La tutela dell’ambiente e della salute pubblica continua a essere al centro dell’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Nel corso di una intervista con il giornalista Luigi ABbate, il presidente dell’associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, ha ribadito la necessità di accelerare gli interventi di bonifica nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Ha infatti evidenziato le possibili conseguenze dell’inquinamento ambientale per residenti e lavoratori impegnati sul territorio.
Secondo l’ONA, la protezione dell’ambiente rappresenta un principio sancito dalla Costituzione italiana e strettamente collegato al diritto alla salute.
Il richiamo alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo
Nel suo intervento, Bonanni ha ricordato la recente pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha condannato l’Italia in relazione alla gestione della situazione ambientale nella Terra dei Fuochi, ritenendo che lo Stato dovesse adottare misure più efficaci per affrontare il problema e tutelare la popolazione esposta.
Secondo il presidente dell’ONA, questa decisione rafforza la necessità di realizzare al più presto interventi di bonifica e di prevenzione nelle aree interessate.
I possibili rischi per salute e ambiente
Nel corso dell’intervista, Bonanni ha richiamato l’attenzione sull’incidenza di patologie oncologiche segnalata in alcuni territori della Terra dei Fuochi, facendo riferimento anche ai casi pediatrici. Tuttavia, il rapporto tra esposizioni ambientali e singole patologie richiede valutazioni epidemiologiche e scientifiche specifiche, che devono essere effettuate dagli organismi competenti.
Le categorie di lavoratori più esposte secondo l’ONA
Tra i soggetti che, secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, meritano particolare attenzione figurano alcuni operatori che hanno svolto attività nelle aree interessate dall’emergenza rifiuti. In particolare il personale impiegato nelle attività legate alla gestione dell’emergenza ambientale.
Secondo l’ONA, anche il personale in servizio presso strutture situate all’interno o nelle vicinanze delle aree contaminate potrebbe aver affrontato condizioni di potenziale esposizione, aspetto che richiede approfondimenti caso per caso.
Il caso giudiziario richiamato dall’associazione
Nel suo intervento, Bonanni ha inoltre richiamato il caso di un brigadiere deceduto a causa di un mesotelioma, patologia frequentemente associata all’esposizione ad amianto.
Secondo quanto riferito dall’ONA, la vicenda riguarda anche un contenzioso in materia previdenziale, nato dal mancato riconoscimento dell’esistenza di un’esposizione professionale eccedente il rischio ordinario. L’associazione ha precisato che la questione è stata portata all’attenzione della Corte di Cassazione, che sarà chiamata a pronunciarsi sugli aspetti giuridici della vicenda.
L’impegno dell’ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a promuovere iniziative finalizzate alla tutela delle persone che ritengono di aver subito danni alla salute in seguito a esposizioni ad amianto o ad altri agenti inquinanti.
Tra gli obiettivi indicati dall’associazione figurano il completamento delle bonifiche ambientali, il rafforzamento delle attività di prevenzione, il monitoraggio sanitario delle popolazioni esposte e il riconoscimento dei diritti dei lavoratori che abbiano contratto patologie correlate all’esposizione professionale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.



