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Lavoratori amianto, prepensionamenti bloccati da sette mesi

INPS, prepensionamenti
INPS

Andiamo a riportare l’articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano in cui l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, è intervenuto a sostegno dei 2-3000 lavoratori che, nonostante abbiano respirato amianto per tanti anni, non riescono ad andare in pensione a causa di un difetto sostanziale della Legge.

L’ultima legge di Bilancio ha ampliato la platea dei beneficiari delle pensioni di inabilità: bastano cinque anni di contributi. Le quasi 3mila persone con patologie come carcinomi o mesoteliomi hanno festeggiato. Ma la novità è lettera morta perché ancora non ci sono le norme attuative. L’Inps dà la colpa al ministero del Lavoro, lo staff di Giuliano Poletti nega e chiama in causa la Corte dei Conti.

L’Inps dà la colpa al Ministero del Lavoro, che “è in ritardo di 5 mesi”. Lo staff di Giuliano Poletti nega e sostiene che manca solo la firma della Corte dei Conti. Quanto tempo ci vorrà? Chi può dirlo.

Intanto quasi 3mila persone gravemente malate per aver lavorato a contatto con l’amianto aspettano.

L’ultima legge di Bilancio consente loro di ottenere il prepensionamento anche se hanno pochi anni di contributi versati.

Ma senza decreti attuativi quella possibilità resta lettera morta. Così loro aspettano. Da sette mesi.

Una perdita di tempo che gli ammalati di carcinomi mesoteliomi da esposizione all’amianto non si possono certo permettere.

Molti, poi, non ce la fanno proprio più ad andare in fabbrica o al cantiere tutte le mattine, magari tra una sessione di chemio e l’altra. 

Spesso fanno fatica perfino ad alzarsi dal letto, hanno l’affanno dopo appena una rampa di scale.

Nel 2016 c’è stato un passo avanti verso la pensione

E dire che a fine 2016 avevano festeggiato: nel comma 250 della finanziaria, fortemente voluto dal deputato Pd Antonio Boccuzzi, è stata inserita infatti una novità molto attesa e rilevante. 

“Grazie a quella norma”, racconta Boccuzzi che l’ha promossa in commissione Lavoro alla Camera, “chiunque abbia versato solo 5 anni di contributi e riesca a dimostrare, con un certificato Inail, di aver contratto sul posto di lavoro malattie legate all’amianto, indipendentemente dal grado d’invalidità dovrebbe aver diritto al prepensionamento”.

Un bel passo avanti rispetto alla normativa precedente. La legge del 1992 sulle agevolazioni contributive riconosciute ai malati d’amianto prevede una maggiorazione del 50% nel computo degli anni di contributi versati per chi ottiene dall’Inail il certificato d’invalidità legato a malattie causate dalla presenza di fibre killer sul posto di lavoro.

“Una misura che, al netto delle varie progressive modifiche, manteneva un difetto sostanziale”, afferma Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona).

Quale? “Semplice: se, anche in virtù di quella maggiorazione, non si superava il tetto minimo di anni di contribuzione ordinario, i malati causa amianto non potevano comunque andare in pensione”. Parliamo di “una platea tra le 2 e le 3mila persone”, che hanno respirato per anni, spesso inconsapevolmente, le fibre cancerogene.

Ecco perché il comma 250 era stato accolto con grandi speranze. C’è scritto, testualmente, che “ai fini del diritto alla pensione di inabilità” per i malati d’amianto, “il requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino versati a favore dell’assicurato almeno cinque anni nell’intera vita lavorativa”.

Tutto molto più semplice, in teoria. Ma in pratica non è così. Perché servono le solite disposizioni attuative, che il ministero del Lavoro di concerto con il Tesoro era chiamato a emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge”

Due mesi di tempo, dunque. “E invece di mesi ne sono passati quasi 7 e di quei decreti non c’è traccia”, affermano i collaboratori di Tito Boeri. “Senza, noi semplicemente non possiamo accogliere alcuna richiesta”.

Tutto fermo, insomma. I motivi del ritardo? “Bisogna chiederli al ministero del Lavoro”, si giustificano dall’Inps.

Ma i tecnici di Via Veneto contattati dailfattoquotidiano.it ostentano stupore. Alla fine, dopo una lunga serie di balbettii e di mezze giustificazioni, dallo staff di Poletti arriva la risposta.

Che è l’ennesimo rimpallo di responsabilità: “Il decreto ministeriale è stato firmato dai ministri del Lavoro e dell’Economia ed è alla Corte dei conti dal 20 giugno”.

Inutile chiedere previsioni sui tempi necessari per completare la procedura. Inutile pure far notare che comunque il 20 giugno è caduto ben al di là dei 60 giorni fissati come limite nella finanziaria.

Spiegazioni ulteriori non se ne ottengono. Nel frattempo, perfino Boccuzzi brancola nel buio. “Francamente, non sappiamo come sia possibile. Anzi, stiamo pensando di presentare una interrogazione al ministro Poletti, sperando che ci risponda”. Ci vorrà ancora del tempo.

Leggi anche l’articolo su: Il Fatto Quotidiano

Amianto a scuola!

Amianto Scuole
Amianto Scuole

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a parlare di amianto a scuola. 2.400 scuole, 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non, a rischio, tra i quali quelli della Leonardo Da Vinci di Firenze, la cui presenza di amianto è stata confermata nel 1997 a seguito della denuncia del Responsabile della Sicurezza del Comune che nel 2005 portò alla sua chiusura e, ad una nuova apertura due anni dopo.

Basta amianto a scuola: bisogna metter fine al rischio

“L’amianto nelle scuole è il paradigma classico dello scandalo e dello sfascio dal quale dobbiamo assolutamente risollevarci. Ciò sarà possibile cominciando a bonificare le scuole e a ridurre le spese militari, tanto più che ricordiamo che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. A cosa serve avere l’ottavo esercito più grande al mondo e il secondo in Europa se poi le nostre scuole sono piene di amianto e cadono a pezzi? E se poi i cittadini sono costretti a lavorare fino a 70 anni per far felice la Sig.ra Fornero?”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a cercare giustizia e l’Avv Ezio Bonanni, Presidente ONA, insieme con l’Avv. Saverio Rossi, una volta venuti a conoscenza della demolizione dell’Istituto, prevista entro l’estate, lo scorso 5 giugno, ha presentato un’apposita istanza per essere autorizzati a compiere delle indagini difensive, che mirano ad acquisire elementi oggettivi circa i livelli di aereodispersione e quindi dell’entità del rischio.

Tale richiesta è stata reiterata anche al PM assegnatario in data 3 luglio, affinchè siano effettuate con urgenza le misurazioni ambientali prima dell’abbattimento.

Infatti, non è sufficiente demolire le scuole imbottite di amianto dopo anni di proteste ma si devono adempiere anche gli obblighi di legge relativi.

Amianto a scuola: nessuna indagine difensiva e epidemiologica

Nonostante le ripetute richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ad oggi, non è stato possibile svolgere indagini difensive con accesso agli edifici scolastici per poter effettuare un’analisi approfondita della dispersione di nano-particelle potenzialmente cancerogene e, soprattutto, né è stato possibile eseguire indagini epidemiologiche sulle persone esposte.

In tema di misurazioni di fibre di amianto, infatti, lo studioso Dr. Montanari, ci insegna che: “Le misurazione di fibre aerodisperse negli edifici in amianto che normalmente vengono eseguite servono solo a “rassicurare “ i lavoratori in quanto occorrerebbe un limite di rilevabilità pari a 0,005 fibre per ogni litro d’aria  mentre il limite di sensibilità degli apparecchi considerati “a norma” si ferma di fatto a 0,4 fibre/litro e così anche se si superasse di ottanta volte il livello legale che qualche anno fa fu stabilito in California  come livello di rischio tollerabile ovvero di 100 fibre al giorno  di crisotilo (l’amianto più comune) le apparecchiature continuerebbero ad indicare zero, illudendo tutti organi di controllo compresi”.

Il rischio di salute a causa dell’amianto

Quindi le misure “rassicuranti” con zero fibre, prodotte dal Comune di Firenze, effettuate al Biennio ITI Leonardo da Vinci di Firenze non escludono il rischio di ingerenza di fibre.

L’amianto, prima delle bonifiche, ancora in corso dopo 25 anni dalla legge, era ed è presente in modo ubiquitario in tutto il Comprensorio scolastico; in particolare l’amianto nei tetti del “Professionale Vecchio”,  Officine del Triennio,  edifici di “Edilizia”,  tetto del “Professionale nuovo” e nell’edificio” Biennio e Ex mensa ITI.

Nella specializzazione di odontotecnica dopo il 1992, come dichiarato da ex allievi, l’amianto, veniva lavorato come da programma ministeriale sotto forma di nastro ed erano utilizzati nelle lavorazioni guanti, grembiuli e forni in amianto.

Nell’anno 2009 e 2012, inoltre, sono stati effettuati lavori di manutenzione al tetto del Professionale nuovo, ove era presenza di amianto. Tali lavori sono stati eseguiti in orario scolastico con studenti ed insegnanti presenti, con tanto di testimonianze video originali consegnate direttamente alla Procura della Repubblica di Firenze.

Presenza di amianto nelle scuole: aggiornamenti 2021

Secondo i nuovi dati disponibili, aggiornati al 2021, sono 2.292 scuole non ancora bonificate dall’amianto (4,3%).

Data la presenza ancora diffusa di scuole contaminate, si stima che gli studenti esposti siano 356.900, a cui si aggiungono circa 50mila ulteriori esposti tra personale docente e non docente.

Legge amianto: ancora inapplicata

Rimozione Amianto
Rimozione Amianto

Lo stallo pesa sulle spalle dei cittadini

L’On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio, già a suo tempo si fece promotore di una proposta regionale di legge amianto che recepiva le indicazioni tecnico-scientifiche ed operative dell’Osservatorio Nazionale Amianto circa il percorso di terapie e cure per i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e tale proposta di  legge non è stata mai portata all’attenzione dell’Assemblea.

Lo ha ribadito Fabrizio Santori nel corso della presentazione del II Rapporto Mesotelioma dell’ONA presso la Sala del Carroccio, al Campidoglio, lo scorso 03.07.2017, quando anche il sole di questa torrida estate era impallidito alla macabra contabilità del numero dei decessi per patologie asbesto correlate, di cui circa 1.000 per i soli mesoteliomi nella Regione Lazio.

“Che cosa fa la politica, cosa fanno le istituzioni? Ben poco”, risponde a se stesso l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto Infatti, le sue affermazioni non sono peregrine ove si consideri che la recente legge regionale voluta dalla maggioranza prevede per le vittime dell’amianto uno stanziamento ben misero di 100mila euro, peraltro non ancora spesi, e un percorso terapeutico preventivo, obbligatorio per legge anche in seguito all’art. 1, commi da 140 a 148 della Legge Regionale 17/2016, che non è ancora attuato. La legge è ancora inapplicata.

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Oggi, 5 luglio 2017, l’Osservatorio Nazionale Amianto è ancora in trincea e chiede al presidente della Regione, On.le Nicola Zingaretti, le ragioni per le quali a tutt’oggi tutte le leggi regionali e in particolare le norme di cui all’art. 1, commi da 140 a 148, Legge Regionale 17/2016 siano rimaste inattuate.

La richiesta di applicazione della legge e di interventi urgenti è quindi portata all’attenzione della massima autorità politico-istituzionale della Regione Lazio e naturalmente di tutte le rappresentanze istituzionali con l’auspicio che si possa giungere a degli interventi non solo di prevenzione primaria (bonifica), ma anche di prevenzione secondaria, attraverso la diagnosi precoce, terapia e cura delle patologie asbesto correlate, ora resa impossibile dal fatto che le ASL non rendono operative le norme, che rimangono perciò stesse scritte solo sulla carta, mentre i cittadini si ammalano e muoiono.

“Quante persone debbono ancora morire? Perché le leggi relative alle vittime dell’amianto rimangono sulla carta? Per quale motivo il presidente della Regione, On.le Zingaretti, ancora non interviene? È lecito tutto ciò? Cosa ne pensa il Capo dello Stato, che è sempre molto attento alla Costituzione? Io penso che ci dobbiamo rivolgere a Papa Francesco per chiedere che almeno per la tutela della salute ci sia maggiore attenzione da parte della classe politica” dichiara il Sig. Antonio Dal Cin, del coordinamento Nazionale ONA, malato di asbestosi e altre gravi patologie asbesto correlate.

Tutti i cittadini possono accedere ai servizi ONA attraverso l’ambulatorio oncologico presso l’Unità Operativa in Roma (Uoc di Oncologia dell’Ospedale San Giovanni Addolorata): “percorso clinico diagnostico” per pazienti con sospetta malattia oncologica professionale, cui si può accedere secondo le indicazioni contenute nel sito istituzionale dell’ONA al link: https://osservatorioamianto.com/assistenza-medica/ambulatorio-oncologico-ona-onlus/

I dati della strage da amianto nel Lazio

Nel Lazio sono stati censiti fino al 2011 n. 811 casi di mesotelioma: un numero altissimo se si considera l’istituzione del registro da pochi anni, e che poi debbono essere aggiunte tutte le altre patologie asbesto-correlate (tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari).

I numeri della strage nella provincia di Latina:

Circa 100 casi di mesotelioma per esposizione al materiale dal 2001 al 2015. 19 i casi di mesotelioma accertati a Latina, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 13 i casi di mesotelioma accertati a Gaeta, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 12 i casi di mesotelioma accertati ad Aprilia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 8 i casi di mesotelioma accertati a Sezze, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 7 i casi di mesotelioma accertati a Formia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).

On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio

Il Consigliere Regionale del Lazio, On.le Fabrizio Santori, ha rivolto una comunicazione formale per richiedere aggiornamenti sullo stato di applicazione delle norme sulla tutela dei cittadini esposti all’amianto contenute nella Legge di Stabilità regionale 2017 della Regione Lazio.

Tale Legge (L.R. 17/2016) prevede politiche di sostegno per l’assistenza dei cittadini esposti all’amianto. Prevede, inoltre, la promozione di un programma, attraverso le ASL competenti, di sorveglianza sanitaria, garantendo prestazioni diagnostiche e specialistiche gratuite con il riconoscimento dei benefici previdenziali e assicurativi attraverso lo stanziamento, per il 2017, della somma di 100.000€. Questa Legge prevede anche l’istituzione di uno “Sportello Amianto” nei territori con maggiore incidenza di mesoteliomi, con l’obiettivo di fornire informazioni sulla legislazione e sui diritti garantiti a lavoratori e cittadini esposti all’amianto.

A 6 mesi dall’approvazione della Legge di Stabilità regionale 2017 (L.R. 17/2016) è già possibile effettuare una verifica sullo stato di attuazione di questi provvedimenti anche considerata l’urgenza di dare assistenza ai cittadini colpiti da questa grave patologia e alle famiglie che devono affrontare questa situazione difficile.

Il Consigliere Regionale sostiene l’iniziativa dell’Osservatorio Nazionale Amianto perché la Legge Regionale non resti inapplicata e trovi attuazione e pertanto chiede al Presidente della Giunta della Regione Lazio, On.le Nicola Zingaretti, di conoscere lo stato di attuazione delle norme contenute nella Legge di Stabilità regionale 2017 relative all’assistenza ai cittadini esposti all’amianto, di sapere se sia stato avviato o meno il programma di sorveglianza sanitaria dei cittadini esposti all’amianto e siano stati effettivamente attivati gli sportelli amianto nelle Asl e se siano già state attivate tutte le procedure per far accedere i cittadini colpiti da mesotelioma ai programmi previdenziali e assicurativi.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa di assistenza medica e legale dell’Associazione:

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto al link https://osservatorioamianto.jimdo.com/.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione al link  https://osservatorioamianto.com/assistenza-legale/modalit%C3%A0-per-ottenere-i-benefici-contributivi-amianto-comma-7-e-comma-8-art-13-l-257-92-17/).

Contatti per ricevere assistenza medica e legale

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

Amianto chiesa Siracusa: richiesta la chiusura

Amianto chiesa Siracusa

Pericolo amianto in Sicilia

Amianto chiesa Siracusa. Amianto nella chiesa di San Paolo Apostolo, in Ortigia. Secondo quanto riportato dalle testate siciliane è stata disposta la chiusura, almeno finché non si provvederà alla rimozione delle lastre in amianto presenti in uno stabile limitrofo.

Una misura precauzionale e fortemente voluta dal parroco, don Rosario Lo Bello, per protestare anche contro le istituzioni, a cui nonostante sia stata più volte segnalata questa situazione continuano a rimanere in silenzio. “Durante le piogge l’acqua cola direttamente nei tetti dell’oratorio e dei saloni parrocchiali”.

Risulta che circa un mese fa gli stessi vigili urbani, in seguito ad una perizia, hanno dichiarato in un verbale che il tetto andava rimosso. Tuttavia l’amianto frantumato è ancora lì. Un vero e proprio pericolo per la salute delle persone che frequentano la parrocchia.

Sicilia: tra le più colpite dall’utilizzo di amianto

La Sicilia è una delle Regioni maggiormente colpite dall’utilizzo dell’amianto. Il minerale è presente nel sistema produttivo che negli edifici pubblici e nelle abitazioni private.

In particolare, il triangolo industriale di Augusta-Priolo, Ragusa e Gela e le zone industriali della Valle del Mela (Messina) e di Palermo si caratterizzano per la poderosa utilizzazione di amianto allo stato friabile e compatto nelle numerose applicazioni (circa 3.000) che ne hanno esaltato le capacità tecniche di resistenza, fonoassorbenza, isolante, antincendio, etc..

L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni in Sicilia

Sono anni ormai che l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, con la collaborazione del Sig. Calogero Vicario e di tutti gli altri sostenitori  (più di 2000 iscritti nell’isola) chiedono la tutela dell’ambiente e della salute del rischio amianto.

Lo ha gridato forte e chiaro invocando l’aiuto di Dio anche Don Palmiro Prisutto, arciprete della Chiesa di Augusta (amianto chiesa Siracusa) e guida spirituale delle vittime dell’amianto e dell’ONA, il quale ha dichiarato:

Battaglia da condurre insieme con l’ONA. E’ grave – aggiungeva il battagliero sacerdote – che ci sia la consapevolezza da parte delle istituzioni sulle morti causate da amianto ed inquinamento. Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa, ma si perpetui in silenzio che è sinonimo di incapacità di intervento e vigliaccheria in un territorio trasformato in una delle pattumiere d’Italia”.

La Sicilia, terra di storia, di cultura e di bellezza, è stata flagellata dall’amianto. Minerale che continua a mietere vittime, come denunciato dall’Osservatorio Nazionale Amianto fin dall’autunno del 2008.

Grazie all’impegno del Parlamentare Nazionale Regionale Dott. On.le Pippo Gianni (componente Comitato Tecnico Scientifico ONA), del Presidente Avv. Ezio Bonanni, e del Sig. Calogero Vicario (Coordinatore Regionale ONA), l’assemblea regionale siciliana si è dotata di uno strumento legislativo all’avanguardia: la legge regionale 10 del 29.04.2014.

Questa legge all’art. 8 stabiliva anche la creazione di un centro regionale per la terapia e cura presso l’Ospedale Muscatello di Augusta. Inoltre, veniva costituito un cronoprogramma che, se rispettato, avrebbe permesso di salvare molte vite umane.

Dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni e di Calogero Vicario

Di amianto si continua, e purtroppo, si continuerà a morire per i prossimi 130 anni. Si consideri che, anche con le più rosee aspettative, le bonifiche non finiranno prima di 85 anni. Ecco perché occorre bonificare al più presto i 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto. Disseminate nell’intero nostro territorio nazionale, e in particolare, in Sicilia, per via della mancata attuazione della legge ‘Gianni’.

Questa splendida regione, nel tempo degli antichi romani granaio d’Italia, ora carnaio d’Italia, per via della strage di lavoratori e cittadini di alcune delle città sicule, in particolare quelle del c.d. triangolo della morte ‘Gela, Ragusa e Siracusa/Augusta’ ed è per tale ragione che non dimentico la terra di Sicilia, troppo spesso considerata, ancora oggi, una colonia come lo era nell’antica Roma. Questo stato di cose è inaccettabile e chiediamo che lo Stato centrale valorizzi le autonomie locali e le Regioni a Statuto Speciale, non dimenticando neanche le altre, dalla Sardegna a quelle del Nord Italia”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Interviene anche il Coordinatore di ONA Sicilia, Sig. Calogero Vicario: “La Regione Sicilia è cieca, sorda e muta, quando si fa la conta dei morti per amianto. Queste vittime e i loro familiari, quelli che sopravvivono, rimangono pure privi di lavoro. È inaccettabile questa discriminazione ai danni della Sicilia, e in particolare, per i lavoratori di Priolo Gargallo e del siracusano”.

I numeri della strage in Sicilia

La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.

Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio – quindi 200 decessi solo per tale patologia –  si stima che questa macabra contabilità porti già a 300 vite umane spezzate. Si aggiungono, inoltre, tutti gli ulteriori decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate. Tra le tante, il tumore alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio. Per non parlare delle patologie infiammatorie, come l’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici. Infine le complicazioni cardio-vascolari (art. 145 DPR 1124 del 1965, modificato con l’art.4 della Legge n.780 del 1975).

ONA: più di 600 decessi per patologie asbesto correlate

Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale. I dati aggiornati sono consultabili nel VII Rapporto Mesoteliomi.

Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti.

Per ulteriori fonti:

  • Registro Mesoteliomi 1998 – 2014 – decessi certi n. 1286 (pag. 5);
  • Registro mesoteliomi 1998 – 2009 – decessi certi n. 850 (pag 4) + 436. Dai dati spicca tra tutte Siracusa

Amianto a Taranto: i numeri della strage

Amianto Taranto
Amianto Taranto

Un’attenzione particolare è stata rivolta al rischio amianto a Taranto. L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, durante la presentazione a Roma della conferenza stampa, dal titolo “Italia: la Repubblica dell’Amianto”, ha riservato uno spazio particolare alla realtà di Taranto.

Un’indagine epidemiologica effettuata dall’Osservatorio Nazionale Amianto ha fatto emergere che a Taranto c’è un 400% in più di casi di cancro tra i lavoratori impiegati nelle fonderie Ilva

Per il personale impiegatizio, esposto solo in via indiretta, invece, è stata riscontrata un’incidenza di cancro superiore del 50%.

Se si paragona chi lavora come impiegato nell’Ilva di Taranto alla popolazione di Taranto, l’indice di mortalità è comunque superiore al resto della popolazione della città e a sua volta l’indice sulla popolazione di Taranto è comunque superiore a quello di ogni altra città.

Andrebbero fatte indagini epidemiologiche di coorte e un’indagine per valutare il tasso di mortalità”, dichiara il Presidente dell’ONA.

Per quanto riguarda la sola città di Taranto, purtroppo anche le attività della Marina Militare hanno dato il loro funesto contributo.

Infatti, la spesa sanitaria per curare i cittadini e lavoratori dalle patologie provocate dalle esposizioni e dall’inquinamento dell’Ilva di Taranto è pari a circa 4.000.000.000 di euro, a cui si aggiungono le altre spese.

L’amianto non è stato quindi un business

L’ONA si prepara quindi ad un nuovo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Più di 3milioni sono stati i lavoratori esposti all’amianto nel corso dei decenni.  Ma ancora oggi ci sono centinaia di migliaia di cittadini esposti e quindi il rischio di contrarre patologie asbesto-correlate non può dirsi circoscritto.

Le quantità di amianto sono pari a circa 40milioni di tonnellate, di cui 34milioni a matrice compatta e circa 6milioni in matrice friabile. Inoltre vi sono circa 50mila siti e 1milione di micrositi, con continua riduzione allo stato pulverulento ed inalazione che si aggiunge all’ingestione provocata dalla presenza di amianto nell’acqua potabile per effetto dell’utilizzo di tubature con amianto, ovvero in cemento amianto.

I numeri relativi ai dati sull’amianto, questo big killer silenzioso e devastante, che miete vittime in tutta Italia sono devastanti; si stimano, infatti, circa 6.000 decessi l’anno correlati a patologie asbesto correlate. Decessi che potevano essere largamente evitati se le istituzioni avessero impedito in maniera tempestiva l’utilizzo dell’amianto.

L’emergenza, dunque, non è soltanto sanitaria e giudiziaria, ma è anche sociale ed economica, perché tali patologie sono molto invalidanti, e determinano una necessità di assistenza, terapie e cure, e perché morti cruente, come quelle che provoca l’amianto e che sconvolgono intere famiglie anche dopo il decesso, e spesso, intere comunità.

Amianto a Taranto: nota tecnica di assistenza medico-legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione).

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.