20.6 C
Rome
mercoledì, Agosto 12, 2026
Home Blog Page 366

Mesotelioma pleurico: aspettative di vita e sopravvivenza

nuove cure mesotelioma sopravvivenza
Numero sopravvivenza
Whatsapp sopravvivenza

Il mesotelioma pleurico è un tumore raro che colpisce il mesotelio della pleura e che è causato esclusivamente dall’esposizione all’amianto, essendo di tipo monofattoriale. Sono rari, infatti, i casi in cui la sua origine è legata all’esposizione a radiazioni ionizzanti. Le possibilità di sopravvivenza della vittima di mesotelioma pleurico sono spesso poche.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, solo nel 2020, ha ricevuto segnalazione di circa 2000 casi di mesotelioma, che negli anni seguenti sono notevolmente aumentate. Il picco di insorgenza della malattia era previsto per il decennio 2020-2030, come rivela anche il VII Rapporto Renam. L’ONA APS e l’Avvocato Bonanni hanno messo a disposizione per le vittime dell’esposizione all’amianto un servizio di consulenza gratuita legale e medica.

consulenza sopravvivenza
Indice dei contenuti




Tempo di lettura: 9 minuti

Mesotelioma pleurico: si può sopravvivere?

Il mesotelioma pleurico è il più diffuso, ma anche aggressivo, tra i mesoteliomi. Inoltre, è tra le patologie asbesto-correlate con funzione di marcatore sociale, essendo causato esclusivamente dall’esposizione all’amianto.

Il 93% dei mesoteliomi coinvolge la pleura, il 5% coinvolge il peritoneo (mesotelioma peritoneale) e in misura ancora minore la tunica vaginale del testicolo (mesotelioma testicolare) e il pericardio (mesotelioma pericardico). Inoltre, a seconda delle caratteristiche delle cellule, si distinguono quattro sottotipi di mesotelioma pleurico:

  • mesotelioma pleurico epitelioide, il più comune e con migliore prognosi;
  • sarcomatoide o fibroso;
  • misto o bifasico;
  • desmoplastico, il più raro.

Nella pubblicazione “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 – Quaderni del Ministero della Salute, il Ministero della Salute ha confermato che il mesotelioma è dose dipendente e legato all’esposizione a dosi massicce di asbesto (ulteriori approfondimenti su mesotelioma e asbesto sono disponibili anche nelle monografie dello IARC).

Tra tutte le malattie causate dalle fibre d’amianto, il mesotelioma è quella più aggressiva e a esito infausto. L’approccio al tumore della pleura è, infatti, spesso difficoltoso e complesso, in ogni fase del suo percorso. Le possibilità di sopravvivenza dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico variano in base alla precocità della diagnosi, all’età e allo stato di salute del paziente stesso.

Inoltre, considerando la lunga latenza dell’esposizione all’amianto, la diagnosi di questa patologia spesso avviene in un’età avanzata. Questo influisce sull’efficacia della terapia e in molti casi preclude la partecipazione a trattamenti di cura sperimentali. Rispetto alle altre neoplasie respiratorie, infatti, i tassi di sopravvivenza a questa malattia sono ancora molto bassi. Ma la guarigione non è esclusa con i nuovi passi avanti fatti dalla ricerca.

Il tasso di sopravvivenza

Il tasso di sopravvivenza per mesotelioma pleurico è di un tasso inferiore al 10%. Questi dati dimostrano come solo il 10% dei pazienti affetti da questa patologia hanno possibilità di sopravvivenza nei cinque anni successivi alla diagnosi. Tuttavia, ogni situazione è unica nel suo genere, quindi non bisogna mai lasciarsi scoraggiare dalla statistica, essendo stime generali.

E’ di fondamentale importanza capire quali siano le cellule che risultano colpite dal mesotelioma. A seconda dell’entità della massa tumorale, infatti, si può procedere con differenti tipi di trattamenti e cure, che potrebbero determinare una migliore aspettativa di vita per tumore alla pleura, anche rispetto alle statistiche generali.

Cosa dicono le pubblicazioni internazionali

Secondo l’Office for National Statistic britannico (Cancer Survival in England: patients diagnosed between 2010 and 2014 and follone up to 2015), nei casi in cui la malattia è localizzata il 35% dei pazienti sopravvivono oltre un anno dalla diagnosi e il 5% oltre cinque anni. Invece, qualora il mesotelioma pleurico non sia localizzato, solo l’1% dei pazienti raggiunge la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, mentre il 15% dei pazienti sopravvive almeno un anno.

L’American Cancer Society riporta i valori medi di sopravvivenza dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico maligno, calcolati sulla base di casistiche internazionali comprendenti pazienti affetti da mesotelioma trattati chirurgicamente nel periodo 1995-2009. In base allo stadio della patologia, la sopravvivenza ha una media di 21 mesi quando il mesotelioma è al I stadio, mentre l’aspettativa di vita scende a 12 mesi quando il tumore è già al IV stadio.

Sono parecchi gli studi internazionali pubblicati negli anni più recenti, che hanno registrato un aumento di aspettativa di sopravvivenza per mesotelioma pleurico maligno in proporzione alla precocità della diagnosi. Per citarne qualcuna: Weiquan Zhang, Xinshu Wu et al. Advances in the diagnosis, treatment and prognosis of malignant pleural mesothelioma. Ann Transl Med. 2015 Aug; 3(13): 182.

Nello studio di J. Faig (J. Faig, S. Howard, et al. Changing Pattern in Malignant Mesothelioma Survival, Transl Oncol 2015), sono stati analizzati 380 casi di mesotelioma, diagnosticati dal 1992 al 2012, le cui percentuali di sopravvivenza a 1, 3, 5 e 10 anni erano pari rispettivamente al 73,1%, 22,9%, 12% e 4,7%.

Pubblicazioni ancora più recenti hanno individuato percentuali addirittura del 15% per una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi: Brit J Ind Med 1960; 17: 260-271. WAGNER J.C., Epidemiology of diffuse mesothelial tumors: Evidence of an association from studies in South Africa and the United Kingdom, Ann NY Acad Sci 1965; 132: 575-578.

Sopravvivenza e aspettative di vita: trattamento e cura del mesotelioma

Le aspettative di vita per il mesotelioma della pleura, ovviamente, variano a seconda del tipo di trattamento e cura a cui può accedere il paziente. Il trattamento multimodale è uno dei trattamenti più efficaci, a cui spesso ne consegue una maggiore aspettativa di vita e conseguente guarigione dal mesotelioma pleurico.

Il trattamento sperimentale combinato di chirurgia e chemioterapia ipertermica intratoracica (HITHOC, Hyperthermic intrathoracic chemotherapy), è stato eseguito in Sicilia nel 2012 dal Prof. Marcello Migliore, che al momento opera presso lo University Hospital di Cardiff, avendo l’Azienda Ospedaliera bloccato questo tipo di trattamento. Con dieci anni di ritardo, questa procedura è stata adottata nel 2021 anche dal Policlinico Gemelli.

Combinazione di chirurgia e chemioterapia intra-operatoria (HITHOC)

La chemioterapia ad alte temperature è risultata maggiormente efficace, penetrando anche nelle strutture, a differenza dei farmaci che entrano in circolo solo in minima parte. In questo modo, si riescono ad evitare anche rovinosi effetti collaterali e migliorare la speranza di vita per mesotelioma plerico.

Il funzionamento della combinazione tra chirurgia e chemioterapia intra-operatoria è abbastanza complesso, ma si può riassumere in pochi passaggi. In seguito alla resezione chirurgica della pleura (pleurectomia e decorticazione, per la rimozione della massa tumorale visibile), il torace del paziente viene riempito con la soluzione fisiologica (salina), che viene riscaldata lentamente, fino a raggiungere i 41°. In questo modo, come ha spiegato il Prof. Marcello Migliore, le cellule del tumore si indeboliscono e si evita il danneggiamento di quelle sane. A questo punto, si somministra il farmaco chemioterapico nella cavità toracica del paziente. Solitamente, si utilizza il cisplatino eventualmente con aggiunta di doxorubicina, con dose elevata, proprio perché non incide nella cavità toracica, per 45-90 minuti. Solo successivamente, attraverso il dranaggio i liquidi in eccesso vengono rimossi.

In una delle precedenti puntate di ONA TV Amianto e malattie del lavoro, il Prof. Marcello Migliore è intervenuto spiegando nel dettaglio questa tecnica e i risultati che permette di ottenere, in termini di efficacia e di sicurezza.

L’ONA e l’impegno per i malati di mesotelioma

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea in Italia nella lotta al rischio amianto. Oltre alle attività di prevenzione, si occupa della tutela legale delle vittime delle patologie asbesto-correlate, tra cui il mesotelioma maligno della pleura. L’associazione si avvale dell’operato del suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni e il suo team di avvocati e collaboratori, per garantire la tutela necessaria, in ambito medico e legale. L’ONA ha istituito il dipartimento di terapia e cura, quindi guarigione, del mesotelioma, creando addirittura un protocollo per il trattamento e cura di questa patologia, così come delle altre asbesto correlate. Il ruolo chiave nel dipartimento è stato assunto dal Prof. Marcello Migliore, ordinario di chirurgia toracica presso l’Università di Catania.

Tutela legale per le vittime di mesotelioma

L’ONA si batte per la prevenzione primaria, che consiste nell’evitare l’esposizione all’amianto tout court. A questo proposito, il Consensus Report di Helsinki, nella sua revisione del 2014, ha stabilito che il mesotelioma e le altre patologie asbesto correlate possono essere debellate solo evitando l’esposizione ad amianto. Pertanto, è necessario bloccare la produzione, anche al di fuori dell’Italia e dell’Europa, e bonificare i siti ancora contaminati.

Per coloro che, invece, hanno subito un’esposizione è fondamentale la prevenzione secondaria, ossia la diagnosi precoce che gioca un ruolo fondamentale nelle possibilità di sopravvivenza ed efficacia dei trattamenti. Questo è essenziale per migliorare le aspettative di vita dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico. I trattamenti più efficaci dovrebbero essere a disposizione di tutti i cittadini italiani, senza disparità sociali.

L’ONA si occupa di tutelare gratuitamente i diritti di tutti coloro ammalati di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate, per l’ottenimento di tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge. Ai fini della prevenzione è importante anche aggiornare l’app amianto, creata dall’ONA, che rappresenta un significativo contributo alla mappatura dei siti di amianto ancora presenti, oltre ad essere utile alla prova di esposizione per la tutela legale.

I diritti delle vittime di mesotelioma

In caso di insorgenza di mesotelioma, sia esso di origine ambientale che di origine lavorativa, le vittime hanno diritto ad una serie di prestazioni sanitarie ed economiche. Coloro che contraggono il mesotelioma per esposizione ambientale, hanno diritto ad accedere alla prestazione una tantum dall’INAIL. In caso di malattia di origine professionale, si ha diritto, invece, alla rendita INAIL. Inoltre, i malati di mesotelioma hanno il diritto ad accedere al Fondo Vittime Amianto.

In caso di decesso della vittima, gli eredi legittimi del lavoratore deceduto per mesotelioma hanno diritto a tutta una serie di prestazioni (rendita di reversibilità e prestazione aggiuntiva dal fondo vittime amianto). La vittima di mesotelioma ha diritto ai benefici contributivi e se necessario al prepensionamento amianto.

Per i dipendenti pubblici non assicurati INAIL, non compresi nelle disposizioni di cui all’art. 6, L. 201/2011 (Forze Armate, Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare e del Comparto Vigili del Fuoco e soccorso pubblico), trova applicazione il meccanismo di riconoscimento della causa di servizio e dell’equo indennizzo.

Queste prestazioni costituiscono solo degli indennizzi. Infatti, le vittime di mesotelioma hanno diritto anche all’integrale risarcimento dei danni, compresi quelli esistenziali, morali e iure proprio per i familiari.

Come richiedere la consulenza gratuita?

L’ONA e l’Avvocato Ezio Bonanni forniscono assistenza medica e legale gratuita alle vittime di mesotelioma. È possibile avere maggiori informazioni chiamando il numero verde o compilando il form online.

Numero sopravvivenza
Whatsapp sopravvivenza

Eparanasi: l’enzima che aiuta a crescere il Mesotelioma

Enzima eparanasi
Enzima eparanasi

Il mesotelioma è una delle principali patologie asbesto correlate, da anni è oggetto di studi delle menti più brillanti del pianeta e finalmente alcuni recenti studi hanno dato dei risultati positivi che lasciano sperare nella scoperta di una cura.

Il mesotelio è una membrana che riveste molti organi del corpo umano, a seconda dell’organo che riveste acquisisce un nome particolare, ad esempio nel caso in cui riveste il cuore viene denominato pericardio oppure se riveste i polmoni viene chiamato pleura.

Il tumore del mesotelio, o più comunemente chiamato mesotelioma è uno dei tumori da amianto più diffusi che ogni anno provoca il decesso di circa 6mila persone che, per cause professionali e non, sono stati esposti a fibre di amianto.

Come racconta un nostro articolo scritto qualche tempo fa, le fibre di amianto attaccano il nostro organismo e a causa della loro forma e delle loro dimensioni una volta entrate attraverso il mesotelio non riescono più ad uscire e da lì si innesta un meccanismo di infiammazione che provoca poi l’insorgenza del tumore.

Ma dai risultati delle ricerche condotte dal TechnionIsrael Institute of Technology, in collaboazione con l’Istituto Langone di New York, gli esperti sono riusciti ad individuare l’enzima che probabilmente favorisce l’insorgenza della malattia.

Eparanasi: l’enzima che innesta il meccanismo infiammatorio

Le cellule tumorali infatti per rompere la membrana dei tessuti e subentrarne all’interno, si servono dell’eparanasi, un enzima che dopo aver danneggiato il mesotelio attira a se i vasi sanguigni permettendo così che il tumore si nutra e cresca autonomamente.

La scoperta dell’enzima eparanasi come elemento scatenante della crescita del tumore è sensazionale, alla luce infatti degli esperimenti effettuati su cavie da laboratorio, basterebbe diminuire la presenza di questo enzima per bloccare la crescita del mesotelioma.

Gli esperti hanno quindi iniettato nei topi alcuni agenti inibitori dell’eparanasi per controllare l’evoluzione del tumore e difatti è stato dimostrato che nei topi è aumentata la capacità di sopravvivenza e il tumore ha notevolmente rallentato la  sua crescita.

Per leggere maggiori dettagli su questa scoperta, è possibile consultare lo studio pubblicato su Journal of the National Cancer Institute.

Mentre per ricevere informazioni e assistenza medica e legale nel caso in cui abbiate contratto il mesotelioma, è possibile contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’ONA da anni infatti cerca di tutelare sia dal punto di vista legale che medico coloro che a causa della propria professione hanno contratto questa forma di tumore così meschina, definita tale perché dal momento in cui la fibra entra in contatto con l’organismo umano potrebbero passare anche 30 – 40 anni dalla manifestazione della patologia.

Una malattia letale che uccide silenziosamente ma che grazie anche al dipartimento di ricerca e cura del Mesotelioma istituito proprio dall’Ona, sembra avere i giorni contati.

Per rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto è possibile consultare la pagina dello Sportello Nazionale Amianto, oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

I migliori centri per la cura del tumore al polmone

screening polmone

Quali sono i migliori centri a cui rivolgersi per la cura e il trattamento del tumore al polmone? In questa guida proviamo a fare un po’ di chiarezza su oncologia polmonare centri di eccellenza e la migliore oncologia in Italia.

Scopriamo quali sono gli ospedali e tumore al polmone centri di eccellenza in cui indirizzarci in caso di tumore polmonare.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto fornisce alle vittime tutte le informazioni mediche di cui hanno bisogno attraverso il servizio di consulenza gratuita.

consulenza migliori centri tumore al polmone
Indice

  • Trattamento per le diverse neoplasie ai polmoni

  • Diritti delle vittime

  • Centri tumori polmone di cura

  • Tempo di letture: 7 minuti

    La cura del tumore ai polmoni: migliori centri

    Prima di parlare dei migliori centri tumore polmone a cui indirizzarsi per il trattamento e cura del cancro ai polmoni facciamo una breve sintesi delle caratteristiche di questa malattia, dei suoi sintomi e delle cause e fattori di rischio.

    Il tumore del polmone si sviluppa a partire dalle cellule che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli polmonari, oppure può essere sede di metastasi di tumori che sono sorti in altri organi.

    Cosa sono i polmoni? I polmoni sono due organi che si trovano a livello del torace e che svolgono la funzione respiratoria. Si occupano infatti, attraverso ispirazione ed espirazione, di ossigenare il sangue e di espellere anidride carbonica. Il cancro al polmone si divide in due macrocategorie a seconda del tipo di cellula tumorale: adenocarcinoma, tumore a non piccole cellule, e microcitoma, tumore a piccole cellule (a crescita più rapida ed esito spesso infausto).

    Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. In particolare, nel nostro paese, è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne. La diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale nella prognosi di questa malattia. Negli stadi avanzati, caratterizzati da metastasi, le possibilità di sopravvivenza sono molto scarse. A seconda dello stadio, del tipo e della localizzazione del tumore variano i trattamenti e le cure a disposizione.

    Sintomi del tumore al polmone

    Il tumore ai polmoni, nelle fasi inziali della malattia è spesso asintomatico. Poi compaiono i sintomi del tumore ai polmoni. Questa caratteristica rende la diagnosi precoce particolarmente difficile. Infatti di solito viene diagnosticato precocemente nel corso di indagini per altre malattie. Tra i sintomi più frequenti ci sono tosse (costante o che tende a peggiorare), emottisi, raucedine, dolore al petto e al torace che si irradia alle spalle, perdita di peso inaspettata e mancanza di appetito, tipiche delle infiammazioni croniche.

    Cause e fattori di rischio

    Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il cancro ai polmoni. Il rischio nei fumatori è 14 volte superiore a quello dei non fumatori di contrarre la neoplasia ed è addirittura 20 volte superiore nei soggetti che fumano più di 20 sigarette al giorno.

    Inquinamento atmosferico, trattamenti di radioterapia, radiazioni ionizzanti in generale e agenti cancerogeni chimici sono le altre cause che determinano l’insorgenza di questa neoplasia. L’esposizione all’amianto, anche detto asbesto, al radon e ai metalli pesanti, costituisce un importante fattore di rischio per il tumore ai polmoni. In Italia il rischio amianto è ancora alto, causato dal mancato obbligo di bonifica in seguito alla messa al bando di questo gruppo di minerali (per approfondimenti sulla strage da amianto nel nostro paese potete consultare “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia” dell’Avv. Ezio Bonanni, pioniere della lotta all’amianto).

    Quando il tumore ai polmoni viene contratto sul posto di lavoro in seguito all’esposizione ad agenti cancerogeni si parla di esposizione professionale. Le monografie dello IARC forniscono tutti gli approfondimenti sulla correlazione tra amianto e tumore al polmone, mentre il Consensus di Helsinki approfondisce il rischio in base all’esposizione e stabilisce le linee guida per la prevenzione delle patalogie asbesto correlate.

    Tumore ai polmoni da amianto

    Il tumore ai polmoni è una delle patologie causate da amianto che sono considerate di elevata insorgenza professionale. L’INAIL lo inserisce infatti nella lista I delle malattie causate dall’asbesto, in cui compaiono le patologie causate da esposizione professionale a cui si applica il criterio di presunzione legale di origine. Significa che una volta dimostrata la presenza di amianto sul posto di lavoro la malattia è automaticamente considerata di origine professionale.

    Ne consegue che deve essere indennizzata come malattia professionale e che al lavoratore vittima di esposizione spettano tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge: rendita INAIL, accesso al Fondo Vittime Amianto e ai benefici contributivi amianto.

    Nel caso in cui tali benefici non bastino a raggiungere il diritto a pensione esiste il prepensionamento amianto. A questo si aggiunge il risarcimento differenziale dei danni per l’ottenimento di un risarcimento integrale dei danni subiti. Ai familiari delle vittime decedute spettano tutte le somme maturate dal lavoratore, oltre al risarcimento dei danni iure proprio.

    Per approfondimenti >> lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 nei Quaderni del Ministero della Salute

    Assistenza legale gratuita per cura polmoni

    I lavoratori che hanno contratto un tumore al polmone causato da esposizione professionale possono richiedere l’assistenza legale gratuita dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA si occupa da anni della tutela legale degli esposti e dei loro familiari.

    In prima linea nella lotta all’amianto, difende le vittime di esposizione lavorativa a tutti i cancerogeni. Recentemente ha messo a punto l’app amianto, scaricabile gratuitamente, per segnalare la presenza di amianto nei luoghi di lavoro e di vita. In questo modo è possibile raggiungere la prova di esposizione, nonché migliorare la prevenzione primaria.

    Migliori centri per la chirurgia del tumore al polmone

    La chirurgia per il trattamento del cancro del polmone non a piccole cellule può essere eseguita tramite diverse procedure. La scelta della procedura specifica e dell’applicazione della chirurgia dipende dallo stadio del tumore e dallo stato di salute generale del paziente. Nel caso di microcitoma (tumore a piccole cellule) non è mai consigliata. Tra gli interventi possibili ci sono:

    • resezione cuneiforme: asportazione di una piccola porzione di polmone, effettuabile anche con tecnica mini-invasiva (toracoscopia).
    • Resezione segmentale o segmentectomia: asportazione di un segmento (parte di un lobo) di polmone.
    • Lobectomia: asportazione di un intero lobo di polmone. Il polmone destro ha tre lobi, mentre il sinistro ne ha due. La lobectomia associata all’asportazione dei linfonodi è il tipo più comune di chirurgia per il carcinoma polmonare.
    • Resezione con plastica bronchiale: viene effettuata per tumori endobronchiali o a cavallo fra due lobi polmonaria. È una tecnica che permette di risparmiare interi lobi polmonari garantendo la radicalità oncologica, con conseguenti grandi benefici per il paziente.
    • Pneumonectomia: asportazione di tutto il polmone.
    • Chirurgia mini-invasiva: può essere utilizzata, in casi selezionati, per eseguire gli interventi di resezione plomonare per via toracoscopica.

    Agenas monitora per conto del Ministero della Salute il volume di interventi effettuati insieme ad altri indicatori come la mortalità a 30 giorni dall’operazione. Il numero di interventi è correlato infatti alla percentuale di risultati favorevoli nel trattamento dell’adenocarcinoma.

    Migliori centri specializzati tumore polmone in Italia

    In Italia le 5 strutture con le percentuali più basse di mortalità a 30 giorni dall’intervento, dato un certo volume annuale di interventi sono:

    • Ospedale Borgo Trento di Verona (144 interventi, mortalità 0%)
    • Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti Umberto I di Ancona (116 interventi, mortalità 0%)
    • Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (236 interventi, mortalità 0,24%)
    • Policlinico Umberto I di Roma (163 interventi, mortalità 0,35%)
    • Ospedale San Raffaele – Gruppo Ospedaliero San Donato di Milano (181 interventi, mortalità 0,48%).

    Migliori centri cure sperimentali tumore polmone

    Secondo la classifica World’s Best Specialized Hospitals 2021 di Newsweek l’IRCCS Ospedale San Raffaele è tra i migliori ospedali al mondo nell’ambito dell’oncologia.

    Ha indicato il miglior centro oncologico al mondo la classifica di Newsweek, prestigiosa rivista statunitense, in collaborazione con Statista. È realizzata sulla base di interviste online ad oltre 40.000 professionisti in ambito sanitario (medici, dirigenti e specialisti) provenienti da oltre 20 Paesi in tutto il mondo. Poi è sottoposta per validazione a un autorevole board internazionale di esperti del settore per stabilire i migliori oncologi polmonari.

    Come miglior ospedale oncologico Italia, l’IRCCS è impegnato in particolare in studi clinici di fase I, per cui ha ottenuto l’accreditamento. Si tratta di studi in cui si testano nuove molecole e nuovi farmaci per la prima volta nell’uomo. Solo attraverso l’innovazione è possibile essere il miglior oncologo polmonare e il miglior centro oncologico italiano.

    Oltre al miglioramento delle tecniche chirurgiche e radioterapiche, è fondamentale lo sviluppo di nuovi protocolli di chemioterapia e immunoterapia. Il bevacizumab, in associazione a chemioterapia contenente platino, è un anticorpo monoclonale diretto contro il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) che sta dando ottimi risultati nel trattamento e cura del tumore al polmone.

    Migliori centri per la termoablazione al polmone

    La termoablazione polmone viene utilizzata con successo nel trattamento mini-invasivo dei tumori primitivi del polmone e nelle metastasi polmonari, laddove non è possibile intervenire chirurgicamente o con la radioterapia. È un trattamento utilizzato dagli oncologi migliori in Italia.

    La termoablazione tumore polmone con radiofrequenza, con microonde o con laser vengono usate per trattare i tumori polmonari di piccole dimensioni. Perciò è sconsigliata la termoablazione metastasi polmonari.

    Sul sito di AiMAC trovate l’elenco di termoablazione polmonare centri in Italia, ossia il calore localizzato per distruggere le masse tumorali.

    Servizio di assistenza medica e legale per le vittime

    L’ONA e l’Avvocato Bonanni forniscono assistenza medica per avere informazioni sui centri oncologici specializzati e l’oncologia migliore in Italia. Inoltre garantiscono la tutela legale alle vittime. Per avere maggiori informazioni e ottenere la consulenza gratuita è possibile chiamare il numero verde o compilare il form.

    Numero migliori centri tumore al polmone
    Whatsapp migliori centri tumore al polmone

    Sintomi del cancro ai polmoni

    Tumore ai polmoni
    Tumore ai polmoni

    I sintomi tumore ai polmoni sono vari. Il tumore maligno colpisce i polmoni, due organi che assolvono alla funzione respiratoria. Attraverso ispirazione e espirazione permettono infatti di ossigenare il sangue e di depurarlo dall’anidride carbonica.

    Il tumore del polmone si può sviluppare a partire dalle cellule che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli polmonari, oppure può essere sede di metastasi di tumori sviluppatisi in altri organi. Non esiste un solo tipo di tumore polmonare, ma esso può comparire in diverse forme (adenocarcinoma e microcitoma).

    consulenza

    A seconda del tipo di tumore, della localizzazione e dello stadio i sintomi possono essere diversi. In questa guida approfondiamo tutti i sintomi correlati al cancro ai polmoni e facciamo un quadro chiaro della sintomatologia tumore al polmone.

    Indice

  • Principali sintomi carcinoma polmonare

  • Quali sono le cause?

  • Assistenza per le vittime


  • Tempo di lettura: 6 minuti

    Quali sono i sintomi del tumore ai polmoni?

    Nelle fasi iniziali il tumore ai polmoni è spesso asintomatico. Per questo motivo la diagnosi precoce avviene di solito in concomitanza con indagini effettuate per altri motivi. Per tumore al polmone sintomi iniziali non sono evidenti.

    Tra i sintomi più comuni del tumore del polmone c’è la tosse continua, che non passa o addirittura peggiora nel tempo. Nei soggetti fumatori, particolarmente a rischio per questo tipo di tumore, questo tipo di tosse può essere facilmente sottovalutata. Invece è uno di tumore polmonare sintomi iniziali.

    Nelle fasi iniziali, quando i sintomi del cancro ai polmoni sono presenti, la neoplasia può dare luogo a raucedine e respiro corto. In alcuni casi può subentrare la presenza di sangue nel catarro e dolore al petto, che aumenta nel caso di un colpo di tosse o un respiro profondo. Perdita di peso e di appetito e stanchezza sono associati a qualisiasi tipo di tumore e ad uno stato di infiammazione cronica. Al tumore al polmone si associano in particolare polmoniti, bronchiti ed altre infiammazioni dell’apparato respiratorio che si presentano con frequenza, e tendono a ritornare dopo i trattamenti.

    Sintomi iniziali del tumore ai polmoni

    Quali sono i sintomi del tumore al polmone? Qui di seguito riportiamo l’elenco dei sintomi tumore polmoni, da riferire al proprio medico curante, quali campanelli di allarme per una diagnosi precoce.

    • Tosse persistente: stizzosa o catarrale che, nonostante l’opportuna terapia antibiotica ed eventuale steroide, non regredisce dopo almeno tre settimane.
    • Cambiamenti nella tosse cronica nei forti fumatori: più frequente, più profonda o con un suono più rauco.
    • Escreato ematico: una piccola perdita di sangue legata alla tosse (emottisi), talvolta saltuaria, ma persistente nel tempo.
    • Dispnea (difficoltà respiratorie): specialmente se non vi sono altre patologie più o meno note che potrebbero giustificare questo sintomo tumore ai polmoni, come patologie cardiovascolari.
    • Dolore toracico: spesso costante, ma anche intermittente e associato alla tosse.
    • Mancanza di appetito, perdita involontaria di peso, affaticamento non giustificato.

    Sintomi del tumore ai polmoni: sindrome Pancoast

    La sindrome di Pancoast è una condizione legata all’irritazione del plesso brachiale. Il tumore Pancoast è a volte provocato dalla presenza di una lesione espansiva tumorale all’estremità superiore del polmone destro o sinistro. Per tumore di Pancoast sintomi specifici:

    • miosi (restringimento delle pupille);
    • ptosi (abbassamento della palpebra);
    • enoftalmo (bulbo oculare incavato);
    • ipoidrosi (assenza di sudorazione);
    • dolore e debolezza nei muscoli del braccio e della mano per infiltrazione del plesso brachiale;
    • voce rauca e tosse;
    • cianosi e gonfiore del viso e possibile dilatazione delle vene del collo.

    Identificare i sintomi è il primo passo per giungere alla sindrome di Pancoast diagnosi e migliorare le possibilità per tumore di Pancoast sopravvivenza.

    Sintomi in stadi avanzati della malattia

    Quando il tumore al polmone si diffonde per contiguità alle strutture vicine (alla pleura che riveste i polmoni, alla parete toracica e al diaframma), per via linfatica ai linfonodi o attraverso il flusso sanguigno si generano metastasi in altri organi e sedi. In questa fase si presentano per tumore del polmone sintomi finali.

    A seconda della zona soggetta a metastasi possono subentrare sintomi specifici, connessi all’organo colpito. Purtroppo questi sintomi metastasi polmonari che vengono nella maggior parte dei casi riportati, permettendo la diagnosi. Una diagnosi tardiva purtroppo limita di molto le possibilità di sopravvivenza del paziente.

