17.8 C
Rome
mercoledì, Aprile 29, 2026
Home Blog Page 31

Amianto e tumori digestivi: studio francese

Amianto e tumori digestivi, studio francese
Amianto e tumori digestivi, studio francese

Uno studio condotto in Francia e pubblicato a febbraio 2025 da Bénédicte Clin, Céline Gramond, Fleur Delva, Pascal Andujar, Isabelle Thaon, Patrick Brochard, Julia Benoist, Antoine Gislard, François Laurent, Ilyes Benlala, Christophe Paris e Jean-Claude Pairon offre uno sguardo dettagliato sulla possibile relazione tra esposizione professionale all’amianto e tumori dell’apparato digerente. Con particolare riferimento al carcinoma esofageo.

Come è stato condotta la ricerca?

L’indagine si basa su una coorte di oltre tredicimila lavoratori maschi precedentemente esposti all’amianto e seguiti per un periodo di dieci anni. L’obiettivo degli autori era quello di valutare sia l’incidenza dei tumori sia la mortalità associata. Analizzando anche l’eventuale ruolo delle placche pleuriche, segnali radiologici tipici dell’esposizione pregressa alla fibra minerale.

La ricerca ha coinvolto 13.481 uomini. Calcolato un indice cumulativo di esposizione, una misura che quantifica l’intensità e la durata del contatto con l’amianto. Questa valutazione ha permesso di classificare la popolazione in base al livello di rischio. Ed ha compreso sia i soggetti con esposizione lieve sia quelli con una storia professionale più intensa.

Una parte del gruppo, composta da 4.794 individui, ha inoltre effettuato una TC toracica.  Ciò ha consentito di verificare la presenza di placche pleuriche e di comprendere il ruolo di questo segno clinico come possibile fattore aggiuntivo nell’aumento del rischio oncologico. Tutte le analisi statistiche sono state realizzate attraverso un modello di regressione di Cox. Con un aggiustamento per variabili fondamentali come l’età, il fumo e il tempo trascorso dalla prima esposizione.

Cosa emerge dalle analisi di incidenza e mortalità?

I risultati mostrano un quadro chiaro. L’esposizione all’amianto presenta un rapporto dose-risposta significativo in relazione al tumore dell’esofago. Ogni incremento dell’indice cumulativo di esposizione corrisponde a un aumento del rischio di sviluppare questa neoplasia, anche correggendo l’analisi per abitudine tabagica e durata dell’esposizione nel tempo.

La situazione diventa ancora più rilevante nel sottogruppo che ha eseguito la TC. In questi soggetti la presenza di placche pleuriche si associa a un rischio quasi triplo di sviluppare un carcinoma esofageo. Si tratta di un dato importante, perché suggerisce che tale manifestazione non sia solo un segno di esposizione pregressa, ma possa rappresentare un indicatore di rischio più diretto.

Lo studio ha inoltre valutato la mortalità e ha riscontrato una relazione coerente con quanto osservato nell’incidenza. Livelli più elevati di esposizione si associano a una maggiore probabilità di morte per tumore esofageo.

Fonte dello studio: Bénédicte Clin et al., studio epidemiologico sull’esposizione professionale all’amianto e tumori dell’apparato digerente.
Clin, B., Gramond, C., Delva, F. et al. Esposizione all’amianto, placche pleuriche e tumori dell’apparato digerente. BMC Public Health 25 , 686 (2025). https://doi.org/10.1186/s12889-025-21969-0

Un quadro che rafforza il legame tra amianto e tumori digestivi

Il fatto che la relazione persista anche dopo gli aggiustamenti statistici e che diventi più evidente nei soggetti con placche pleuriche sottolinea l’importanza di un monitoraggio clinico mirato nelle categorie professionali esposte.

Questi risultati contribuiscono a rafforzare la conoscenza scientifica sul tema e confermano l’urgenza di mantenere elevati standard di prevenzione, diagnosi precoce e sorveglianza sanitaria nei lavoratori che hanno avuto contatto con l’amianto.

In Italia invece l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e lAvv. Ezio Bonanni portano avanti in Italia da molti anni le evidenze scientifiche sulle malattie asbesto correlate, andando oltre le patologie più note come il mesotelioma o il tumore del polmone e quindi anche dei tumori dell’apparato digerente come il cancro all’esofago e al colon retto.

Sardegna, azione amianto: Programma degli interventi del 2025

sardegna programma interventi
sardegna programma degli interventi 2025

La Sardegna avvia il Programma degli Interventi 2025, su proposta dell’Assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, previsto dalla legge regionale 22/205.

Il programma si concentra sulla protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente dai rischi legati all’amianto.

In particolare l’Assessora Laconi sottolinea che il Programma 2025 interviene direttamente su edifici pubblici e privati, puntando sulle situazioni a maggior rischio.

«Rimuovere l’amianto resta una priorità strutturale per garantire la sicurezza dei cittadini e la qualità dell’ambiente», afferma Laconi.

Per questo motivo, la regione destina 1 milione e 525.785 euro per finanziare interventi su edifici pubblici, immobili privati e siti produttivi dismessi.

Programma degli interventi previsti

La Regione ha selezionato e finanziato diversi interventi di bonifica dall’amianto.

Il Comune di Lunamatrona riceve 95.000 euro per eliminare l’amianto presente nel capannone comunale.

La Provincia di Oristano ottiene 369.105 euro per interventi su edifici privati e altri 209.000 euro per completare la bonifica dell’Istituto Agrario di Montresta.

Il finanziamento più consistente, pari a 822.679 euro, è destinato al Consorzio Industriale Provinciale di Sassari (CIPSS) per le operazioni di bonifica nell’area dell’ex Ferriera Sarda.

Il Comune di Abbasanta beneficia invece di 30.000 euro per la bonifica dell’ex mercato civico.

Sono stati ripartiti 300.000 euro per la rimozione delle condotte in cemento-amianto, destinati ai Consorzi di Bonifica.

Tra i principali beneficiari figurano:

  • Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale – 157.622 euro
  • Consorzio di Bonifica dell’Oristanese – 70.132 euro
  • Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale – 31.068 euro
  • Consorzio di Bonifica della Gallura – 10.977 euro
  • Consorzio di Bonifica dell’Ogliastra – 10.356 euro
  • Consorzio di Bonifica della Nurra – 10.273 euro
  • Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna – 9.569 euro

La bonifica dell’amianto resta una priorità

«Il Programma 2025 permette di intervenire in modo mirato su immobili pubblici, privati e siti produttivi, proseguendo così una strategia regionale che pone al centro la tutela della salute e la bonifica delle aree più a rischio.

In particolare la rimozione dell’amianto resta una priorità strutturale per la sicurezza dei cittadini e per la qualità dell’ambiente», evidenzia l’assessora Rosanna Laconi.

Inoltre, la nuova programmazione va a sommarsi ad azioni già avviate negli anni precedenti, che hanno consentito di finanziare numerosi interventi coinvolgendo diversi soggetti attuatori, dalle amministrazioni provinciali e comunali, alla Città metropolitana di Cagliari, fino alle aziende ospedaliere e ai consorzi.

Un impegno pluriennale che conferma la volontà della Regione di ridurre in maniera progressiva la presenza di amianto e di rafforzare la tutela della salute pubblica.

L’approvazione del Programma annuale rappresenta quindi un passaggio decisivo per continuare a diminuire le situazioni di rischio sul territorio, sostenendo gli enti locali e garantendo interventi mirati in linea con le indicazioni del Piano regionale.

Nuova Zelanda: “nella sabbia colorata non c’è amianto”

nuova zelanda sabbia colorata
Nella sabbia colorata non c'è amianto, nuova zelanda

Una vicenda che ha generato attenzione e chiarimenti ufficiali

Revocato in Nuova Zelanda il ritiro dei set di sabbia colorata di un’azienda dopo che una serie di analisi approfondite ha confermato l’assenza totale di amianto. Lo ha reso noto il ministero neozelandese  delle Imprese, dell’Innovazione e dell’Occupazione (MBIE). La notizia arriva al termine di un periodo di incertezza iniziato a novembre, la cui notizia era stata diffusa anche da il Guardian. In quell’occasione un test preliminare aveva sollevato dubbi sufficienti a spingere l’azienda a ritirare temporaneamente i prodotti dal mercato. La decisione giunse seguendo il principio di prudenza. Linea guida fondamentale in tutte le situazioni in cui potrebbe essere coinvolta la salute dei consumatori, soprattutto dei bambini.

