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Nuove regole: sicurezza sul lavoro più stringente dal 2026

Amianto, (Foto free di Gerd Altmann da Pixabay)
Amianto, (Foto free di Gerd Altmann da Pixabay)

Già da tempo l’Avv. Ezio Bonanni aveva affermato: “La normativa di prevenzione amianto di cui al Decreto Legislativo 81/2008 va resa più efficace. I rischi vanno sradicati, i cancerogeni del tutto rimossi con la bonifica e messa in sicurezza.”

Dal 24 gennaio 2026 il quadro normativo sulla gestione dell’amianto nei luoghi di lavoro subirà finalmente un cambiamento. L’aggiornamento del Titolo IX Capo III del D.Lgs. 81/2008 introduce criteri molto più stringenti in materia di esposizione, prevenzione e sicurezza, imponendo alle aziende un adeguamento immediato delle procedure operative. Una svolta  che ridefinisce cantieri, responsabilità e tutela dei lavoratori.

Il titolo del Capo III prende infatti il seguente titolo: “Protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto”. Oltre alle definizioni, stabilisce obblighi del datore di lavoro, valutazione del rischio e misure di valutazione. Un aspetto importante è relativo alla prevenzione igieniche e di protezione. Inoltre vi sono indicate operazioni lavorative particolari, lavori di demolizione o rimozione dell’amianto.

Un limite di esposizione drasticamente ridotto

La modifica più rilevante riguarda il valore massimo consentito di fibre di amianto presenti nell’aria durante le attività lavorative. Fino a oggi il parametro di riferimento era fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, questo valore è abbattuto di dieci volte, stabilendo una soglia di 0,01 f/cm cubo calcolata come media ponderata su otto ore. È un abbassamento che avrà effetti immediati sull’organizzazione dei cantieri, sulle modalità di monitoraggio ambientale e sulla scelta delle tecnologie di intervento.

Entro il 21 dicembre 2029 è previsto un ulteriore salto di qualità nei sistemi di misurazione, con l’introduzione obbligatoria della microscopia elettronica, in grado di rilevare anche le fibre più sottili. In prospettiva, il valore limite potrà scendere fino a 0,002 fibre per centimetro cubo, imponendo standard di controllo ancora più avanzati.

Controlli preventivi obbligatori prima dei lavori

Prima di avviare qualsiasi intervento di demolizione, manutenzione o ristrutturazione su edifici realizzati prima del bando dell’amianto, diventa quindi obbligatorio adottare tutte le misure necessarie per accertare l’eventuale presenza di materiali contenenti amianto. Questo significa raccogliere informazioni dai proprietari degli immobili, analizzare la documentazione esistente e, quando necessario, procedere con campionamenti mirati. La prevenzione diventa così un passaggio operativo imprescindibile e non più una formalità.

Stop immediato ai lavori in caso di rischio

Se durante le attività viene superato il nuovo limite di 0,01 f/cm cubo, oppure se emerge il sospetto della presenza di amianto non individuato in precedenza, i lavori devono essere interrotti senza indugio. La ripresa delle attività è consentita solo dopo una nuova valutazione del rischio e l’adozione di misure correttive adeguate e certificate. Questo meccanismo impone una maggiore responsabilità a tutti gli attori coinvolti e riduce drasticamente i margini di tolleranza operativa.

Formazione più specifica e notifiche più dettagliate

Anche la formazione dei lavoratori cambia volto. Il nuovo Allegato I-bis definisce in modo puntuale i contenuti minimi dei corsi, che devono includere istruzioni dettagliate sull’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale, non solo quelli respiratori, e sulle corrette procedure di decontaminazione. Parallelamente, la notifica preliminare all’ASL diventa più articolata e richiede informazioni precise sulle tecniche di confinamento adottate e sulle attrezzature impiegate nei cantieri. La trasparenza operativa diventa così un elemento centrale del sistema di controllo.

La rimozione come scelta prioritaria

Tra le novità più significative emerge anche un principio di fondo che orienta le strategie di intervento. La normativa afferma con chiarezza che la rimozione dell’amianto deve essere considerata l’opzione prioritaria rispetto a soluzioni come l’incapsulamento o il confinamento, soprattutto nei casi di bonifica strutturale o di ristrutturazioni profonde.

Fonte: ONA, Parlamento, Notiziario Sicurezza

Mesotelioma, vittoria ONA per le vittime amianto (VIDEO)

Il giornalista Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni
Il giornalista Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni

Giustizia: è questo il principio che guida l’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), come spiega il presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, in un’intervista al giornalista Luigi Abbate.
Al centro del confronto, una sentenza positiva che rappresenta una svolta nella tutela delle vittime dell’amianto e dei loro familiari.

Mesotelioma e amianto: il caso della dipendente civile di Anzio

La vicenda riguarda una dipendente civile dell’ospedale militare di Anzio, colpita da mesotelioma, una patologia tumorale direttamente correlata all’esposizione all’amianto.
Dopo anni di battaglie legali, la giustizia ha riconosciuto le responsabilità del ministero della Difesa, condannandolo al risarcimento dei danni.

Purtroppo, la vittima non ha potuto assistere alla conclusione del processo.

La condanna confermata in Cassazione

Secondo Bonanni, l’azione legale, avviata nel 2009, ha attraversato tutti i gradi di giudizio fino alla Corte di Cassazione. Ha confermato la condanna del ministero della Difesa al risarcimento del danno e l’obbligo di bonifica dell’ospedale militare di Anzio, dove l’amianto era stato utilizzato in condizioni di grave rischio.

Risarcimento ai familiari: riconosciuto il danno da lutto

L’ONA ha promosso anche un’azione per il risarcimento del danno iure proprio subito dai familiari della lavoratrice.
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto l’integrale risarcimento del danno da lutto a favore di madre, sorella e due nipoti.

L’importo complessivo ammonta a circa 950.000 euro, di cui 160.000 euro destinati ai due nipoti. Mentre circa 80.000 euro ciascuno per i minori. Si tratta di poste risarcitorie rilevanti, seppur il dolore e la perdita subita sono immensi.

Un deterrente per la bonifica dei siti militari

Secondo l’avvocato Bonanni “questa sentenza rappresenta un deterrente fondamentale.
Essa impone al ministero della Difesa e all’Esercito di procedere con maggiore decisione alla bonifica di tutti i siti contaminati, compresi gli ospedali militari dove l’amianto è stato utilizzato in passato.”

ONA: giustizia per le vittime

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto mostra il doppio valore risarcitorio della giustizia. Ossia riparatorio, per le vittime e i loro familiari e preventivo, per evitare nuove esposizioni e nuovi casi di mesotelioma

Una battaglia lunga, difficile e necessaria, che rafforza il principio secondo cui la salute dei lavoratori viene prima di tutto.

Amianto e cancerogeni: convegno salute Catanzaro

evento su amianto a Catanzaro (Ringrazia! Parla di Francesco Liotti sui social o copia il testo qui sotto per indicare i crediti. Foto di Francesco Liotti su Unsplash)
evento su amianto a Catanzaro (Ringrazia! Parla di Francesco Liotti sui social o copia il testo qui sotto per indicare i crediti. Foto di Francesco Liotti su Unsplash)

Si terrà il 30 gennaio alle ore 9:30 a Catanzaro, presso la Cittadella Regionale nella Sala Verde di Palazzo “Jole Santelli” in V.le Europa  il convegno dal titolo
“Amianto e altri rischi cancerogeni: stato dell’arte e prospettive per il futuro”.
Un appuntamento di grande rilievo dedicato alla tutela della salute pubblica, alla prevenzione e alla ricerca scientifica.

L’evento si svolge con il patrocinio della Regione Calabria ed è organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Una realtà da anni impegnata a livello nazionale nella difesa delle vittime dell’amianto e nella lotta contro l’esposizione a sostanze cancerogene.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto rappresenta inoltre un punto di riferimento fondamentale per cittadini, lavoratori e istituzioni. L’associazione opera nel campo della prevenzione, dell’assistenza legale e medico-sanitaria e della sensibilizzazione sui rischi legati all’amianto e ad altri agenti nocivi.

Il presidente ONA è l’avvocato Ezio Bonanni, figura di primo piano nella tutela dei diritti delle vittime dell’amianto. Da anni è impegnato nella battaglia per il riconoscimento delle malattie professionali, per le bonifiche ambientali. Oltre a una maggiore attenzione istituzionale ai temi della sicurezza e della giustizia ambientale.

Focus su amianto, cancerogeni e salute pubblica

Il convegno affronterà lo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche sull’amianto e sugli altri cancerogeni. Analizzando i dati epidemiologici più recenti, le criticità ancora presenti e le prospettive future in termini di prevenzione e intervento.

Ampio spazio sarà dedicato al tema dei Siti di Interesse Nazionale (SIN), con particolare attenzione al SIN di Crotone, uno dei casi più complessi di contaminazione ambientale in Calabria.

Le ricerche dell’oncologo Pasquale Montilla sul SIN di Crotone

Tra i contributi scientifici di rilievo, quello del dottor Pasquale Montilla, oncologo clinico consulente scientifico ONA specialista dell’Universita’ Cattolica Sacro Cuore di Roma. Montilla è da impegnato da anni nello studio delle correlazioni tra esposizione ambientale e insorgenza di patologie oncologiche. Le sue ricerche sul SIN di Crotone hanno evidenziato l’importanza della sorveglianza sanitaria, della prevenzione e di interventi strutturali per la tutela delle popolazioni esposte.

Gli studi condotti sottolineano inoltre come la presenza di sostanze cancerogene nell’ambiente possa avere un impatto significativo sulla salute pubblica, rendendo urgenti azioni coordinate tra istituzioni, sanità e comunità scientifica.

Obiettivi del convegno

Il convegno vede la presenza di eccellenze della scienza, del diritto, della medicina, della politica e della legalità che verranno presto comunicati. Obiettivo dell’incontro è favorire il confronto tra esperti, istituzioni e operatori del settore, promuovendo informazione, consapevolezza e collaborazione. Solo attraverso un approccio integrato è possibile affrontare in modo efficace il problema dell’amianto e degli altri cancerogeni, tutelando la salute dei cittadini e costruendo prospettive concrete per il futuro.

Un momento quindi chiave per rafforzare l’impegno comune nella prevenzione, nella ricerca e nella giustizia ambientale.

Amianto, allarme ONA: in Puglia oltre settemila vittime

Mappa Puglia stilizzata, allarme amianto, formazione, asl bari
Mappa Puglia

L’emergenza amianto continua a lasciare un segno profondo in Puglia, una delle regioni italiane più colpite dalle conseguenze sanitarie dell’esposizione alle fibre. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, il bilancio delle morti legate a patologie asbesto-correlate supera ormai le settemila unità, un dato che evidenzia una crisi sanitaria e ambientale ancora lontana dall’essere risolta.

I numeri dell’amianto in Puglia

I dati diffusi dall’ONA delineano uno scenario drammatico. A partire dai primi anni Novanta, migliaia di cittadini pugliesi hanno perso la vita per malattie riconducibili all’amianto. Tra queste, il mesotelioma e il tumore del polmone rappresentano le principali cause di decesso. Le aree maggiormente colpite restano quelle di Taranto e Bari, dove per decenni hanno operato grandi poli industriali e militari con massiccio utilizzo di materiali contenenti amianto.

Secondo i dati raccolti dall’ultimo Registro Nazionale dei Mesoteliomi (VIII ReNaM), che monitora i casi di mesotelioma in Italia  afferma che la Puglia figura fra le regioni con un numero significativo di diagnosi di mesotelioma. I casi registrati nella regione ammontano a oltre 1.800 tra il 1993 e il 2021 secondo le tabelle ufficiali pubblicate.

“La Puglia rappresenta un epicentro dell’emergenza amianto, con cluster di casi concentrati in quartieri urbani, dove la contaminazione storica dell’aria e dei suoli ha determinato un forte impatto sanitario e sociale.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

L’avvocato è stato recentemente protagonista di una storica sentenza della quale abbiamo recentemente parlato. Il Tribunale Civile di Roma ha stabilito che il ministero della Difesa deve risarcire Paola Maria Santospirito, residente a Taranto, moglie di un luogotenente della Marina Militare, con oltre 65.000 euro perché si è ammalata di gravi problemi polmonari a causa dell’asbesto che il marito ha portato a casa tramite le divise da lavoro. Il giudice ha riconosciuto che le fibre di amianto e altri cancerogeni presenti sulle navi e negli arsenali non colpiscono solo chi lavora direttamente, ma possono contaminare anche i familiari attraverso vestiti, pelle e capelli.

Le previsioni per il 2026

Le stime per il futuro non sono rassicuranti. Nel corso del 2026, sempre secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, in Puglia potrebbero emergere centinaia di nuovi casi di patologie asbesto-correlate. Con un numero molto elevato di esiti mortali. La presenza di siti industriali dismessi e di strutture militari contaminate continua ad essere un pericolo serio per la salute pubblica. Urgenti gli interventi di bonifica e prevenzione.

Amianto, svolta previdenziale a Priolo Gargallo storica

Amianto, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni, Priolo Gargallo
Amianto, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni

Un mese particolarmente significativo sul fronte della tutela delle vittime dell’amianto si chiude con una sentenza che rappresenta una svolta importante per i diritti previdenziali dei lavoratori esposti. A raccontarlo è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, intervistato dal giornalista Luigi Abbate, commentando una storica vittoria ottenuta in provincia di Siracusa, nel polo industriale di Priolo Gargallo.

Corte d’Appello di Catania sui benefici previdenziali da amianto

La vicenda riguarda un lavoratore che si era visto rigettare, sia in primo che in secondo grado, la domanda di prepensionamento legata all’esposizione ad amianto. L’azione legale portata avanti dall’ONA non si è fermata e ha raggiunto la Corte di Cassazione, che ha annullato le precedenti decisioni disponendo il rinvio alla Corte d’Appello di Catania.

Dopo anni di attesa, la Corte d’Appello ha accolto la domanda giudiziale, condannando l’INPS alla rivalutazione contributiva. Una decisione che ha permesso di ristabilire un principio fondamentale di giustizia.

Rivalutazione contributiva e riliquidazione della pensione

Nel frattempo, il lavoratore aveva maturato il diritto alla pensione continuando a lavorare. Proprio per questo motivo, l’azione legale non si è fermata al solo riconoscimento del beneficio, ma ha incluso anche la richiesta di ricostituzione della posizione contributiva e la riliquidazione della pensione.

Grazie al riconoscimento di quindici anni di esposizione ad amianto con coefficiente 1,5, il lavoratore ha potuto beneficiare del massimo incremento contributivo. Questo comporta sia un aumento dell’importo mensile della pensione, che il pagamento degli arretrati maturati nel tempo, con un impatto economico concreto e duraturo.

Benefici amianto anche senza malattia: un principio fondamentale

La tutela previdenziale prima della malattia

Uno degli aspetti più rilevanti sottolineati dall’avvocato Bonanni riguarda il fatto che i benefici contributivi per esposizione ad amianto spettano anche in assenza di una patologia asbesto-correlata già manifestata. La latenza delle malattie da amianto può durare decenni e proprio per questo la legge tutela il lavoratore anche nella fase precedente alla malattia.

Il prepensionamento consente di anticipare l’uscita dal lavoro, eliminando l’esposizione al rischio e rappresentando sia una forma di giustizia che una misura di prevenzione sanitaria.

Prepensionamento e riduzione del rischio

Anticipare il pensionamento significa interrompere il contatto con ambienti contaminati e ridurre sensibilmente il pericolo di sviluppare gravi patologie in futuro. Ciò assume un valore che va oltre l’aspetto economico, diventando uno strumento di tutela della salute e della dignità del lavoratore.

Malattie asbesto-correlate e diritti rafforzati

Nel caso in cui venga riconosciuta una patologia asbesto-correlata, la normativa prevede tutele ancora più incisive. Larticolo 13, comma 7, della legge 257 del 1992 stabilisce un beneficio previdenziale pari al 50% del periodo di esposizione ad amianto, valido ai fini del prepensionamento.

Per i lavoratori già pensionati, lo stesso beneficio consente la rivalutazione contributiva utile alla riliquidazione della pensione, con conseguente aumento dei ratei mensili.

Una forma di risarcimento contributivo

Come evidenziato dall’avvocato Ezio Bonanni, questi benefici rappresentano una vera e propria forma di risarcimento contributivo. Non si tratta solo di numeri, ma del riconoscimento di anni di lavoro svolti in condizioni pericolose, spesso senza adeguate protezioni e informazioni.

Una vittoria simbolo per le vittime dell’amianto

La sentenza ottenuta a Priolo Gargallo diventa così un grimaldello giuridico capace di aprire nuove strade per tanti altri lavoratori esposti ad amianto.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto continua su tutto il territorio nazionale, affinché nessun lavoratore resti solo di fronte alle conseguenze di una delle più gravi emergenze sanitarie e occupazionali della storia industriale italiana.