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Bomba amianto al Trullo, l’ONA propone una class action

Ex Caserma di San Donato
Amianto a Trullo

Roma: bomba amianto, ormai sbriciolato

Ora finalmente una svolta: l’inizio delle bonifiche della bomba amianto. È stato comunicato dall’Assessorato all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici di Roma Capitale lo svolgimento delle formalità necessarie per iniziare i lavori.

L’ONA ringrazia prima di tutto il Consigliere Regionale On.le Fabrizio Santori, impegnato in prima linea già dal 2008 quale Presidente della Commissione Sicurezza Urbana di Roma Capitale, per la salute pubblica, con impegno specifico per la problematica amianto, al fianco dei cittadini e dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’ONA ha dunque sollecitato il nuovo Sindaco di Roma, Avv. Virginia Raggi, che con atto del 21.02.2017, ha risposto all’interrogazione dell’On.le Figliomeni, Consigliere di Roma Capitale, segnalando che finalmente “sono stati programmati i relativi lavori di bonifica a partire dal mese di marzo 2017”.

Una vittoria dei cittadini e per i cittadini. La svolta è giunta dopo che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha sollecitato il Sindaco di Roma, Avv. Virginia Raggi, sul cui tavolo è giunto il voluminoso dossier sul rischio amianto al Trullo, sempre ignorato dal precedente Sindaco On.le Dott. Prof. Ignazio Marino: “Intendiamo ringraziare quanti, a partire dal nuovo Sindaco di Roma, Avv. Virginia Raggi, fino al Consigliere Regionale e componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’ONA, On.le Fabrizio Santori, gli attivisti e iscritti ONA di Roma, Sede Trullo, che con il loro impegno hanno finalmente sbloccato la situazione della bonifica dell’ex Caserma Donato. Chiediamo che i lavoratori e cittadini danneggiati dall’amianto siano risarciti. Il Sindaco Virginia Raggi intervenga ancora per evitare il contenzioso in sede civile”.

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Osservatorio Nazionale Amianto ha esposto i fatti su bomba amianto

Fu il Sig. Ceccarelli Massimiliano a denunciare i fatti all’Autorità Giudiziaria, con l’assistenza dell’Avv. Ezio Bonanni, in quanto egli, ormai da anni, vive in una abitazione attigua alle lastre di amianto sfaldate. Le indagini sono ancora in corso, il fascicolo rubricato al n. 34228/2012 è affidato al PM Dott. Santucci, che non ha ancora formulato alcuna ipotesi di reato. L’ONA continua a chiedere una verifica circa l’impatto che le fibre di amianto hanno avuto sui cittadini del quartiere Trullo e sui lavoratori.

La questione è finita anche sul tavolo del Ministro della Difesa, del Presidente del Consiglio dei Ministri, della Direzione dei lavori e del Demanio e del Sindaco del Comune di Roma, Avv. Virginia Raggi, che ha preso a cuore la questione e ha dato impulso alle istanze dei cittadini, tanto che è giunta la notizia, da parte dell’Assessorato Urbanistica e Lavori Pubblici, che si stanno predisponendo tutte le azioni necessarie al fine di rimuovere questi materiali, iniziando quindi quel percorso di riqualificazione dell’area che dovrà portare in un secondo momento alla creazione di spazi pubblici da destinare alle realtà territoriali”. Tale iniziativa è stata già salutata con favore dal Consigliere Regionale On.le Fabrizio Santori, il quale, ormai da più di 5 anni, ha affiancato le azioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dei cittadini per la bonifica.

L’Osservatorio Nazionale Amianto preannuncia una serie di azioni civili di risarcimento dei danni, anche da semplice esposizione, che proporrà nell’interesse degli ex lavoratori e cittadini, esposti e vittime dell’amianto. Si profila una vera e propria class-action ONA a carico del Ministero della Difesa.

Si costituisce il Comitato ONA risarcimento dei danni subiti dai cittadini del quartiere Trullo di Roma, per permettere a tutti i cittadini di poter chiedere il risarcimento dei danni.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, è già stato intervistato da Jimmy Ghione, inviato di “Striscia la Notizia”, e il video è consultabile al link: http://mdst.it/03v62489

Articolo dell’Agenzia AgenPress sull’argomento.

Per ulteriori informazioni e contatti

Il coordinatore del Comitato è il Sig. Ceccarelli Massimiliano, che può essere contattato al n. 333/3101421 e all’e-mail: osservatorioamianto@gmail.com e sarà coadiuvato dal Sig. Antonio Dal Cin, del Coordinamento nazionale ONA, raggiungibile al n. 349/5293847 e all’e-mail: ona.gdf@gmail.com

Il cuore di amianto della Campania: incontro ONA

Napoli ONA
Napoli

La conferenza ONA “Il cuore di amianto della Campania”, che si terrà il prossimo 25.02.2017, a partire dalle ore 15:30, in Napoli – Castelnuovo, Maschio Angioino, Anti Sala dei Baroni (Via Vittorio Emanuele III – Piazza Municipio – Napoli), organizzata in collaborazione con USB (per affrontare anche le problematiche legate ai rischi che corrono giornalmente i Vigili del Fuoco), e che permetterà, quindi, di affrontare tutte le diverse problematiche legate all’esposizione ad amianto e altri cancerogeni nell’ambiente lavorativo e di vita, nella città di Napoli, come nel resto della Campania.

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I dettagli dell’evento al Maschio Angioino

I lavori verranno trasmessi in diretta streaming e facebook. L’evento sarà moderato dalla Dott.ssa Stefania Divertito, e vedrà la partecipazione dell’Avv. Ezio Bonanni, e interverranno i seguenti relatori:

  • Sen. Paola Nugnes (XIII Commissione Permanente e Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali)
  • Dott. Costantino Saporito (Coordinatore Nazionale del Sindacato USB Vigili del Fuoco)
  • Prof. Renato Sinno (già professore di Mineralogia all’Università Federico II di Napoli e comitato tecnico-scientifico nazionale ONA)
  • Prof. Franco M. Buonaguro (Istituto Pascale di Napoli)
  • Dott.ssa Sabrina Melpignano (Psicologa)
  • Dott. Gabriele Miele (Responsabile per la sicurezza del Sindacato USB)
  • Dott.ssa Carla Zorzetti (Coordinatore ONA Campania)
  • Sig. Giacomo Buonpane (Coordinatore ONA Napoli)
  • Dott. Raffaele Cozzolino (Vigile del Fuoco di Napoli)
  • Dott.ssa Renata Tiraferri Roffeni (Coordinamento Nazionale ONA Vittime Marina Militare e del Comitato ONA Malasanità)
  • Dott. Angelo Guadagno (già Sindaco di Volla, e Coordinatore ONA Volla)

I presenti potranno intervenire e chiedere anche di poter parlare, riservatamente, con l’Avv. Ezio Bonanni e con gli altri rappresentanti, previa richiesta con l’inoltro di una email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com

L’ONA e le istituzioni

Parlamento, ona e istituzioni
Parlamento

L’ONA richiama con forza la responsabilità delle istituzioni di fronte a un’emergenza che non può più essere ignorata. L’amianto continua a uccidere e, senza interventi immediati e coordinati, le sue conseguenze segneranno ancora i prossimi decenni. Nonostante il divieto imposto dalla legge, il lungo periodo di latenza delle patologie asbesto-correlate impone oggi scelte rapide, bonifiche urgenti e una reale assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali.

Di amianto si muore ancora e si continuerà a morire nei prossimi decenni. A causa del lungo periodo di latenza dell’agente killer, (la cui produzione è stata vietata con la legge n. 257 del 12 marzo 1992). Si prevede infatti che gli effetti a lungo termine delle esposizioni alle fibre di amianto degli anni ’60-’70 raggiungeranno il picco massimo nei prossimi 5/10 anni.

Visto l’elevato tasso di mortalità per patologie asbesto-correlate, si rende necessario un intervento tempestivo ed efficace da parte di tutte le Istituzioni politiche, affinché vengano varati dei provvedimenti di urgenza ed attuate le bonifiche nei siti contaminati.

Qualche dato

In Italia i dati sulla mortalità sono inquietanti e sottostimati

Nel nostro Paese l’amianto è stato utilizzato in maniera indiscriminata ed è entrato nella composizione di oltre 3.000 prodotti di uso molto comune e a diretto impatto con la popolazione, come: cartoni, mastici, sigillanti, corde e tessuti, ma anche per la costruzione di tramezzi, tetti, tubi, condutture e serbatoi di acqua potabile, pannelli e lastre per coperture, compound (masse) per la protezione antincendio e l’isolamento termico, intercapedini e stucchi per abitazioni e strutture pubbliche, quali asili, scuole, uffici, ospedali, caserme. Ma ha trovato impiego anche nella cantieristica navale, in campo aeronautico, in ambito ferroviario, come nell’industria automobilistica, dove è stato utilizzato nelle vernici, nelle pastiglie dei freni, nelle frizioni e nelle guarnizioni, in virtù della sua elevata resistenza termica e chimica.

L’amianto, sì è dimostrato essere un materiale estremamente versatile, a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, poiché migliorava la resistenza degli elementi strutturali, assicurava l’isolamento termico ed acustico e proteggeva contro i rischi di incendio. E che dire del famigerato “eternit”, un impasto di amianto-cemento, venduto a prezzo concorrenziale, presente ovunque, nei centri abitati, nelle campagne e sui tetti dei capannoni delle zone industriali. Appare del tutto evidente che in nome del progresso e del profitto, ovvero, di quel “dio denaro” che offusca le menti degli uomini, sono stati anteposti interessi pubblici e privati alla Sacralità della Vita.

I signori dell’amianto hanno prodotto ricchezza a basso costo, senza porsi alcuno scrupolo su quelle che sarebbero state le conseguenze per la salute delle persone e le gravi ripercussioni sull’ambiente in cui esse vivono. Nulla è stato fatto per impedire una strage di innocenti che agli occhi del mondo è tuttora in corso. Ma torniamo alla legge 257/92 che emanata senza tener conto di quanto già dichiarato dalla scienza si presenta lacunosa, perché di fatto non impone le bonifiche e fissa un limite soglia di 100 f./l. per uno dei cancerogeni più letali del pianeta, nonostante è indubbio che l’unica fibra di amianto non pericolosa per la salute dell’uomo è quella che non respiriamo.

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La situazione oggi in Italia

I dati parlano chiaro, per cui è evidente che la situazione è a dir poco drammatica. Lo Stato italiano, ben 25 anni fa ha messo al bando l’amianto, con la Legge 27 marzo 1992, n. 257 (pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992 ed aggiornata con le modifiche apportate dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dal decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 e dal decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510), che disciplina la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto.

Pur avendo stabilito il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, non impone un obbligo indiscriminato di rimozione e smaltimento dei materiali già esistenti contenenti il cancerogeno, salvo che lo stato di manutenzione del medesimo ne renda evidente l’opportunità di rendere necessaria la rimozione. Peraltro, “l’obbligo di smaltimento dei materiali contenenti amianto deriva dal pericolo di dispersione delle relative fibre dovuto ad un cattivo stato di conservazione della sostanza o ad interventi di manutenzione” (vedi anche sentenza n. 6722/2010 T.A.R. Toscana, e sentenza T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 7 giugno 2006, n. 6786).

Amianto in Italia: scuole a rischio e migliaia di morti

Nel nostro Paese vi sono ancora 42.000 siti contaminati, che si aggiungono a più di 1.000.000 di micrositi e 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto e purtroppo il fenomeno epidemico ha raggiunto circa 6.000 morti l’anno per patologie asbesto correlate, con un costante aumento dei casi di mesotelioma, mentre in tutto il resto delle nazioni civilizzate risultano in diminuzione. Ma la cosa più sconcertante è che in Italia sono 2.400 le scuole, stima per difetto, dove è stata riscontrata la presenza di amianto e risultano quotidianamente esposti al cancerogeno circa 350.000 tra studenti, docenti e personale scolastico.

Sulla base delle conoscenze scientifiche, non possiamo non manifestare la legittima preoccupazione che quanto evidenziato, possa in realtà generare i nuovi “zombi”. I bambini sono indifesi e spetta a noi tutelarli ed anche in questa drammatica realtà sono in assoluto i soggetti più fragili e se esposti al cancerogeno nella fase dell’accrescimento, svilupperanno le malattie da amianto in giovane età. Lo Stato, non può non tener conto di una realtà dei fatti, tanto comprovata, quanto inoppugnabile, per cui occorre agire senza ulteriore ritardo, attuando tutto quanto è necessario a garantire una scuola sicura, senza amianto, senza cancro.

L’ istruzione obbligatoria, impartita per almeno 10 anni, si realizza secondo le disposizioni indicate all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per cui è evidente che la scuola, a partire da quella della prima infanzia, ha il compito di costruire il futuro dei nostri figli, che debbono adempiere all’obbligo scolastico, quale “diritto-dovere”, in un contesto di assoluta sicurezza e serenità, dove sia garantito ogni altro diritto, compreso quello alla Salute (art. 32 Cost.).

Cosa dice l’art. 32?

L’art. 32 primo comma della Costituzione della Repubblica Italiana (prima fonte del diritto) demanda alla Repubblica la tutela della salute, quale “Fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. La nostra Costituzione è stata la prima fra quelle Europee a dedicare espressa protezione al diritto alla salute che come gli altri diritti umani, non ha bisogno di essere positivamente fondato dall’ordinamento, ma deve essere solamente “riconosciuto”, tanto più se si considera che il godimento di una condizione di salute è la precondizione per realizzare molti degli altri diritti costituzionalmente garantiti.

È necessario scongiurare il rischio morbigeno per esposizione all’amianto nelle scuole, attraverso la mappatura e le verifiche interne ed esterne degli edifici, così da escluderne la presenza, e qualora presente, in qualsiasi matrice, forma e quantità, è fondamentale attuare con urgenza le bonifiche, in modo da garantire la tutela della salute di alunni e docenti, oltre ad assicurare la salubrità dell’ambiente in cui si svolgono le lezioni e le attività quotidiane.

La Suprema Corte di Cassazione IV Sezione Penale, con Sentenza n° 42128 del 12/11/2008 afferma che “l’amianto ha un ruolo altamente privilegiato nell’innesco del processo cancerogenetico tali fibre hanno un privilegiato ruolo causale, sulla base di affidabili acquisizioni scientifiche, perché particolarmente sottili e quindi dotate di elevata capacità di penetrazione nei tessuti, la quantità e la durata dell’esposizione sono irrilevanti”.

Ona e istituzioni: proposte e strategie

1) Prevenzione primaria: bonifica degli edifici pubblici e privati e dei siti industriali contaminati da amianto, al fine di evitare ulteriori contaminazioni.

2) Prevenzione secondaria: Istituzione di un centro ricerca ed elaborazione dati e creazione di uno sportello per la ricerca scientifica, la diagnosi precoce e la terapia per le patologie asbesto correlate. Istituzione di un registro delle vittime e monitoraggio delle condizioni di salute degli esposti. I malati dovranno ottenere visite e cure gratuite! Rilevazione di tutte le patologie asbesto correlate e relativa loro sinergia con gli altri agenti cancerogeni.

3) Prevenzione terziaria: Prepensionamento dei lavoratori ammalati di patologie asbesto correlate. Costituzione di una rendita di prepensionamento e fondo vittime dell’amianto per i lavoratori che si sono ammalati a causa dell’agente patogeno. Risarcimento danni per le vittime, riconoscimento vittime del dovere. Apertura di ulteriori sportelli ONA di assistenza per ottenere il prepensionamento e l’accredito delle prestazioni INPS e INAIL.

4) Formazione e informazione: Si rende necessario sensibilizzare Enti, Istituzioni e cittadini circa il rischio amianto, attraverso la costituzione di comitati e corsi che intensifichino i temi relativi all’educazione ambientale. La materia dovrà essere dibattuta in maniera capillare anche e soprattutto nelle scuole.

Per evitare che il tema amianto passi in secondo piano, ONA si propone di intensificare il rapporto con le istituzioni politiche. Attraverso periodici confronti in cui verranno forniti dati aggiornati e dibattute le questioni di più spinosa impellenza.

Il nuovo portavoce del presidente per i rapporti con le istituzioni

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha conferito l’incarico di portavoce del presidente per i rapporti con le istituzioni alla Dott.ssa Simona Mazza.

Breve Presentazione

Simona Mazza è nata il 30-04-1971 a Noto (Sr).

Indirizzo mail: simonamazzacertelli@gmail.com

cell: 388/3271234

Studi e formazione professionale

1990- Consegue il diploma di maturità classica presso il liceo Classico A.Manzoni di Avola (Sr)

1990-1993  Diploma di Laurea presso l’Accademia Internazionale di Moda e Storia del Costume Koefia, Roma.

Per 3 anni ha collaborato con la storica giornalista di moda Mary Giacchino, come ufficio stampa per l’Alta Moda romana.

1993 Grazie ad un concorso di moda si trasferisce a Los Angeles. Dove consegue un Master in “ownership & control” presso l’Fidm (Fashion Institute of design & Merchandising).

Esperienze lavorative

1994 Fonda l’atelier di alto pret-a-porter “Ballbek”, occupandosi dell’ufficio stampa e pubbliche relazioni.

1998 A seguito della chiusura di tale attività, continuerà a lavorare come stilista presso la casa di moda Valentino e poi come store manager presso le boutique Fendi e Max Mara.

Dal 2003 lavora come Capo Settore presso l’ipermercato Panorama.

Attività giornalistica

Dal 2010 scrive di inchieste su diversi quotidiani online.

I temi trattati sono: mafia, politica, massoneria e amianto, oltre a casi di persone scomparse tra cui Emanuela Orlandi e Angela Celentano.

E’ autrice di 3 libri: un romanzo storico “Carta Carbone” e due libri di inchiesta.

Invitata a partecipare fuori concorso al Premio Bancarella per il libro “Dai Memoriali di Vincenzo Calcara: le 5 Entità rivelate a Paolo Borsellino”. Libro scritto con l’aiuto e la supervisione del figlio e del fratello di Paolo Borsellino. Dall’allora sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, ha proseguito con una libro-inchiesta titolato “La Mafioneria è uno Stato perfetto”.

Per aver svelato storie legate alla Massoneria e Mafia e relative dinamiche, l’autrice ha subito minacce di morte. È stata costretta a rimuovere un capitolo.

Per le reiterate minacce le è stato proposto un programma di protezione, da lei rifiutato.

Politica e rapporti con le Istituzioni

Ha collaborato fino al 2015 con il Municipio XIII portando avanti temi sociali. Quali: il contrasto al gioco d’azzardo e ludopatia; bullismo; stalking; difesa delle donne vittime di violenza e altre tematiche legate alla legalità.

Dal 2016 collabora con il Senatore Lello Ciampolillo (M5s). Con il quale sta realizzando un canale legato all’alimentazione Vegan e alla legalizzazione della Cannabis, soprattutto in ambito medico.

Hobbies ed interessi

La Dottoressa canta e scrive testi musicali, pratica diversi sport ed è appassionata di lingue. Parla correttamente inglese, francese e spagnolo e studia portoghese, tedesco, russo e giapponese.

Sicilia: la presenza dell’amianto killer

Sicilia
Sicilia

Workshop in Sicilia il 18 e 19 febbraio a Siracusa e a Gela

Strage di lavoratori in Sicilia. Il grido di allarme è lanciato ancora dall’Osservatorio Nazionale Amianto che torna a chiedere, con forza, di dare applicazione alla legge della Regione Sicilia n. 10 del 2014, rimasta ancora, per larga parte, del tutto inattuata.

L’Isola è una delle aree più interessate dal picco delle patologie da amianto.

La  contaminazione delle fibre di amianto è silenziosa e inesorabile. Le cifre parlano da sole. Più di 100 casi di mesoteliomi  all’anno registrati dall’ONA,  soltanto nell’Isola, che raggiunge la percentuale di 5,3 % su base nazionale.

Nelle zone di Gela, Siracusa, Ragusa, Messina,  nel polo industriale di Augusta – Priolo e nell’area della Valle del Mela e di Palermo, i dati sono inquietanti. Circa tremila unità, tra edifici e complessi industriali contengono asbesto. Un fenomeno che in progressione che porterà, purtroppo, a nuove diagnosi e quindi nuovi decessi per patologie asbesto correlate. Lutti e tragedie che continueranno a scuotere l’isola, posta nel cuore del Mediterraneo.

I numeri della strage amianto in Sicilia

Mesoteliomi dal 1998 al 2014 = 1286 casi, dei quali circa 450 nel solo periodo dal 2009 al 2014, da cui emerge un trend in aumento (Fonte RENAM – incidenza del 5,3%, e negli ultimi anni pari al 7% rispetto al dato nazionale – e rilevazioni ONA).

I nuovi dati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM.

Tumori polmonari: si stima che almeno 200 decessi l’anno, siano causati da tumori polmonari provocati dall’esposizione ad asbesto.

Altre patologie asbesto correlate: di tumori del tratto gastrointestinale (tra cui laringe) e alle ovaie, e patologie fibrotiche con complicazioni cardiovascolari (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici) si stimano circa 300 decessi l’anno.

Sicilia Amianto: proposte Osservatorio Nazionale Amianto

  • bonifica degli edifici pubblici e privati e dei siti industriali contaminati da asbesto, per evitare le future esposizioni, che aumentano il rischio per coloro che sono stati già esposti, e aumentano il numero degli esposti e quindi la platea delle potenziali vittime (prevenzione primaria);
  • creazione di un centro di riferimento per la ricerca scientifica, la diagnosi precoce e la terapia per le patologie asbesto correlate, anche con l’istituzione del centro di riferimento presso l’Ospedale Muscatello di Augusta. Istituzione del registro degli esposti e verifica periodica delle condizioni sanitarie (prevenzione secondaria);
  • prepensionamento per i lavoratori esposti ad asbesto. Costituzione di rendita, prepensionamento e fondo vittime dell’amianto per i lavoratori che hanno ricevuto diagnosi di patologie asbesto correlate. Risarcimento danni per le vittime. Rilevazione di tutti i casi di patologie asbesto correlate per calcolarne l’incidenza e la mortalità, anche in riferimento al sinergismo con altri agenti cancerogeni (prevenzione terziaria).

Gli strumenti normativi per la tutela della salute

Legge regionale n. 10/2014: è necessario che venga data attuazione alle norme ivi contemplate, come strumento fondamentale di ausilio per condurre e vincere la battaglia di tutela della salute e dell’ambiente, di legalità e giustizia, nell’Isola.

È necessario un intervento dello Stato a sostegno della Regione Sicilia per creare le c.d. ‘zone franche’ con un livello di tassazione inferiore, ovvero con agevolazioni fiscali, per coloro che decidono di investire nei territori del c.d. ‘triangolo della morte’, e cioè Augusta/Priolo, Gela e Ragusa.

Gli obiettivi dell’Osservatorio Nazionale Amianto

  • applicazione della legge regionale Siciliana, n. 10 del 2014;
  • sensibilizzazione delle popolazioni e delle istituzioni sul rischio asbesto;
  • sportelli ONA di assistenza per ottenere il prepensionamento e l’accredito delle prestazioni INPS e INAIL;
  • informazione dei cittadini sulle recenti modifiche normative, in particolare il pensionamento anticipato, senza limiti di età e di anzianità contributiva, per i lavoratori malati di patologie asbesto correlate per effetto dell’art. 1 co. 250 della L. 232/2016 (finanziaria 2017). Non si applicano quindi le norme della legge Fornero. Ciò è stato ottenuto grazie alla mobilitazione dell’ONA, che ringrazia tutte le Forze Politiche che all’unanimità hanno approvato tale norma nel Parlamento nazionale. Fondo in favore dei lavoratori portuali per effetto del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 27.10.2016, che definisce le procedure delle modalità di erogazione delle prestazioni del Fondo per le Vittime dell’amianto, istituito con la legge di stabilità del 2016 (art. 1 co. 278 della L. 28.12.2015, n. 208).

L’Avvocato Ezio Bonanni ha dichiarato:

“Il continuo aumento del numero dei casi di patologie asbesto correlate e purtroppo dei decessi, in Sicilia, come in Italia, ci porta ad insistere affinchè, almeno nell’Isola, venga data applicazione alla L. n.10/2014, rimasta ancora in larga parte inattuata, con grave pregiudizio per le popolazioni colpite, con particolare riferimento al c.d. ‘triangolo della morte’ e cioè Augusta/Priolo, Gela e Ragusa, e in altri territori come Messina, Palermo, Catania. Nessun angolo della Sicilia è risparmiato da lutti e tragedie. Chiediamo l’immediata istituzione del Centro di riferimento regionale per le patologie asbesto correlate presso l’Ospedale Muscatello di Augusta, così come stabilisce la Legge Regionale, perché in caso contrario passeremo alle vie legali, con azioni nei confronti della Regione Sicilia e del Governo Nazionale, con richiesta di risarcimento danni”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

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Sicilia Amianto: programma dei lavori

Siracusa  – Sabato 18 febbraio, 2017 a partire dalle ore 15 e 30, in via Logoteta, 27 si terrà la conferenza dal titolo “Amianto:  strage invisibile e silenziosa in Sicilia”  presso il “ The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights”.

Relatori:

Avv. Ezechia Paolo Reale – Segretario generale del “The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights”,

Avv. Ezio Bonanni – Presidente ONA Onlus

Calogero Vicario – Coordinatore ONA Sicilia

Pippo Gianni – Componente del Comitato tecnico scientifico nazionale ONA Onlus

Dott.ssa Sabrina Melpignano – Psicologa e componente del Comitato tecnico scientifico nazionale Ona Onlus

Dott. Pietro Cascio – Presidente regionale Fanapi Sicilia

Don Palmiro Prisutti – Arciprete di Augusta.

Sicilia Amianto

Gela – Domenica 19 febbraio, 2017 a partire dalle ore 9 e 30, in viale Mediterraneo, 41 (presso la ex  sede del Tribunale di Gela), avrà luogo il convegno “Amianto: il genocidio dei lavoratori e cittadini di Gela”.

Presiede la conferenza l’Avv. Ezio Bonanni – Presidente ONA Onlus

Relatori:

Salvatore Granvillano – Coordinatore ONA Gela

Dott. Domenico Messinese –  Sindaco di Gela

Dott. Pippo Gianni – Medico legale e componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA

Avv. Giuseppe Ventura – Consigliere comunale

Avv. Lucio Greco – Legale ONA  Gela

Dott. Antonino Biundo – Pneumologo

Dott.ssa Sabrina Melpignano – Psicologa e componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA

Calogero Vicario – Coordinatore ONA Sicilia.

