La questione della presenza di amianto negli edifici scolastici rimane attuale e delicata. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), la situazione nel Lazio continua a presentare elementi di attenzione: su un totale di 5.371 scuole censite, circa 430 istituti (pari all’8%) avrebbero registrato presenza o rischio di amianto.
Il caso Roma e area metropolitana
Già nel settembre 2022 era stato annunciato un piano di rimozione finanziato con fondi FSC 2014-2020, che prevedeva 111 interventi su scuole superiori della Città Metropolitana.
Tale numero riguarda però istituti di competenza metropolitana (soprattutto scuole secondarie superiori) e non l’intero patrimonio scolastico comunale. Nel 2020 l’ONA aveva censito circa 150 istituti con presenza di amianto a Roma, segnalando che alcuni casi non risultavano nei monitoraggi ufficiali.
Nel report 2022/2023, l’ONA stimava la presenza di amianto in almeno 77 scuole del Comune di Roma e fino a 138 istituti nell’area metropolitana. Con l’avvio di 24 cantieri di bonifica nel 2024, il numero complessivo sarebbe sceso a 116 scuole.
Il caso Tasso di Latina
Tra le segnalazioni riportate dall’Osservatorio figura anche l’Istituto Tasso di Latina, menzionato come realtà con possibili criticità legate all’amianto. “E’ necessario mantenere alta l’attenzione sulla necessità di monitoraggi continui e interventi di bonifica tempestivi.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.
Un problema nazionale
Secondo l’ONA, in Italia sarebbero ancora oltre 2.500 le scuole con presenza di amianto, con una potenziale esposizione stimata per circa 352 mila studenti e 50 mila lavoratori scolastici.
L’VIII rapporto ReNaM (Registro Nazionale Mesoteliomi) ha censito 158 casi di mesotelioma tra docenti e personale scolastico fino al 2021, cui si aggiungono oltre 100 nuovi casi tra il 2015 e il 2025.
Un rischio ancora diffuso
Secondo l’ONA, l’ltalia conviverebbe complessivamente con circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto presenti in edifici pubblici e privati, comprese scuole, ospedali, biblioteche e reti idriche. Le stime parlano di circa 7.000 vittime all’anno correlate all’esposizione a questa sostanza.
Appello alla prevenzione
Dall’Osservatorio arriva un invito a mantenere alta l’attenzione sul tema: secondo il presidente Ezio Bonanni, la bonifica degli istituti scolastici dovrebbe diventare una priorità nazionale al pari di altre politiche di tutela della salute.
Ruggero Alcanterini (CNIFP) e l'Avv. Carolina De Feo
Lo scorso 26 settembre 2025, nella Sala Giunta del CONI, si è tenuto un incontro dedicato a sport, ambiente e salute, con la partecipazione di figure di spicco provenienti dai settori culturale e sportivo. La conferenza ha avuto come focus principale le attività future del Comitato Nazionale Italiano Fair Play e la diffusione dei valori del fair play oltre i campi sportivi, estendendoli alla vita quotidiana e alla tutela della salute.
Fair Play come valore universale
Il presidente del Comitato, Ruggero Alcanterini, ha sottolineato come il concetto di “gioco corretto” vada ben oltre la pratica sportiva, ricordando che il rispetto riguarda persone, animali, ambiente e società, ispirandosi alle parole di William Shakespeare. L’obiettivo dichiarato è costruire un’“Italia del fair play”, capace di coniugare etica, solidarietà e responsabilità civile.
Sinergia con l’Osservatorio Nazionale Amianto
L’Avv. Carolina De Feo, in rappresentanza dell’ONA presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, ha evidenziato come la collaborazione con il Comitato Fair Play non sia solo simbolica, ma costituisca una strategia concreta di prevenzione e protezione della vita. L’ONA, infatti, si occupa di lotta all’amianto, salute pubblica, bonifiche, formazione e assistenza medico-legale, integrando pienamente i valori etici del fair play.
Eventi e iniziative in programma
Nei prossimi mesi il Comitato ha in programma appuntamenti significativi:
13-14 ottobre 2025: corso ECM per medici presso il Centro Giulio Onesti.
28 ottobre 2025: evento al Ministero della Salute con il sottosegretario Marcello Gemmato, per il lancio del progetto “Fair Play della Salute”.
27-28 settembre 2025:Festival of Inclusivity al Palatorrino di Roma, con discipline che vanno dal basket in carrozzina alla kickboxing.
Queste attività puntano a unire sport, salute e prevenzione, diffondendo buone pratiche sul territorio nazionale.
Il Fair Play della salute
Il progetto congiunto tra ONA e Comitato Fair Play si fonda su tre principi chiave:
Prevenire prima di curare: riduzione delle esposizioni e bonifiche ambientali.
Educare prima che il rischio diventi danno: sensibilizzazione nelle scuole e nella comunità.
Tutela globale della persona: supporto legale, medico e sociale.
Lo sport diventa così uno strumento per trasmettere valori etici e promuovere la salute pubblica, rappresentando un modello innovativo che integra ambiente, etica e prevenzione.
Partecipazione di personalità dello sport e della cultura
All’incontro hanno preso parte: Fabrizio Fasani, Carolina De Feo, Luciana Marcellini Hercolani Gaddi, Alessandro Alcanterini, Augusto Basile, Claudio Perazzini, Roberto Antonangeli, Cecilia Ferraro e Sergio Garroni.
Fabrizio Fasani
Fasani ha ricordato il successo della prima Giornata del World Fair Play al Senato e ha annunciato la seconda edizione a Roma nel 2026, con l’obiettivo di rafforzare la rilevanza istituzionale e diplomatica. Ha inoltre presentato le iniziative Fair Play Company e Fair Play Manager, per portare il fair play anche nelle aziende e favorire sponsorizzazioni a supporto del Comitato.
Premiati nell’ultima edizione:
Katia De Ross, ex vicepresidente di Confindustria con delega alla cultura.
Cesare Massetti, presidente del Consorzio Quali Vita, che rappresenta i marchi DOP e IGP dell’agroalimentare italiano.
Luciana Marcellini Hercolani Gaddi, Fair Play e vita
Ha descritto il fair play come stile di vita, ribadendo l’importanza del principio mens sana in corpore sano. Lo sport, secondo lei, deve servire a crescere bene, non solo a vincere o guadagnare. Ha raccontato la sua carriera di nuotatrice, che l’ha vista partecipare alle Olimpiadi a 12 anni e raggiungere il quinto tempo mondiale, sottolineando l’importanza di conciliare formazione e pratica sportiva.
Augusto Basile, il campione di karate e l’emozione
Il campione di karate ha definito con gli occhi commossi il fair play come una vera rivelazione, fondamentale per etica, disciplina e rispetto. Ha ripercorso la sua carriera, iniziata con scherma (1949), judo (1950) e karate (1958), arrivando a essere direttore tecnico dell’Unione Europea di Karate e partecipando con la nazionale italiana a campionati mondiali, con risultati rilevanti come un secondo posto in Giappone.
Claudio Perazzini, nuove stutture e lotta alla sedentarietà
Perazzini ha parlato della sua prima esperienza sportiva negli anni ‘50, sottolineando l’importanza di rispetto, fair play e disciplina appresi nella palestra di judo di Vinicio Volpi. Ha evidenziato la carenza di strutture sportive pubbliche, soprattutto nei municipi con oltre 150.000 abitanti, e ha invitato a valorizzare gli enti di promozione sportiva per combattere la sedentarietà e favorire inclusione sociale.
Roberto Antonangeli, un messaggio di pace tramite lo sport
Antonangeli ha collegato lo sport alla pace e alla fratellanza, spiegando come nelle guerre la disumanizzazione del nemico sia la prima strategia. Lo sport, al contrario, permette di vedere tutti come esseri umani uguali, promuovendo rispetto reciproco e valori etici.
Alessandro Alcanterini, l’associazione Move
Alcanterini ha raccontato il suo percorso dalle arti marziali al nuoto e al teatro, illustrando il progetto Move on Fairplay, in cui esperienze pratiche e formazione artistica vengono utilizzate per trasmettere valori positivi ai giovani. Ha sottolineato l’importanza dell’esempio diretto e della qualità educativa dei formatori.
Cecilia Ferraro, progettazione e bandi
Ferraro ha spiegato come il fair play sia strumento di coesione sociale e interculturale, che va oltre le regole del gioco e insegna rispetto, collaborazione e valorizzazione dell’altro, attraverso eventi, percorsi educativi e progettazione europea.
Sergio Garroni, la concretezza
Garroni ha richiamato l’attenzione sulla necessità di interventi concreti da parte dello Stato e del Governo, sottolineando come l’Italia non partecipi ai mondiali da tre anni. Ha evidenziato che senza supporto istituzionale i valori dello sport rischiano di restare teorici, mentre con un impegno concreto si possono ottenere risultati e diffondere il fair play.
Tutte le videointerviste e i momenti salienti dell’iniziativa sono disponibili su ONA News.
Continua il ciclo di interviste di Luigi Abbate all’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) su sentenze vinte e altre ancora in corso su temi riguardanti il rischio asbesto.
L’amianto resta una sfida aperta per la salute pubblica. In Italia il materiale è stato vietato con la legge n. 257 del 1992, ma le sue tracce sono ancora diffuse.
I dati sul mesotelioma su amianto ed edilizia
Secondo l’ottavo rapporto RENAM (Registro Nazionale Mesoteliomi), oltre il 16% dei casi di mesotelioma deriva dall’esposizione nel settore edilizio.
Bonanni chiarisce: “Non tanto nella produzione di cemento-amianto, ma proprio nell’edilizia e quindi per le attività manutentive anche successive all’entrata in vigore della legge 257 del ’92”.
Prima del divieto, l’amianto veniva usato in molti materiali da costruzione. Era presente in tettoie, cassoni idrici, collanti e manufatti in cemento. Alcune strutture risultano tuttora esistenti.
Un aumento costante dei casi
Il rapporto RENAM evidenzia un incremento progressivo. Il presidente ONA spiega: “È proprio in questo contesto che il dato epidemiologico sta salendo ed è arrivato al 16,5% nell’ultimo rapporto RENAM, quindi in costante aumento volta per volta del numero dei casi, ma anche delle proporzioni”.
Inoltre la fase di bonifica è delicata. Se non gestita con attenzione, può rappresentare un ulteriore rischio per i lavoratori.
Patologie collegate all’amianto
Il mesotelioma è la malattia più nota, ma non è l’unica. Bonanni sottolinea: “L’Osservatorio Nazionale Amianto ritiene che il dato sul mesotelioma sia solo la punta dell’iceberg, che rilevino anche le altre patologie asbesto-correlate, quindi cancro del polmone, della laringe e naturalmente tutti gli altri tumori che sono nella lista due dell’INAIL, come per esempio il colon, lo stomaco e per esempio ancora nella lista tre”. Sono quindi diverse le patologie oncologiche tra quelle riconosciute come correlate all’esposizione.
La tutela dei lavoratori
Oltre all’attività informativa, l’ONA offre sostegno legale. Bonanni precisa: “Proseguiamo la tutela dei lavoratori per ottenere la costituzione delle prestazioni previdenziali, quindi la rendita INAIL e anche le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto e il risarcimento dei danni”.
Le azioni legali hanno lo scopo di garantire diritti e indennizzi a chi ha subito danni sanitari.
Informare e supportare
Le dichiarazioni di Bonanni, basate sui dati RENAM e sulle tabelle INAIL, mostrano che l’amianto resta un problema attuale. La presenza di materiali contenenti fibre, la necessità di bonifiche e l’aumento delle diagnosi confermano la rilevanza del tema.
L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto è oggi rivolta a due obiettivi: informare sul rischio e supportare i lavoratori colpiti. Una strategia che tiene insieme prevenzione, assistenza legale e tutela previdenziale.
Su Ona News l’intervista di Luigi Abbate all’avv. Ezio Bonanni.
L’Ufficio per la Tecnologia dell’Isola di Guam che gestisce le infrastrutture tecnologiche per 40 agenzie governative, affronta ora nuove sfide legate a danni strutturali e ambientali nell’edificio principale di Hagatna (la capitale del territorio).
Dopo il tifone Mawar del 2023, la struttura presenta infiltrazioni d’acqua, soffitti danneggiati oltre al sospetto di presenza amianto e infestazioni di roditori.
L’Isola di Guam
Guam è un territorio non incorporato degli Stati Uniti d’America, incluso nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi. Si tratta di un’isola dell’Oceano Pacifico occidentale, la più grande e meridionale delle Marianne.
Infestazioni di ratti e interventi di bonifica
Durante i lavori, parte del personale è temporaneamente spostata al secondo piano per un’insolita infestazione di ratti. La fonte del problema era una vecchia unità di condizionamento centrale fuori servizio, successivamente rimossa.
Sospetto amianto e sicurezza dei dipendenti
Nell’estate 2024, un’ispezione ha rilevato la possibile presenza di amianto sotto le vecchie piastrelle del pavimento. La combinazione di edificio obsoleto, rischio ambientale e sospetto amianto evidenzia l’urgenza di una soluzione nel breve termine per garantire la sicurezza.
Anche se l’ufficio ha dichiarato che non ci sono pericoli immediati, la soluzione più auspicabile in caso la presenza di amianto fosse confermata è quella della bonifica.
A Palermo, nello svincolo di Brancaccio, attualmente interessato da interventi di bonifica dell’amianto, sarebbero stati individuati nel fine settimana alcuni rifiuti speciali abbandonati da ignoti.
A segnalarlo è un comunicato stampa pubblicato sul sito del Comune di Palermo.
Lo svincolo costituisce uno snodo importante per la viabilità metropolitana.
Misure di monitoraggio
L’amministrazione comunale avrebbe quindi presentato una segnalazione all’autorità giudiziaria e di avere disposto ulteriori misure di controllo. Tra queste rientra l’avvio di una sorveglianza notturna con il supporto della polizia municipale, al fine di monitorare l’area e prevenire nuovi conferimenti non autorizzati.
Impegno istituzionale e collaborazione dei cittadini
Il Comune di Palermo, in collaborazione con RAP (Risorse Ambiente Palermo) ha confermato la volontà di completare le attività necessarie per la bonifica e per il ripristino della piena fruibilità dello svincolo. Contestualmente, è stato rivolto un invito alla cittadinanza a segnalare tempestivamente alle autorità eventuali situazioni anomale che possano compromettere gli interventi in corso.
Le dichiarazioni dell’assessore al verde
Pietro Alongi, assessore della giunta municipale ha commentato: “Purtroppo dobbiamo registrare questo incivile gesto che arriva a pochi giorni dall’inizio dei lavori di bonifica per la rimozione dell’amianto presente nell’area che impediva l’apertura dello svincolo per Brancaccio. Si tratta di rifiuti riconducibili alla dismissione di celle frigorifere che vanificano in parte gli sforzi appena intrapresi da questa amministrazione che per la sicurezza dei cittadini, con uno sforzo economico non indifferente, ha accantonato a RAP per bonificare l’area la somma di 500 mila euro”.
L’assessore continua affermando che questi “atti di inciviltà e criminalità non saranno più tollerati. Non permetteremo che il lavoro della nostra amministrazione e i fondi pubblici vengano sabotati in questo modo. La risposta sarà immediata. Nel frattempo, abbiamo già sporto denuncia all’autorità giudiziaria di quanto accaduto”.
Per contrastare questi episodi, dichiara Alongi, “d’accordo con RAP, l’amministrazione comunale ha già predisposto delle misure concrete. Si tratta della sorveglianza notturna che sarà attiva già da questa notte per prevenire nuovi sversamenti e del coinvolgimento della polizia municipale per attività di controllo e repressione per individuare e sanzionare i responsabili di tali reati ambientali”.
Proseguono i lavori di bonifica amianto
“Amministrazione e RAP – continua l’assessore – si impegnano a proseguire i lavori di bonifica con la massima determinazione e invita la cittadinanza a collaborare, segnalando anche loro tempestivamente alle autorità qualsiasi attività sospetta”.
Infine, l’assessore al Verde comunica che dallo scorso martedì “sono state già rimosse 150 tonnellate di rifiuti contenenti cemento amianto nel tratto a ridosso l’ex officina del teatro Massimo (bretella laterale viale Regione Siciliana altezza cavalcavia di via Conte Federico, direzione Trapani). Entro 15 giorni, poi, saranno rimossi gli altri due cumuli di rifiuti rispettivamente di 120 e l’altro di 200 tonnellate“.
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