La scomparsa di Claudio Apicella, sottufficiale motorista della Guardia di Finanza e riconosciuto vittima del dovere, accende i riflettori sul tema dei diritti dei militari e degli appartenenti alle forze dell’ordine esposti all’amianto durante il servizio.
Apicella ha combattuto per anni una difficile battaglia giudiziaria insieme all’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni, per ottenere il pieno riconoscimento dei propri diritti.
Il giornalista Luigi Abbate ha intervistato l’avvocato Bonanni per ripercorrere la vicenda e ricordare la sua figura.
Claudio Apicella, una vita al servizio dello Stato
«Claudio Apicella è stato un sottufficiale della Guardia di Finanza, motorista, addetto alla manutenzione delle unità navali della Guardia di Finanza anche in mare.» Ricorda l’avvocato Ezio Bonanni.
Nel corso della sua attività professionale, Apicella ha prestato servizio sulle unità impegnate nelle attività di contrasto al crimine, al contrabbando e negli altri compiti istituzionali affidati alla Guardia di Finanza.
Un servizio svolto per lo Stato che, secondo quanto ricostruito nella vicenda giudiziaria, lo ha portato anche a essere esposto all’amianto.
Successivamente gli furono diagnosticate asbestosi e placche pleuriche. Patologie riconducibili all’esposizione all’amianto.
Il riconoscimento come vittima del dovere
La vicenda è stata caratterizzata da una lunga battaglia per il riconoscimento dei suoi diritti.
Dopo un primo riconoscimento da parte dell’autorità amministrativa, il provvedimento venne successivamente revocato. E gli fu richiesto di restituire le somme percepite a titolo di equo indennizzo.
Da quel momento iniziò un esteso percorso giudiziario.
Apicella si rivolse alla magistratura per contestare il provvedimento e ottenere il riconoscimento dello status di vittima del dovere.
La sua posizione venne accolta dal Tribunale di Grosseto. Il riconoscimento fu successivamente confermato dalla Corte d’Appello di Firenze e, infine, dalla Corte di Cassazione.
Un percorso giudiziario durato circa dodici anni e che, nonostante le sentenze favorevoli, non aveva ancora portato alla completa definizione di tutti gli aspetti economici della vicenda.
La sentenza del Consiglio di Stato sull’equo indennizzo
Un ulteriore passaggio importante è arrivato all’inizio di luglio. Ossia quando anche il Consiglio di Stato si è pronunciato favorevolmente sulla questione relativa all’equo indennizzo.
«Ci stavamo preparando per agire per il risarcimento del danno – spiega Bonanni – quando purtroppo Claudio è venuto a mancare».
Il paradosso dell’impedimento
La vicenda solleva una domanda importante: perché una persona che ha servito lo Stato deve affrontare una battaglia giudiziaria così lunga per ottenere il riconoscimento di un diritto?
È una riflessione che il giornalista Luigi Abbate sottopone all’avvocato Bonanni, sottolineando il paradosso di una situazione nella quale un servitore dello Stato, dopo aver pagato con la salute, si trova costretto a combattere per vedere riconosciuti i propri diritti.
Bonanni condivide questa riflessione e parla del «rammarico» e dell’«amaro in bocca» lasciati dalla vicenda.
«Nonostante i tre gradi di giudizio per quanto riguarda le vittime del dovere – sottolinea Bonanni – a tutt’oggi si attende ancora il pagamento di quanto riconosciuto fin dalla sentenza del Tribunale di Grosseto».
L’impegno dell’ONA per le vittime dell’amianto
La storia di Claudio Apicella diventa così anche il simbolo delle difficoltà incontrate da molte persone che hanno contratto malattie a causa dell’esposizione all’amianto durante il servizio.
“L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Osservatorio Vittime del Dovere hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia. Inoltre intendono proseguire nel solco delle battaglie portate avanti da Apicella.” Ha affermato Bonanni.
Il ricordo di Claudio Apicella
Il suo impegno, secondo Bonanni, deve diventare un punto di riferimento per tutti coloro che si trovano in condizioni analoghe.
La battaglia per il riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere e dell’amianto prosegue, dunque, anche nel suo ricordo.
Vedi la videointervista di Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni



