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Cosa cambia per vittime del dovere e famiglie

Vittime del dovere, Abbate e Bonanni, Compensatio lucri cum damno
Vittime del dovere, Abbate e Bonanni

La compensatio lucri cum damno è da sempre uno dei temi più complessi nel diritto dei risarcimenti, soprattutto quando si parla di vittime del dovere, militari, forze dell’ordine e familiari colpiti da lutti o eventi traumatici legati al servizio. Negli anni, la disciplina è stata interpretata in modi diversi, generando confusione e contenziosi tra tribunali e famiglie.

In questa intervista su ONA News di Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e Osservatorio Vittime del dovere, il problema nasce dalla confusione tra indennizzi e risarcimento. «Il risarcimento del danno è di altra natura rispetto agli assegni vitalizi o alle prestazioni previdenziali», sottolinea Bonanni.

Questa distinzione è cruciale per capire quali somme possano essere sottratte al diritto dei familiari e quali debbano essere riconosciute integralmente.

Danno da lutto e danno morale: protezione delle famiglie

Il danno da lutto rappresenta il dolore subito per la perdita di un familiare, mentre il danno morale comprende sofferenze psichiche e lesioni all’integrità personale. Entrambi sono componenti essenziali del risarcimento e non possono essere compensati automaticamente con pensioni o assegni vitalizi.
«Questi danni non possono essere oggetto di detrazione in forza degli assegni vitalizi», chiarisce Bonanni.

Il calcolo del risarcimento avviene caso per caso, considerando fattori come il grado di parentela, la convivenza e l’intensità del legame affettivo. Gli importi possono variare sensibilmente, ma la legge tutela la piena autonomia di queste voci rispetto agli indennizzi già percepiti.

Speciale elargizione e assegni vitalizi: cosa cambia

La speciale elargizione, oggi pari a circa 285.000 euro, può essere scomputata dal risarcimento solo per la vittima primaria, cioè la persona direttamente deceduta o danneggiata. Se il danno accertato supera questo importo, la differenza resta dovuta ai familiari.

Gli assegni vitalizi mensili, compreso lo speciale assegno vitalizio, non incidono sul calcolo del danno morale o da lutto. Possono essere considerati solo in caso di danno economico e non come riduzione automatica del risarcimento complessivo.

Giurisprudenza e applicazione pratica

Negli anni, la giurisprudenza ha spesso applicato la compensatio lucri cum damno in modo incoerente, generando confusione tra tribunali e famiglie. Alcune sentenze hanno interpretato il principio con criteri elastici, portando a compensazioni ingiuste o arbitrarie.

Oggi, le ultime pronunce chiariscono che indennizzo e risarcimento hanno finalità diverse. L’indennizzo sostiene chi ha subito la perdita, mentre il risarcimento compensa il danno subito per colpa o illecito. La distinzione è fondamentale per garantire che i familiari ricevano quanto spetta loro senza che i vitalizi o le elargizioni riducano i diritti spettanti.

La compensatio lucri cum damno resta una questione delicata e complessa, ma le interpretazioni più recenti indicano una direzione chiara: tutelare i diritti delle vittime del dovere e delle loro famiglie, garantendo che il risarcimento sia pienamente riconosciuto e non ridotto impropriamente.

Questo chiarimento rappresenta un passo importante per assicurare trasparenza, equità e tutela dei diritti in un ambito spesso caratterizzato da interpretazioni variegate e contenziosi lunghi.

Condanna ex procuratrice Lotti, processo Amara

corruzione atti giudiziari
Foto di Carrie Z da Pixabay

Si è chiusa con una sentenza di primo grado che vede la di condanna dell’ex procuratrice di Gela Lucia Lotti. Imputata per corruzione in atti giudiziari. Il giudice dell’udienza preliminare di Catania, Luigi Barone, ha inflitto una pena di due anni e otto mesi di reclusione, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

Nel medesimo procedimento, lo stesso gup ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex avvocato dell’Eni Pietro Amara, chiamato a rispondere della medesima ipotesi di reato. La prima udienza dibattimentale è stata fissata per il mese di ottobre davanti al Tribunale di Catania.

La ricostruzione dell’accusa e il contenuto dell’imputazione

Secondo quanto indicato nel capo d’imputazione, al centro dell’inchiesta vi sarebbe la presunta “promessa, poi mantenuta” di Pietro Amara di “intercedere con un componente del Csm per la nomina di Lucia Lotti. All’epoca sostituto procuratore a Roma, a capo della procura di Gela”.