    In presenza di metastasi del tumore del polmone e sintomi si può ricorrere a cure palliative, come la radioterapia palliativa o chemioterapia palliativa, per abbattere i sintomi.

    Anche il Dott. Montilla, oncologo impegnato nella cura delle vittime dell’uranio impoverito e di altre sostanze tossiche, ha confermato come la valutazione del trattamento terapeutico adatto dipenda da paziente a paziente. In particolare l’intervento chirurgico è sconsigliato nei casi di tumore polmonare in stadio avanzato, con presenza di metastasi. Tuttavia ogni scelta può variare da caso a caso.

    sintomi tumore polmonare

    Tumore al polmone: cause e fattori di rischio

    Quali sono le cause e i fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza del cancro ai polmoni?

    Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il cancro ai polmoni. Maggiore è il tempo in cui è insistita l’abitudine al fumo e maggiori sono le possibilità di sviluppare un cancro ai polmoni. Il rischio dei fumatori di ammalarsi di questo tipo di tumore è 14 volte superiore a quello dei non fumatori. Arriva a 20 volte nei soggetti che fumano più di 20 sigarette al giorno.

    Se il fumo di sigaretta è responsabile di circa 8 tumori al polmone su 10, i restanti casi sono da attribuirsi a inquinamento atmosferico, trattamenti di radioterapia e agenti cancerogeni chimici. Tra questi ci sono l’esposizione all’amianto, anche detto asbesto, al radon, metalli pesanti, le radiazioni ionizzanti e il benzene. Quando il tumore ai polmoni viene contratto sul posto di lavoro in seguito all’esposizione a questi agenti si parla di esposizione professionale.

    Le monografie dello IARC forniscono tutti gli approfondimenti sulla correlazione tra amianto e tumore al polmone, mentre il Consensus di Helsinki approfondisce il rischio in base all’esposizione e stabilisce le linee guida per la prevenzione delle patologie asbesto correlate.

    Tumore al polmone da esposizione professionale

    In caso di tumore al polmone causato da esposizione di natura professionale ad agenti cancerogeni quali radon, metalli pesanti ed amianto, le vittime hanno diritto all’indennizzo da parte dell’INAIL e ad una serie di benefici previsti dalla legge. In caso di esposizione all’amianto, oltre alla rendita INAIL, le vittime hanno diritto all’accesso al Fondo Vittime Amianto e ai benefici contributivi amianto.

    Nel caso in cui tali benefici non bastino a raggiungere il diritto a pensione esiste il prepensionamento amianto. Il tumore al polmone è considerato dall’INAIL una malattia con elevata probabilità di origine professionale. In questo caso si applica il criterio di presunzione legale di origine. Ciò significa che l’onere della prova non è a carico del lavoratore e una volta dimostrata la presenza di amianto sul posto di lavoro, l’origine professionale della malattia è dimostrata.

    Per approfondimenti >> lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 nei Quaderni del Ministero della Salute e il Libro bianco delle morti di amianto in Italia dell’Avv. Ezio Bonanni.

    Qui trovate tutti gli approfondimenti e le news sull’amianto.

    Assistenza legale alle vittime dell’amianto

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza legale gratuita alle vittime di tumore ai polmoni causato da esposizione professionale ad amianto o ad altri cancerogeni. L’assistenza legale gratuita permette di ottenere tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge, compresi i danni non patrimoniali.

    L’ONA e il suo Presidente Avv. Ezio Bonanni sono pionieri nella tutela delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni e in prima linea nella lotta all’amianto.

    Assistenza legale ai familiari delle vittime

    Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. In particolare, in Italia è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne, con quasi 34.000 morti all’anno. Un uomo su 11 e una donna su 45 rischiano di morire a causa della malattia.

    È importante rivolgersi ai migliori centri specializzati per ricevere le cure più innovative ed efficaci.

    Inoltre, in questo contesto gioca purtroppo un ruolo fondamentale la tutela legale dei familiari delle vittime decedute.

    Gli eredi legittimi della vittima deceduta a causa dell’esposizione professionale hanno infatti diritto ai risarcimenti e a tutte le somme maturate dal lavoratore. Hanno inoltre diritto al risarcimento dei danni iure proprio, morali, esistenziali e patrimoniali.

    L’ONA ha creato uno speciale sportello per la tutela legale dei familiari delle vittime. Qui trovate l’app amianto, scaricabile gratuitamente, per segnalare la presenza di amianto nei luoghi di lavoro e di vita, al fine di rendere più agevole la prova di esposizione e migliorare la prevenzione primaria.

    Numero sintomi tumore ai polmoni
    Whatsapp sintomi tumore ai polmoni

    Giornata Mondiale Vittime Amianto 2021

    Giornata Mondiale Vittime Amianto
    palco del coni, ona contro amianto

    Giornata Mondiale vittime dell’amianto 2021: continua questa strage. Nel mio appello al premier Mario Draghi tutto il dramma dell’amianto, che si somma a quello del Covid-19. Necessario inserire il problema amianto nel Recovery Plan

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: l’appello a Draghi

    Come presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del Dovere, ho insistito affinchè il premier Mario Draghi affronti e risolva il problema amianto. E’ necessario che il nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza, contempli anche questo argomento. Questo terribile killer continua a mietere vittime. Infatti sono almento 7mila le vittime dell’asbesto in Italia, nel corso del 2020, e 150mila nel mondo.

    Piano nazionale di ripresa e resilienza: le richieste dell’ONA

    In questa Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto, intendiamo insistere affinchè non ci si limiti a frasi di circostanza. L’amianto è infatti un potente cancerogeno, che provoca una serie di malattie mortali. Oltre al terribile mesotelioma, le fibre causano altri tumori dell’apparato respiratorio e gastro-intestinale. Lo ha ribadito lo IARC (International Agency for Research on Cancer) nell’ultima monografia sull’asbesto.

    Quindi la prevenzione primaria, il che vuol dire bonifiche. Con questo termine si indica prima di tutto il confinamento e poi l’incapsulamento, ma anche lo smaltimento. Questo è il vero sistema che può permettere di affrontare e risolvere il problema amianto e bloccare l’epidemia di malattie asbesto correlate.

    Nel nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza si sorvola completamente sulla problematica amianto. Per tale motivo ho formulato l’appello al premier Draghi perchè intervenga.

    Purtroppo i precedenti governi sono rimasti inerti sul tema amianto. Anche i partiti che lo avevano inserito nel loro programma di governo, poi non lo hanno affrontato.

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: affrontiamo il problema

    Si deve deplorare il fatto che il problema dell’amianto è stato soltanto inserito nei programmi elettorali. Nel programma di governo giallo/verde era stata programmata la bonifica delle scuole e degli acquedotti. Inutile dire che questo buon proposito è rimasto nel libro dei sogni.

    Nel programma di governo del Prof. Conte non c’è stato spazio per le vittime della fibra killer. Nel primo, come nel secondo governo, vi è stata assenza di attenzione per le vittime dell’amianto.

    Per questi motivi, nella Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto ritengo doveroso rinnovare l’appello a tutte le forze politiche. La posizione dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere non è populistica e demagogica.

    Intendiamo dialogare con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. E’ necessario che finisca questo ballo macabro sui cadaveri delle vittime dell’amianto, che si agita in chiave elettorale.

    Ora la politica, e specialmente il nuovo governo, che si avvale della personalità del Prof. Draghi, ha gli strumenti di competenza, ma anche finanziari per affrontare e risolvere il problema. Non c’è più tempo.

    Amianto (asbesto): ancora 7mila morti nel 2020

    Nel 2020, l’amianto ha stroncato la vita di 7mila persone. Migliaia di esseri umani stroncati dalla fibra killer. Silenzio di tomba dalle istituzioni. Questo rito satanico delle fibre che uccidono. Esseri umani come agneli sacrificali di una religione satanica deve aver fine.

    Anche il Covid-19 ha inciso, e continua ad incidere, e anche qui il silenzio delle istituzioni.

    Che i politici la smettano di promettere solo in chiave elettorale e comincino, se occupano posti nelle istituzioni, ad agire in modo concreto.

    Non bastano i like su Facebook e le dichiarazioni che spesso sono farneticanti. Quindi occorre lucidità, coerenza, competenza e onestà.

    Per questo abbiamo fiducia in Mario Draghi!

    I numeri della strage nella Giornata Mondiale Vittime Amianto

    La Giornata Mondiale Vittime Amianto 2021 non può essere soltanto un momento di circostanza. La strage ci impone di essere anche crudi, e di non poter accettare la demagogia della politica!

    Per questi motivi, ritengo necessaria la mobilitazione. E’ necessario scendere in piazza, protestare, sempre in modo non violento, e senza demagogia. Occorre che ci siano fatti concreti e non chiacchiere.

    In occasione delle tornate elettorali, ci faremo sentire, e non permetteremo che nei programmi si nasconda l’inerzia del passato. Chi ha avuto ruoli di governo non potrà chiedere il consenso agli elettori, quando per anni ha governato senza muovere un dito!

    Ribadiamo che nel corso del 2020 il numero dei decessi per malattie asbesto correlate è stato molto più elevato. Per questi motivi non c’è più tempo. Il tempo è scaduto.

    Quando l’epidemia Covid-19 sarà sotto controllo si dovrà scendere di nuovo in piazza. Occorre stanare i politici dai loro palazzi dorati e soprattutto i demagoghi e gli amanti dei like su Facebook.

    L’amianto non si risolve con i post su Facebook!

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: l’APP per la mappatura

    Per poter comprendere la natura del rischio, è sufficiente consultare Il libro bianco delle vittime dell’amianto in Italia, di cui presto pubblicheremo la seconda edizione.

    Proprio sulla base di queste risultanze, riteniamo necessario proseguire nella mappatura. L’APP ONA è infatti uno degli strumenti fondamentali per la mappatura che è il primo passo.

    Infatti, vi erano dei comparti rimasti sconosciuti al rischio. Si pensi all’amianto nelle scuole. Questo lo abbiamo ribadito il 13 ottobre del 2020 (Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime).

    In più avevamo insistito con il ministro della Salute, on.le Speranza, perchè ci fosse un protocollo Covid-19 per le vittime amianto. Questo appello è rimasto lettera morta, e questo è ancora più grave.

    Insistiamo con il premier Draghi che può affrontare e risolvere almeno il problema del protocollo Covid-19 per le vittime amianto.