23.4 C
Rome
domenica, Luglio 26, 2026
Home Blog Page 13

Amianto ed ecomafie: Ezio Bonanni rilancia per la tutela della salute e dell’ambiente

Avv. Ezio Bonanni, foto Rita Chessa
Avv. Ezio Bonanni, foto Rita Chessa

La cultura della legalità passa anche dalla tutela dell’ambiente e della salute: è questo il filo conduttore dell’intervista per Zona Sensibile – Cultura Esposta, che affronta con l’Avv. Ezio Bonanni temi come le ecomafie, l’abbandono illecito dell’amianto e la difesa dei diritti delle vittime

Il racconto parte dalla testimonianza di Daniele Ventura, imprenditore siciliano che denunciò le richieste estorsive della mafia dopo aver aperto la propria attività a Palermo. Una scelta coraggiosa che gli è costata anni di difficoltà lavorative e personali, ma che gli è valsa il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica per il suo impegno civile.

La sua storia diventa il simbolo di una battaglia più ampia contro ogni forma di illegalità che danneggia il territorio, la salute pubblica e il futuro delle nuove generazioni.

Ecomafie e amianto

Ecomafie è u termine coniato da Legambiente per indicare l’insieme delle attività criminali che traggono profitto dallo sfruttamento illecito delle risorse naturali e dalla gestione illegale dei rifiuti.

Tra queste attività rientra anche l’abbandono incontrollato dell’amianto, materiale che continua a rappresentare una grave emergenza sanitaria in Italia.

Le fibre di amianto sono responsabili di numerose patologie asbesto-correlate, tra cui il mesotelioma pleurico, una forma di tumore particolarmente aggressiva. Nonostante il divieto di utilizzo introdotto da anni, il problema delle bonifiche resta ancora aperto in molte aree del Paese.

Ezio Bonanni: “La prevenzione è l’unica vera cura”

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha illustrato l’attività svolta dall’associazione a tutela delle vittime e dei loro familiari.

Secondo Bonanni, l’ONA ha trasformato negli anni la protesta in proposta, promuovendo iniziative concrete per la bonifica dei siti contaminati e per la prevenzione delle malattie causate dall’esposizione alle fibre di amianto.

L’obiettivo principale resta quello di eliminare le fonti di rischio attraverso la prevenzione primaria, evitando nuove esposizioni e contribuendo a fermare quella che viene definita una vera e propria epidemia globale.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e la tutela dei cittadini

Nel corso degli anni l’Osservatorio Nazionale Amianto ha ampliato il proprio raggio d’azione occupandosi non soltanto dell’amianto, ma anche di tutti gli agenti cancerogeni e tossici presenti nei luoghi di vita e di lavoro.

L’associazione fornisce assistenza legale, medica e tecnica alle vittime, promuove campagne di sensibilizzazione e sostiene il riconoscimento dei diritti previdenziali, assicurativi e risarcitori per i lavoratori esposti.

La storica sentenza sulla professoressa di Bologna

Tra i casi più significativi ricordati da Bonanni vi è quello di una docente di Bologna deceduta a causa di un mesotelioma provocato dall’esposizione all’amianto presente nell’edificio scolastico.

La sentenza ha rappresentato un passaggio fondamentale perché ha contribuito a consolidare il principio secondo cui l’amianto è pericoloso anche in presenza di esposizioni limitate e in contesti considerati per anni sicuri, come scuole e ospedali.

Questa decisione ha inoltre favorito una maggiore attenzione istituzionale verso il problema della presenza di amianto negli edifici pubblici e la necessità di accelerare i programmi di bonifica.

Informazione e divulgazione come strumenti di prevenzione

Per Bonanni la tutela della salute non può limitarsi alle aule dei tribunali.

La divulgazione scientifica, giornalistica e culturale rappresenta uno strumento essenziale per diffondere la conoscenza dei rischi e promuovere comportamenti responsabili.

Attraverso libri, testate giornalistiche, incontri pubblici e canali digitali, il presidente dell’ONA porta avanti un’attività di sensibilizzazione finalizzata a costruire una maggiore consapevolezza sui temi della salute, dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro.

Secondo questa visione, la conoscenza permette ai cittadini di diventare protagonisti attivi nella difesa dei propri diritti e nella segnalazione delle situazioni di pericolo.

Segnalare l’amianto per proteggere la collettività

Un altro aspetto centrale dell’intervista riguarda l’importanza della collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Bonanni invita chiunque individui una possibile presenza di amianto a segnalarla alle autorità competenti, alle amministrazioni locali e agli enti sanitari.

La segnalazione tempestiva consente infatti di valutare il rischio, proteggere la popolazione potenzialmente esposta e favorire l’avvio delle necessarie operazioni di bonifica.

Vedi la videointervista:

 

Vittima del dovere, Cassazione conferma riconoscimento per il maresciallo Apicella

Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni
Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni

Importante pronuncia della Corte di Cassazione sul riconoscimento dello status di vittima del dovere per il primo maresciallo della Guardia di Finanza Claudio Apicella. La decisione conferma quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio e rappresenta un punto di riferimento per tutti i militari colpiti da malattie asbesto correlate.

A commentare la sentenza è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), intervistato dal giornalista Luigi Abbate.

Bonanni: “La sentenza conferma un principio fondamentale”

L’avvocato Ezio Bonanni sottolinea l’importanza della decisione della Suprema Corte: “Questa sentenza della Suprema Corte di Cassazione è molto importante, non solo perché conferma le decisioni di primo e di secondo grado in ordine allo status di equiparato a vittima del dovere del maresciallo Apicella, vittima di asbestosi, ma perché afferma un principio fondamentale”.

Secondo il presidente dell’ONA, il pronunciamento rafforza la tutela giuridica per cloro che hanno sviluppato patologie legate all’esposizione all’amianto durante il servizio.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Il presidente dell’ONA ribadisce il ruolo dell’associazione nella tutela dei lavoratori e dei militari: “L’Osservatorio Nazionale Amianto proseguono naturalmente nella tutela di tutti coloro che sono stati esposti”.

L’obiettivo è garantire assistenza a coloro che hanno contratto infermità a causa di missioni svolte in condizioni ambientali e operative particolarmente rischiose.

Risarcimento del danno: attesa per il Consiglio di Stato

Oltre al riconoscimento dello status di vittima del dovere, resta aperto il capitolo del risarcimento: “continueremo per il risarcimento del danno perché per il caso è fissata già l’udienza innanzi al Consiglio di Stato”.

Secondo Bonanni, il riconoscimento ottenuto rappresenta un importante supporto per raggiungere una tutela completa e garantire il pieno risarcimento dei danni subiti dal personale colpito da patologie correlate al servizio.

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza

La decisione rafforza il principio secondo cui l’esposizione all’amianto in particolari condizioni operative può dare diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere, con importanti conseguenze sul piano previdenziale, assistenziale e risarcitorio.

Per l’Osservatorio Nazionale Amianto, questa pronuncia è un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti delle vittime dell’amianto.

Amianto e vittime del dovere: il caso Daniele Concu

Amianto, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni
Amianto, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni

Il caso del maresciallo Daniele Concu torna al centro dell’attenzione grazie all’intervento dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), intervistato dal giornalista Luigi Abbate. Una vicenda che attraversa oltre settant’anni di storia italiana e che oggi riaccende il dibattito sui diritti delle vittime del dovere e dei loro familiari.

Chi era il maresciallo Daniele Concu

Daniele Concu viene descritto come un vero eroe della patria. Negli anni Cinquanta, durante il servizio nella Marina Militare, intervenne per domare un devastante incendio scoppiato nella centrale elettrica della torpediniera Orione.

Per quasi 48 ore combatté contro le fiamme, riuscendo a evitare l’affondamento dell’imbarcazione e salvando l’intero equipaggio. Tuttavia, quell’intervento eroico provocò gravissime lesioni all’apparato cardiorespiratorio.

Le conseguenze fisiche furono talmente pesanti da portare al suo congedo. Già negli anni ’50 ottenne il riconoscimento della causa di servizio.

Il riconoscimento come vittima del dovere

Nel 2014 arrivò un ulteriore importante riconoscimento: Daniele Concu venne dichiarato ufficialmente vittima del dovere quando era ancora in vita.

Secondo l’avvocato Ezio Bonanni, però, la sua famiglia ha dovuto affrontare una lunga battaglia giudiziaria .

La battaglia legale fino alla Cassazione

L’Osservatorio Nazionale Amianto aveva già avviato richieste di risarcimento per le ulteriori complicazioni sanitarie emerse negli anni.

La vicenda è arrivata fino alla Suprema Corte di Cassazione, che annullò una sentenza della Corte d’Appello di Brescia. Secondo Bonanni quest’ultima aveva inizialmente negato i diritti a uno degli orfani del maresciallo Concu.