In cambio, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, la magistrata avrebbe messo “a disposizione la sua funzione in favore di Amara”. Consentendogli “l’accesso ai fascicoli in fase di indagini più rilevanti sulla raffineria di Gela”.

L’imputazione fa inoltre riferimento alla possibilità di “indicare i nominativi di consulenti tecnici vicino all’avvocato o comunque all’Eni” per incarichi che la Procura “avrebbe potuto assegnare nei procedimenti che coinvolgevano la raffineria”.

A che punto è la fase giudiziaria

Dal punto di vista procedurale, le due posizioni si trovano in fasi giudiziarie differenti.

Per Lucia Lotti, il procedimento si è concluso in primo grado con rito abbreviato davanti al gup, che ha emesso una sentenza di condanna. Una decisione suscettibile di eventuali impugnazioni nei successivi gradi di giudizio.

Diversa la situazione di Pietro Amara: per lui il giudice ha disposto il rinvio a giudizio, segnando la fine dell’udienza preliminare. Il processo non è ancora entrato nel merito, e sarà il Tribunale di Catania, a partire dall’udienza fissata per ottobre, a valutare le accuse nel corso del dibattimento.

Raffineria di Gela e attenzione pubblica

Le indagini si inseriscono in un contesto da anni al centro dell’attenzione pubblica. In questo quadro, l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) ha condotto una lunga e significativa battaglia.

Amianto, discarica abusiva tra Mazara del Vallo e Strasatti

amianto, eternit (Foto free di Wolfgang Eckert da Pixabay)
amianto, eternit (Foto free di Wolfgang Eckert da Pixabay)

“La frammentazione delle lastre di amianto aumenta il rischio di dispersione delle fibre nell’ambiente, soprattutto in presenza di vento e pioggia.” afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, commentando la notizia.

Lungo un tratto della strada statale in Sicilia che collega Mazara del Vallo a Strasatti è stata segnalata la presenza di rifiuti che conterrebbero amianto abbandonati a bordo carreggiata. Si tratterebbe di lastre di cemento-amianto, comunemente note come eternit, trovate spezzate e lasciate all’aperto, in un’area esposta agli agenti atmosferici.

Lastre di eternit abbandonate lungo la carreggiata

Se confermata la presenza di amianto, le lastre individuate sono infatti rifiuti speciali pericolosi, la cui gestione è regolata da normative stringenti che impongono rimozione, trasporto e smaltimento attraverso procedure certificate.

Un fenomeno diffuso in diverse zone del territorio

Situazioni simili sono state individuate anche in altre aree del territorio comunale, in particolare nelle campagne della Borgata Costiera, nel quartiere Mazara Due e nella zona di Boccarena. In tutti i casi si tratta di abbandoni illegali di materiali edilizi contenenti amianto.

La diffusione del fenomeno evidenzia una criticità strutturale nella gestione dei rifiuti speciali, legata soprattutto al settore delle ristrutturazioni edilizie.

Smaltimento irregolare durante i lavori edilizi

Alla base di molti abbandoni illegali vi è la presenza di coperture in eternit ancora diffuse su abitazioni e fabbricati. Durante gli interventi di ristrutturazione o demolizione, il corretto smaltimento dell’amianto comporta costi e procedure complesse. In alcuni casi, queste sono aggirate attraverso pratiche illegali che portano all’abbandono del materiale in aree periferiche o lungo le strade.

Una condotta che comporta rischi ambientali e sanitari, oltre a configurare reati amministrativi e penali.

Le richieste dei cittadini e l’attesa degli interventi

Ovviamente è opportuno un intervento immediato di bonifica dell’area interessata. Utile una ricognizione sistematica del territorio, con sopralluoghi mirati e controlli più frequenti per individuare e rimuovere altri siti contaminati.

Gli interventi dovrebbero essere affidati esclusivamente a ditte specializzate nella gestione dell’amianto, in grado di operare nel rispetto delle norme di sicurezza e tutela della salute e dell’ambiente.

La situazione resta in attesa delle decisioni delle autorità competenti e dell’avvio delle operazioni di messa in sicurezza e rimozione dei rifiuti.

Fonte: Web

Milano, corsia preferenziale 90-91: al via bonifica amianto

Amianto, al via la bonifica, lavori necessari per corsia preferenziale 90-91 a Milano (Foto esclusivamente decorativa di Jiří Rotrekl da Pixabay)
Amianto, al via la bonifica, lavori necessari per corsia preferenziale 90-91 a Milano (Foto esclusivamente decorativa di Jiří Rotrekl da Pixabay)

Prende ufficialmente il via un intervento cruciale per il completamento della futura corsia preferenziale delle linee 90 e 91, uno dei progetti di mobilità più attesi a Milano. A partire da oggi inizieranno i lavori di rimozione del terreno contaminato da amianto rinvenuto nei mesi scorsi in alcune aree del cantiere, distribuite tra piazzale Stuparich, viale Elia, piazzale Lotto, viale Migliara e piazzale Zavattari.

Secondo la fonte, la presenza del materiale inquinante sarebbe emersa durante le attività preliminari di scavo e aveva comportato una rimodulazione delle tempistiche operative, rendendo necessario un intervento specifico di bonifica prima di procedere con le fasi successive della realizzazione infrastrutturale.

“Ogni bonifica dall’amianto è un passo ulteriore verso un mondo migliore. Auspichiamo interventi di questo tipo quotidiani, considerato che esisterebbero ancora circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto solo sul territorio nazionale.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

Un’operazione di bonifica programmata e controllata

L’intervento avrà una durata stimata di circa tre mesi e sarà affidato a una impresa specializzata in bonifiche ambientali, selezionata per operare in contesti complessi e urbani. Le attività verranno svolte seguendo un piano dettagliato che definisce modalità operative, misure di sicurezza e protocolli di contenimento.

La rimozione dell’amianto dovrà avvenire in condizioni di massima sicurezza, con l’adozione di tecniche idonee a evitare la dispersione di fibre nell’ambiente circostante. L’intervento rappresenta un passaggio fondamentale non solo per la prosecuzione del cantiere, ma anche per garantire la tutela della salute pubblica e dei lavoratori coinvolti.

Monitoraggi ambientali e sicurezza dell’aria dall’amianto

Nelle settimane precedenti all’avvio dei lavori di bonifica, era già stato attivato un monitoraggio preventivo della qualità dell’aria nelle zone limitrofe al cantiere. I rilevamenti effettuati hanno fornito indicazioni rassicuranti, confermando l’assenza di particelle di amianto disperse nell’atmosfera.

Questo sistema di controllo ambientale consente di verificare costantemente che le operazioni si svolgano senza impatti sull’aria e sugli spazi urbani circostanti. Il monitoraggio continuo rappresenta uno strumento essenziale per garantire sicurezza in un’area densamente frequentata della città.

Lavori differenziati e avanzamento del progetto

La scoperta dell’amianto ha comportato la sospensione temporanea dei lavori esclusivamente nelle aree direttamente interessate dalla contaminazione. Nelle altre porzioni del tracciato, invece, il cantiere ha continuato ad avanzare regolarmente, consentendo di mantenere una parte significativa del cronoprogramma originario.

Nonostante l’intervento di bonifica, resterebbero confermate le tempistiche complessive già comunicate per la messa in funzione della corsia preferenziale e concordate con Ats Milano. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere operativa la nuova infrastruttura entro la fine del 2026, migliorando la velocità e l’affidabilità del servizio di trasporto pubblico lungo uno degli assi più congestionati della città.

Un’infrastruttura strategica per la mobilità urbana

La corsia preferenziale della 90-91 costituisce un tassello strategico nel piano di riorganizzazione della mobilità milanese. Le due linee circolari, fondamentali per i collegamenti tra quartieri periferici e zone centrali, soffrono da anni di rallentamenti dovuti al traffico privato. L’introduzione di una corsia dedicata consentirà di ridurre i tempi di percorrenza, aumentare la regolarità del servizio e incentivare l’uso del trasporto pubblico.

Bonifica amianto come passaggio chiave verso il completamento

L’avvio della rimozione dell’amianto segna dunque un momento decisivo nel percorso di realizzazione della corsia preferenziale. Superata questa fase, il cantiere potrà procedere senza ulteriori ostacoli legati alla sicurezza ambientale, avvicinandosi alla conclusione di un’opera attesa da residenti, pendolari e utenti del trasporto pubblico.

L’intervento di bonifica è un segnale di attenzione verso la qualità urbana e la salute collettiva, elementi sempre più centrali nella pianificazione delle grandi città. Con la conclusione dei lavori prevista entro tre mesi, Milano compie un passo concreto verso una mobilità più efficiente, sicura e sostenibile.
Fonte: Agenzia Nova.

Sentenza storica, contaminazione familiare da amianto

Amianto, Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni
Amianto, Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni

L’amianto continua a rappresentare una delle emergenze sanitarie e giuridiche più complesse del nostro Paese. Negli ultimi mesi, importanti sviluppi giudiziari hanno riacceso l’attenzione sul tema, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta contaminazione familiare. A parlarne è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e Osservatorio Vittime del Lavoro ed equiparati Vittime del dovere, intervistato dal giornalista Luigi Abbate.

Il caso di Santospirito e la decisione del Tribunale di Roma

Al centro dell’intervista vi è il caso di Maria Paola Santospirito, cittadina tarantina e moglie del militare Leonardantonio Mastrovito, riconosciuto come vittima del dovere. Il Tribunale di Roma ha riconosciuto che la donna era affetta da asbestosi pleurica a seguito di una esposizione indiretta, maturata in ambito domestico.

Secondo quanto emerso nel procedimento, la contaminazione sarebbe avvenuta durante le normali attività familiari, come il lavaggio delle divise del marito, che risultavano presumibilmente intrise di fibre di amianto. Una circostanza che, secondo i giudici, ha avuto un ruolo rilevante nell’insorgenza della patologia.

L’avvocato Bonanni ha commentato con prudenza l’esito della sentenza, sottolineando come essa rappresenti un passaggio significativo nel riconoscimento dei diritti delle famiglie: “Questa decisione, a nostro avviso, conferma che l’esposizione all’amianto può estendersi oltre il luogo di lavoro e coinvolgere il nucleo familiare.”

Risarcimento e riconoscimento del danno alla salute

Il Tribunale ha disposto un risarcimento economico, pari a circa 65.000 euro, a favore della signora Santospirito. Un riconoscimento che va oltre il mero dato economico, poiché afferma un principio giuridico rilevante: anche l’esposizione domestica può generare un danno alla salute giuridicamente tutelabile.

Secondo Bonanni, «la sentenza apre potenzialmente la strada a una maggiore attenzione verso le condizioni vissute da mogli, madri e familiari di lavoratori esposti, soprattutto in ambito militare». Si tratta, tuttavia, di valutazioni che devono sempre essere affrontate caso per caso, sulla base di rigorosi accertamenti medico-legali.

Patologie oncologiche e contaminazione multipla

“Il caso è emblematico perché oltre all’ asbestosi pleurica, la signora Santospirito è stata attinta da cancro del seno e dalle risultanze istologiche sono emerse proprio all’interno dei tessuti neoplastici presenza di contaminanti. di nanoparticelle, di metalli pesanti e radioattivi, oltre a fibre di amianto. A nostro parere (ONA, n.d.r.) hanno dato origine anche a questa neoplasia” ha aggiunto Bonanni.

Bonanni ha precisato che «le risultanze scientifiche suggeriscono un possibile ruolo concausale di più sostanze», sottolineando l’importanza della valutazione scientifica.

Amianto e nucleo familiare

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, il tema della contaminazione familiare merita un approfondimento costante, sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello giuridico.

«È importante mantenere un approccio scientifico e responsabile», ha dichiarato Bonanni, «considerando anche l’impatto psicologico e sociale che l’esposizione può avere sulle persone coinvolte». Anche in assenza di una patologia conclamata, lo stato di preoccupazione e l’alterazione delle abitudini di vita possono costituire un elemento di sofferenza rilevante.

Un precedente che rafforza la tutela dei diritti

Questa sentenza potrebbe essere un precedente significativo nel panorama giurisprudenziale italiano. Essa infatti contribuisce a rafforzare il dibattito sulla tutela delle vittime indirette dell’amianto e sulla necessità di politiche di prevenzione più efficaci.

Il caso Santospirito, conclude Bonanni, «rappresenta un’occasione per riflettere sulla responsabilità collettiva e sull’importanza della tutela della salute non solo dei lavoratori, ma anche delle loro famiglie».

Vedi l’intervista integrale su ONA News: