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Ex Ilva, svolta in Cassazione, intervista all’Avv. Ezio Bonanni

Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate, Ex Ilva
Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate

Con l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto si parla di una nuova importante tappa giudiziaria che riguarda il caso degli ex lavoratori dell’ex Ilva. La decisione della Corte di Cassazione potrebbe avere effetti non solo per i ricorrenti, ma anche per altri dipendenti coinvolti in vicende simili.

Il contesto della vicenda

Un procedimento penale conclusosi con la dichiarazione di prescrizione dei reati contestati. A seguito di ciò, la questione è proseguita in sede civile, dove gli ex dipendenti avevano richiesto il risarcimento dei danni subiti.

In un primo momento, la Corte di Appello di Lecce aveva respinto le richieste risarcitorie. Contro questa decisione è stato presentato ricorso in Cassazione, con diversi atti poi riuniti in un unico procedimento.

La decisione della Cassazione

La Suprema Corte ha annullato la sentenza di rigetto emessa in precedenza, accogliendo diversi motivi di ricorso. Il caso è stato quindi rinviato nuovamente alla Corte di Appello di Lecce, che dovrà riesaminare la vicenda alla luce dei principi indicati.

In particolare, la Cassazione ha ribadito un punto centrale: anche in presenza di prescrizione del reato, resta la possibilità di accertare la responsabilità civile e quindi il diritto al risarcimento dei danni.

Responsabilità civile e risarcimenti

Secondo quanto stabilito, il giudice del rinvio dovrà valutare la risarcibilità dei danni subiti dagli ex lavoratori applicando i principi della responsabilità civile. Questo significa che eventuali responsabilità potranno essere accertate indipendentemente dall’esito penale.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’estensione delle responsabilità: non solo le società, ma anche le persone fisiche coinvolte nella gestione potranno essere chiamate a rispondere.

Possibili effetti della nuova decisione

Il pronunciamento della Cassazione su questo caso Ex Ilva potrebbe avere un effetto “pilota”. Se la Corte di Appello dovesse riconoscere il diritto al risarcimento, si aprirebbe la strada a numerosi altri ricorsi da parte di ex dipendenti.

La nuova valutazione della Corte di Appello di Lecce sarà quindi decisiva. Un eventuale esito favorevole ai lavoratori rappresenterebbe un precedente significativo nel panorama giuridico italiano, rafforzando il principio secondo cui la tutela risarcitoria può sopravvivere anche alla prescrizione penale.

La vicenda resta dunque aperta e al centro dell’attenzione.

Vedi l’intervista di Bonanni con il giornalista Luigi Abbate.

“Salute e sicurezza: convegno vigili del fuoco” (VIDEO)

Salute e Sicurezza
Salute e Sicurezza, Proteggere chi Protegge

Vigili del fuoco – “Salute e sicurezza, proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi” è il titolo di un evento indispensabile e necessario che si è svolto il 17 marzo  presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni del CONI, in Viale Tiziano 74. L’obiettivo è promuovere un confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo del lavoro sulla protezione di chi opera quotidianamente per la sicurezza della collettività.

Una iniziativa promossa da CIU Unionquadri, in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del FuocoOsservatorio Nazionale Amianto (ONA) e Comitato Nazionale Italiano Fair Play.

A moderare il tutto il giornalista Massimo Maria Amorosini.

L’intervento di Ruggero Alcanterini

Ad aprire le danze il commendatore Ruggero Alcanterini, presidente del CNIFP – Comitato Nazionale Italiano Fair Play che ha illustrato la storia del concetto di “Fair Play” legata a William Shakespeare. Il grande scrittore infatti lo utilizza in opere come The Tempest (1611), contribuendo a renderlo popolare nel linguaggio letterario. Il concetto è divenuto poi un principio fondamentale delle competizioni sportive e del rispetto delle regole applicati in vari contesti.

Alcanterini ha parlato anche della figura professionale del Fair Play Manager, figura professionale che costituisce anche un’occasione formativa per i giovani, incaricata di garantire il rispetto delle norme etiche, regolamentari e di comportamento.

“Questo convegno, organizzato nella sede dell’Auditorium delle Federazioni di Sport e Salute, collega il Fair Play ai temi della tutela dei Vigili del Fuoco. Infatti il rispetto delle norme etiche e istituzionali deve includere anche il riconoscimento dei diritti, della sicurezza e delle condizioni di lavoro di chi opera in contesti ad alto rischio. In questo senso, il fair play non riguarda solo lo sport, ma anche l’equità nei sistemi di protezione e valorizzazione professionale.” – ha sottolineato Alcanterini.

Ruggero Alcanterini
Ruggero Alcanterini

Gabriella Ancora, presidente nazionale di CIU Unionquadri

Gabriella Ancora
Gabriella Ancora

Gabriella Ancora, Presidente nazionale di CIU Unionquadri riconfermata CNEL.

Gabriella Ancora ha ricordato il paradosso del 1965. In diversi contesti europei (tra cui l’Italia), i Vigili del Fuoco furono esclusi da alcuni riconoscimenti risarcitori perché il loro lavoro era già considerato un servizio istituzionale obbligatorio.

In pratica, si riteneva che i rischi affrontati facessero parte del loro dovere professionale, già coperto da stipendio e tutele previste dallo Stato.
Questo portò a una disparità rispetto ad altre categorie, e negli anni successivi la normativa è stata modificata per garantire maggiori diritti e indennizzi anche a loro.

Marco Piergallini, segretario generale CONAPO

Marco Piergallini è un sindacalista italiano, attuale segretario generale del CONAPO, uno dei principali sindacati dei Vigili del Fuoco in Italia. Ha presentato dati concreti sul rischio, da parte dei Vigili del Fuoco, di essere esposti a malattie cancerogene.

Il rischio di cancro per i Vigili del Fuoco, infatti, è riconosciuto dalla comunità scientifica, perché durante gli incendi possono essere esposti a sostanze tossiche e cancerogene. Il fumo contiene composti pericolosi che possono essere inalati o assorbiti attraverso la pelle e l’equipaggiamento contaminato. Studi internazionali hanno collegato questa esposizione a un aumento del rischio di alcuni tumori, come quelli ai polmoni, alla vescica e alla pelle. Per questo motivo, negli ultimi anni sono state introdotte misure di prevenzione più rigorose e controlli sanitari periodici. Anche l’International Agency for Research on Cancer ha classificato questa professione tra quelle cancerogene per l’uomo.

Secondo Piergallini, sarebbe importante creare un registro sulla storia professionale di ogni vigile del fuoco, esposti non solo ad amianto, ma a diversi cancerogeni.

un importnate evento per la tutela di chi ci protegge
un importante evento per la tutela di chi ci protegge – Amorosini, Laureti, Alcanterini, Cignitti

Avvocato Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto

L’Avvocato Ezio Bonanni, presidente di ONA ha presentato alcune criticità per il riconoscimento dei Vigili del Fuoco come vittime del dovere, oltre al fatto che gli stessi non rientrano nel regime ordinario INAIL.

Ha inoltre introdotto principio di “causa relativa” per i Vigili del Fuoco per ragioni giuridiche e di tutela. In ambito di malattie professionali o danni da servizio, questo principio può servire a facilitare il riconoscimento del collegamento tra attività lavorativa ed evento dannoso, quando l’esposizione al rischio è intrinseca alla professione. L’idea è che, se un mestiere comporta rischi noti (come esposizione a sostanze cancerogene), il nesso causale non debba essere dimostrato in modo eccessivamente gravoso per il lavoratore, ma valutato con criteri coerenti con la natura del servizio.

Ha ricordato anche che, in passato, i Vigili del Fuoco hanno indossato guanti e tute di amianto. Ha sottolineato inoltre che le patologie asbesto correlate, come il mesotelioma pleurico, possono manifestarsi anche 48 anni dopo l’esposizione.

“I vigili del fuoco sono eroi che si immolano per nostra sicurezza e quando si ammalano non vengono a volte riconosciuti e devono ricorrere ai giudici”. – ha concluso Bonanni.

Proteggere chi protegge (1)
Proteggere chi protegge (1) – Lamberto Cignitti e Avv. EzioBonanni

On. Emanuele Prisco, Sottosegretario al ministero dell’Interno con delega ai Vigili del Fuoco

On. Prisco
On. Emanuele Prisco

Secondo Prisco il governo ha avviato diverse iniziative del comparto sicurezza e soccorso, inclusi i Vigili del Fuoco, con l’obiettivo di migliorare le tutele. Sulla questione INAIL è stato avviato un protocollo con l’INAIL per capire se ci sono misure aggiuntive.

Sono infatti previste risorse nella legge di bilancio per rafforzare il personale e favorire nuove assunzioni. È stato inoltre sostenuto il potenziamento degli organici, oltre al miglioramento dei mezzi in dotazione e l’incremento delle sedi per le formazioni.

Gaetano Settimo, Ricercatore Istituto Superiore di Sanità

ISS
ISS, Gaetano Settimo

Il ricercatore Gaetano Settimo ha illustrato slide significative sul lavoro dei Vigili del Fuoco. Circa il 23% degli interventi (oltre il milione l’anno) ha riguardato incendi ed esplosioni, con una media di 2820 operazioni al giorno. Ha parlato di possibili fattori di nocività per la salute di tipo chimico, biologico, fisico, ergonomico ed infortunistico. Effetti che ovviamente dipendono dal tipo di concentrazioni chimiche, tossicità, durata dell’esposizione e caratteristiche individuali.

Fondamentale, quindi, la valutazione del rischio e conseguenti misure per la sua mitigazione.

Lamberto Cignitti, vicepresidente Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse

Lamberto Cignitti ricopre la carica di vicepresidente all’interno del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse, realtà che promuove attività agonistiche e valorizza gli atleti del Corpo.
Il suo impegno è orientato alla crescita dello sport, alla promozione dei valori etici e al sostegno dei giovani talenti.
Attraverso l’attività del gruppo sportivo contribuisce a rafforzare il legame tra disciplina, spirito di squadra e servizio pubblico.

Ha presentato l’importanza della partecipazione allo sport del Vigile del Fuoco per essere pronto ed efficiente. Sia per la protezione degli altri che per sè stesso. Ha inoltre illustrato il problema della sedentarietà della popolazione sin dai primi anni scolastici, dove l’educazione fisica è considerata come materia secondaria. Per questo l’assunzione di nuovi direttivi ginnici è utile per l’evoluzione positiva.

Daniele Laureti, presidente GESIS e responsabile impiantistica sportiva del Comitato Fair Play

Ha evidenziato l’importanza della necessità di migliorare qualità, trasparenza ed efficienza delle infrastrutture. Ha richiamato la necessità di semplificare le procedure amministrative, spesso troppo complesse e lente, che possono rallentare investimenti e innovazione. Ha sottolineato il tema della sostenibilità economica, cioè l’equilibrio tra risorse disponibili e qualità dei servizi pubblici. Infine ha introdotto il tema della sostenibilità inteso come gestione dei costi, promuovendo scelte responsabili, efficientamento energetico e attenzione all’impatto delle strutture sul territorio.

Ha parlato del Decreto Legislativo 36/2023, che ha introdotto cambiamenti sostanziali rispetto al precedente impianto normativo.

Le modifiche al Codice Appalti hanno reso le procedure più strutturate e digitalizzate, ma anche più complesse da gestire per le amministrazioni operative. E’ necessaria una formazione adeguata del personale chiamato ad applicare le nuove regole, con il rischio di rallentamenti o errori procedurali. Ha inoltre parlato di carenza di sedi o strutture idonee. Senza formazione, supporto organizzativo e adeguate strutture, anche una riforma normativa avanzata rischia di non produrre pienamente i risultati attesi.

Cesare Damiano ex ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale

Cesare Damiano è un politico italiano, esponente del centrosinistra, ed è stato ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale dal 2006 al 2008 nel governo guidato da Romano Prodi. Durante il suo mandato si è occupato di temi legati a mercato del lavoro, sicurezza sul lavoro, previdenza e riforme contrattuali. In precedenza aveva maturato esperienza sindacale e parlamentare, con particolare attenzione alle politiche sociali e ai diritti dei lavoratori.

Ha parlato delle complesse dinamiche internazionali che stanno caratterizzando i conflitti armati, orientati più che agli ideali, al profitto. Ha affermato che la disgregazione dell’educazione famigliare ha avuto effetti su giovani, scuola e società.

Ha ricordato i circa 1100 morti all’anno sul lavoro, con un’impennata delle malattie professionali. (Secondo il report “Dati INAIL” – bilancio provvisorio 2025- sono 1.085 i lavoratori morti sul lavoro). 

Ampio spazio dedicato all’importanza della prevenzione.

“INAIL risparmia ogni anno circa un miliardo di euro con rendimento zero. Non si possono spendere quei soldi perché l’INAIL costituisce la contabilità dello Stato. Fatta salva la riserva tecnica una parte dovrebbe essere restituita gli imprenditori che fanno prevenzione e ai lavoratori. Bisogna armonizzare INAIL e le attuali tutele.”

Ha inoltre illustrato i rischi dell’intelligenza artificiale. “La robotica ha già impattato i lavori manuali, ora toccherà quelli intellettuali.” 

La testimonianza di una figlia di vittima del dovere

Il padre di Tiziana Lucarelli ha perso la vita per mesotelioma pleurico, malattia amianto correlata. Durante il convegno ha raccontato la sua commovente storia. Suo padre, caporeparto del comando di via Genova, è deceduto nel giro di 5 mesi dalla diagnosi, nonostante la chemioterapia. Per i famigliari è stato un lutto molto traumatico e violento, ma la figlia è orgogliosa di fare parte a sua volta dei Vigili del Fuoco. Consiglia la creazione di un organismo anche trasversale per dettare delle linee guida per chi, come la sua famiglia, si è trovata ad affrontare questo dramma.

Francesco Riva, consigliere CNEL

Il CNEL è un organo costituzionale consultivo che esprime pareri su economia, lavoro e politiche sociali, e svolge attività di studio e proposta legislativa. In questo contesto, Riva partecipa ai lavori del Consiglio portando il punto di vista delle organizzazioni che rappresenta, contribuendo al confronto su temi come lavoro, inclusione, diritti e politiche sociali.
Riva ha presentato la proposta di portare avanti un disegno di legge che riconosca la figura del soccorritore.
Ha inoltre insistito sull’importanza dell’attività sportiva.

Generale Giampiero Cardillo, comitato tecnico ONA

Ha illustrato importanti istanze sulla sicurezza del lavoro ricordando che ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di amianto. Ha quindi ricordato la storia dell’asbesto, omnipresente nelle fabbriche e nelle case prima della sua messa al bando nel 1992. Ha affermato che, considerate le morti sul lavoro sono necessarie ulteriori leggi per la protezione dei lavoratori, tra cui anche i soccorritori.
Propone l’applicazione dell’intelligenza artificiale predittiva per colmare un divario di screening.

Dovremmo trovare il sistema per legarlo ad altre progettazioni. Ha fatto l’esempio del caso tedesco della Valle della Ruhr. Si tratta di una delle più grandi aree industriali d’Europa, situata nella regione della Nord Reno-Westfalia in Germania. Storicamente è stata il cuore dell’industria del carbone e dell’acciaio, con fortissima presenza di miniere e stabilimenti siderurgici. Proprio per questo ha affrontato gravi problemi ambientali nel Novecento, legati a inquinamento e siti contaminati, inclusa la presenza di amianto.

Negli ultimi decenni la Ruhr è diventata un esempio europeo di riconversione industriale e bonifica ambientale: molte ex miniere sono state trasformate in parchi, musei industriali e spazi culturali, grazie a programmi pubblici di riqualificazione urbana.

Cardillo l’ha quindi citata come modello di transizione da area industriale pesante a territorio sostenibile e innovativo.

 

Salute Vigili del Fuoco: a Roma il convegno con esperti

locandina proteggere chi protegge salute e sicurezza vigli del fuoco impianti sportivi
locandina proteggere chi protegge salute e sicurezza vigli del fuoco impianti sportivi

La tutela della salute e della sicurezza dei Vigili del Fuoco sarà al centro della tavola rotonda “Salute e Sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”, in programma il 17 marzo 2026 a Roma.

L’evento si terrà dalle ore 9.00 alle 13.00 presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni del CONI, in Viale Tiziano 74. L’obiettivo è promuovere un confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo del lavoro sulla protezione di chi opera quotidianamente per la sicurezza della collettività.

L’iniziativa è promossa da CIU Unionquadri, in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e Comitato Nazionale Italiano Fair Play.

Proteggere chi protegge: il significato dell’iniziativa

Il convegno nasce con un obiettivo chiaro: rafforzare la tutela della salute e dei diritti dei Vigili del Fuoco.

Questi professionisti svolgono un ruolo fondamentale nella gestione delle emergenze. Intervengono in situazioni complesse come incendi, crolli strutturali e calamità naturali. In molti casi, però, il riconoscimento dei diritti e delle tutele non è sempre garantito.

Nell’intervista con Luigi Abbate che vi invitiamo a visionare alla fine dell’articolo, per l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto i Vigili del Fuoco affrontano rischi elevati durante il servizio. Tuttavia, in diversi casi la giurisprudenza ha considerato tali rischi come parte dell’ordinaria attività lavorativa. Questo avrebbe portato in alcuni casi al mancato riconoscimento dello status di vittima del dovere.”

Salute e sicurezza nelle professioni ad alto rischio

Secondo Bonanni “il lavoro dei Vigili del Fuoco comporta un’esposizione continua a pericoli.Tra i principali rischi vi sono incendi e esplosioni, crolli strutturali, contatto con sostanze tossiche ed esposizione a materiali nocivi presenti negli edifici.

Uno dei temi del convegno sarà anche l’esposizione a sostanze pericolose come l’amianto. Questo materiale è ancora presente in molte strutture costruite prima della sua messa al bando.

Su questi aspetti interverrà anche l’avvocato Ezio Bonanni, da anni impegnato nella tutela delle vittime di esposizioni professionali e nella promozione di politiche di prevenzione.

I relatori della tavola rotonda

L’incontro sarà moderato dal giornalista Massimo Maria Amorosini.

I saluti istituzionali saranno affidati a:

  • Gabriella Ancora, presidente nazionale CIU Unionquadri

  • Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play

Tra i relatori previsti:

  • Cesare Damiano, già ministro del Lavoro

  • Cinzia Pellegrino, senatrice

  • Marco Piergallini, segretario generale CONAPO

  • Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto

  • Gaetano Settimo, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità

  • Francesco Riva, consigliere del CNEL

  • Lamberto Cignitti, vicepresidente Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse

  • Daniele Laureti, presidente GESIS e responsabile impiantistica sportiva del Comitato Fair Play

  • Giampiero Cardillo, membro del Comitato Tecnico Scientifico ONA

Le conclusioni saranno affidate al sottosegretario al Ministero dell’Interno con delega ai Vigili del Fuoco, Emanuele Prisco.

La testimonianza sulle malattie professionali

Durante l’evento è prevista anche una testimonianza diretta di un familiare di un Vigile del Fuoco deceduto a causa di malattia professionale.

Questo intervento vuole richiamare l’attenzione sulle difficoltà che spesso emergono nel riconoscimento delle patologie correlate al servizio. Allo stesso tempo sottolinea l’importanza di rafforzare le politiche di prevenzione e tutela per chi opera nelle attività di soccorso.

Un confronto tra istituzioni ed esperti

La tavola rotonda rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni, sindacati, esperti e associazioni.

L’obiettivo è migliorare le politiche di sicurezza sul lavoro e promuovere strumenti più efficaci per la tutela della salute nelle professioni ad alto rischio.

Al centro del dibattito vi sarà una priorità condivisa: garantire maggiore protezione ai Vigili del Fuoco, che ogni giorno operano per la sicurezza e la protezione della collettività.

Amianto, Tribunale Napoli: ricalcolo pensione per operaio

amianto, avv. Ezio Bonanni
amianto, avv. Ezio Bonanni

Una decisione giudiziaria torna ad accendere l’attenzione sul tema dei diritti previdenziali dei lavoratori esposti all’amianto. Il Tribunale di Napoli ha stabilito il ricalcolo della pensione per un ex dipendente dello stabilimento Gecom di Pozzuoli, riconoscendo la rivalutazione dei contributi e il pagamento degli arretrati.  La decisione è stata pronunciata in primo grado e resta ferma la possibilità di ulteriori sviluppi nelle successive fasi giudiziarie

Secondo quanto reso noto dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), la vicenda rappresenta un passaggio significativo nel dibattito sui benefici previdenziali previsti per chi ha lavorato in ambienti con presenza di fibre di amianto.

Amianto e benefici previdenziali: cosa prevede la normativa

La legislazione italiana riconosce specifici benefici contributivi e previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto. Tali misure possono consentire la rivalutazione dei contributi previdenziali, il ricalcolo della pensione ed in alcuni casi l’accesso anticipato al pensionamento.

Il diritto può essere riconosciuto sia in presenza di esposizione professionale, sia – con maggiore evidenza – quando siano state accertate patologie correlate all’amianto.

Secondo ONA tra le malattie più note associate all’esposizione figurano:

Queste patologie rientrano nelle diverse liste delle malattie professionali riconosciute dall’INAIL.

Il caso dell’ex operaio dello stabilimento Gecom

La sentenza riguarda Claudio Lo Moriello, ex lavoratore dello stabilimento Gecom di Pozzuoli. Il giudice ha disposto che l’INPS proceda al momento alla rivalutazione dei contributi previdenziali, la ricostituzione della posizione contributiva ed il ricalcolo dell’assegno pensionistico con il pagamento degli arretrati maturati.

Secondo quanto riportato nella decisione, il lavoratore avrebbe svolto la propria attività per circa vent’anni in ambienti caratterizzati dalla presenza di polveri e fibre di amianto.

Il riconoscimento della malattia professionale

Dopo il pensionamento e la comparsa di problemi respiratori, nel 2022 l’INAIL ha riconosciuto la presenza di una malattia professionale correlata all’esposizione ad amianto.

Nel 2023 il lavoratore ha quindi presentato all’INPS una richiesta di ricostituzione della posizione previdenziale e di adeguamento della pensione. A seguito del rigetto della domanda amministrativa, la questione è stata portata davanti all’autorità giudiziaria.

Il Tribunale di Napoli ha infine stabilito in primo grado il ricalcolo della pensione e il pagamento delle differenze maturate dal 2018, oltre agli interessi previsti.

Il principio evidenziato nella sentenza

Nel provvedimento il giudice ha evidenziato che la rivalutazione contributiva costituisce un diritto autonomo del lavoratore. Questo significa che il riconoscimento può essere fatto valere anche dopo il pensionamento, qualora emergano elementi nuovi come il riconoscimento di una malattia professionale.

Secondo Francesca Piredda, del coordinamento ONA per la tutela legale dei lavoratori esposti ad amianto, la decisione rappresenta un elemento importante di informazione per molti lavoratori che potrebbero trovarsi in situazioni analoghe.

Un contenzioso lungo e complesso

La vicenda giudiziaria si inserisce in un contesto più ampio che negli anni ha visto diversi procedimenti relativi ai benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto.

In una fase iniziale alcuni lavoratori avevano ottenuto in tribunale il riconoscimento di tali benefici. Successivamente però una decisione di appello aveva portato alla revoca dei vantaggi previdenziali precedentemente riconosciuti, con richieste di restituzione delle somme già percepite.

Il nuovo giudizio ha quindi riesaminato la situazione alla luce di ulteriori elementi, tra cui il riconoscimento della malattia professionale.

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Secondo lAvv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, la sentenza rappresenta l’esito di un percorso giudiziario particolarmente complesso.

Bonanni ha sottolineato l’importanza di garantire tutele adeguate ai lavoratori che hanno operato per anni in ambienti in cui era presente amianto, evidenziando come il riconoscimento della malattia professionale debba essere accompagnato anche dalla corretta tutela previdenziale.

Per questa sentenza, preziosa la tutela ONA, azionata dal pull legale composto, oltre che da Bonanni anche dall’Avv. Veronica Scigliano, Avv. Lidiana Belfiore e Avv. Giorgia Cicconi.

Steve McQueen e il mesotelioma: l’amianto colpì anche lui

Steve McQueen fu una vittima dell'amianto (Foto free esclusivamente decorativadi wal_172619 da Pixabay)
Steve McQueen fu una vittima dell'amianto (Foto free esclusivamente decorativadi wal_172619 da Pixabay)

“Voglio una vita come Steve McQueen” è il celebre verso di Vita Spericolata (1983) di Vasco Rossi, che eleva il celebre attore a simbolo di un’esistenza libera, non tutti sanno che fu una vittima dellamianto. Infatti, oltre alla sua carriera di successo tra gli anni ’60 e ’70, portò avanti una battaglia contro una malattia asbesto correlata: il mesotelioma pleurico.

McQueen conosciuto per il suo stile intenso e l’immagine di ribelle elegante che gli valse il soprannome di “King of Cool”. La sua carriera cinematografica include opere iconiche come BullittLa grande fuga (The Great Escape) e The Thomas Crown Affair, che consolidarono la sua fama a livello internazionale.

“Il mesotelioma è un tumore raro e aggressivo che colpisce il tessuto che riveste i polmoni (la pleura) o altre parti del corpo, come il peritoneo (il rivestimento dell’addome). Nel caso di McQueen, la diagnosi fu mesotelioma pleurico, una forma che si sviluppa nella membrana che circonda i polmoni e che è fortemente associata all’esposizione prolungata alle fibre di amianto.” – ha affermato lAvv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Cos’è il mesotelioma e come si sviluppa

Il mesotelioma è una forma di tumore che, seppur rara, è particolarmente grave per la sua rapidità di progressione e per la difficoltà di trattamento. La malattia insorge quando le fibre di amianto, una volta inalate, si depositano nei tessuti delle membrane che rivestono organi vitali come i polmoni. “Queste fibre, a causa delle loro dimensioni microscopiche, possono rimanere intrappolate nei tessuti e, nel corso del tempo, provocare irritazione cronica e modificazioni cellulari che portano allo sviluppo tumorale.” – continua Bonanni.

Una delle caratteristiche più note del mesotelioma è la lunga latenza: i sintomi possono manifestarsi solo decenni dopo l’esposizione all’amianto, spesso tra i 20 e i 50 anni dopo il primo contatto. Per questo motivo, molti casi di mesotelioma vengono diagnosticati quando la malattia è già in fase avanzata.

Steve McQueen: diagnosi e cause probabili

Nel dicembre del 1979, Steve McQueen fu ufficialmente diagnosticato con mesotelioma pleurico. All’epoca aveva circa 49 anni, e la sua salute era peggiorata progressivamente con sintomi come tosse persistente e difficoltà respiratorie non facilmente spiegabili.

La causa principale del suo mesotelioma venne ricondotta alla esposizione all’amianto in diversi momenti della sua vita. Alcune delle ipotesi più accreditate riguardano:

Il servizio nei Marine 

Uno dei momenti chiave in cui McQueen potrebbe aver avuto un’esposizione significativa all’amianto fu durante il suo servizio militare negli USA. Negli anni ’40 e ’50, l’amianto era ampiamente utilizzato per l’isolamento termico e acustico nei mezzi navali, nelle caldaie e nelle tubature. In ambienti come cantieri navali o all’interno delle navi, le fibre di amianto potevano essere sospese nell’aria senza adeguate protezioni respiratorie, esponendo a rischi significativi.

Ambienti lavorativi e attrezzature tecniche

Un’altra possibile fonte di esposizione riguarda settori correlati alla carriera e agli hobby di McQueen. Nel periodo in cui lavorava nel cinema o si occupava di attività motoristiche, potrebbe essere venuto a contatto con materiali contenenti amianto presenti in equipaggiamenti o abbigliamento tecnico dell’epoca. Negli anni ’60 e ’70 era infatti comune che guanti, tute ignifughe e parti di veicoli contenessero amianto per aumentare la resistenza al calore.

Diagnosi tardiva e progressione della malattia

A causa della lunga latenza del mesotelioma, anche se l’esposizione fosse avvenuta molti anni prima, i sintomi iniziali sarebbero potuti comparire solo negli ultimi anni della sua vita. Purtroppo, la malattia progredì rapidamente una volta diagnosticata.

La battaglia di McQueen e il trattamento

Dopo la diagnosi, McQueen tentò diversi percorsi terapeutici. Cercò sia trattamenti tradizionali sia cure alternative, inclusi protocolli sperimentali in strutture all’estero. Compresi tentativi effettuati in Messico con l’uso di farmaci non approvati negli Stati Uniti. Nessuno di questi approcci si dimostrò efficace nel fermare la progressione della malattia.

Entro l’anno successivo alla diagnosi, la salute di McQueen si deteriorò in modo significativo. Nel novembre del 1980, all’età di 50 anni, morì a seguito di un arresto cardiaco dopo un intervento chirurgico correlato alla malattia.

La prognosi del mesotelioma è ancora oggi spesso infausta, posizionandosi come una delle neoplasie più letali.” – Ha concluso Bonanni.

Fonte: McQueen. La biografia di Christopher Sandford