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martedì, Luglio 28, 2026

Fotovoltaico e bonifica amianto: oltre 600 tonnellate rimosse dai tetti industriali in un mese

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La diffusione del fotovoltaico oltre ad essere un’opportunità per aumentare la produzione di energia rinnovabile è l’occasione per riqualificare gli edifici eliminando materiali pericolosi come l’amianto dalle coperture industriali.

È quanto emerge dai dati forniti da Sunprime riguardanti ad alcuni interventi conclusi nel mese di giugno. Tredici nuovi impianti fotovoltaici infatti sono stati distribuiti dall’azienda tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Puglia.

Oltre 600 tonnellate di amianto rimosse

Sempre secondo i dati forniti, l’aspetto più significativo dell’operazione riguarda la bonifica ambientale. Prima della posa dei moduli fotovoltaici sono stati rimossi oltre 600 tonnellate di amianto. Pari a circa 600.942 chilogrammi, da una superficie complessiva di oltre 32.400 metri quadrati di coperture industriali.

Su tredici nuovi impianti realizzati, undici sono stati installati su edifici già esistenti. In otto casi le coperture erano realizzate in eternit e hanno richiesto un intervento di bonifica prima dell’installazione dei pannelli solari.

I restanti due impianti sono invece stati costruiti a terra, in aree considerate idonee dalla normativa vigente, utilizzando sistemi a inseguimento solare per migliorare la produzione di energia.

Lombardia e Piemonte guidano gli interventi

La maggior parte delle bonifiche si è concentrata nelle regioni del Nord Italia.

La Lombardia registra il volume più elevato. Con oltre 320 tonnellate di amianto rimosse in quattro impianti situati tra le province di Pavia e Mantova.

Segue il Piemonte, dove sono state eliminate più di 230 tonnellate di materiale contenente amianto da coperture industriali localizzate nelle province di Torino e Cuneo.

Anche l’Emilia-Romagna ha contribuito al risultato complessivo grazie a un intervento nel territorio di Carpi, dove sono state rimosse ulteriori 48 tonnellate.

Nuova energia senza consumare ulteriore suolo

Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’utilizzo delle coperture esistenti.

La scelta di installare la maggior parte degli impianti sui tetti di edifici industriali e agricoli consente infatti di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili senza occupare nuovi terreni.

Complessivamente, i tredici impianti avranno una potenza di circa 9,67 MWp e potranno produrre ogni anno circa 12,5 GWh di energia elettrica rinnovabile, contribuendo alla riduzione delle emissioni e alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.

Il nuovo quadro normativo favorisce la bonifica dell’amianto

La riqualificazione delle coperture contenenti amianto assume oggi un ruolo ancora più importante grazie alle nuove regole sugli incentivi alle energie rinnovabili.

Con l’approvazione del meccanismo FER X, la Commissione europea ha infatti riconosciuto la rimozione dell’amianto come uno dei criteri prioritari per l’accesso agli incentivi destinati agli impianti fotovoltaici. Ne avevamo parlato anche in un precedente articolo.

L’obiettivo è favorire progetti che, oltre a produrre energia pulita, contribuiscano anche al miglioramento della sicurezza degli edifici e alla tutela dell’ambiente.

Un modello che unisce energia rinnovabile e riqualificazione edilizia

Con l’evoluzione degli incentivi e una crescente attenzione alla rigenerazione del patrimonio edilizio, questo modello potrebbe assumere un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo del fotovoltaico italiano.

L’integrazione tra produzione di energia rinnovabile e bonifica delle coperture rappresenta una strategia che permette di affrontare contemporaneamente due sfide: aumentare la capacità fotovoltaica nazionale e ridurre la presenza di amianto ancora diffusa in molti edifici produttivi.

Fonte: Sunprime

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