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Fair Play: Bonanni eletto, Alcanterini confermato

Fair Play alcanterini
Schermata 2025-03-10 alcanterini

Si è concluso il XXXI Congresso del Comitato Fair Play, che si è svolto in Abruzzo l’8 e il 9 marzo a Loreto Aprutino, dove si è proceduto al rinnovo delle cariche istituzionali. Inoltre, la valorizzazione del territorio, ricco di storia, è stata tra gli obiettivi principali dei due giorni, i quali sono stati caratterizzati da un intenso programma culturale, politico e sociale. “Fair play” è un concetto sportivo che promuove comportamenti corretti e giusti. Ciò è applicabile sia nello sport che nella vita quotidiana. Il comitato, che ha radici nella storia della cultura sportiva, è impegnato a diffondere valori come l’integrità, la solidarietà e il rispetto per gli altri.
Presso il Teatro comunale “Luigi De Deo”, il 9 marzo, è avvenuta la proclamazione degli eletti e la chiusura dell’Assemblea. Riconfermato all’unanimità il Commendatore Ruggero Alcanterini come Presidente del Comitato Nazionale Fair Play. L’Avv. Ezio Bonanni di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è risultato il più votato del Consiglio direttivo.

Interviste ai partecipanti dell’evento

Ruggero Alcanterini, Presidente

“Abbiamo raggiunto i nostri 30 anni all’insegna dell’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play. Credo che questa sia un’occasione davvero straordinaria. Loreto Aprutino è una città che nasce romana nel III secolo a.C. Oggi rimane un presidio sul territorio dal punto di vista della qualità, del cibo, della biodiversità. E’ importante per la sua risorsa principale che è quella della collettività virtuosa ed un’amministrazione con un sindaco Fair Play. In questo contesto abbiamo rinnovato le nostre cariche, io sono stato rieletto presidente. E questo lo considero un privilegio, una missione. La cosa più bella è essere utile non solo a sé stessi, ma anche agli altri.”

Renato Mariotti, Sindaco di Loreto Aprutino

“Loreto Aprutino è diventato comune Fair Play dal 2019. Ho avuto la grande soddisfazione di essere stato eletto Consigliere Nazionale del Comitato Nazionale e primo sindaco Fair Play d’Italia”.

Ezio Bonanni, Avvocato di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“In questo periodo storico caratterizzato da lutti e scontri in Europa e nel resto del mondo è fondamentale l’approccio Fair Play. Quest’ultimo non deve essere soltanto circoscritto all’ambito sportivo, ma deve abbracciare quello sociale, istituzionale e giuridico. E noi di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto abbiamo aderito a questi principi. Riteniamo importante portare avanti il nostro impegno etico e civile per la tutela dell’ambiente e della salute umana.”

Philippe Housiax, Presidente European Fair Play Movement

“E’ un vero piacere essere parte di questo importante evento in Loreto in un periodo storico delicato come quello che stiamo vivendo. Abbiamo vissuto in pace dal 1945 ed ora sembra che il mondo stia impazzendo.”

Qui di seguito il reportage video dell’iniziativa con le interviste complete.

 

 

Bari, pericolo amianto per crollo di una palazzina

Bari, pericolo amianto per crollo di una palazzina
Bari, pericolo amianto per crollo di una palazzina

Nel quartiere Carassi in via De Amicis a Bari è crollata una palazzina contenente amianto. Massima cautela consigliata dai Vigili del fuoco ai cittadini, invitati a indossare le mascherine FFP3. I pezzi di cemento amianto, infatti, contengono fibre pericolosissime per la salute. Per la giornata del 7 marzo Il comune ha confermato la rilevazione delle polveri. Nel luogo attive le centraline dell’Arpa Puglia – Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente.

L’amianto nelle case

La situazione a Bari mostra il fianco al dibattito sulla pericolosità di questo materiale, causa di numerose patologie gravissime come mesotelioma e cancro al polmone e sulla sua presenza nelle nostre case. Molte persone sono consapevoli dei rischi dell’amianto nei tetti. Meno diffusa è la consapevolezza della possibile presenza dello stesso nelle tubazioni, nei pavimenti e nei muri degli edifici.


Negli anni ’50 e ’60, l’amianto era comunemente utilizzato nei materiali da costruzione grazie alle sue proprietà isolanti. All’interno degli edifici, l’asbesto eraincorporato in una varietà di materiali, inclusi i rivestimenti murari, il gesso, i pannelli di fibrocemento e le vernici. Per questo motivo i muri di alcune abitazioni ed edifici industriali costruiti durante questo periodo potrebbero contenere amianto, anche se non è sempre visibile o facilmente identificabile.


Il fibrocemento è una miscela di cemento e fibre di amianto utilizzato per la costruzione di pareti, soffitti e pannelli divisori. Inoltre, l’amianto era spesso mescolato con materiali come gesso o intonaco per migliorare l’isolamento termico e acustico. Inserito nei rivestimenti murari come protezione contro il fuoco, dato che le sue fibre sono estremamente resistenti alle elevate temperature. Il suo utilizzo avveniva sia in ambito residenziale che commerciale, soprattutto in edifici costruiti tra gli anni ’50 e ’80. Solo nel 1992, infatti, è messo definitivamente al bando.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, è da oltre 30 anni in prima fila nella lotta a questo pericoloso materiale.

 

Comitato Fair Play, al via il Congresso

Comitato Fair Play, via al congresso
Comitato Fair Play, via al congresso

E’ tutto pronto per il Congresso del Comitato Fair Play, che si svolgerà in Abruzzo l’8 ed il 9 marzo a Loreto Aprutino, per il rinnovo delle cariche istituzionali.
Un ricco programma visionabile dal sito della Federazione.
Si tratta della 31esima edizione per il comitato, ad oggi presieduto dal giornalista Ruggero Alcanterini.

Le attività

L’evento si svolgerà a Loreto Aprutino, posta a 300 metri sul livello del mare. E’ un Comune di circa 7.400 abitanti in Provincia di Pescara.

8 Marzo

9:30 raduno in piazza Garibaldi
10,00 – 11,45 visita al Polo Museale e strutture ecclesiastiche.
E’ qui che troviamo il Museo Acerbo delle ceramiche storiche dei Castelli. L’esposizione Mostra del preinema, il Museo dell’Olio, la Chiesa di san Pietro.
12,00  sosta porta “S. Zopito” racconto della leggenda del Bue.


12,15 – Mostra 100 anni di sport femminile a cura dell’ International Football Museum
13,00 – degustazione olio, vini e prodotti tipici in compagnia de “l’artigianato alfemminile” presso oleteuca comunale, sita ai piedi del centro storico, accanto alla suggestiva Porta Palamolla e all’antica fontana, l’Oleoteca mostra i prodotti dei diversi frantoi locali. Passeggiando tra gli antichi macchinari è possibile degustare l’olio nelle sue più pregiate varietà.


14,30 – impresa al femminile: incontro con le donne nel mondo del vino. Palazzo Vicini-Zecca: Antonella Di Tonno, dell’azienda Talamonti.
Premio “Fair Play for life 2024”
Palazzo Romano Talamonti: Adriana Galasso, dell’azienda Torre dei Beati”
16,00 Intitolazione della “piazzetta del silenzio” a Ondina Valla
16,30 – 18,30 Visita al Polo Museale. Museo di Archeologia comunale, International Football Museum, mostra “la tipografia di Loreto Aprutino”.


18,45 – Chiesa di Santa Maria de Recepto
19,30 fine itinerario, rientro in hotel

9 Marzo

Presso il Teatro comunale “Luigi De Deo” alle ore 9,00 avverrà l’accredito e la verifica poteri. Per le 10,00 l’inizio lavori. Alle 12,00 proclamazione degli eletti e chiusura Assemblea.

I Valori del Fair Play

Un progetto che porta avanti valori profondi di lealtà e trasparenza. “Fair play” infatti, è un concetto sportivo che promuove comportamenti corretti e giusti. Ciò è applicabile sia nello sport che nella vita quotidiana. Il comitato, che ha radici nella storia della cultura sportiva, è impegnato a diffondere valori come l’integrità, la solidarietà e il rispetto per gli altri.

“Questi stessi principi sono alla base della lotta contro l’amianto, poiché la difesa della vita umana, la protezione dei più vulnerabili e la giustizia sociale sono temi che si sovrappongono tra lo sport e la società in generale.” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Principi condivisi

Lo sport insegna a lavorare insieme per un obiettivo comune, a rispettare le regole e a superare le difficoltà con spirito di squadra. La battaglia contro l’amianto diventa una competizione contro il tempo, le forze economiche e politiche che, in passato, hanno ignorato o minimizzato il problema. Richiede una cooperazione tra istituzioni, cittadini e enti di ricerca. Così come in una squadra sportiva, ogni membro ha un ruolo e deve lavorare in sinergia per raggiungere l’obiettivo. I medici, i ricercatori, le istituzioni politiche e le associazioni civiche devono collaborare affinché la giustizia prevalga.


Nel mondo dello sport, l’etica è fondamentale. Gli atleti sono chiamati a comportarsi con integrità, a rispettare le regole e a onorare lo spirito della competizione. Allo stesso modo, nel contesto della lotta contro l’amianto, ogni attore coinvolto deve agire con consapevolezza e rispetto per la vita.
Il concetto di fair play non è solo legato all’individuo, ma alla comunità. In questa lotta, ogni vittima è importante, ma anche il supporto reciproco tra le persone che si impegnano a portare avanti la causa è essenziale.

 

Pomezia, Primo Convegno Vittime del Dovere

Pomezia, primo convegno vittime del dovere
Pomezia, primo convegno vittime del dovere

Venerdì 14 marzo 2025 alle ore 18:00 si svolgerà il Primo Convegno a Pomezia per le Vittime del dovere.
Con i patrocini della città di Pomezia, dell’ Osservatorio Vittime del lavoro ed Equiparati Vittime del dovere e dell’Accademia della Legalità.

Luogo del Convegno

L’iniziativa si svolgerà presso l’Aula Magna Selva dei Pini, in via Pontina Vecchia Km 31,400

Partecipazioni

Con la presenza del sindaco di Pomezia Veronica Felici, l’evento è a cura di Nicola Zara e Francesco Grimaldi. Modera la Presidente dell’Accademia della Legalità Paola Vegliantei.

Ospiti
Andrea De Priamo (Senatore fratelli d’Italia)
Avv. Ezio Bonanni (Presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto)
Colonnello Carlo Calcagni (Coordinamento ONA Vittime del dovere)

L’impegno di ONA per le Vittime del Dovere

Da sempre ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è da sempre impegnato nella tutela delle Vittime del dovere. Questi ultimi sono tutti coloro che hanno subito lesioni e/o danni fisici e infermità che in alcuni casi ne hanno causato anche la morte. La riconducibilità di questi danni è legata al servizio. In particolare, in alcune condizioni ed attività specifiche, identificate nell’art. 1, comma 563, della Legge 266 del 2005.

In particolare, nel contrasto ad ogni tipo di criminalità, nello svolgimento di servizi di ordine pubblico, vigilanza ad infrastrutture civili e militari, operazioni di soccorso, attività di tutela della pubblica incolumità. In più sono tutelati anche coloro che hanno subito danni nel corso di missioni internazionali. 

Poi ci sono i c.d. equiparati alle vittime del dovere. Si tratta di quei soggetti che hanno svolto la loro attività nell’esecuzione di un dovere, ovvero nel servizio, in particolari condizioni, tra cui quelle ambientali ed operative. In particolare, ci riferiamo all’esposizione ad amianto, radiazioni e nanoparticelle per utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, vaccini contaminati, etc.. Queste condizioni di rischio hanno provocato vere e proprie epidemie tra i nostri militari e anche tra coloro che hanno svolto altre attività nel Comparto Pubblico. 

L’ONA tutela tutti coloro che hanno subito infermità anche letali. In particolare, per coloro che sono stati esposti a polveri e fibre di amianto, nanoparticelle e radiazioni da uranio impoverito, etc. La tutela è riconosciuta a tutti coloro che, come dipendenti pubblici del Ministero della Difesa (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza), hanno subito dei danni. In ogni caso, le malattie per causa di servizio, per infermità, fino al decesso, sono causate da esposizioni a cancerogeni, patogeni e tossico nocivi. L’amianto è principale fattore di rischio.

 

Amianto: Militare morto per mesotelioma, un milione alla famiglia

Marina Militare, amianto
Amianto e giustizia: un milione di euro alla famiglia di un militare morto per mesotelioma

DOPO ANNI DI BATTAGLIE LEGALI, IL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA HA EMESSO UNA SENTENZA DEFINITIVA CHE CONDANNA IL MINISTERO DELLA DIFESA A RISARCIRE CON UN MILIONE DI EURO LA FAMIGLIA DEL SOTTOCAPO NOCCHIERE CLEMENTE CRISCI, DECEDUTO NEL 2015 PER UN MESOTELIOMA PLEURICO CAUSATO DALL’ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO DURANTE IL SERVIZIO NELLA MARINA MILITARE. L’AVVOCATO EZIO BONANNI, PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE AMIANTO E LEGALE DELLA FAMIGLIA, HA DEFINITO LA SENTENZA «UN PUNTO DI SVOLTA»

Amianto in Marina. Il caso Crisci: storia di ingiustizia e sofferenza 

Clemente Crisci, originario di Maddaloni (Caserta), aveva prestato servizio nella Marina Militare tra il 1966 e il 1971, un periodo in cui molte unità navali della flotta italiana erano ancora costruite con materiali altamente pericolosi. Nello specifico, le navi su cui fu imbarcato contenevano elevate concentrazioni di amianto, una sostanza che, una volta inalata, può causare malattie polmonari gravissime, tra cui il mesotelioma pleurico, un tumore particolarmente aggressivo e letale.

Per cinque anni, il marinaio visse e lavorò in ambienti saturi di fibre di asbesto, senza alcun tipo di protezione individuale. Gli spazi più contaminati erano i locali motori, i corridoi, i rivestimenti delle condotte di scarico e persino gli ambienti destinati alla vita quotidiana dell’equipaggio. Le particelle killer, disperse nell’aria e invisibili a occhio nudo, venivano inalate continuamente dai militari a borso, aumentando drasticamente il rischio di sviluppare patologie letali nel corso degli anni.

In effetti, nel 2014, oltre quarant’anni dopo la fine del servizio militare, Crisci ricevette la terribile diagnosi: mesotelioma pleurico. La sua battaglia legale iniziò subito dopo, con la richiesta di riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere, diritti che gli sarebbero spettati per legge. Tuttavia, il ministero della Difesa negò inizialmente ogni responsabilità, costringendolo a intraprendere un lungo e doloroso iter giudiziario.

Clemente Crisci morì il 19 agosto 2015, senza aver ottenuto alcun riconoscimento ufficiale da parte dello Stato per i danni subiti a causa della sua esposizione all’amianto.

L’iter legale: un percorso lungo e sofferto

Ezio Bonanni
Il presidente dell’ONA, avv. Ezio Bonanni

Nel 2018, la Commissione Medica Ospedaliera (CMO) di Roma certificò ufficialmente il legame tra l’esposizione all’amianto durante il servizio militare e la malattia che aveva portato alla morte di Crisci. L’anno successivo, nel 2019, anche il Comitato di Verifica del Ministero della Difesa confermò il riconoscimento.

Nonostante queste conferme ufficiali, la famiglia del militare dovette continuare a combattere per ottenere un risarcimento adeguato. La causa legale si trascinò per anni, fino alla recente sentenza del Tribunale Civile di Roma, che ha condannato il Ministero della Difesa a pagare un risarcimento di un milione di euro alla vedova e alle due figlie.

Il presidente ONA, l’avvocato Ezio Bonanni, che ha seguito il caso dall’inizio, ha commentato con parole cariche di emozione e di denuncia:

«Ricordo Clemente Crisci gravemente malato. Era molto scettico nella possibilità di ottenere il riconoscimento contro il Ministero della Difesa. Si riteneva tradito come uomo, cittadino e militare e sapeva di dover morire. Ricordo un’ultima telefonata prima della sua morte. La voce lasciava trasparire la fame d’aria e d’ossigeno. Dopo la sua morte, in un’assemblea di vittime dell’amianto che si è tenuta a Napoli, intervennero la vedova ed una delle orfane. Ricordo il loro sconforto, la loro tristezza e anche la loro disperazione. Eravamo impotenti davanti a questa morte e anche al colosso dello Stato e della Marina Militare, che all’epoca non avevano ancora riconosciuto il diritto. Ora abbiamo ottenuto una sentenza passata in giudicato. Questo non restituirà la vita a Clemente, né lo restituirà ai loro familiari, tuttavia è un punto importante di svolta perché imporrà la definitiva bonifica delle navi della marina dall’amianto e quindi salverà vite umane».

Amianto nella Marina Militare: un problema sistemico

Il caso di Clemente Crisci non è isolato. L’amianto è stato ampiamente utilizzato nelle costruzioni navali fino agli anni ’90, e centinaia di militari italiani hanno subito esposizioni prolungate e non protette.

Molti di loro hanno sviluppato gravi patologie asbesto correlate. La lentezza nel riconoscere le malattie professionali legate al pericoloso minerale ha costretto molte famiglie a lunghi contenziosi legali contro lo Stato per ottenere giustizia.

Negli ultimi anni, numerose sentenze hanno condannato il Ministero della Difesa a risarcire le vittime e i loro familiari, ma il problema resta ancora aperto. L’Osservatorio Nazionale Amianto, guidato da Ezio Bonanni, continua a denunciare la mancanza di un piano di bonifica completo. Per le unità navali della Marina Militare e la necessità di maggiori tutele per gli ex militari esposti a questa sostanza mortale.

Una vittoria amara, ma un segnale di speranza

La sentenza che riconosce il risarcimento alla famiglia di Clemente Crisci rappresenta un’importante vittoria legale, ma arriva troppo tardi per l’uomo che ha sacrificato la sua salute al servizio dello Stato.

La sua storia è un simbolo della negligenza istituzionale che per decenni ha ignorato i rischi dell’amianto, lasciando migliaia di militari esposti senza protezione. Tuttavia, grazie a battaglie come questa, qualcosa sta cambiando.

La speranza è che la morte del sottocapo nocchiere non sia stata vana e che, grazie alla sua storia, nessun altro militare debba mai più subire lo stesso destino.