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Esposizione ad amianto: Bonanni sull’impatto cardiovascolare

Amianto e problemi cardiovascolare, Luigi Abbate ed Ezio Bonanni, intervista
Luigi Abbate ed Ezio Bonanni

Intervista di Luigi Abbate all’Osservatorio Nazionale Amianto

Nel corso della rubrica dedicata ai temi della salute e della prevenzione su ONA NEWS, Luigi Abbate ha intervistato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, affrontando una questione che negli ultimi anni sta ricevendo crescente attenzione. La conversazione ha approfondito l’ipotesi, discussa in diversi studi, di una possibile relazione tra esposizione ad amianto e conseguenze che possono coinvolgere anche l’apparato cardiovascolare, oltre a quello respiratorio tradizionalmente considerato più esposto.

Il quadro scientifico: ricerche e interpretazioni medico-legali

Durante l’intervista, Bonanni ha richiamato l’attenzione su alcuni elementi emersi dalla letteratura medica e dagli accertamenti condotti in ambito professionale. Secondo quanto riferito, la riduzione della capacità respiratoria che può manifestarsi nei soggetti esposti ad alte concentrazioni di fibre potrebbe comportare un maggiore impegno dell’apparato cardiocircolatorio, fenomeno interpretato come un possibile fattore di stress per il cuore.

Bonanni ha ricordato che questo tipo di analisi richiede sempre un approccio prudente, multidisciplinare e basato su accertamenti individuali.

Riferimenti normativi e prassi interpretative

La prospettiva della tutela previdenziale

Nel corso del dialogo, l’avvocato ha spiegato che la normativa storica in materia di malattie professionali prevede la considerazione dell’intero quadro clinico del lavoratore, includendo eventuali complicazioni che, in base alle valutazioni mediche, risultino connesse alla patologia principale. Ha ricordato come, sin dagli anni Settanta, alcune tabelle abbiano ricompreso anche condizioni cardiocircolatorie tra i possibili elementi da valutare nei casi di malattie respiratorie di origine lavorativa.

Un tema oggetto di maggiore attenzione negli ultimi anni

Bonanni ha osservato che, anche grazie alla diffusione di studi aggiornati e alla maggiore informazione dei lavoratori, negli ultimi tempi vi è una crescita di richieste di chiarimento e di accertamento medico-legale. L’ONA, secondo quanto dichiarato nell’intervista, sta contribuendo a orientare gli assistiti verso percorsi di valutazione più consapevoli, basati sulla documentazione medica e sugli strumenti previsti dalla legge.

Il ruolo dell’ONA nel supporto ai cittadini

Assistenza medica e legale integrata

L’avvocato ha illustrato il lavoro dell’Osservatorio, che mette a disposizione dei cittadini un gruppo di professionisti, per accompagnare chi ritiene di aver subito conseguenze sulla salute a causa di esposizioni professionali. L’obiettivo è fornire informazioni corrette, aiutare nella raccolta della documentazione e orientare gli interessati verso le procedure previste dall’ordinamento previdenziale e civilistico.

La centralità della prevenzione e della corretta informazione

Bonanni ha sottolineato che la sensibilizzazione resta un elemento essenziale. Conoscere meglio i rischi legati all’amianto permette ai cittadini di rivolgersi per tempo agli specialisti, avviare accertamenti e, quando necessario, attivare i percorsi di tutela. L’ONA, in questa prospettiva, continua a promuovere attività divulgative con l’intento di facilitare un dialogo costruttivo tra istituzioni, lavoratori e operatori sanitari.

Uno sguardo sul futuro della ricerca e della tutela

Il confronto tra professionisti, giuristi e comunità scientifica rappresenta un passo indispensabile per comprendere meglio i possibili effetti dell’esposizione ad amianto e per migliorare i percorsi di prevenzione e assistenza. L’avvocato Bonanni ha ribadito l’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto nel sostenere una maggiore consapevolezza pubblica, nel rispetto della normativa vigente e delle evidenze cliniche documentate caso per caso.

Vedi l’intervista completa di Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni:

Salento, amianto e rifiuti pericolosi abbandonati

CESAR AUGUSTO RAMIREZ VALLEJO da Pixabay
vegetazione CESAR AUGUSTO RAMIREZ VALLEJO da Pixabay

Nel Salento e non solo, il problema dell’abbandono dei rifiuti, tra cui amianto, resta tra le emergenze ambientali.  Tra le fonti, la testata Lecce Prima. Nel 2024, la polizia provinciale ha sequestrato in questo territorio circa 274.000 tonnellate di rifiuti abbandonati lungo strade, piazzole di sosta e aree rurali, confermando l’entità della crisi.

Tra questi materiali, circa 19.000 tonnellate contenevano amianto, sostanza altamente tossica e cancerogena, mentre quasi 24.000 tonnellate erano rappresentate da rifiuti speciali, considerati pericolosi per la salute pubblica. Il restante quantitativo comprendeva quasi 79.000 tonnellate di rifiuti comuni e poco meno di 3.000 tonnellate di materiali inerti.

Rischi per l’ambiente e la salute

Un fenomeno particolarmente preoccupante, che non riguarda solo la Puglia, è l’incendio abusivo dei rifiuti, che contribuisce all’inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque sotterranee.

Le maxi discariche abusive e gli impianti che gestiscono scarti in modo non corretto continuano a incidere negativamente da Nord a Sud Italia, dimostrando quanto sia urgente rafforzare i controlli e adottare strategie di prevenzione efficaci.

Verso una gestione più sicura

I dati in Salento aggiornati del 2025 permetteranno di confrontare l’andamento del fenomeno, ma nel frattempo le autorità mantengono alta l’attenzione sui rifiuti pericolosi e sull’amianto. È fondamentale aumentare la sensibilizzazione della popolazione, migliorare i sistemi di raccolta e garantire la bonifica dei siti contaminati, per proteggere sia l’ambiente sia la salute dei cittadini.

Tutelare la meraviglia del Salento

La Puglia, luogo magico sospeso tra leggende popolari, terre meravigliose, mare caraibico, ma anche di emergenze ambientali. Un territorio già ferito in passato dal batterio della Xylella che ha decimato gli uliveti secolari. Non dimentichiamo inoltre che Taranto è una città caratterizzata dalla presenza dell’Ex-Ilva e da tutte le problematiche che ne hanno caratterizzato parte della sua storia. Fondamentale quindi la tutela ecologica in questo luogo ricco di storia e tradizioni che intrecciano il mito con la vita quotidiana.

Usa, stop regolamentazione test amianto nei cosmetici con talco

Cosmetici con amianto,usa
Cosmetici, in Usa in forse test amianto

In Usa annunciata la decisione di ritirare la norma che stabilisce metodi di test standardizzati per individuare l’amianto nei cosmetici contenenti talco. La normativa, prevista dal Modernization of Cosmetics Regulation Act del 2022, mirava a proteggere i consumatori dalla sostanza cancerogena. La revoca pubblicata nel Federal Register il 28 novembre.

L’amianto è riconosciuto come un potente cancerogeno per l’uomo, e non esiste un livello di esposizione considerato sicuro. Negli anni, numerosi prodotti cosmetici contenenti talco sono risultati contaminati, generando preoccupazioni significative per la salute pubblica.

Rischi per la salute legati all’esposizione all’amianto

L’asbesto può provocare malattie gravi anche a seguito di esposizioni minime. Tra le patologie più comuni ci sono mesotelioma pleurico, asbestosi, tumori polmonari e ovarici.
Anche una singola fibra di amianto inalata potrebbe causare danni irreversibili dopo anni dall’esposizione.

Test e sicurezza dei cosmetici

Nonostante l’industria cosmetica conosca il rischio di contaminazione da amianto fin dagli anni ’50, le metodologie di test utilizzate attualmente risulterebbero inadeguate per rilevare tutte le fibre pericolose.

Le dichiarazioni nel Federal Register

Riportiamo fedelmente le dichiarazioni contenute nel Federal Register, la pubblicazione ufficiale quotidiana del governo federale degli Stati Uniti. E’ qui che troviamo regole, proposte, leggi, ordini esecutivi e altri documenti presidenziali.

La Food and Drug Administration (FDA, Agenzia o noi) annuncia il ritiro della norma proposta intitolata “Metodi di prova per il rilevamento e l’identificazione dell’amianto nei prodotti cosmetici contenenti talco”, pubblicata sul Federal Register il 27 dicembre 2024. La FDA sta adottando questa misura in risposta ai commenti ricevuti per la norma proposta, che giustificano un’ulteriore considerazione e valutazione prima di emanare regolamenti definitivi per stabilire e richiedere metodi di prova standardizzati per il rilevamento e l’identificazione dell’amianto nei prodotti cosmetici contenenti talco ai sensi del Modernization of Cosmetics Regulation Act del 2022.”

Si spera che la decisione sia quindi temporanea.

