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Grammichele (CT), scoperta discarica illegale in un fondo agricolo

amianto
amianto, immagine esclusivamente descrittiva presa da Wikipedia commons

A Grammichele, in provincia di Catania, nei giorni scorsi è stata individuata un’area utilizzata come discarica abusiva all’interno di un terreno agricolo in contrada Mendolara, con rinvenimento di rifiuti speciali tra cui amianto. L’operazione rientra nei controlli straordinari disposti per contrastare i reati ambientali nel territorio calatino.

Controlli dei Carabinieri in contrada Mendolara

L’attività ispettiva è stata condotta dai militari della Stazione locale con il supporto del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Catania. Durante le verifiche, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su un appezzamento agricolo.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, in una porzione recintata di circa 40 metri quadrati sarebbe stata individuata la presenza di una cabina di autocarro senza targa, un camion intestato a una donna e tre radiatori dismessi.

Denunciata una 38enne per reati ambientali

Al termine delle verifiche, una donna di 38 anni è stata denunciata a piede libero. L’accusa è quella gestione illecita di rifiuti. I Carabinieri hanno inoltre disposto il sequestro dell’area interessata dai materiali abbandonati. Il tutto per impedire ulteriori conferimenti non autorizzati.

L’operazione si inserisce nelle attività di monitoraggio ambientale che negli ultimi mesi stanno interessando diverse zone rurali della provincia etnea, con particolare attenzione ai terreni agricoli utilizzati come depositi abusivi.

Rinvenuti materiali edili e lastre di amianto

Nel corso dell’ispezione, i militari hanno scoperto anche altre tre aree prive di recinzione nelle quali erano presenti rifiuti di varia natura. Tra i materiali trovati figurano componenti di veicoli, scarti provenienti da lavori edili e alcune lastre contenenti amianto.

La presenza del materiale potenzialmente nocivo ha reso necessario l’avvio di ulteriori approfondimenti investigativi, finalizzati ad accertare eventuali altre responsabilità e a verificare la provenienza dei rifiuti abbandonati.

Proseguono gli accertamenti

Gli inquirenti stanno continuando le indagini per chiarire se nell’area possano essere stati effettuati ulteriori sversamenti illeciti da parte di altri soggetti. L’obiettivo resta quello di individuare tutti i responsabili e garantire la bonifica delle zone interessate, anche alla luce dei possibili rischi per l’ambiente e la salute pubblica.

Fonte: Catania Today, Etna News

Amianto e mesotelioma: come i COR aiutano le vittime nel riconoscimento della malattia

Mesotelioma e COR, intervista ONA
Mesotelioma e COR, intervista ONA

Il riconoscimento del mesotelioma e delle altre malattie asbesto correlate passa anche attraverso il lavoro dei COR, i Centri Operativi Regionali. La registrazione dei casi rappresenta infatti un elemento decisivo sia per la tutela sanitaria sia per le eventuali azioni legali e risarcitorie.

Nel corso di un’intervista realizzata da Luigi Abbate, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’avvocato Giorgia Cicconi hanno illustrato il percorso seguito dall’ONA per assistere le vittime dell’amianto.

COR e mesotelioma: registrare la malattia è fondamentale

Secondo l’avvocato Bonanni, la segnalazione immediata dei casi di mesotelioma ai COR regionali è un passaggio indispensabile. Attraverso questa procedura, la patologia viene ufficialmente certificata e collegata alle possibili esposizioni professionali o ambientali.

La raccolta dei dati permette inoltre di svolgere indagini epidemiologiche più precise e di ricostruire le cause che hanno portato allo sviluppo della malattia.

Il presidente dell’ONA ha sottolineato però che attualmente l’attenzione è concentrata soprattutto sul mesotelioma, mentre molte altre malattie correlate all’amianto rischiano di essere sottovalutate o non registrate adeguatamente.

Dai Centri Operativi Regionali al Renam – Registro Nazionale Mesotelioma

Le informazioni raccolte dai COR vengono successivamente trasmesse al RENAM, il Registro Nazionale Mesoteliomi, utilizzato per monitorare la diffusione delle patologie causate dall’amianto in Italia.

Il supporto legale dell’ONA alle vittime amianto

L’avvocato Giorgia Cicconi ha spiegato come opera concretamente il team legale dell’ONA. Il primo passo consiste nella raccolta di tutta la documentazione sanitaria e medico-legale utile a dimostrare la presenza della patologia.

Successivamente vengono presentate le istanze ai COR regionali per avviare il percorso di certificazione del caso.

L’attività si sviluppa grazie alla collaborazione tra avvocati, operatori sanitari,familiari della vittima e il personale dei COR.

Questo lavoro condiviso permette di raccogliere informazioni dettagliate sulla storia lavorativa e sulle possibili fonti di esposizione all’amianto.

Questionari e ricostruzione dell’esposizione all’amianto

Gli operatori dei COR effettuano sopralluoghi e compilano questionari specifici per ricostruire il percorso professionale della persona malata.

Quando il paziente non è più in vita, diventano fondamentali le testimonianze dei familiari, considerati una vera memoria storica delle attività svolte dalla vittima nel corso degli anni.

Secondo l’avvocato Cicconi, questa attività consente di evitare che venga negato il collegamento tra malattia e amianto.

Amianto, prevenzione e diritti delle vittime

Il lavoro svolto dai COR e dall’ONA rappresenta uno strumento essenziale per garantire assistenza alle persone colpite da mesotelioma e da altre malattie legate all’amianto.

La registrazione tempestiva dei casi, insieme alla ricostruzione delle esposizioni professionali, può facilitare il riconoscimento della malattia professionale e l’accesso ai risarcimenti previsti dalla legge.

La tutela delle vittime passa quindi attraverso una rete efficiente di controllo sanitario, supporto legale e raccolta dei dati epidemiologici.

Amianto e FS: sentenza dopo morte di un ferroviere per mesotelioma

amianto, Foto free di Larisa Koshkina da Pixabay
amianto, Foto free di Larisa Koshkina da Pixabay

La Corte d’Appello di Roma ha condannato RFI – Rete Ferroviaria Italiana – per la morte di un ex lavoratore delle Ferrovie dello Stato, deceduto nel 2017 a causa di un mesotelioma collegato all’esposizione all’amianto. I giudici hanno riconosciuto un risarcimento superiore a 85mila euro in favore della famiglia della vittima.

Risarcimento agli eredi del lavoratore

La sentenza riguarda R.C., ferroviere originario di Civitavecchia, che per anni avrebbe lavorato  in ambienti contaminati da fibre di amianto. L’uomo è morto all’età di 63 anni.

E’ stato quindi disposto un risarcimento complessivo di oltre 85mila euro destinato alla vedova e ai due figli, oltre agli interessi maturati dalla data del decesso.

La ricostruzione della vicenda

Secondo quanto emerso nel procedimento, il lavoratore prestò servizio sui traghetti ferroviari a partire dagli anni Ottanta.  I primi sintomi della malattia comparvero nell’autunno del 2016. Poco tempo dopo arrivò la diagnosi definitiva di mesotelioma tumore polmonare direttamente correlato all’asbesto. Il ferroviere morì nel giugno del 2017.

Uno dei figli della vittima vive oggi a Roma, mentre la famiglia mantiene forti legami con Civitavecchia, città storicamente collegata alle attività portuali e ferroviarie del Tirreno.

Le navi e le contestazioni

La consulenza tecnica esaminata dai giudici ha evidenziato la presenza di amianto su diverse navi traghetto utilizzate sulle rotte ferroviarie marittime del Tirreno.

Nel corso del giudizio, RFI aveva contestato parte delle responsabilità relative al periodo lavorativo della vittima. Tuttavia, la Corte d’Appello ha ritenuto sufficienti gli elementi raccolti per confermare le responsabilità dell’azienda ferroviaria.

Riconosciuta anche la sofferenza della vittima

La sentenza ha preso in considerazione non solo il danno subito dai familiari, ma anche la sofferenza personale affrontata dal lavoratore negli ultimi mesi di vita. I giudici hanno infatti riconosciuto la consapevolezza della gravità della malattia e dell’imminenza della morte durante la fase finale della patologia.

La posizione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Dopo la decisione della Corte d’Appello, i familiari di R.C., assistiti dall’Osservatorio Nazionale Amianto, intendono proseguire l’azione civile per il riconoscimento del cosiddetto danno “iure proprio”. La richiesta riguarda il risarcimento per il dolore morale e la perdita del rapporto familiare subiti dalla vedova, dagli orfani e dai parenti più stretti.

L’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha sottolineato come la sentenza rappresenti un nuovo capitolo nelle numerose vicende legate all’esposizione all’amianto dei lavoratori.

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Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e giornalistiche ed è basato su atti giudiziari, dichiarazioni rese dalle parti coinvolte e informazioni disponibili al momento della pubblicazione nel rispetto delle fasi processuali. Eventuali responsabilità sono accertate esclusivamente nelle sedi competenti. Gli interessati possono richiedere rettifiche o aggiornamenti ai sensi della normativa vigente.

Papa ad Acerra, ONA: “Serve una svolta concreta per la Terra dei Fuochi”

Papa Leone
Papa Leone

La visita di Papa Leone XIV ad Acerra riapre il dibattito sulla tragedia ambientale della Terra dei Fuochi e accende i riflettori sulla tutela della salute pubblica. Le parole del Pontefice contro “prepotenze” e interessi criminali che per anni hanno devastato il territorio hanno trovato consenso anche nel mondo delle associazioni impegnate nella difesa delle vittime dell’inquinamento.

Tra queste, l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni che da tempo denuncia i rischi sanitari legati all’inquinamento ambientale e allo smaltimento illecito dei rifiuti in Campania.

Il Papa ad Acerra: “Basta silenzi e interessi oscuri”

Per la prima volta un Papa ha visitato Acerra, simbolo della Terra dei Fuochi. Una presenza breve ma intensa, accolta da oltre 15 mila persone in piazza Calipari, tra famiglie colpite da tumori, cittadini e associazioni ambientaliste.

Nel suo intervento nella Cattedrale di Acerra, Papa Leone XIV ha parlato apertamente delle conseguenze provocate da anni di sversamenti illegali e roghi tossici.

“Sono venuto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care a causa dell’inquinamento ambientale”, ha dichiarato il Pontefice, denunciando l’azione di organizzazioni “senza scrupoli” e una cultura dell’impunità che ha segnato profondamente il territorio.

Un messaggio forte che ha avuto eco immediata anche tra le realtà impegnate nella difesa dell’ambiente e della salute.

ONA: “Le parole del Papa danno voce alle vittime”

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha espresso apprezzamento per l’intervento del Papa, definendolo un richiamo importante alla responsabilità istituzionale e civile.

Secondo l’ONA, la visita del Pontefice costituisce un segnale significativo per migliaia di famiglie che convivono da anni con le conseguenze dell’inquinamento ambientale, tra aumento delle patologie oncologiche, emergenze sanitarie e difficoltà sociali.

L’associazione sottolinea come la Terra dei Fuochi continui a essere una delle aree più fragili del Paese sotto il profilo ambientale e sanitario, chiedendo interventi più rapidi per le bonifiche e una maggiore prevenzione.

Ezio Bonanni: “Non bisogna più ignorare questa emergenza”

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha commentato  la visita papale, evidenziando la necessità di trasformare le parole in azioni concrete.

“Le dichiarazioni del Santo Padre rappresentano un forte richiamo morale. Per anni troppe comunità sono state lasciate sole davanti ai danni provocati dall’inquinamento ambientale”, ha affermato Bonanni.

Il presidente dell’ONA ha ribadito l’urgenza di intensificare i controlli sul territorio, accelerare le bonifiche ambientali e garantire maggiore assistenza sanitaria alle popolazioni esposte ai rischi ambientali.

Secondo Bonanni, il contrasto ai reati ambientali deve diventare una priorità nazionale, soprattutto nelle aree maggiormente colpite da discariche abusive e combustione illegale di rifiuti.

La Terra dei Fuochi resta un’emergenza nazionale

Tra le strade di Acerra, migliaia di persone hanno accolto il Pontefice con commozione e speranza, chiedendo che l’attenzione istituzionale non diminuisca ancora una volta dopo l’evento.

Lungo i balconi della città sono apparse bandiere bianco-gialle, striscioni e simboli di vicinanza al Papa, mentre numerose famiglie hanno mostrato le fotografie dei propri cari scomparsi a causa di malattie oncologiche.

Strage di Capaci, il ricordo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

mafia-Falcone e Borsellino
Falcone e Borsellino

L’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni ricorda la strage di Capaci del 23 maggio 1992, una delle pagine più drammatiche della storia italiana. In quel tragico attentato mafioso persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

“Onore alla memoria di Giovanni Falcone e della sua scorta” oggi e sempre.La giustizia vera non termina con la condanna del crimine, ma attraverso la prevenzione del danno, la tutela della vita, il rispetto della verità. Perché ogni morte evitata, ogni risarcimento ottenuto, ogni bonifica eseguita è un piccolo, grande atto di giustizia.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni Presidente Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

E non è un caso che avvenga spesso la sua collaborazione con la D.ssa Paola Vegliantei Presidente Accademia della Legalità

L’esplosione sull’autostrada A29, nei pressi di Capaci, colpì profondamente l’intero Paese e segnò un momento decisivo nella lotta contro la criminalità organizzata. Ancora oggi quella strage rappresenta il simbolo del sacrificio di uomini e donne dello Stato impegnati nella difesa della legalità.

Giovanni Falcone simbolo della lotta alla mafia

L’Osservatorio Nazionale Amianto rende omaggio alla figura di Giovanni Falcone, magistrato che ha dedicato la propria vita al contrasto di Cosa Nostra e alla ricerca della verità. Grazie al suo lavoro investigativo e al maxiprocesso di Palermo, Falcone riuscì a colpire duramente le organizzazioni mafiose, diventando un punto di riferimento nella battaglia contro la mafia.

Il suo esempio continua ancora oggi a trasmettere valori fondamentali come il rispetto della legge, il senso dello Stato e il coraggio civile. La memoria del giudice Falcone rappresenta un patrimonio morale per tutto il Paese.

Il ricordo delle vittime della strage di Capaci

Nel giorno della commemorazione, l’Osservatorio Nazionale Amianto ricorda anche Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, vittime innocenti di un attentato che sconvolse l’Italia.

Il sacrificio di Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo resta impresso nella memoria collettiva come testimonianza di dedizione e servizio verso lo Stato. Le immagini di quella giornata e il dolore dei familiari hanno contribuito a rafforzare nell’opinione pubblica la volontà di contrastare ogni forma di criminalità organizzata.

Ogni anno il 23 maggio diventa un momento di riflessione e memoria, soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a custodire i valori della legalità e della giustizia.

Osservatorio Nazionale Amianto e cultura dei diritti

L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce l’importanza della cultura della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Attraverso il proprio impegno quotidiano, l’associazione promuove la difesa della salute pubblica, la sicurezza sui luoghi di lavoro e il sostegno alle vittime.

Ricordare la strage di Capaci significa anche riaffermare il valore della giustizia e della responsabilità civile. La memoria delle vittime rappresenta un monito contro ogni forma di violenza, illegalità e sopraffazione.

L’impegno per la verità e la tutela delle persone costituisce un principio fondamentale che accomuna tutte le realtà impegnate nella difesa della dignità umana.

La memoria come impegno civile

La commemorazione della strage di Capaci è un invito concreto a mantenere viva la coscienza civile del Paese. L’Osservatorio Nazionale Amianto sottolinea l’importanza della memoria come strumento di educazione e consapevolezza sociale.

Il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta continua a rappresentare un esempio di coraggio e senso del dovere. Un riferimento imprescindibile nella costruzione di una società fondata sul rispetto delle istituzioni e sulla tutela dei diritti di tutti i cittadini.