Ezio Bonanni: l’atteggiamento dovrebbe essere quello della clemenza cristiana

L’avvocato ha richiamato gli appelli alla pace di Papa Leone e Papa Francesco, sottolineando il contrasto tra le spese militari e le difficoltà affrontate dai familiari di chi ha servito lo Stato.

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua da anni la propria attività di assistenza legale e sanitaria per le vittime dell’amianto e di altri agenti cancerogeni.

Bonanni sostiene che troppo spesso siano i tribunali a dover garantire diritti che dovrebbero essere riconosciuti automaticamente .

“La magistratura è l’ultimo baluardo che rimane per la tutela del diritto in Italia”, ha affermato il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Una storia simbolo per tutte le vittime del dovere

La vicenda del maresciallo Daniele Concu rappresenta oggi un simbolo per molte famiglie italiane che combattono per ottenere giustizia.

Una storia di eroismo, sacrificio e sofferenza che continua a interrogare sul dovere di proteggere chi ha servito il Paese mettendo a rischio la propria vita.

 

Mesotelioma e amianto: diagnosi e nuove cure, l’ONA sostiene il progetto del CRO di Aviano

foto: giorgia Cicconi dalla conferenza stampa nuovo studio mesotelioma Friuli Venezia Giulia
foto: giorgia Cicconi dalla conferenza stampa nuovo studio mesotelioma Friuli Venezia Giulia

Amianto e mesotelioma: la prevenzione resta fondamentale

Il mesotelioma pleurico continua a rappresentare una delle più gravi conseguenze dell’esposizione all’amianto. Nonostante il divieto dell’asbesto in Italia risalga al 1992, migliaia di persone continuano ancora oggi ad ammalarsi a causa del lungo periodo di latenza della malattia, che può superare i 40 anni.

Per questo motivo l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni accoglie con favore il nuovo studio clinico promosso dal Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con un investimento di un milione di euro.

L’obiettivo del progetto è duplice: migliorare le possibilità terapeutiche per i pazienti affetti da mesotelioma pleurico e sviluppare strumenti di diagnosi precoce per gli ex esposti all’amianto.

Nuovo studio sul mesotelioma finanziato dalla Regione FVG

Lo studio clinico sui pazienti affetti da mesotelioma pleurico e sui lavoratori ex esposti all’amianto vede il CRO di Aviano come centro capofila, con il coordinamento della dottoressa Alessandra Bearz, responsabile della struttura Tumori del polmone e della pleura.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra istituzioni sanitarie, università, associazioni e realtà territoriali impegnate nella lotta contro le patologie asbesto correlate.

Tra i soggetti coinvolti figurano l’Università di Ferrara, con i gruppi di ricerca guidati dal professor Paolo Pinton e dal professor Mauro Tognon, la sezione regionale ANMIL FVG, le aziende sanitarie regionali, le Università di Trieste e Udine, la Commissione regionale amianto FVG e l’Osservatorio Nazionale Amianto.

Per l’ONA, la collaborazione tra ricerca scientifica, medicina del lavoro e associazioni delle vittime rappresenta un passo importante nella tutela della salute pubblica.

Diagnosi precoce del mesotelioma: servono biomarcatori efficaci

Uno dei principali problemi del mesotelioma pleurico è la difficoltà di arrivare a una diagnosi tempestiva.

La malattia, infatti, si sviluppa in modo silente e spesso viene scoperta quando è già in fase avanzata. Attualmente non esistono biomarcatori validati in grado di individuare precocemente i soggetti a rischio tra gli ex lavoratori esposti all’amianto.

Il nuovo progetto punta proprio alla validazione clinica di biomarcatori predittivi già individuati in studi preliminari.

Secondo l’ONA, questo approccio potrebbe aprire la strada a programmi di sorveglianza sanitaria più efficaci e a screening periodici per i lavoratori ex esposti.

La diagnosi precoce potrebbe infatti aumentare le possibilità terapeutiche e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Nuove terapie contro il mesotelioma

Le cure attualmente disponibili per il mesotelioma pleurico si basano principalmente su chemioterapia e immunoterapia. Tuttavia, i risultati ottenuti restano ancora limitati e temporanei.

La sopravvivenza media dopo la diagnosi è oggi di circa 12 mesi.

Per questo motivo, il nuovo studio intende sperimentare protocolli innovativi capaci di rafforzare l’efficacia dei trattamenti esistenti e contrastare la resistenza delle cellule tumorali.

L’ONA sottolinea da anni la necessità di investire maggiormente nella ricerca scientifica sul mesotelioma e sulle altre malattie causate dall’amianto.

Per l’associazione presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, ricerca, prevenzione e sorveglianza sanitaria devono procedere insieme per garantire maggiore tutela ai cittadini e ai lavoratori.

ONA: “La bonifica dell’amianto resta la vera prevenzione”

Se da un lato la ricerca rappresenta una speranza concreta per le vittime del mesotelioma, dall’altro l’Osservatorio Nazionale Amianto ricorda che la vera priorità resta la prevenzione primaria.

L’amianto è ancora presente in molti edifici pubblici e privati, scuole, siti industriali e infrastrutture.

Per l’ONA è necessario accelerare le bonifiche, aumentare i controlli ambientali e rafforzare le attività di informazione sui rischi legati all’esposizione alle fibre di asbesto.

Solo eliminando definitivamente l’amianto dagli ambienti di vita e di lavoro sarà possibile ridurre il numero dei nuovi casi di mesotelioma e delle altre patologie asbesto correlate.

Presente alla conferenza l’Avv. Giorgia Cicconi dello staff ONA: “un progetto ambizioso che può cambiare la situazione, con un lavoro sinergico tra università, medici e ricercatori.”

Riccardi: “Ricerca e territorio insieme contro il rischio amianto”

Durante la presentazione del progetto al Campus del CRO di Aviano, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha definito lo studio “un progetto importante” nato dalla volontà della Regione Friuli Venezia Giulia di investire nella ricerca oncologica e nella diagnosi precoce.

Riccardi ha sottolineato il valore del lavoro multidisciplinare che coinvolge ricercatori, strutture sanitarie, associazioni e realtà industriali.

Secondo l’assessore, il Friuli Venezia Giulia punta a diventare un modello nella gestione integrata del rischio amianto e nella ricerca sul mesotelioma.

Un obiettivo condiviso anche dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che continua a chiedere maggiore attenzione istituzionale verso le vittime dell’amianto, la prevenzione sanitaria e il diritto alla salute.

Mesotelioma, Prof. Pinton
Mesotelioma, Prof. Pinton

 

Sicurezza sul lavoro e amianto: ONA e Il Gruppo Sole 24 Ore a Bologna Fiere (VIDEO)

Amianto, Ona e il Sole 24 Ore per Ambiente Lavoro
Amianto, Ona e il Sole 24 Ore per Ambiente Lavoro

Un evento importantissimo quello che si è svolto a Bologna nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026 presso Bologna Fiere, organizzato da Gruppo Il Sole 24 Ore e ONA – Osservatorio Nazionale sull’Amianto presieduto dall‘Avv. Ezio Bonanni.  Il talk “Nuovi modelli organizzativi di impresa per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, tra prevenzione e precauzione” è avvenuto nell’ambito di tre giornate di approfondimento del Gruppo 24 ore dedicate all’evoluzione della sicurezza sul lavoro. Tra innovazione tecnologica, aggiornamenti normativi e responsabilità organizzative. Un percorso di confronto tra istituzioni, professionisti e imprese per interpretare i cambiamenti in atto e tradurli in soluzioni operative. Nel rispetto dei principi costituzionali di tutela della salute, sicurezza e dignità della persona.

L’evento

Una riflessione che ha unitodiritto, etica e cultura d’impresa. Nel segno dei valori della Costituzione e della dignità della persona umana. L’amianto, o asbesto, la fibra killer che ha provocato milioni di morti (almeno 200.000 ogni anno, secondo le ultime stime dell’OMS) e che incide, ogni anno, solo in Italia, con 10.000 nuovi casi, di cui 7.000 mortali, “è la metafora della necessità dell’impegno contro ogni forma di agenti dannosi e pericolosi, contro ogni forma di violenza e di sopraffazione, nel segno dei valori della dignità della persona umana.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ne hanno discusso, moderati dall’Avv. Ezio Bonanni
Maurizio Ascione, Magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano (in diretta online)
Giampiero Cardillo, Architetto, Generale in congedo dell’Arma dei Carabinieri
Sergio Clarelli, Ingegnere, Presidente ASSOAMIANTO

A coadiuvare l’iniziativa Isabella Ascione.

Sicurezza sul lavoro e prevenzione: il convegno a Bologna

Ai microfoni di ONA News videointerviste a margine dell’iniziativa.

E’ emersa la necessità di rafforzare la prevenzione primaria, aumentare l’informazione pubblica e promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati all’amianto e alle malattie professionali.

Secondo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, “la sicurezza sul lavoro rappresenta un principio fondamentale della Costituzione italiana. La tutela della salute e della dignità del lavoratore trova infatti fondamento negli articoli 4, 32, 35, 36 e 41 della Costituzione.”

Amianto e malattie professionali: tragedia ancora attuale

Durante il convegno è stato ribadito come l’amianto continui a rappresentare un’emergenza sanitaria e sociale. Nonostante i divieti introdotti negli anni Novanta, il materiale è ancora presente in molte strutture pubbliche e private, comprese scuole ed edifici industriali.

L’Osservatorio Nazionale Amianto punta soprattutto sulla prevenzione. L’obiettivo è evitare nuovi casi di esposizione e ridurre il numero di incidenti sul lavoro e di malattie professionali mortali.

“Ogni anno migliaia di persone perdono la vita a causa di patologie correlate all’amianto. Per questo motivo, associazioni e professionisti chiedono più controlli, bonifiche e informazione.” Ha affermato il Generale Giampiero Cardillo, del Comitato Tecnico Scientifico ONA.

Il ruolo dell’informazione nella lotta all’amianto

Sempre per Cardillo un tema centrali il ruolo dei media nella sensibilizzazione pubblica. Il relatore ha sottolineato l’importanza di “parlarne di più” per far comprendere la gravità del problema.

La collaborazione con il Gruppo 24 Ore è stata definita strategica proprio perché capace di dare visibilità nazionale al tema della sicurezza sul lavoro.

Solo attraverso una comunicazione costante è possibile creare una vera cultura della prevenzione. L’obiettivo è coinvolgere istituzioni, imprese e cittadini nella lotta contro l’amianto.

Serve una soluzione concreta

Tra gli ospiti presenti anche Sergio Clarelli, ingegnere e presidente di AssoAmianto, associazione nata nel 1998 per affrontare i rischi legati all’amianto.

Clarelli ha ricordato l’importanza della collaborazione tra associazioni, tecnici e professionisti per arrivare a una soluzione definitiva del problema.
L’Avvocato Bonanni presidente di ONA ha quindi espresso apertura e condivisione all’idea di avviare un percorso insieme per la lotta all’amianto.

La presenza di amianto in edifici pubblici, scuole e strutture industriali continua infatti a rappresentare un rischio concreto.

Le testimonianze delle vittime dell’amianto

Particolarmente toccanti le testimonianze di chi ha vissuto direttamente le conseguenze dell’esposizione all’amianto.

Ne abbiamo parlato con Fabio Fenati ex lavoratore delle piattaforme petrolifere che ha raccontato di aver sviluppato un mesotelioma dopo anni di esposizione tra il 1986 e il 1996, quando i rischi dell’amianto erano ancora poco conosciuti.

L’uomo ha spiegato di convivere oggi con una situazione sanitaria molto complessa, aggravata da altre patologie e impossibile da trattare con interventi chirurgici o cure specifiche.

La sua testimonianza evidenzia quanto sia fondamentale intervenire prima che il danno diventi irreversibile.

Davide Fabretti: “Bisogna continuare a parlarne”

Molto intenso anche l’intervento di Davide Fabretti, coordinatore per la Lombardia dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fabretti ha raccontato la sua esperienza personale dopo la morte del padre per mesotelioma. Da quel momento ha deciso di impegnarsi nella sensibilizzazione e nelle battaglie legali per ottenere il riconoscimento dei diritti delle vittime.

Secondo Fabretti, parlare continuamente del problema è fondamentale perché molte persone ignorano ancora i rischi legati all’amianto.

Ha inoltre ricordato come il materiale sia ancora presente, esponendo le persone a potenziali rischi sanitari futuri.

“La gente deve sapere”, ha spiegato durante il suo intervento, sottolineando che la conoscenza e la prevenzione possono salvare vite.

Sicurezza sul lavoro: prevenzione e bonifiche restano priorità

Il convegno di Bologna ha lanciato quindi un messaggio chiaro: la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un tema secondario.

Le associazioni presenti chiedono interventi concreti, investimenti nelle bonifiche e una maggiore attenzione alla salute pubblica.

La lotta all’amianto passa attraverso informazione, prevenzione e responsabilità condivisa. Solo così sarà possibile ridurre il numero delle vittime e garantire ambienti di lavoro e di vita più sicuri per tutti.

Su Ona News Tv videointerviste a cura di Rita Chessa: