si è pronunciato sul caso della demolizione del Velodromo dell’Eur, in cui l’Osservatorio nazionale sull’amianto (Ona) si era costituito parte civile.

http://www.spazioconsumatori.tv/comunicati-stampa/ambiente/item/1757-processo-velodromo-dell-eur-nessun-colpevole.html

Quotidiano Sanità – 7 dicembre – Amianto. Vigili del Fuoco faranno lo screening ai soccorritori intervenuti nelle aree terremotate

http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=45919

Meteo Web – 7 dicembre – Terremoto Centro Italia: screening per l’amianto per i soccorritori, ma per l’ONA serve di più

http://www.meteoweb.eu/2016/12/terremoto-centro-italia-screening-per-lamianto-per-i-soccorritori-ma-per-lona-serve-di-piu/804120/

Affari Italiani – 7 dicembre – Terremoto, controllo sanitario per i vigili del fuoco. Ona e Usb: “Non basta”

http://www.affaritaliani.it/roma/terremoto-controllo-sanitario-per-i-vigili-del-fuoco-ona-usb-non-basta-453580.html

Panorama – 7 dicembre – Terremoto: screening amianto sui soccorritori ma per l’Ona serve di più

http://www.panorama.it/scienza/salute/terremoto-screening-amianto-sui-soccorritori-ma-per-lona-serve-di-piu/

Diretta News – 7 dicembre – Terremoto: un nuovo rischio per chi ha salvato vite umane

http://www.direttanews.it/2016/12/07/terremoto-un-rischio-salvato-vite-umane/

Today – 6 dicembre – Angeli del terremoto a rischio amianto, “Nessuna tutela nel cratere del sisma”

http://www.today.it/cronaca/terremoto-centro-italia-amianto.html