 

Australia, amianto nei freni di alcune turbine eoliche

amianto e alcune turbine eoliche
amianto e alcune turbine eoliche

Una recente indagine condotta su alcune turbine eoliche installate in Australia avrebbe rivelato la presenza di amianto nei sistemi frenanti. A dichiararlo, è la abc.net.au.

Una scoperta riapre il tema della sicurezza dei materiali industriali

La produzione di componenti frenati ha smesso di utilizzare materiali contenenti amianto, specialmente nei Paesi con normative severe come Australia e Regno Unito. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dalla fonte, in alcune turbine eoliche sarebbe stato trovato del crisotilo.

Il caso parco eolico in Tasmania

Le verifiche eseguite presso un parco eolico in Tasmania, avrebbero confermato la presenza di amianto bianco nelle pastiglie dei freni fornite da un’industria cinese.
Ed è proprio da qui che nascerebbe l’inghippo, in quanto la Cina, nonostante alcune restrizioni, risulta ancora essere uno dei maggiori produttori e utilizzatori di amianto a livello globale.

Le possibili reazioni normative

Le verifiche basate su tecniche come la microscopia a luce polarizzata potrebbero diventare un requisito standard per l’ingresso di materiali provenienti da Paesi dove l’amianto non è ancora stato completamente eliminato, come appunto la Cina.

Cosa dovrebbero fare ora le aziende del settore

Per i produttori e gli acquirenti di materiali frenanti è fondamentale rafforzare le procedure di controllo a campione svolti da laboratori nazionali certificati. La documentazione fornita dai produttori esteri, da sola, non può più essere considerata sufficiente. Una politica basata sul principio “verificare sempre” diventa oggi indispensabile per prevenire violazioni normative e rischi operativi.

Una vicenda che richiama a maggiore responsabilità

La scoperta dell’amianto in alcune turbine eoliche dimostra come l’asbesto possa ancora insinuarsi nelle catene produttive globali, anche in settori innovativi e “green”come quello dell’energia rinnovabile. Per l’intera industria questo caso rappresenta un avvertimento concreto sulla necessità di controlli rigorosi e continui.

L’azienda ha affermato che saranno impiegate squadre di sicurezza per la rimozione dell’amianto e la sostituzione di tutte le pastiglie dei freni nelle turbine coinvolte.

Mondragone (CE), amianto abbandonato e un cane senza vita

vegetazione del bosco
vegetazione del bosco rami a terra

Individuato presso la località Triglione a Mondragone, in provincia di Caserta, un nuovo accumulo di rifiuti abbandonati, tra cui eternit amianto. A trovarlo, le guardie ambientali del Wwf Caserta durante una delle attività di pattugliamento svolte nella zona. Tra le fonti le pagine di Caserta News.

La situazione riscontrata sul posto

All’interno dell’area rinvenuti frammenti di lavorazioni edilizie, vecchi arredi, elettrodomestici inutilizzabili, residui di sostanze chimiche e altri oggetti ingombranti. Durante il sopralluogo ritrovato anche un cane morto, collocato dentro una scatola.

Le guardie ambientali hanno trasmesso una comunicazione agli enti competenti affinché venga avviata la procedura necessaria per la messa in sicurezza e la successiva bonifica. La speranza è che l’episodio contribuisca a riaccendere l’attenzione sulla necessità di contrastare gli abbandoni illeciti, che caratterizzano diversi territori, non solo in Campania. Anche se questa zona in particolare avrebbe già assistito ad episodi simili.
Effettuare sversamenti ed abbandonare rifiuti costituisce reato e può determinare sanzioni penali, come arresto e/o multe.

L’amianto tra i rifiuti

Tra i rifiuti eternit, contenente amianto, spesso utilizzato in passato in coperture, tubazioni e pannelli edilizi. L’amianto è altamente pericoloso per la salute: l’inalazione delle sue fibre può causare gravi patologie respiratorie e oncologiche. Tra queste: asbestosimesotelioma pleurico, carcinoma polmonare e vari tipi di cancro.
La dispersione di frammenti di amianto nell’ambiente rappresenta un rischio concreto. Non solo per chi dovesse entrare in contatto diretto con i rifiuti, ma anche per la popolazione residente e per gli animali, poiché le fibre possono rimanere sospese nell’aria per lungo tempo e contaminare il suolo circostante. Per questo motivo, la bonifica di aree contaminate deve essere effettuata da personale specializzato, seguendo protocolli di sicurezza rigidi, per prevenire l’esposizione e limitare i danni alla salute pubblica.
L‘Osservatorio Nazionale Amianto da sempre si batte per un mondo libero dalla pericolosa sostanza e a difesa delle vittime (e dei loro famigliari) colpite da patologie asbesto correlate.