Sannazzaro de Burgondi: commissione per rischi amianto

Discarica Sannazzaro de' Burgondi
Discarica Sannazzaro de' Burgondi

Una commissione d’inchiesta per amianto e rischio incidenti rilevanti nell’impianto Eni di Sannazzaro de Burgondi.

Stop alla discarica di amianto. Il Movimento 5 Stelle sostiene le richieste dei cittadini di cui l’ONA si fa portatore. La questione approda al Parlamento Europeo.

L’ONA in seguito all’incidente del 01.12.2016 e al successivo del 05.02.2017, ha chiesto alle istituzioni di intervenire, e ha presentato un ricorso in Europa.

L’iniziativa è fortemente sostenuta dal Movimento 5 Stelle.

L’Avv. Ezio Bonanni ringrazia i parlamentari europei del Movimento 5 Stelle, in particolare On.le Laura Agea, la quale fu presente alla conferenza del 14 gennaio 2017 in Sannazzaro de Burgondi.

L’Avv. Ezio Bonanni, in quella sede, chiese alla parlamentare del partito democratico, l’On.le Scuvera, un intervento del Governo attraverso il decreto legge, che blocchi l’edificazione della discarica di amianto attaccata allo stabilimento.

Osservatorio Nazionale Amianto nei prossimi giorni intraprenderà nuove iniziative legali per la bonifica della Raffineria.

Prima di tutto, perché vengano istituite procedure per evitare futuri incidenti. In secondo luogo, per il risarcimento dei danni delle vittime dell’amianto.

Effettivamente sono numerosi, i caduti, per l’utilizzo dell’amianto nella Raffineria. In terzo luogo, per bloccare la realizzazione della discarica di amianto contigua all’insediamento industriale”.  Dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

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Così scrivono gli europarlamenti del Movimento 5 Stelle:

“Sull’impianto Eni di Sannazzaro (Pavia) si addensano troppe nuvole nere. Abbiamo presentato una interrogazione alla Commissione europea per fare un po’ di chiarezza. I cittadini non possono essere lasciati soli.

Negli ultimi due mesi si sono verificate ben due esplosioni che hanno messo a repentaglio la vita dei lavoratori. Perché questa notizia si è “meritata” solo qualche trafiletto sui giornali?

Forse non si vogliono accendere i riflettori sull’ennesima porcata, una discarica di amianto in via di realizzazione sopra oleodotti e gasdotti, la più grande d’Europa! Una discarica che può contaminare, inoltre, le risaie del pavese che la circondano.

I cittadini sono preoccupati, sono scesi più volte in piazza, ma le Istituzioni – a partire dalla Regione Lombardia – hanno sempre chiuso tutte le porte in faccia al dialogo.

Nell’impianto, inoltre, si registrano troppi casi di patologie legate all’esposizione all’amianto fra i dipendenti Eni. Anche alcuni lavoratori che hanno lasciato l’azienda dopo anni si sono ammalati.

È assurdo che i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale e dei Fondi strutturali europei siano stati impiegati dallo Stato italiano e dalla Regione Lombardia senza mettere in sicurezza i siti contaminati. Tutto questo è inaccettabile.

Il Movimento 5 Stelle chiede una audizione di Eni alla Camera dei Deputati e chiede alla Commissione europea di far rispettare il diritto comunitario e le direttive europee proteggono la natura e salvaguardano la salute e la qualità della vita delle persone che vivono nell’Unione europea.

Ringraziamo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto, che sta conducendo una battaglia di legalità rappresentando le vittime dell’amianto e di altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi.

Vogliamo sapere cosa sta succedendo in quell’area e vogliamo difendere la salute dei cittadini e l’ambiente.Serve una Commissione d’inchiesta per accertarlo”.

Ecco il link all’interrogazione che Laura Agea ha presentato alla Commissione europea.