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Quando la musica denuncia i pericoli dell’amianto

amianto e musica
amianto e musica (foto free di William Gallardo da Pixabay)

L’amianto, materiale noto per le sue proprietà isolanti ma tristemente celebre per i rischi legati alla salute, ha ispirato anche il mondo della musica. Negli anni, diversi artisti hanno trasformato il dolore e le esperienze dei lavoratori in canzoni potenti, capaci di sensibilizzare su questa tematica. Qui vi presentiamo tre brani significativi che affrontano il tema dell’amianto, offrendo un ponte tra arte e consapevolezza sociale.

Questi tre brani sono l’esempio di come la musica possa essere molto più di intrattenimento. Diventa testimonianza e strumento di denuncia. Dall’elettronica industriale di Meat Beat Manifesto al metal di Ashenspire, fino al punk diretto dei The Holy Orders, l’amianto continua a ispirare artisti che scelgono di raccontare le storie dei lavoratori e di chi ha subito le conseguenze di questa sostanza.

Asbestos Lead Asbestos – Meat Beat Manifesto (1996)

Il gruppo britannico  Meat Beat Manifesto, noto per il suo stile elettronico e sperimentale, ha pubblicato nel 1996 Asbestos Lead Asbestos. In particolare, la canzone esplora il rapporto tra industria, rischio chimico e impatto sulla vita dei lavoratori. Inoltre, attraverso un ritmo industriale e sonorità elettroniche cupe, il brano trasmette efficacemente la tensione e l’angoscia legate all’esposizione all’amianto.

 

The Law of Asbestos – Ashenspire (2022)

Più recente è The Law of Asbestos di Ashenspire, pubblicato nel 2022. Questo pezzo metal combina riff potenti e testi diretti per raccontare le difficoltà legali e sociali legate ai danni causati dall’amianto. La band affronta temi come la burocrazia, le battaglie legali e l’ingiustizia sociale subita dai lavoratori.

Grazie alla forza delle chitarre e all’energia dei ritmi, la canzone riesce a trasformare la rabbia e la frustrazione in un potente mezzo di denuncia.

The New Asbestos, dei The Holy Orders, pubblicato nel 2014, affronta l’amianto attraverso un approccio punk-rock diretto e coinvolgente. In particolare, la band racconta storie di lavoratori, esposizione e malattia, mentre utilizza un linguaggio musicale immediato che così riesce a coinvolgere l’ascoltatore.

Il brano è un esempio di come la musica possa diventare un mezzo di coscienza collettiva. Sensibilizzando nuove generazioni sul tema della sicurezza e dei diritti dei lavoratori.

Buon ascolto.

 

Agrigento, rimosse oltre 27 tonnellate di amianto

Amianto, immagine esclusivamente descrittiva, Perugia
Amianto, immagine esclusivamente descrittiva

Prosegue il piano di bonifica ambientale promosso dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento, finalizzato alla rimozione dei rifiuti, tra cui amianto, lungo le strade provinciali, ex consortili ed ex regionali. Intervento previsto dall’articolo 14 del Nuovo Codice della Strada. Una soluzione che ha permesso di eliminare una quantità significativa di materiale pericoloso, contribuendo a migliorare la sicurezza e la qualità ambientale del territorio.

27 tonnellate di amianto rimosse

Secondo la fonte, negli ultimi quattro mesi, una sola impresa ha rimosso circa 27.900 chilogrammi di amianto. Materiale estremamente pericoloso per la salute umana, trattato in modo conforme alla normativa e successivamente conferito presso il centro di stoccaggio autorizzato di Carini.

Attività del Gruppo Risanamento Ambientale

Il Gruppo Risanamento Ambientale del Libero Consorzio, coordinato dal dirigente dott. Achille Contino, con il RUP architetto Sergio Miccichè e il responsabile di cantiere geometra Antonio Sciarratta, ha seguito tutte le fasi operative degli interventi.

Durante le attività di pulizia e bonifica sono stati tolti anche:

  • 119 tonnellate di rifiuti indifferenziati,
  • 65,4 tonnellate di materiali ingombranti,
  • 44,2 tonnellate di scarti da costruzione,
  • 3,6 tonnellate di pneumatici fuori uso,
    oltre a consistenti quantità di legname, guaine bituminose e rifiuti contaminati.

Tra i materiali classificati come pericolosi, si segnalano oltre 24 tonnellate di rifiuti contaminati da combustione, con l’impiego dui procedure specifiche prima dello smaltimento.

Finanziamento e obiettivi del progetto

Il Libero Consorzio di Agrigento per il biennio in corso ha provveduto a un finanziamento di oltre 400mila euro. Le attività proseguiranno nei prossimi mesi con l’obiettivo di mantenere pulita e sicura la rete stradale provinciale, riducendo i rischi ambientali e migliorando il decoro del territorio agrigentino.

Villanova Biellese e amianto, sequestrata area di 16.800 mq

Guardia di Finanza, macchina, Villanova Biellese: amianto
La Guardia di Finanza

Oltre mille lastre di amianto, alcune cadute al suolo e altre ancora fissate in modo precario ai tetti di vecchi capannoni. È quanto scoperto in un’area privata di circa 16.800 metri quadrati situata a Villanova Biellese, completamente abbandonata e in evidente stato di degrado.

L’intervento della Guardia di Finanza

L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Biella, ha individuato la zona durante un controllo sul territorio. I militari hanno notato diversi capannoni agricoli con coperture parzialmente divelte e cumuli di materiale edilizio deteriorato sparsi nell’area. La situazione ha destato immediata preoccupazione per i possibili rischi ambientali e sanitari.

Le verifiche dell’Arpa

Secondo la fonte, dai successivi accertamenti tecnici eseguiti dall’Arpa Piemonte è emerso che le lastre rinvenute, molte delle quali rotte o frammentate, erano costituite da fibrocemento contenente amianto. Anche le coperture residue dei capannoni presentavano lo stesso tipo di materiale, ormai logoro e pericolante.

Sequestro e denuncia

Su disposizione della Procura della Repubblica di Biella, è stato disposto il sequestro dell’intera area contaminata a Villanova biellese e delle 1.100 lastre di amianto, per un peso complessivo stimato di circa 16 tonnellate. Il proprietario del terreno è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti pericolosi, in violazione del Testo Unico Ambientale.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha successivamente convalidato il provvedimento, emettendo un sequestro preventivo sia dell’area sia del materiale contenente amianto ancora presente nei capannoni.

Area sotto sequestro – Villanova biellese e amianto

L’intervento ha permesso di mettere in sicurezza una zona che rappresentava un grave rischio per la salute pubblica e per l’ambiente. Le autorità competenti proseguiranno ora con le operazioni di bonifica e smaltimento del materiale nocivo secondo le normative vigenti.

Le considerazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto

“Un mondo libero dall’amianto è ciò che l’ONA si auspica quanto prima. Le fibre, se deteriorate, possono essere inalata e provocare gravissime malattie come il mesotelioma, vari tipi di cancro e diverse patologie asbesto-correlate . Sono necessari interventi trasversali che possano facilitare sia le bonifiche, che le procedure di smaltimento.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Giornata del Ricordo, Nassiriya e missioni di pace 2025

Caduti missioni internazionali pace
Caduti missioni internazionali pace (Foto free di tprzem da Pixabay)

Il 12 novembre è stata celebrata la Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, istituita con la Legge 12 novembre 2009, n. 162. Questa ricorrenza coincide con l’anniversario della tragica strage di Nassiriya, avvenuta nel 2003 Iraq. E’ qui che persero la vita 28 persone, tra cui 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito e 2 civili italiani. La memoria di quell’evento rappresenta un momento di profonda riflessione sulla responsabilità e sul sacrificio legati al servizio nelle missioni internazionali.

Il significato della Giornata del Ricordo

La giornata è un’occasione per promuovere la cultura della pace, della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Essa invita la comunità a riflettere sulla complessità e sull’importanza delle missioni internazionali. Durante queste occasioni il personale militare e civile si impegna per garantire stabilità e sicurezza in contesti di conflitto.

Strumento educativo nelle scuole

Le istituzioni scolastiche svolgono un ruolo fondamentale nel trasmettere la memoria storica e civica. Attraverso percorsi didattici e attività di approfondimento, gli studenti possono comprendere meglio il significato delle missioni di pace e l’importanza della cittadinanza attiva. Raccontare le storie dei caduti permette di sviluppare nei giovani sensibilità e valori fondamentali come il rispetto della vita, la solidarietà e l’impegno civile. L’educazione alla memoria contribuisce anche a prevenire la rimozione di eventi storici significativi e a stimolare un pensiero critico sulla partecipazione dell’Italia nel contesto internazionale.

Inoltre, comprendere il significato delle missioni di pace e, di conseguenza, delle azioni che hanno portato ai tragici eventi di Nassiriya, aiuta a costruire cittadini consapevoli e impegnati, capaci di valorizzare così la collaborazione internazionale e, allo stesso tempo, la protezione dei diritti umani.

La storia dei caduti per il dialogo e la riflessione

Attraverso la storia, quindi, la società può rafforzare il proprio impegno verso il dialogo tra culture, la prevenzione dei conflitti e, di conseguenza, la promozione dei diritti fondamentali. Inoltre, ogni istituzione, comunità e cittadino può contribuire attivamente a diffondere consapevolezza, trasformando così il ricordo dei caduti in un’opportunità concreta di crescita civica e morale.

L’impegno nella tutela delle vittime

Come Osservatorio Nazionale Amianto e Osservatorio Vittime del Dovere è fondamentale quindi ricordare chi ha dato la vita o si è ammalato in questi contesti.
Invitiamo pertanto a leggere a questo link gli approfondimenti sul lavoro dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni a tutela delle vittime del dovere, in particolare dell’uranio impoverito. 

Il messaggio del Presidente Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il seguente messaggio:

«Nella Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, la Repubblica rinnova il suo commosso pensiero a quanti hanno sacrificato la vita al servizio dell’Italia e della comunità internazionale, testimoniando con coraggio e dedizione il valore della solidarietà e dell’impegno per la pace tra i popoli.

Dalle vittime in Congo nel 1961 a Nassiriya e sino ai conflitti più recenti, hanno operato per la Patria e per la causa della solidarietà internazionale. Portando aiuto e speranza a popolazioni oppresse da guerre, povertà e ingiustizie.

Oggi il mondo è attraversato da nuove e dolorose ferite: dall’area del Sahel al conflitto che coinvolge tutta l’area mediorientale, alla guerra che da oltre tre anni insanguina il suolo ucraino, continuano a cadere vittime civili innocenti.

Queste tragedie, alimentate da odio e contrapposizioni, rischiano di allargarsi, di rinfocolare conflitti sopiti e di travolgere intere regioni, generando instabilità, forme di neocolonialismo e nuovi pericoli per la sicurezza internazionale.

L’Italia, fedele alla propria tradizione di dialogo e di cooperazione, continuerà a contribuire con determinazione alle missioni internazionali. Mettendo a disposizione, nelle aree di crisi, il proprio personale militare e civile. Un impegno che riflette i valori sanciti dalla nostra Costituzione e il profondo senso di umanità che anima la nostra comunità nazionale.

I militari e i civili impegnati oggi nelle zone di conflitto sanno di poter contare sul sostegno e sull’affetto degli italiani.

A loro, e alla memoria di quanti hanno donato la vita per il bene comune, va la riconoscenza della Repubblica».

Ex Ferriera Sarda, CIPSS avvia bonifica e riqualificazione

Porto Torres amianto
cartina nord sardegna

Il Consorzio industriale provinciale di Sassari (CIPSS) ha ufficializzato l’acquisizione dell’area dell’ex Ferriera Sarda,  nell’ambito del programma di recupero delle aree industriali dismesse previsto dall’articolo 63 della Legge 44/1998. L’operazione rappresenta un passo concreto verso la riqualificazione di un sito storico dell’agglomerato industriale di Porto Torres, con l’obiettivo di valorizzare l’area dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

Una struttura storica con potenziale di sviluppo

Costruita nel 1961 di fronte all’ex Petrolchimico, l’ex Ferriera ha cessato le attività nel 1979, lasciando un impatto significativo sul tessuto produttivo locale. Il grande capannone, rimasto inattivo per decenni, ha ospitato in passato diverse iniziative imprenditoriali. Con la nuova acquisizione, si apre una nuova prospettiva per l’area, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e rigenerazione urbana.

Gestione dei materiali e sicurezza ambientale

Tra le attività prioritarie del CIPSS vi è, innanzitutto, la bonifica dei materiali contenenti amianto, effettuata nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla sicurezza e sulla tutela ambientale. Inoltre, le operazioni saranno affidate a ditte specializzate e, conseguentemente, seguiranno protocolli rigorosi per garantire la sicurezza di lavoratori e cittadini.

L’obiettivo è prevenire ogni possibile esposizione e procedere con la rimozione dei materiali in sicurezza. Sia nelle aree interne al capannone sia durante lo smaltimento controllato.

Un progetto strategico di riqualificazione

Il CIPSS ha già predisposto le risorse necessarie per le prime fasi di intervento. Il progetto comprende:

  • Demolizione controllata del complesso prevista indicativamente nella seconda metà del 2026;
  • Riqualificazione dell’area in spazi produttivi, logistici o di servizi compatibili con i criteri di sostenibilità;
  • Pianificazione operativa che garantisca sicurezza, efficienza e rispetto delle normative ambientali.

Opportunità per il territorio e sviluppo sostenibile

La posizione strategica dell’area, vicino al porto di Porto Torres, consente di creare nuove opportunità occupazionali e attrarre investimenti compatibili con un modello di sviluppo sostenibile e innovativo.

L’intervento rientra in un più ampio programma di transizione ecologica, con l’obiettivo di valorizzare le aree industriali dismesse, promuovere la sicurezza e ridurre l’impatto ambientale delle strutture obsolete.

Fonte: Unione Sarda