31.1 C
Rome
mercoledì, Settembre 30, 2026

Amianto e Ucraina, dalle macerie della guerra al problema della ricostruzione

Letto: 6 volte

Ultimi articoli

La ricostruzione dell’Ucraina si trova ad affrontare anche un problema ambientale e sanitario legato alla presenza di amianto nelle macerie degli edifici danneggiati dalla guerra. Secondo le informazioni raccolte da organismi internazionali e studi condotti sul territorio, il Paese deve ancora rafforzare in modo significativo le strutture e i servizi necessari per gestire correttamente questo tipo di rifiuti.

Il problema potrebbe assumere dimensioni rilevanti. Gran parte del patrimonio edilizio ucraino contiene infatti materiali a base di amianto, mentre il conflitto ha provocato danni estesi a edifici residenziali, pubblici e infrastrutture.

Tetti contenenti cemento-amianto

Un elemento centrale della questione riguarda la diffusione delle lastre ondulate in cemento-amianto.

In un articolo pubblicato il 7 maggio 2025, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha indicato che “oltre il 70% delle coperture degli edifici residenziali e pubblici in Ucraina è costituito da lastre ondulate in cemento-amianto”.

L’utilizzo del materiale non riguarda soltanto i tetti. L’amianto è stato impiegato anche per recinzioni e in alcune tubazioni e componenti delle infrastrutture utilizzate per l’approvvigionamento idrico e la gestione del calore.

“La presenza di questi materiali assume particolare importanza durante le demolizioni. Quando vengono rotti, tagliati o movimentati senza le necessarie precauzioni, i materiali contenenti amianto possono liberare fibre nell’ambiente. L’esposizione alle fibre di amianto è associata a gravi malattie asbesto correlate, alcune delle quali possono manifestarsi anche molti anni dopo il contatto. In Europa l’utilizzo dell’amianto è stato vietato a livello comunitario dal 2005, mentre in Italia il divieto risale al 1992”. Ha tuonato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il quale ha sempre segnalato il problema amianto sprigionato in guerra in diversi articoli e pubblicazioni.

La dimensione delle distruzioni rende più complessa la gestione delle macerie

Alla presenza storica dell’amianto si aggiunge la quantità enorme di edifici colpiti dal conflitto.

Secondo la valutazione del KSE Institute, pubblicata il 17 agosto 2026, a febbraio 2026 risultavano quasi 416.000 edifici residenziali danneggiati o distrutti. Il dato comprende circa 352.000 abitazioni private, 63.000 edifici condominiali e circa 1.000 dormitori.

È importante precisare che questo numero non stabilisce quanti degli edifici danneggiati contenessero amianto. Il dato permette tuttavia di comprendere l’ordine di grandezza delle operazioni di demolizione, rimozione e ricostruzione che l’Ucraina deve affrontare.

La valutazione del KSE Institute riguarda inoltre i danni diretti agli asset fisici e segnala che, a causa delle difficoltà di accesso ai territori temporaneamente occupati e alle zone di combattimento, l’entità effettiva delle distruzioni potrebbe essere superiore.

Rischi per suolo, acqua e aria

Lo studio richiama anche le conseguenze di una gestione non corretta dei rifiuti provenienti dalle demolizioni.

Una movimentazione inadeguata può contribuire alla dispersione di materiali contaminanti e creare problemi per suolo, aria e acqua.

Allo stesso tempo, la gestione delle macerie non riguarda soltanto ciò che deve essere eliminato. Una parte consistente dei materiali può avere un valore nel processo di recupero.

Calcestruzzo, mattoni, legno e metalli possono infatti essere selezionati per il recupero o il riciclo. La difficoltà consiste nel separare questi materiali dalle componenti che richiedono invece procedure specifiche di gestione e smaltimento.

È una delle questioni centrali della ricostruzione ucraina: recuperare la maggiore quantità possibile di materiali utili senza compromettere la sicurezza degli operatori e delle comunità.

Il programma dell’UNEP finanziato dal Giappone

Il problema è stato affrontato anche attraverso un programma specifico delle Nazioni Unite.

L’UNEP – Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ha avviato un’iniziativa sostenuta finanziariamente dal Giappone per migliorare la gestione dei rifiuti pericolosi prodotti in Ucraina.

Il progetto, annunciato nel 2025, comprende la valutazione delle modalità di gestione dei materiali, dei costi, degli spazi necessari allo smaltimento e degli aspetti connessi alla salute pubblica.

Tra le attività previste rientrano anche l’analisi dei materiali, la sicurezza dei lavoratori e prove operative sul campo.

Nel 2026 il sostegno giapponese all’UNEP comprende inoltre lo sviluppo di discariche sicure per rifiuti pericolosi in Ucraina.

Parallelamente, l’UNEP continua a coordinare attività specifiche sulla gestione dei materiali contenenti amianto, con l’obiettivo di migliorare le procedure nazionali di individuazione, movimentazione e smaltimento dei detriti.

 La dichiarazione di Pier Carlo Sandei a Odesa

La questione della capacità di smaltimento è tornata al centro dell’attenzione il 24 settembre 2026, durante la Odesa Region Recovery Conference.

In quell’occasione, Pier Carlo Sandei, Senior Programme Officer dell’UNEP a Kyiv, ha dichiarato che in Ucraina non sarebbero disponibili servizi e discariche adeguati per gestire i detriti contaminati da amianto e altri rifiuti pericolosi.

La normativa ucraina e gli edifici più vecchi

Un altro elemento della questione riguarda la normativa.

La legge ucraina sulla salute pubblica del 2022 ha vietato l’utilizzo dell’amianto nella costruzione di nuovi edifici. Il problema, però, riguarda anche il patrimonio edilizio realizzato negli anni precedenti.

Il divieto di utilizzare nuovo amianto non elimina infatti automaticamente quello già presente negli edifici esistenti.

Durante una demolizione o una ristrutturazione, i materiali contenenti amianto devono quindi essere individuati e gestiti secondo procedure che riducano il rischio di dispersione delle fibre.

È proprio questo passaggio a rappresentare una delle difficoltà della ricostruzione: rimuovere rapidamente gli edifici danneggiati, separare i materiali recuperabili e trattare correttamente le componenti pericolose.

Un mercato potenziale per le aziende specializzate

La gestione dei rifiuti contenenti amianto potrebbe inoltre rappresentare un nuovo settore per le aziende internazionali specializzate nella raccolta, nel trattamento e nello stoccaggio dei rifiuti pericolosi.

L’entità dei finanziamenti destinati alla ricostruzione e i programmi internazionali sulla gestione dei rifiuti potrebbero creare una domanda crescente di servizi specializzati.

Il settore richiederebbe tuttavia strutture adeguate, personale formato, sistemi di identificazione dei materiali e procedure rigorose per trasporto, stoccaggio e smaltimento.

Non si tratta quindi soltanto di un’opportunità economica. La capacità di gestire correttamente i rifiuti pericolosi sarà una componente importante della sicurezza ambientale della ricostruzione.

 

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita