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Torrette (AN), ex Centrale Latte: via l’amianto dal tetto

Ambiente amianto, bonus
Ambiente amianto, Credits: Pixabay

Passo avanti importante per la sicurezza del quartiere Torrette ad Ancona: il Comune ha annunciato la bonifica delle tettoie in amianto dell’ex Centrale del Latte.

La conferma è arrivata durante un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Torrette alla presenza di diversi assessori comunali, che hanno risposto direttamente alle domande dei cittadini.

L’incontro ha avuto come tema centrale la messa in sicurezza preventiva dell’edificio, da anni inutilizzato e situato in una zona densamente abitata, vicino a scuole, abitazioni e attività commerciali.

Bonifica amianto: l’annuncio durante l’assemblea pubblica

All’assemblea hanno preso parte gli assessori Zinni, Tombolini, Berardinelli e Andreoli. Secondo il Resto del Carlino, nel corso del confronto, il vicesindaco Daniele Zinni ha comunicato che il Comune procederà alla bonifica delle coperture in amianto dell’ex Centrale del Latte. Un’area considerata particolarmente delicata per posizione e dimensioni.

L’intervento potrebbe partire indicativamente nel mese di maggio, mentre restano ancora in fase di valutazione le ipotesi progettuali per la futura riqualificazione dell’area.

L’amministrazione ha ribadito che il monitoraggio dello stato dell’edificio è costante e che l’operazione annunciata rappresenta un’azione preventiva senza precedenti per il quartiere. La tutela della salute dei residenti e il rilancio di Torrette sono stati indicati come priorità.

Il ruolo del Comitato: firme, dialogo e pressione civica

Il risultato arriva dopo settimane di confronto tra il Comitato “Via l’Amianto da Torrette” e l’amministrazione comunale. Il Comitato aveva promosso una raccolta firme nel quartiere, intercettando le preoccupazioni dei cittadini per una struttura abbandonata da anni e percepita come un rischio ambientale.

In una nota, i rappresentanti del Comitato sottolineano come l’incontro abbia portato alla presa in carico formale di una situazione molto sentita dalla popolazione locale.

Soddisfazione dei cittadini e ringraziamenti all’amministrazione

Le decisioni annunciate hanno incontrato il favore dei residenti e del Comitato, che ha ringraziato gli assessori presenti e i dirigenti comunali per l’ascolto dimostrato. Un ringraziamento particolare rivolto alla dottoressa Federica Montesi. Nominata presidente onorario del Comitato per il ruolo svolto nel facilitare il dialogo tra cittadini e istituzioni.

Anche gli altri membri del Comitato hanno espresso apprezzamento per l’impegno dell’amministrazione nel trovare una soluzione condivisa.

“Tutte le iniziative di bonifica sono un passo in avanti verso un mondo libero dall’amianto e quindi migliore per l’ambiente e per le nuove generazioni” – ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto ad Ariano Irpino: l’ispezione delle Guardie Ambientali

amianto
amianto

Amianto abbandonato a cielo aperto lungo il Regio Tratturo e in località Tesoro, ad Ariano Irpino.
Lo rende noto Ottopagine.it Avellino. Sul posto sono intervenute le Guardie Nazionali Ambientali, che hanno effettuato un sopralluogo approfondito nelle aree interessate. Questo dopo un reportage della stessa testata.

L’operazione coordinata dal dirigente generale di settore fondamentale Giuseppe Cocca e dalla responsabile del distaccamento di Ariano Irpino, Veronica Cocca, con l’obiettivo di verificare la presenza di materiali pericolosi e documentare lo stato dei luoghi.

Ispezioni e rilievi: il materiale sarà inviato alle autorità

Le due zone segnalate ispezionate con attenzione dagli operatori ambientali. Al termine dei controlli, le Guardie Nazionali Ambientali hanno comunicato che tutta la documentazione raccolta verrà trasmessa alle autorità competenti, affinché possano valutare eventuali interventi e provvedimenti.

Una criticità che va avanti da anni

Il problema dell’amianto abbandonato non è nuovo, nonostante in passato hanno effettuato sequestri da parte delle forze dell’ordine, il fenomeno non risulta completamente risolto.

La presenza di materiali contenenti asbesto in aree rappresenta un problema per l’ambiente, soprattutto in contesti rurali e di passaggio.

Un fenomeno ancora in evoluzione

Secondo quanto emerso, la situazione resta in fase di monitoraggio e potrebbero esserci ulteriori sviluppi nelle prossime ore. L’attenzione resta alta su un fenomeno che, se non affrontato in modo strutturale, rischia di produrre conseguenze ambientali rilevanti nel lungo periodo.

L’intervento delle Guardie Nazionali Ambientali riporta il tema al centro del dibattito pubblico, rilanciando la necessità di azioni concrete e tempestive per la bonifica e la tutela del territorio.

Los Angeles e amianto, dopo gli incendi ancora contaminazione?

incendio boschivo, Incendi
incendio boschivo (Foto free di jlujuro da Pixabay)

A più di un anno dai devastanti incendi di Eaton e Palisades a Los Angeles, alcune abitazioni nelle zone colpite mostrerebbero ancora livelli di piombo e amianto, nonostante le bonifiche effettuate. A dichiararlo è la rivista internazionale The Guardian. La situazione evidenzia la necessità di standard più rigorosi per i test post-incendio e di certificazioni ufficiali che garantiscano la sicurezza degli edifici prima del rientro dei residenti.

Monitoraggio e risultati dei test post-incendio

I residenti di Altadena e Pasadena hanno iniziato a testare le loro abitazioni con analisi indipendenti e secondo quanto dichiara l’articolo su 45 case testate per il piombo, 43 presenterebbe livelli di contaminazione. Il piombo non ha un livello di esposizione sicuro ed è associato a problemi di sviluppo nei bambini, riduzione del QI e complicazioni permanenti.

Inoltre ci sarebbe un enorme variabilità negli approcci e nelle pratiche di test, e questo ha lascerebbe i residenti in balia alle criticità.

Presenza di amianto

Oltre al piombo, 9 delle 25 abitazioni testate conterrebbero amianto, materiale che sappiamo noto per la sua cancerogenicità e presente frequentemente in edifici più vecchi.

Ruolo delle autorità e delle agenzie

Il US Army Corps of Engineers ha completato la rimozione dei rifiuti pericolosi circa sette mesi dopo gli incendi. La FEMA, inizialmente ha recentemente approvato analisi sul piombo in 100 abitazioni dell’area di Eaton.

Progetti di ricerca e monitoraggio ambientale

Secondo Guardian, il professor John e il team del progetto CLEAN (Contaminant Level Evaluation and Analysis for Neighborhoods) hanno avviato un programma di raccolta e analisi di cenere, fuliggine e campioni di suolo dalle abitazioni, parchi e scuole circostanti.

Risultati preliminari

Le concentrazioni di piombo risulterebbero, secondo la fonte, più elevate a Pasadena e Altadena rispetto a Palisades. Sarebbero stati analizzati anche altri contaminanti come arsenico, cadmio, cromo, cobalto, selenio e zinco.

Il monitoraggio continuerà nel tempo per valutare l’efficacia delle bonifiche.

Collaborazioni universitarie

Università come UCLA, Purdue University e Loyola Marymount collaborano al progetto, ampliando le capacità di analisi e garantendo un approccio scientifico alla gestione dei rischi post-incendio.

La richiesta dei residenti

Le Associazioni del territorio chiedono una certificazione per le abitazioni come prive di contaminanti prima che le famiglie possano rientrare. Sollecitate le autorità locali, statali e federali a implementare linee guida di sicurezza più rigorose.

“L’amianto è un problema globale che coinvolge il mondo intero. Si auspicano interventi celeri per risolvere quanto prima la situazione, se confermata, non solo negli Stati Uniti, ma per l’intero Pianeta.” – Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.

Amianto e contaminazione negli animali domestici

Amianto e animali, intervista all'Avv. Ezio Bonanni
Amianto e animali, intervista all'Avv. Ezio Bonanni

L’amianto è una delle sostanze più pericolose per la salute umana. Da decenni si conoscono gli suoi effetti devastanti dell’asbesto, in particolare la correlazione diretta con il mesotelioma, un tumore raro ma altamente aggressivo. Tuttavia, un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’impatto dell’amianto sugli animali domestici, che vivono a stretto contatto con l’uomo e condividono lo stesso ambiente contaminato.

Come emerge dall’intervista del collega giornalista Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e Osservatorio Vittime del dovere, “il mesotelioma non colpisce solo le persone, ma anche cani, gatti e persino cavalli. Un dato che non può e non deve essere deriso o minimizzato, perché rappresenta un indicatore chiarissimo della diffusione capillare dell’inquinamento da amianto.”

Mesotelioma negli animali: l’ultimo caso in Emilia-Romagna

L’ultimo episodio segnalato riguarda un gatto affetto da mesotelioma in una zona dell’Emilia-Romagna, caso segnalato dalla sede ONA di Carpi e dal coordinatore Andrea Rossi.

Secondo l’avvocato Bonanni, questo caso non è affatto isolato nel mondo. È solo l’ultimo di una lunga serie di episodi documentati nel corso di oltre 15 anni di studi epidemiologici condotti dall’ONA, che hanno dimostrato come l’esposizione ambientale all’amianto sia in grado di colpire ogni essere vivente.

I cani come “sentinelle” dell’inquinamento ambientale

“Un caso emblematico risale al 2010, nella zona di Broni, in provincia di Pavia. Qui si è registrato un numero impressionante di cani morti per mesotelioma, esattamente come accadeva agli esseri umani residenti nella stessa area.” – Ha dichiarato Bonanni.

Broni, una cittadina di appena 12.000 abitanti, presenta un’incidenza di mesotelioma più elevata per la sua storia industriale passata. “Anche più di Taranto, – continua Bonanni, città tristemente nota per l’inquinamento, e di Casale Monferrato, simbolo nazionale della tragedia dell’amianto.

L’Avvocato utilizza inoltre un’immagine forte ma efficace: “i cani morivano come zanzare. Questo dato è estremamente significativo, perché dimostra che gli animali possono diventare vere e proprie sentinelle sanitarie, capaci di anticipare e segnalare un eventuale rischio.”

Prevenzione e bonifica: una tutela per uomini e animali

Il messaggio centrale dell’avvocato Ezio Bonanni è chiaro: la prevenzione deve essere generalizzata. La tutela della salute umana deve andare di pari passo con quella animale, anche perché l’ambiente è condiviso.

La bonifica di tutti i siti contaminati da amianto rappresenta l’unica vera soluzione per ridurre il rischio di nuove esposizioni. Proteggere gli animali significa, in modo diretto, proteggere anche le famiglie, i bambini e le future generazioni.

Un problema poco conosciuto

Gli animali domestici sono membri a tutti gli effetti dei nuclei familiari. I casi di mesotelioma che li colpiscono raccontano che l’amianto è ancora presente. Ascoltarli questi segnali può salvare vite. Umani e animali.

ONA. Expogenesis, nuova start up dell’oncologo Pasquale Montilla

Pasquale Montilla, ONA
L'oncologo Pasquale Montilla ha seguito tempestivamente il caso clinico di una paziente

La ricerca del dott. Pasquale Montilla, oncologo clinico e consulente scientifico ONA, porta alla nascita di una startup per la previsione del possibile rischio oncologico ambientale.

Il contesto territoriale e ambientale 

I Siti di Interesse Nazionale (SIN) sono aree individuate dallo Stato italiano per la presenza di criticità ambientali che richiedono interventi di bonifica. T
Le attività di ricerca svolte dal dott. Pasquale Montilla, oncologo clinico e parte del comitato scientifico ONA sono state sviluppate nell’ambito di un percorso di studio delle possibili esposizioni ambientali in alcune aree specifiche del SIN di Crotone.
Il processo di dismissione degli impianti industriali, avviato nei primi anni Duemila, ha comportato lo smantellamento delle strutture produttive, ma ha lasciato alcuni residui industriali storici.

la ricerca antecedente: attività di osservazione e biomonitoraggio SIN

Secondo Montilla “abbiamo portato avanti biomonitoraggi tossicologici che sono state promosse grazie al coinvolgimento del dott. Francesco Rocca (SPISAL).

Montilla afferma inoltre che “I risultati delle analisi hanno evidenziato la presenza di alcuni agenti chimici nei campioni esaminati.  Le attività di biomonitoraggio sono state effettuate esclusivamente su base volontaria, su pazienti che hanno aderito consapevolmente al percorso proposto.
Le procedure sono svolte nel rispetto delle norme tecnico-scientifiche, della normativa vigente e dei principi di tutela della persona. Acquisito il consenso informato al trattamento sanitario e al trattamento dei dati personali, secondo quanto previsto dalla legge, garantendo trasparenza, correttezza e rispetto dei diritti dei cittadini.”

“Nei territori caratterizzati da riconosciute criticità ambientali, come i Siti di Interesse Nazionale (SIN), l’approccio sanitario richiede particolare attenzione”.– aggiunge l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA, Osservatorio Nazionale Amianto.

Conoscenza scientifica e tutela della salute

La comunità scientifica evidenzia che la relazione tra esposizione a metalli pesanti e effetti sulla salute è oggetto di studio e dipende da molteplici fattori, tra cui durata dell’esposizione, concentrazione delle sostanze e caratteristiche individuali.  Nei territori interessati da criticità ambientali, la raccolta di dati scientificamente corretti e l’osservazione clinica prudente contribuiscono a rafforzare la tutela della salute pubblica, nel rispetto dell’autonomia professionale del medico e della centralità del rapporto con il paziente.

Secondo Montilla  il suo protocollo “indaga le cause biologiche profonde che legano l’inquinamento ai processi patologici. Introducendo strumenti che propongono di trasformare l’analisi ambientale in prevenzione attiva.”

Expogenesis la start-up italo-europea fondata dall’oncologo Montilla

La start-up di Montilla nasce con l’obiettivo di spiegare l’insorgenza del cancro tramite l’analisi delle esposizioni ambientali. Il progetto Expogenesis integra oncologia, tossicologia, genomica e studi ambientali. Grazie alla collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), la start-up combina dati clinici, ambientali e storici per costruire un exposoma individuale o collettivo. Metalli pesanti, contaminanti industriali e radioattivi vengono studiati come sistema cumulativo, evidenziando traiettorie di malattia. Expogenesis fornisce strumenti pratici per clinici, ricercatori, agenzie ambientali e esperti medico-legali. La start-up applica i suoi modelli alla valutazione dei rischi nei siti contaminati e alla sorveglianza sanitaria delle popolazioni esposte. Montilla sottolinea l’importanza di una prevenzione oncologica misurabile, basata su indicatori biologici e ambientali concreti. L’approccio mira a ridurre l’incidenza dei tumori riconoscendo esposizioni ambientali precocemente. Pur nata in Italia, la vocazione è europea e compatibile con standard scientifici e normativi internazionali.

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