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Rifiuti e amianto nelle Marche: controlli e irregolarità

Amianto, immagine esclusivamente descrittiva, Perugia
Amianto, immagine esclusivamente descrittiva

A un anno dall’avvio della collaborazione tra Guardia di Finanza e ARPAM – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Marche emerge un quadro preoccupante sul fronte della tutela ambientale nella Regione. I controlli effettuati sul territorio regionale hanno infatti portato alla scoperta di numerose violazioni legate a rifiuti speciali, amianto e abusi edilizi.

Controlli ambientali nelle Marche: il bilancio del protocollo

Dal maggio 2025 sono stati eseguiti otto controlli mirati in diverse aree della regione. Tutte le attività ispettive si sono concluse con esiti irregolari. Le operazioni sono state coordinate dal Reparto Operativo Aeronavale di Ancona insieme ai Comandi Provinciali della Guardia di Finanza, ai tecnici Arpam e ad altri enti coinvolti nella vigilanza ambientale.

Alle verifiche hanno partecipato anche le Aziende Sanitarie Territoriali, il Genio Civile, l’Agenzia del Demanio e gli Ispettorati del Lavoro. La collaborazione tra le istituzioni ha permesso di effettuare controlli approfonditi su cantieri, aree vincolate e siti destinati allo smaltimento dei rifiuti.

Nove persone denunciate per reati ambientali

L’attività investigativa ha portato quindi alla denuncia di nove persone tra imprenditori, titolari di aziende individuali e rappresentanti di società. Le accuse riguardano diversi reati ambientali collegati alla gestione illecita dei rifiuti e a violazioni urbanistiche.

Durante gli accertamenti sono stati individuati 14 abusi edilizi per una superficie complessiva superiore a 3.100 metri quadrati. Gli interventi irregolari sarebbero stati realizzati anche in aree sottoposte a vincoli paesaggistici e in zone considerate a rischio idrogeologico.

Sequestrate migliaia di tonnellate di rifiuti speciali tra cui amianto

Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione riguarda il sequestro di grandi quantitativi di rifiuti speciali. Le autorità hanno bloccato oltre 2.900 tonnellate di materiali non pericolosi, tra cui scarti di demolizione, residui industriali e pneumatici smaltiti senza autorizzazione.

A questi si aggiungono più di 2.600 tonnellate di rifiuti pericolosi. Tra i materiali sequestrati figurano amianto, eternit, veicoli fuori uso non bonificati e bombole contenenti gas e ossigeno.

Complessivamente sono stati posti sotto sequestro oltre 25mila metri quadrati di aree distribuite in diverse zone delle Marche.

Irregolarità anche su scarichi e gestione amministrativa

Le verifiche hanno fatto emergere ulteriori violazioni collegate alla normativa ambientale e amministrativa. Gli ispettori hanno riscontrato anomalie nella gestione degli scarichi di acque reflue, errori nella compilazione dei registri dei rifiuti e casi di smaltimento non autorizzato.

Sono state inoltre contestate irregolarità relative ai canoni demaniali, alla movimentazione degli animali e alla normativa sul lavoro.

Collaborazione tra enti per la tutela ambientale

Secondo quanto emerso dal bilancio delle attività, il protocollo tra Guardia di Finanza e Arpam ha rafforzato il controllo sul territorio marchigiano e la prevenzione dei reati ambientali.

L’obiettivo della collaborazione resta quello di tutelare la salute pubblica, difendere l’ambiente e garantire condizioni di concorrenza corrette per le aziende che operano nel rispetto delle regole.

Fonte: La Nuova Rivera, Arpam

 

Mesotelioma e amianto: la raccolta prove per ottenere giustizia (VIDEO)

ONA Amianto, Piredda, Abbate, Bonanni
ONA Amianto, Piredda, Abbate, Bonanni

L’acquisizione delle prove e dei documenti rappresenta uno dei passaggi più delicati nei procedimenti legati al riconoscimento delle malattie amianto correlate. È questo il tema centrale dell’intervista all’avvocato Ezio Bonanni e a Francesca Piredda, che hanno approfondito le difficoltà affrontate da militari, forze dell’ordine e lavoratori esposti all’amianto.

Amianto e mesotelioma: il peso delle prove documentali

Secondo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nonostante le normative italiane prevedano il riconoscimento dello status di vittima del dovere per chi ha contratto patologie asbesto correlate durante il servizio, continuano a emergere forti resistenze.

Per questo motivo diventa fondamentale costruire un quadro probatorio completo già prima della domanda amministrativa.

La raccolta di documenti, testimonianze e certificazioni mediche è infatti essenziale sia nella fase iniziale sia in caso di successivo ricorso giudiziario.

Vittime del dovere e malattie asbesto correlate

Le vittime dell’amianto spesso devono affrontare percorsi complessi per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Il problema riguarda soprattutto chi ha sviluppato mesotelioma, asbestosi o altre patologie correlate all’esposizione professionale ad agenti cancerogeni.

L’intervista evidenzia come il riconoscimento dello status di vittima del dovere non sia automatico.

È necessario infatti dimostrare in modo dettagliato:

  •  l’esposizione professionale all’amianto;
  •  il contesto lavorativo a rischio;
  • il nesso causale tra servizio svolto e malattia;
  •  la presenza di eventuali altri colleghi colpiti dalle stesse patologie.

Testimonianze di colleghi e commilitoni: un elemento chiave

Francesca Piredda sottolinea l’importanza dell’audizione di colleghi che abbiano lavorato negli stessi ambienti contaminati. Le testimonianze diventano decisive soprattutto nei casi legati a strutture dove era presente amianto.

Ricostruire la storia lavorativa della persona malata permette di consolidare il quadro probatorio e rafforzare la tutela giurisdizionale.

Le dichiarazioni di colleghi che hanno contratto a loro volta malattie asbesto correlate possono rappresentare una prova significativa per dimostrare l’esposizione continuativa alle fibre di amianto.

Diagnosi di mesotelioma: agire subito è fondamentale

Uno degli aspetti più importanti emersi durante l’intervista riguarda la tempestività. Dal momento della diagnosi di mesotelioma o di altra patologia correlata all’amianto, è necessario avviare immediatamente la raccolta delle prove.

Tra gli elementi utili rientrano ad esempio cartelle cliniche, documentazioni di servizio,
e attestazioni lavorative. Come testimonianze scritte, fotografie, relazioni tecniche e documenti relativi ai luoghi di lavoro contaminati.

Una documentazione completa può fare la differenza nell’esito del procedimento amministrativo e giudiziario.

Tutela legale per le vittime dell’amianto

L’intervista mette in evidenza quanto sia importante il supporto legale specializzato nei casi di esposizione ad amianto. La complessità delle procedure richiede competenze specifiche nella raccolta delle prove e nella gestione dei ricorsi.

L’obiettivo è garantire alle vittime del dovere e ai lavoratori esposti una tutela efficace, affinché possano ottenere il riconoscimento dei propri diritti e il giusto risarcimento per i danni subiti.

Vedi l’intervista effettuata dal giornalista Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni e a Francesca Piredda

ONA con il gruppo Sole 24 ad Ambiente Lavoro 2026

amianto, ONA e Il Sole24ore
amianto, ONA e Il Sole24ore

Il Gruppo Il Sole 24 Ore e ONA – Osservatorio Nazionale sull’Amianto presieduto dall‘Avv. Ezio Bonanni, aprono il confronto con il talk “Nuovi modelli organizzativi di impresa per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, tra prevenzione e precauzione”. In programma il 27 maggio 2026, dalle ore 14.30 alle 16.30, a Bologna nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026 presso Bologna Fiere.

L’appuntamento sarà ospitato presso il Padiglione 22, Stand A54-A56.

Il contesto

L’incontro si svolge nell’ambito di tre giornate di approfondimento del Gruppo 24 ore dedicate all’evoluzione della sicurezza sul lavoro. Tra innovazione tecnologica, aggiornamenti normativi e responsabilità organizzative. Un percorso di confronto tra istituzioni, professionisti e imprese per interpretare i cambiamenti in atto e tradurli in soluzioni operative. Nel rispetto dei principi costituzionali di tutela della salute, sicurezza e dignità della persona.

L’evento

Una riflessione che unisce diritto, etica e cultura d’impresa. Nel segno dei valori della Costituzione e della dignità della persona umana. L’amianto, o asbesto, la fibra killer che ha provocato milioni di morti (almeno 200.000 ogni anno, secondo le ultime stime dell’OMS) e che incide, ogni anno, solo in Italia, con 10.000 nuovi casi, di cui 7.000 mortali, è la metafora della necessità dell’impegno contro ogni forma di agenti dannosi e pericolosi, contro ogni forma di violenza e di sopraffazione, nel segno dei valori della dignità della persona umana.

Ecco perché, con la presenza dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, si pone il quesito fondamentale, culturale ed anche giuridico del rispetto dell’ambiente (artt. 9 e 41 Cost.), e la salute (art. 32 Cost.), nello stesso modello organizzativo di impresa, che fonda una nuova lettura anche del complesso normativo del D.Lgs. 81/2008. In chiave di prevenzione e protezione, con il criterio di precauzione, e quindi della rimozione dei rischi alla radice, in modo tale che l’impresa organizzi la produzione in modo tale da utilizzare macchinari e materiali privi di capacità lesiva così da evitare malattie professionali ed infortuni, e danni alla salute anche per effetto di prodotti dannosi.

Ne discutono:
Maurizio Ascione, Magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano
Giampiero Cardillo, Architetto, Generale in congedo dell’Arma dei Carabinieri
Sergio Clarelli, Ingegnere, Presidente ASSOAMIANTO

Modera: Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto

 

World Fair Play Day 2026, videointerviste a margine

World Fair Play Day 2026 - Senato
World Fair Play Day 2026 - Senato

Nella prestigiosa Sala Koch di Palazzo Madama al Senato si è svolta la seconda edizione del “World Fair Play Day”. La giornata mondiale dedicata ai valori del rispetto, della correttezza e della pace promossa dalle Nazioni Unite. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, sportivi e rappresentanti della società civile. Il tutto per riflettere sul ruolo del fair play nella costruzione di una società più inclusiva.

L’iniziativa è stata promossa su iniziativa della senatrice Francesca Tubetti. Ed organizzata dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play presieduto da Ruggero Alcanterini e dall’Avv. Ezio Bonanni. Ha posto al centro del dibattito temi di grande attualità: il dialogo tra i popoli, il rispetto delle regole, l’educazione dei giovani e il valore dello sport come strumento di crescita sociale.

Con il motto “L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play”, l’edizione 2026 della manifestazione ha visto la partecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Dell’onorevole Federico Mollicone, della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, di Alberto Improda, di Gherardo Casini, di Juri Morico, di Rossana Ciuffetti, di Silvia Marrara, di Nicola Graziano, di Mario Virgili, di Fabrizio Fasani e del generale Federico Sepe.

Nel corso della giornata è stato inoltre condiviso un messaggio del Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, letto dal presidente Alcanterini.

La manifestazione ha affrontato numerosi argomenti di grande attualità. Dalle origini del Fair Play al valore della memoria, dal corretto utilizzo dell’informazione alla valorizzazione del talento femminile. Passando per la tutela della salute e il ruolo dello sport come strumento di formazione, inclusione e crescita sociale.

Tra i momenti più significativi dell’evento, la consegna delle onorificenze di “Cavalieri Fair Play”. Premi a personalità che si sono distinte per il loro impegno professionale e umano nella diffusione dei valori etici e della responsabilità sociale. Ossia a Beppe Dossena, Mariacristina Gribaudi e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Nel corso della cerimonia è stato assegnato anche il Premio nazionale al merito etico a

Don Francesco Preite, presidente nazionale Salesiani per il Sociale e a Pasquale Vessa, leader del settore energia pulita.

A margine dell’iniziativa, videointerviste dal canale di ONA News.

Fair Play e pace: il messaggio dal Senato

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play Ruggero Alcanterini. Il quale ha ricordato come il “World Fair Play Day” nasca dalla risoluzione approvata dall’Assemblea Generale ONU il primo luglio 2024.

Nel suo intervento Alcanterini ha sottolineato quanto, nel contesto internazionale attuale, sia importante recuperare il significato della “tregua olimpica”, indicando il fair play come cultura del rispetto e del dialogo.

“Il principio fondamentale è il rispetto”, è stato ribadito dalla Sen. Francesca Tubetti, Senatrice della Repubblica Italiana rispetto delle regole, delle persone, degli avversari nello sport, ma anche dell’ambiente e della comunità. Un concetto che supera il semplice ambito sportivo per diventare un vero modello sociale.

Andrea Abodi: “Coinvolgere i giovani nel Fair Play”

Il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha lanciato l’idea di organizzare future edizioni dell’evento con una partecipazione ancora più ampia di bambini e ragazzi.

Secondo il ministro, il fair play deve essere trasmesso soprattutto alle nuove generazioni, affinché diventi parte integrante della vita quotidiana. “Coinvolgere i più piccoli significa educare al rispetto, alla gentilezza e alla condivisione, ma anche aiutare gli adulti a recuperare valori spesso dimenticati.” – Ha affermato Abodi.

Abodi ha inoltre evidenziato il ruolo dello sport come strumento educativo capace di creare comunità e favorire il dialogo.

Il Fair Play oltre lo sport

Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina del Comune di Roma e Rossana Ciuffetti (Sport e Salute) hanno ribadito la necessità di applicare  i principi del Fair Play nella vita pubblica, nelle scuole, nelle istituzioni e nei rapporti internazionali.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e vicepresidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, ha richiamato l’attenzione sui rischi legati ai conflitti internazionali, spiegando come pace e correttezza debbano diventare principi guida della società contemporanea.

Secondo Bonanni, il rispetto reciproco e la responsabilità collettiva rappresentano elementi fondamentali per costruire una convivenza più equilibrata e sicura.

Il generale Federico Sepe, presidente UNUCI ha ricordato il patto d’intesa reciproco firmato con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play.

Sport, scuola e inclusione sociale

Uno dei temi centrali della giornata è stato il rapporto tra sport ed educazione. Inserire il fair play nelle attività scolastiche, nei giochi della gioventù e nella quotidianità delle istituzioni è stato indicato come un passaggio fondamentale per formare cittadini più consapevoli.

Nel corso dell’evento è stato ribadito anche il valore dello sport come linguaggio universale. Fare squadra, condividere lo spogliatoio e rispettare gli altri sono esperienze che aiutano a costruire relazioni sane dentro e fuori dal campo.

“Sii gentile e guarda la vita con felicità”

Alla domanda fatta a Ruggero Alcanterini su come spiegare il fair play a un bambino, la risposta è stata chiara: “Pensa bene del tuo amico, cerca di volergli bene, sii gentile e guarda la vita con felicità”.

Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito della giornata: trasformare il rispetto e la correttezza in valori concreti da vivere ogni giorno.

Bando amianto Campania 2026: contributi bonifica edifici pubblici

Amianto e rifiuti abbandonati in UN (Foto free esclusivamente decorativa di Michael Bußmann da Pixabay)
Amianto e rifiuti abbandonati in UN (Foto free esclusivamente decorativa di Michael Bußmann da Pixabay)

La Regione Campania ha approvato un nuovo bando destinato alla bonifica dell’amianto negli edifici pubblici. Il provvedimento, approvato con il Decreto Dirigenziale n. 50/2026, rientra nelle iniziative regionali dedicate alla tutela dell’ambiente e alla riduzione dei rischi sanitari collegati alla presenza di materiali contenenti asbesto.

Per sostenere gli interventi è stato previsto uno stanziamento totale di 3 milioni di euro distribuito tra le annualità 2027 e 2028. Le risorse saranno suddivise in parti uguali, con 1,5 milioni di euro disponibili per ciascun anno.

A chi è rivolto il bando amianto Campania

Il bando è destinato agli enti pubblici indicati dall’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo 165/2001. Possono quindi partecipare comuni, province, enti locali e amministrazioni pubbliche proprietarie oppure responsabili di immobili nei quali sia stata verificata la presenza di amianto.

L’obiettivo dell’iniziativa è accelerare le operazioni di messa in sicurezza degli edifici pubblici e limitare l’esposizione a materiali pericolosi per la salute.

Interventi finanziati dalla Regione Campania

Il contributo regionale sarà concesso esclusivamente sotto forma di rimborso delle spese sostenute. Non sono previste anticipazioni economiche né pagamenti tramite stati di avanzamento lavori.

Tra gli interventi ammessi al finanziamento rientrano la predisposizione del Piano di Lavoro previsto dal D.Lgs. 81/2008, le attività di rimozione e smaltimento dei materiali contenenti amianto e le operazioni necessarie per l’allestimento del cantiere.

Sono comprese anche le spese relative a ponteggi, dispositivi di sicurezza e misure di protezione indispensabili durante le operazioni di bonifica. Tutti i lavori dovranno essere eseguiti da imprese autorizzate secondo la normativa vigente.

Spese escluse dal contributo

Il bando chiarisce che alcune tipologie di costi non potranno essere rimborsate. Restano escluse le spese tecniche di progettazione, la direzione lavori, il coordinamento della sicurezza e gli interventi di collaudo.

Non saranno inoltre finanziati i lavori di ripristino delle strutture rimosse, l’acquisto di materiali sostitutivi e gli interventi già sostenuti prima della pubblicazione dell’avviso pubblico.

La Regione Campania esclude anche tutte le opere che abbiano già beneficiato di altri finanziamenti regionali, nazionali o comunitari.

Come presentare la domanda

Le richieste di contributo dovranno essere trasmesse tramite PEC, raccomandata A/R oppure consegna a mano presso il settore competente. Alla domanda sarà necessario allegare la documentazione tecnica e amministrativa prevista dal bando.

Tra i documenti richiesti figurano la relazione illustrativa dell’intervento, il quadro economico, i preventivi di spesa, le schede asseverate e le dichiarazioni relative alla conformità normativa e all’assenza di ulteriori contributi pubblici.

Scadenze per accedere ai fondi

Il bando prevede due diverse finestre temporali per la presentazione delle domande. La prima scadenza è fissata al 31 luglio 2026 e riguarda i fondi relativi all’annualità 2027.

Per accedere alle risorse stanziate per il 2028, invece, le istanze dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2027.

La valutazione delle domande sarà affidata a una commissione del Settore “Ciclo Integrato dei Rifiuti e Bonifiche”, che procederà secondo i criteri indicati nell’Allegato A del bando. Le graduatorie finali saranno pubblicate entro 60 giorni dalla chiusura dei termini di presentazione delle richieste.

Perché la bonifica dell’amianto è fondamentale

La presenza di amianto negli edifici rappresenta ancora oggi un problema importante per la salute pubblica. Con il deterioramento dei materiali, infatti, possono essere rilasciate fibre pericolose nell’aria, con possibili conseguenze per cittadini e lavoratori.

Attraverso questo nuovo bando, la Regione Campania punta a incentivare gli enti pubblici a intervenire rapidamente per eliminare i materiali contaminanti e migliorare la sicurezza degli immobili pubblici presenti sul territorio.