26.4 C
Rome
giovedì, Aprile 30, 2026

Amianto, Tribunale Napoli: ricalcolo pensione per operaio

Letto: 50 volte

Ultimi articoli

Una decisione giudiziaria torna ad accendere l’attenzione sul tema dei diritti previdenziali dei lavoratori esposti all’amianto. Il Tribunale di Napoli ha stabilito il ricalcolo della pensione per un ex dipendente dello stabilimento Gecom di Pozzuoli, riconoscendo la rivalutazione dei contributi e il pagamento degli arretrati.  La decisione è stata pronunciata in primo grado e resta ferma la possibilità di ulteriori sviluppi nelle successive fasi giudiziarie

Secondo quanto reso noto dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), la vicenda rappresenta un passaggio significativo nel dibattito sui benefici previdenziali previsti per chi ha lavorato in ambienti con presenza di fibre di amianto.

Amianto e benefici previdenziali: cosa prevede la normativa

La legislazione italiana riconosce specifici benefici contributivi e previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto. Tali misure possono consentire la rivalutazione dei contributi previdenziali, il ricalcolo della pensione ed in alcuni casi l’accesso anticipato al pensionamento.

Il diritto può essere riconosciuto sia in presenza di esposizione professionale, sia – con maggiore evidenza – quando siano state accertate patologie correlate all’amianto.

Secondo ONA tra le malattie più note associate all’esposizione figurano:

Queste patologie rientrano nelle diverse liste delle malattie professionali riconosciute dall’INAIL.

Il caso dell’ex operaio dello stabilimento Gecom

La sentenza riguarda Claudio Lo Moriello, ex lavoratore dello stabilimento Gecom di Pozzuoli. Il giudice ha disposto che l’INPS proceda al momento alla rivalutazione dei contributi previdenziali, la ricostituzione della posizione contributiva ed il ricalcolo dell’assegno pensionistico con il pagamento degli arretrati maturati.

Secondo quanto riportato nella decisione, il lavoratore avrebbe svolto la propria attività per circa vent’anni in ambienti caratterizzati dalla presenza di polveri e fibre di amianto.

Il riconoscimento della malattia professionale

Dopo il pensionamento e la comparsa di problemi respiratori, nel 2022 l’INAIL ha riconosciuto la presenza di una malattia professionale correlata all’esposizione ad amianto.

Nel 2023 il lavoratore ha quindi presentato all’INPS una richiesta di ricostituzione della posizione previdenziale e di adeguamento della pensione. A seguito del rigetto della domanda amministrativa, la questione è stata portata davanti all’autorità giudiziaria.

Il Tribunale di Napoli ha infine stabilito in primo grado il ricalcolo della pensione e il pagamento delle differenze maturate dal 2018, oltre agli interessi previsti.

Il principio evidenziato nella sentenza

Nel provvedimento il giudice ha evidenziato che la rivalutazione contributiva costituisce un diritto autonomo del lavoratore. Questo significa che il riconoscimento può essere fatto valere anche dopo il pensionamento, qualora emergano elementi nuovi come il riconoscimento di una malattia professionale.

Secondo Francesca Piredda, del coordinamento ONA per la tutela legale dei lavoratori esposti ad amianto, la decisione rappresenta un elemento importante di informazione per molti lavoratori che potrebbero trovarsi in situazioni analoghe.

Un contenzioso lungo e complesso

La vicenda giudiziaria si inserisce in un contesto più ampio che negli anni ha visto diversi procedimenti relativi ai benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto.

In una fase iniziale alcuni lavoratori avevano ottenuto in tribunale il riconoscimento di tali benefici. Successivamente però una decisione di appello aveva portato alla revoca dei vantaggi previdenziali precedentemente riconosciuti, con richieste di restituzione delle somme già percepite.

Il nuovo giudizio ha quindi riesaminato la situazione alla luce di ulteriori elementi, tra cui il riconoscimento della malattia professionale.

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Secondo lAvv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, la sentenza rappresenta l’esito di un percorso giudiziario particolarmente complesso.

Bonanni ha sottolineato l’importanza di garantire tutele adeguate ai lavoratori che hanno operato per anni in ambienti in cui era presente amianto, evidenziando come il riconoscimento della malattia professionale debba essere accompagnato anche dalla corretta tutela previdenziale.

Per questa sentenza, preziosa la tutela ONA, azionata dal pull legale composto, oltre che da Bonanni anche dall’Avv. Veronica Scigliano, Avv. Lidiana Belfiore e Avv. Giorgia Cicconi.

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita