34.7 C
Rome
sabato, Agosto 15, 2026

Ex Ilva, ricorso in Cassazione. Bonanni (ONA): andiamo avanti per la bonifica

Letto: 45 volte

Ultimi articoli

L’Ex Ilva di Taranto ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro il provvedimento della Corte d’Appello di Milano che prevede lo stop dell’area a caldo entro 90 giorni. La vicenda torna così al centro del confronto giudiziario, mentre resta aperto il tema della presenza di amianto nello stabilimento e della necessità di interventi di messa in sicurezza.

Tra gli aspetti maggiormente delicati vi è quello dell’amianto nell’ex Ilva di Taranto. L’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni segue da anni la situazione dello stabilimento e ha posto ripetutamente l’attenzione sulla necessità di procedere con interventi di bonifica, messa in sicurezza e tutela dei lavoratori e della popolazione.

“L’ONA contrasterà questa pretesa di continuare la produzione con amianto, si applichi la costituzione e la sentenza della Corte Europea”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

Ex Ilva, presentato il ricorso alla Corte di Cassazione

La vicenda dell’ex Ilva di Taranto entra in una nuova fase giudiziaria. Depositato il 14 agosto 2026 un ricorso in Cassazione contro il decreto della Corte d’Appello di Milano del 9 luglio 2026.

Il provvedimento impugnato stabilisce la fermata dell’area a caldo entro 90 giorni, con riferimento alle criticità ambientali e alla tutela della salute. Il termine indicato dai giudici è già in corso e la scadenza è prevista prima della fine di ottobre.

La società ha chiesto alla Suprema Corte la cassazione del decreto n. 425/2026. Il ricorso, secondo quanto riportato dalle informazioni disponibili, si sviluppa in 82 pagine e quattordici motivazioni.

La distinzione tra proprietà e gestione degli impianti

Nella complessa struttura societaria dell’ex Ilva è importante distinguere i diversi soggetti coinvolti.

Ilva in amministrazione straordinaria è proprietaria degli impianti, mentre la gestione degli stabilimenti è affidata ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.

Il ricorso presentato in Cassazione riguarda il provvedimento giudiziario relativo alla prosecuzione delle attività dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.

Sullo sfondo rimangono anche le problematiche ambientali e sanitarie che da anni accompagnano la storia dell’impianto.

Amianto nell’ex Ilva

L’ONA ricorda inoltre che il tema dell’amianto non può essere considerato separatamente dalle condizioni di sicurezza degli ambienti di lavoro e dalle attività di manutenzione e risanamento degli impianti.

Anche recenti interventi pubblici dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare il problema attraverso interventi concreti di risanamento.

Bonanni: “La tutela della salute deve restare una priorità”

“Il decreto della Corte di appello di Milano che si fonda su un principio di doppia conforme costituisce la cristallizzazione dei fatti fotografati in ordine della presenza di amianto lesivo per la salute. Come presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto posso che non condividere questo ricorso in Cassazione. A mio parere non essendoci violazione di legge non si può chiedere l’annullamento del provvedimento. Il perdurare della produzione a caldo può provocare problemi alla salute e all’ambiente. Per quanto riguarda l’amianto, occorre procedere con una puntuale verifica delle condizioni dei manufatti e con gli interventi di bonifica e messa in sicurezza necessari, nel rispetto delle procedure previste dalla legge. La continuità produttiva non può essere considerata disgiuntamente dalla sicurezza e dalla tutela ambientale. Come ONA ci battiamo affinché si giunga alla bonifica. La tutela della salute dei lavoratori e della popolazione deve rimanere una priorità.”

Avv. Ezio Bonanni, foto Rita Chessa
Avv. Ezio Bonanni

Il nodo giudiziario sull’area a caldo

Il ricorso della società chiede alla Cassazione di intervenire sul decreto della Corte d’Appello di Milano. Sarà quindi la Suprema Corte a dover valutare le questioni giuridiche sollevate attraverso l’impugnazione.

La presentazione del ricorso, tuttavia, non equivale a una decisione della Cassazione. L’esito del procedimento dovrà essere stabilito dai giudici competenti.

Taranto tra acciaio, occupazione e risanamento

Il futuro dello stabilimento resta legato anche alla capacità di affrontare le criticità ambientali attraverso interventi verificabili e programmati. Nel caso dell’amianto, in particolare, la prevenzione e la bonifica costituiscono elementi centrali per ridurre i rischi connessi all’esposizione alle fibre.

L’Osservatorio Nazionale Amianto sostiene da anni la necessità di intervenire sul patrimonio industriale contaminato, con particolare attenzione alle conseguenze dell’esposizione professionale e ambientale.

 

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita