Amianto, un’intervista a cura di Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni su un caso di riconoscimento come vittima del dovere ad un ex militare che aveva prestato servizio alla base missilistica di Cordovado (Pordenone), ora chiusa.
“Il riferimento è alla sentenza della Corte di Appello di Milano numero 259 del 2023. La quale ha condannato il Ministero della Difesa a riconoscere l’aviere scelto Fabretti Fabio come vittima del dovere ed equiparato a vittima del dovere.” Ha affermato Bonanni.
Un confronto che accende l’attenzione sul tema della tutela della salute del personale militare.
Nel corso degli ultimi decenni numerose strutture civili e militari costruite nel secondo dopoguerra sono state oggetto di verifiche tecniche e interventi di adeguamento alle normative in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Soprattutto per le strutture dove è stata accertata la presenza di amianto.
La presenza di materiali contenenti amianto in edifici e infrastrutture realizzate tra gli anni Sessanta e Ottanta costituisce infatti una problematica che ha interessato numerosi siti italiani.
Il ruolo del monitoraggio sanitario
Gli esperti sottolineano l’importanza dei programmi di sorveglianza sanitaria rivolti al personale che abbia operato in contesti caratterizzati da particolari attività operative o tecnologiche.
La diagnosi precoce e i controlli periodici consentono infatti di individuare tempestivamente eventuali problematiche sanitarie. E di garantire l’accesso ai percorsi assistenziali più adeguati.
L’attenzione delle associazioni e delle istituzioni come l’Osservatorio Nazionale Amianto
Associazioni, enti pubblici e organizzazioni come ONA che si occupano di tutela della salute promuovono da tempo iniziative volte a migliorare la prevenzione, la raccolta dei dati epidemiologici e l’assistenza ai lavoratori e agli ex dipendenti che ritengano di aver subito danni alla salute collegati all’attività svolta.
Tra gli strumenti previsti dall’ordinamento vi sono le procedure di accertamento medico-legale e i percorsi amministrativi e giudiziari finalizzati alla verifica delle singole situazioni.
Prevenzione contro l’amianto, ricerca e informazione
“Investire nella ricerca scientifica, nella prevenzione e nell’informazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per migliorare la tutela della salute nei luoghi di lavoro.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.
La collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni può contribuire a rafforzare le attività di monitoraggio e a promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sicurezza e della prevenzione.
Lo sguardo rivolto nel lungo termine
“La salute del personale che opera o ha operato in contesti complessi costituisce un patrimonio da proteggere attraverso controlli sanitari, aggiornamento delle procedure e diffusione delle buone pratiche di prevenzione.” Ha concluso il presidente dell’Osservatori Nazionale Amianto.
Promuovere la cultura della sicurezza significa investire nel benessere delle persone e nella qualità degli ambienti di lavoro, con benefici per l’intera collettività.



