L’amianto abbandonato continua ad essere un problema globale. Due le recenti notizie in italia relative a materiali pericolosi lasciati incostuditi. Scattata immediatamente la procedura degli organi di competenza.
“Il cemento-amianto è un materiale noto per la sua elevata pericolosità, soprattutto quando viene danneggiato o lasciato esposto agli agenti atmosferici. Le fibre che possono disperdersi nell’aria rappresentano un rischio concreto per la salute umana, essendo correlate a patologie gravi e spesso mortali.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del Lavoro ed equiparati alle Vittime del Dovere.
Toscana, rifiuti e lastre di amianto abbandonati nei boschi: scatta la denuncia per un imprenditore edile
Un nuovo episodio di smaltimento illecito di rifiuti riporta al centro dell’attenzione il tema della tutela ambientale e della gestione dell’amianto. In un’area boschiva della Val di Cecina, nel territorio comunale di Guardistallo, in provincia di Pisa, i Carabinieri Forestali hanno individuato e denunciato il titolare di un’impresa ritenuto responsabile dell’abbandono di materiali di scarto, tra cui lastre contenenti amianto, lungo una strada secondaria immersa nel verde.
L’intervento dei Carabinieri Forestali nella Val di Cecina
Le indagini sono state condotte dal Nucleo Forestale dei Carabinieri di Riparbella, che hanno portato a termine un’attività investigativa avviata diversi mesi fa, in seguito a una segnalazione e al successivo sopralluogo effettuato nell’ottobre scorso. In quella circostanza, i militari avevano scoperto una vasta area contaminata da rifiuti di origine edile, abbandonati senza alcuna precauzione ai margini del bosco.
La zona interessata si trova lungo una viabilità minore, poco frequentata, scelta con ogni probabilità proprio per ridurre il rischio di essere scoperti. Un contesto ambientale di pregio, caratterizzato da vegetazione spontanea e fauna selvatica, trasformato in una discarica abusiva con gravi conseguenze potenziali per l’ecosistema e per la salute pubblica.
Materiali pericolosi e scarti di cantiere lasciati nell’area verde
Durante le operazioni di accertamento, i Carabinieri Forestali hanno rilevato la presenza di una grande quantità di rifiuti eterogenei. Si trattava sia di materiali classificabili come non pericolosi, sia di rifiuti che rientrano tra quelli a rischio ambientale e sanitario. Tra i reperti rinvenuti figuravano imballaggi utilizzati nel settore dell’edilizia, bombole esauste di schiuma poliuretanica e numerosi scarti provenienti da attività di cantiere.
L’elemento più allarmante era, come detto, rappresentato dalla presenza di lastre in cemento-amianto, accatastate in due distinti cumuli. Il numero complessivo degli elementi è stato stimato in circa venticinque lastre, ciascuna di dimensioni approssimative pari a un metro per due. Un quantitativo significativo, che evidenzia come non si sia trattato di un abbandono occasionale, ma di un’operazione deliberata di smaltimento illecito.
Le indagini e la ricostruzione della provenienza dei rifiuti
Dopo il rinvenimento dei materiali, i Carabinieri Forestali hanno avviato un’attività investigativa approfondita per risalire all’origine dei rifiuti. Attraverso l’analisi degli elementi presenti sul posto e una serie di accertamenti mirati, i militari sono riusciti a collegare il materiale abbandonato a un cantiere in provincia di Livorno.
Questo passaggio ha rappresentato il punto di svolta dell’indagine. Una volta individuata la probabile area di provenienza dei rifiuti, è stato possibile ricostruire la filiera dello smaltimento e identificare l’impresa responsabile delle lavorazioni da cui derivavano gli scarti. Le verifiche hanno quindi condotto all’individuazione del titolare dell’azienda edile, ritenuto responsabile dell’abbandono illecito.
La denuncia per violazioni ambientali
Al termine delle indagini, il titolare dell’impresa è stato denunciato all’autorità giudiziaria per le violazioni ambientali contestate. I reati ipotizzati rientrano nell’ambito della gestione illecita dei rifiuti, con l’aggravante rappresentata dalla presenza di materiali contenenti amianto.
Un danno ambientale che ricade sulla collettività
Oltre alle responsabilità penali, casi come questo sollevano anche una questione di costi sociali. La rimozione e la bonifica di rifiuti abbandonati illegalmente, soprattutto quando è coinvolto l’amianto, comportano interventi complessi che spesso ricadono sulle amministrazioni pubbliche.
Valperga (TO) lastre di amianto lasciate all’aperto
Anche a Valperga in borgata Braidacroce, sono state individuate lastre di eternit abbandonate direttamente sul terreno, senza alcuna protezione e in uno spazio facilmente accessibile.
Reati ambientali e responsabilità penali
“La normativa italiana considera l’amianto un rifiuto pericoloso. Il suo abbandono configura un reato ambientale che può portare a sanzioni penali, non solo amministrative.” Continua Bonanni.
Se l’abbandono genera un pericolo concreto per la salute pubblica o provoca un danno ambientale rilevante, le responsabilità si aggravano ulteriormente. Inoltre, chi viene individuato come responsabile è tenuto per legge al ripristino dei luoghi contaminati, attraverso interventi di bonifica certificata.
Il nodo centrale resta però l’identificazione degli autori del gesto, passaggio essenziale per evitare che episodi simili si ripetano.