Il ruolo delle analisi di laboratorio

Con il passare dei giorni, avviate una serie di verifiche aggiuntive in collaborazione con laboratori accreditati, dotati di strumenti in grado di individuare anche tracce minime di materiali potenzialmente pericolosi. Risultati avrebbero dimostrato che la sabbia non presentava alcuna forma di contaminazione. I test di secondo livello avrebbero definitivamente escluso la presenza dell’asbesto.

La procedura seguita riflette l’importanza crescente attribuita alla sicurezza dei prodotti destinati ai più piccoli. L’amianto, infatti, è una fibra minerale che, se inalata, può causare danni significativi alla salute. Anche il semplice sospetto richiede interventi rapidi, trasparenti e rispettosi delle regole di tutela pubblica. Il passo intrapreso da Kmart è stato quindi coerente con le buone pratiche internazionali in materia di sicurezza dei consumatori.

La rassicurazione ai clienti

Una volta ottenuti i risultati definitivi, è stato confermato che la sabbia colorata era pienamente sicura. Non è richiesta alcuna restituzione, né è necessario adottare misure supplementari: i set acquistati nel periodo compreso tra il 15 novembre e il 4 dicembre sono considerati idonei e conformi agli standard vigenti.

Questa conclusione positiva aiuta a dissipare i dubbi suscitati inizialmente e contribuisce a ristabilire la fiducia nei confronti del marchio, che ha scelto di procedere con la massima trasparenza in ogni fase del processo. L’intervento tempestivo, unito alla chiarezza della comunicazione istituzionale, ha permesso di gestire la situazione senza alimentare allarmismi inutili sulla presenza di amianto.

Cosa insegna questa vicenda sulla sicurezza dei prodotti

L’intero episodio mette in luce come oggi il sistema di controllo dei prodotti sia pensato per intervenire rapidamente anche davanti a segnali minimi. La collaborazione tra aziende, enti di controllo e laboratori specializzati permette di ottenere risposte affidabili e tempestive, offrendo ai consumatori un livello elevato di protezione. La revisione accurata ha dimostrato che la sicurezza può convivere con l’efficienza, garantendo allo stesso tempo serenità agli acquirenti e chiarezza nelle informazioni fornite.

Nuovi CAM Edilizia 2026: radon e Criteri Ambientali Minimi

Rilevatore di radon domestico (Foto free di TakeActionOnRadon da Pixabay)
Rilevatore di radon domestico (Foto free di TakeActionOnRadon da Pixabay)

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 3 dicembre 2025 del Decreto 24 novembre 2025, i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) 2026 prevedono anche la prevenzione e riduzione della concentrazione di gas radon negli edifici. Il provvedimento entrerà in vigore il 1° febbraio 2026, sostituendo il D.M. 256/2022. Introduce linee guida rigorose per tutte le opere pubbliche, nuove costruzioni, ristrutturazioni, restauri conservativi e interventi urbanistici. Anche quando riguardano solo locali parzialmente a contatto con il terreno.

L’obiettivo è garantire che la concentrazione annuale di radon non superi i 200 Bq (Bequerel) al metro cubo, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 101/2020.

Il bequerel è un’unità di misura che indica un’attività radioattiva, spesso riferita appunto alla concentrazione del gas radon nell’aria.

L’applicazione dei criteri è estesa a tutto il territorio nazionale e integrano le indicazioni del Piano Nazionale Radon PNAR 2023-2032. I progettisti devono prevedere soluzioni integrate con interventi di efficientamento energetico. Un esempio sono le membrane anti-radon o sistemi di ventilazione controllata, pianificando strategie preventive già in fase progettuale.

Analisi del ciclo di vita e gestione sostenibile

I CAM 2026 introducono anche l’uso obbligatorio di LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) per valutare impatti ambientali e costi dell’intera vita utile dell’edificio, con riferimento a 100 anni di durata. Questi strumenti permettono di progettare interventi sostenibili e duraturi, integrando misure di prevenzione  e ottimizzando la scelta dei materiali.

Diagnosi energetica e BIM – Building Information Modeling

La diagnosi energetica dinamica diventa obbligatoria per edifici con superficie superiore a 1.000 m². Garantendo una valutazione accurata dei fabbisogni di riscaldamento e raffrescamento secondo la norma UNI EN ISO 52016-1. Quest’ultima definisce i metodi di calcolo dettagliati per la prestazione energetica degli edifici, calcolando su base oraria o mensile il fabbisogno di energia termica.

La progettazione in BIM consiste nell’utizzare un sistema informatico della costruzione costituito dal modello in 3D supportato con informazioni fisiche, prestazionali e funzionali della struttura. Integra tutte le informazioni ambientali, compresi i dati sulla prevenzione del radon, il recupero e il riuso dei materiali, assicurando tracciabilità e trasparenza lungo tutto il ciclo di vita dell’opera.

Piano di manutenzione e verifica

Il progettista è responsabile della redazione di un piano di manutenzione generale, che include manuale d’uso, programma di manutenzione e modalità di verifica delle prestazioni ambientali.

Applicazione e regime transitorio

I nuovi CAM si applicano a tutti i contratti pubblici di lavori e servizi di progettazione, dalle costruzioni e ristrutturazioni alla manutenzione ordinaria e straordinaria. Il regime transitorio consente di applicare le vecchie regole per i progetti già validati secondo il D.M. 256/2022, purché i bandi o inviti siano pubblicati entro tre mesi dalla validazione del progetto.

Trasparenza e controllo dei materiali

I CAM 2026 prevedono anche il confronto delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), con tolleranza massima del 10% sul parametro GWP-total (Global Warming Potential totale). Quest’ultimo rappresenta l’impatto climatico complessivo di una miscela di gas serra calcolato secondo parametri standard.

Con i CAM 2026, la sicurezza è quindi una priorità strategica, affiancata da strumenti avanzati di sostenibilità e gestione dell’intero ciclo di vita degli edifici, rendendo gli appalti  più sicuri, trasparenti e sostenibili.

Regione Sardegna, programma 2025 per bonifica amianto

Regione Sardegna, amianto
Regione Sardegna (Dch, CC BY-SA 3.0 creativecommons.org licenses by-sa 3.0, via Wikimedia Commons)

Le nuove risorse e gli interventi previsti nel territorio

La Giunta della Regione Sardegna ha dato il via al programma degli interventi 2025 previsto dalla legge regionale 22/2005, che prevede anche la messa in sicurezza dall’amianto. Il tutto su impulso dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi. Il documento rappresenta il nuovo tassello del percorso che la Sardegna porta avanti da anni per garantire un territorio più sicuro. Ciò si traduce anche nella riduzione graduale della presenza di materiali contenenti asbesto. Oltre a sostenere enti pubblici e privati nella rimozione e nel corretto smaltimento.

Il programma si inserisce nella cornice del Piano regionale amianto

Il piano regionale orienta priorità e definisce criteri, obiettivi e modalità operative delle attività di bonifica. Nel 2025 sono disponibili complessivamente 1.525.785 euro, destinati a interventi distribuiti tra edifici pubblici, immobili privati, siti industriali dismessi e aree in cui sono ancora presenti manufatti contenenti amianto.

La nuova programmazione permetterà a diversi territori di avviare o completare opere attese da tempo.
Una parte del fondo regionale è stata poi riservata alla sostituzione delle condotte in cemento-amianto ancora presenti nei territori serviti dai consorzi di bonifica. La ripartizione delle somme è avvenuta sulla base delle estensioni chilometriche individuate dal Piano regionale, consentendo ai diversi Consorzi, dalla Sardegna Meridionale fino al Nord Sardegna, di programmare la rimozione delle tratte più obsolete e potenzialmente critiche.

Una nuova fase di interventi che prosegue il lavoro già portato avanti negli anni precedenti

L’iniziativa conferma l’impegno della Regione nel sostenere enti locali, amministrazioni provinciali, Città metropolitana, strutture sanitarie e consorzi che, a vario titolo, contribuiscono alla riduzione delle situazioni di rischio. La strategia regionale punta a un miglioramento continuo della qualità ambientale e della sicurezza per cittadini e lavoratori, con un’attenzione particolare ai luoghi pubblici e ai contesti produttivi abbandonati.

La Sardegna compie un ulteriore passo in un percorso di lungo periodo fatto di prevenzione, monitoraggio e sostegno operativo

L’obiettivo rimane quello di eliminare progressivamente la presenza di amianto nel territorio, favorendo una gestione responsabile dei materiali e accompagnando gli enti nelle attività necessarie per tutelare la salute pubblica e valorizzare gli spazi in cui comunità e imprese vivono e operano.