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giovedì, Aprile 2, 2026

Ex Ilva Taranto, ONA: riaperta la partita sui risarcimenti

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La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo esame di parte delle domande risarcitorie presentate nell’ambito del contenzioso civile collegato alla vicenda industriale dell’ex Ilva di Taranto.

Con una decisione depositata nei giorni scorsi, la Suprema Corte ha parzialmente annullato la precedente sentenza della Corte d’Appello di Lecce, rinviando alla stessa Corte, in diversa composizione, per una nuova valutazione di alcune posizioni.

Il principio affermato dalla Cassazione

Secondo quanto riportato nel provvedimento, in sede civile il giudice è chiamato a valutare autonomamente la sussistenza di un eventuale danno risarcibile, indipendentemente dall’accertamento penale del reato. La pronuncia interviene dunque sul piano strettamente civilistico, senza riaprire profili di responsabilità penale.

L’origine del contenzioso

La controversia trae origine dal passaggio di attività dalla successiva riassunzione di una parte dei lavoratori con condizioni contrattuali ed economiche differenti rispetto a quelle precedentemente applicate.

Da tali circostanze è nato un procedimento giudiziario che ha coinvolto diversi ex dipendenti e l’INPS, anche con riferimento agli aspetti contributivi e previdenziali.

Per quanto riguarda il procedimento penale collegato ai fatti oggetto di causa, le ipotesi di reato risultano dichiarate prescritte. La questione è quindi proseguita davanti al giudice civile per la verifica dell’eventuale esistenza di danni risarcibili.

La decisione precedente e il rinvio

In una precedente fase, la Corte d’Appello di Lecce aveva respinto parte delle domande, ritenendo in alcuni casi non sussistenti i presupposti giuridici e in altri dichiarando l’inammissibilità per motivi procedurali.

La decisione della Cassazione non accerta responsabilità né riconosce automaticamente risarcimenti, ma dispone un nuovo esame di alcune posizioni alla luce dei principi di diritto indicati nel provvedimento. Restano escluse le domande dichiarate definitivamente inammissibili.

I prossimi passaggi

«Questa decisione rappresenta una svolta e rappresenta un passaggio significativo per decine di ex dipendenti coinvolti nella lunga vicenda industriale e giudiziaria legata allo stabilimento siderurgico di Taranto – sottolinea l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e componente del collegio legale unitamente agli Avv.ti Simona Scarpati e Giovanni Gentile, e dal compianto collega Pietro Dalena – perché riaccende la speranza del riconoscimento dei propri diritti. È un passaggio che riporta al centro le persone, dopo anni di attese e rinvii. Sarà ora la Corte d’Appello di Lecce, in nuova composizione, a riesaminare l’intera vicenda alla luce dei principi indicati dalla Cassazione».

L’esito del giudizio civile sarà determinato dalle valutazioni che la Corte territoriale effettuerà sulla base degli atti e dei principi richiamati dalla Suprema Corte.

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