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martedì, Settembre 15, 2026
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Il mesotelioma e la “lana della salamandra”

Mesotelioma
Mesotelioma

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’ECO DEL LITORALE”

Dopo “Comunicare lo Sport” del 2016, nell’Auditorium delle Federazioni, a Roma, il Comitato Nazionale Italiano Fair Play ( CNIFP) ha replicato con ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) e Ordine dei Giornalisti sul tema etico della comunicazione, affrontando la delicata materia dei rischi da amianto, anche per l’impiantistica sportiva e coloro che ne fruiscono.

In tre ore di approfondito dibattito con i relatori Ezio Bonanni, Ruggero Alcanterini, Nicola Forte, Simona Mazza, l’intervento di Michele Maffei per la Ass. Benemerite CONI, Donatella Gimigliano moderatrice e sessantacinque giornalisti provenienti da tutto il Paese, si è confermato che è più importante prevenire, che reprimere.

Adesso, con un bilancio di migliaia di decessi e una vera e propria pandemia da mesotelioma, oltre ad altre patologie, occorre bonificare – senza se e senza ma – scuole, ospedali, abitazioni, caserme, tribunali, stazioni , impianti sportivi…

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Il mesotelioma e la lana della salamandra

Ma i governanti, in nome dei cittadini e in rappresentanza dello Stato, avranno il coraggio di governare in ragione delle priorità che riguardano la salute e la qualità della vita? La carenza di risorse non giustifica elusioni e inerzia, ingiustizia nei confronti di chi è stato vittima di pelose negligenze da parte delle istituzioni negli ultimi settanta anni.

L’Italia è stata la seconda produttrice e fruitrice di amianto nelle costruzioni. Inoltre è fruitrice anche in innumerevoli altre applicazioni della mitica “lana della salamandra”. È la letale fibra che ha la perversa capacità di insinuarsi nel nostro organismo attraverso le vie respiratorie o per ingestione (acqua dagli acquedotti e dai cassoni in eternit).

Ora ci rimane il ciclopico compito di chiudere la partita con la morte prima possibile, a fronte del deterioramento progressivo di oltre un milione di siti compromessi da materiali di costruzione messi in opera sino al 1992, quando finalmente la Legge 257 li ha messi al bando.

Per quanto riguarda lo sport, il CONI, come per altri problemi della società civile, ha l’opportunità di sollecitare l’opinione pubblica ed il Governo ad occuparsene. In tal senso, l’Istituto per il Credito Sportivo ha già iniziato una attività di supporto finanziario.

Infine, di concerto con il Ministero della Salute, la medicina sportiva dovrà pur farsi carico della questione amianto, indagando, com’è avvenuto per il mondo della scuola, sulle patologie compatibili riscontrate tra gli operatori ed i fruitori degli impianti sportivi.

Cose da un altro mondo

Un altro mondo
Un altro mondo

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’ECO DEL LITORALE”

Il virus che ha inginocchiato il mondo

Sentiamo parlare di ripresa con notizie davvero sui generis, diciamo come provenienti da mondi sconosciuti.

Del resto, il Virus, che pure è di questo mondo, per noi è un invisibile terribile alieno, capace di sconvolgere quel che sembrava inamovibile e indiscutibile, di farci fare o non fare cose secondo protocolli astrusi o dettati dal nostro buon senso, ma comunque fuori della norma.

Da cosa vogliamo partire? Dalla magistratura assediata dalle correnti, dal calcio stravolto dal distanziamento, dallo sbocciare degli steward di Boccia, dai burocrati che vieppiù si esaltano nel “nobile” esercizio della burocrazia, dai mille euro alle badanti e zero carbonella ai poveri vecchi, dal fuori Carola dentro Matteo e la resurrezione degli immigrati nei campi di pomodoro , dagli apericena di popolo contro e a favore del COVID 19?

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Macché, partiamo dalla costatazione che siamo nella fase della decantazione, nel limbo di una attesa e nel dubbio che il Virus giochi di contropiede.

Al contrario, se fra due settimane avremo l’azzeramento dei dati da contagio e gli esiti saranno tutti positivi, allora si correrà il rischio di tornare a correre, ma su viadotti traballanti.

Utilizziamo al meglio quel che rimane della forzata pausa di riflessione e prima di andare a mietere il grano, aspettiamo almeno che sia maturato.

… Andiamo a mietere il grano
Il grano, il grano
Raccoglieremo l’amore
L’amore, l’amore.
E sentiremo il calore
Dei raggi del sole su di noi
E tra le spighe dorate
Avrai la mia estate
Ed il mio cuor.
Quando la trebbia finita sarà
E scenderà l’imbrunir
Nel casolare potremo tornar
Fino al ritorno del dì.
Andiamo a mietere il grano
Il grano, il grano…

L’impero dei dissensi

Calcio - Impero
Calcio

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Impero dei dissensi: editoriale

Anche oggi siamo costretti a fasciarci la testa, dopo aver ricevuto notizie contundenti da destra e manca sulle inosservanze delle più elementari regole dettate dal buon senso, prima ancora che dalle autorità, per rispetto di chi ha già pagato il conto e per salvaguardare coloro che potrebbero perdere il bene della salute e la vita stessa, in un possibile secondo giro di contagi.

Alla folle esuberanza di tanti sconsiderati, che hanno rotto gli indugi al primo segnale di allentamento, corrispondono anche atteggiamenti mediatici che incoraggiano il permanere di interessi, che collidono con il bene primario della salute.

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Necessaria riforma per lo sport

Ad esempio, se per un verso, responsabilmente gli sport invernali concludono di dover rinviare i Campionati del Mondo di Cortina al 2022, posponendoli ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino e Francia e Germania sospendono i Campionati, l’Italia del pallone smania per una ripresa ed una conclusione sui campi, costi quel che costi, salvando soprattutto diritti tv e “mercato”.

Il Ministro Spadafora accenna, sommessamente ma con fermezza, ad una prossima azione di riforma, che potrebbe mettere l’impero dello sport e la società civile del Paese di fronte al cambiamento in funzione della salute, già da settembre.

Questo dato dovrebbe suscitare grande attesa e valutazioni sulle ipotesi, come per lo spettacolo che deve continuare ad ogni costo. Argomenti sui quali varrebbe la pena di discutere, di obiettare. Ma la sensazione è che l’informazione così com’è formata e strutturata non sia in grado di cambiare spartito musicale.

Credo che sia venuto il momento di porsi il problema, almeno per il Servizio Pubblico, com’è quello della RAI e poi per i privati, che dovrebbero capire cosa li attende se non rivedono l’orientamento editoriale, cosa che avevano capito le testate storiche sportive con Brera, Zanetti, Roghi, De Martino, Ghirelli, Tosatti ed ancora con Cannavò.

L’appiattimento sul business del calcio professionistico è un pessimo servizio alla cultura dello sport come grande fenomeno sociale partecipato ed alla fine dei conti un rischio senza sbocchi, come la pandemia da Coronavirus sta dimostrando.

Claudio Ferretti adesso è con il padre Mario

Claudio Ferretti
Claudio Ferretti

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Dall’improvviso volo di Franco Lauro, verso Borea, è passato poco più di un mese e questo sudario, in cui siamo avvolti, si fa ancora più soffocante, insopportabile nel tenerci, presago di sventura, prigionieri. La brutta, pessima notizia di ieri sera è che con quella dell’amico Claudio, dopo la lontana eclissi del padre Mario, si è spenta la seconda voce dei Ferretti, straordinari solisti di un coro, di cui ci sentiamo onorati d’essere stati ed essere umili componenti. Chissà perché in questa nostra italica sicumera si fondono e si confondono veri sentimenti, reali capacità, naturali vocazioni e grandi talenti con opportunismi, favoritismi e automatismi di carriera… Io non arriverò mai a capire come si possano gettare via, negare le evidenze dei valori, si debba rinunciare al godimento comune di un bene, che non può prescindere dalla selezione naturale dei meriti. Eppure è avvenuto e continua ad avvenire, questo strazio del sovvertimento.

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Un ultimo addio a Claudio Ferretti…

Ecco, per Claudio Ferretti, che ho incontrato per la prima volta nella redazione sportiva RAI di Via del Babuino, nel 1966. Tra la nebbia e le nuvole delle Gitane, nella stanza dell’ammiraglio, Guglielmo Moretti. Vale quel che ho pensato e continuo a pensare di altri grandi protagonisti del comunicare, destinatari a prescindere di un ruolo assoluto, straordinario, indefinibile nel tempo e nello spazio. Per i cantori degli antichi giochi, come delle moderne discipline sportive, galassia accomunata dal diapason delle emozioni e della cui esaltazione soltanto gli eletti sono stati e saranno capaci. Ecco, perché voglio rendere a Claudio non soltanto il merito, ma anche l’onore della ideale “Walk of fame” dello sport italiano, quella in cui si troverà in eccellente compagnia, con il padre Mario, fianco a fianco con uomini di assoluto valore, che molto hanno dato e che non in egual misura hanno ricevuto.

Infine la melanconia della consapevolezza, di aver potuto condividere solo in minima parte le esperienze e le visioni di un uomo di cultura a di sport come lui, che ha lasciato tracce enciclopediche del suo sapere e che adesso, nel momento epocale della riflessione sul futuribile dell’agone, ci mancherà.

Sport memorabilia, sport futuro

Sport
Sport

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’ECO DEL LITORALE”

Ieri, durante l’incontro del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, con le Associazioni Benemerite, il primo nella storia repubblicana, ho avvertito d’improvviso l’alitare d’un antico refolo di vento, quasi l’alzarsi di d’un polveroso velo del tempo. E tutto avviene forse non per caso e non inutilmente nella straordinarietà dell’emergenza.

Rovistavo da giorni nella mia sub memoria, negli strati più profondi, quelli sedimentati per sensazioni, quelli archiviati nell’anima. E così, gira che ti rigira, mi sono ricordato di un amico, una persona davvero straordinaria che era comparsa sul mio orizzonte per via della costituente AICS, in cui ero stato coinvolto dal padre putativo, Probo Zamagni.

E così mi sono tornate in mente le tribolazioni di una rinascente organizzazione socialista, erede delle ASSI di Attilio Maffi e dell’UCSI di Matteo Matteotti, che nel CSI di Aldo Notario e di Mario Saverio Cozzoli aveva trovato una salvifica sinergia all’inizio di quegli anni sessanta, in cui occorreva costruire – pietra su pietra – quella idea di promozione sportiva, che era prossima alla pratica come opportunità di salute e di sano impiego del tempo libero, più di quanto non ne siano interpreti oggi molte entità irrimediabilmente spiaggiate su di una deriva meramente consumistica, mentre il Terzo Millennio si profila evocativo di un concetto essenziale, quello che lo sport come profilassi della salute non può che essere un diritto, piuttosto che una opportunità.

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Il ministro dello Sport e le associazioni benemerite

Allora, gli Enti di Propaganda Sportiva, anche grazie alle illuminate aperture da parte di Giulio Onesti, concorsero prima alla Legge “Fifty Fifty” (1965) sui proventi del Totocalcio, firmata da Giacomo Brodolini e poi al decollo dei Centri Olimpia come base propedeutica e d’appoggio ai Giochi della Gioventù, che furono il momento più alto d’intesa, tra l’espressione territoriale della società civile e il mondo dello sport.

La figura di Mario Saverio Cozzoli, un quadro cattolico, economista, con una visione chiara del contesto laico, consigliere nazionale nel CSI e responsabile per le attività del tempo libero e in particolare dello sport nella D.C., poi partecipe delle attività di riesame della legislazione sportiva, tra gli anni sessanta e ottanta, come quella di Aldo Notario, di Enrico Guabello, Cesare Bensi, di Gianni Usvardi, fa parte di una storia che rischierebbe di rimanere nella obsolescenza generata dalla ridondanza dell’epica.

Inoltre rischierebbe di non lasciare il giusto segno, se qualcuno oggi non si facesse carico di riprendere i capi di quei fili che caddero aggrovigliati tra le carte della Convenzione Nazionale dell’Associazionismo, organizzata il 24 – 25 febbraio del 1989, in quel di Verona, quando Brodolini, Onesti e Guabello erano ormai passati da anni in Borea e per Notario ed Usvardi, dopo aver superato le tappe di una invocata riforma dello sport con Signorello, Lagorio e Carraro, suonava la campana di un ultimo giro senza traguardo.

Riprendere il percorso, tracciato dalla storia

Di fatto la posta in gioco dei Campionati del Mondo di Calcio 1990 era talmente soverchiante, che su quell’altare si sacrificarono progetti, ideali e teste pensanti, comprese quelle dei riformisti. Oggi, sembra quasi che il tempo, una parentesi di trent’anni in cui si è continuato a pestare acqua nel mortaio, non sia passato, che si possa riprendere quel percorso, con non poca fatica già tracciato dalla storia, come via ineludibile, qualsiasi altra cosa accada.

L’impegno ONA per salvaguardia dello Sport e della salute

Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni hanno partecipato al Salone D’Onore del CONI a Roma. Il tema è stato “Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!“.

Infatti l’ONA è in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi. La prevenzione primaria è infatti l’unica via per eliminare per sempre il pericolo scaturito dall’amianto.

Grazie all’app su Google Play Store  “Mappatura amianto“ è adesso possibile segnalare, anche anonimamente, la presenza di siti contaminati.