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sabato, Aprile 18, 2026

Amianto, il pericolo invisibile in Italia discusso a Unomattina

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A PIÙ DI TRENT’ANNI DALL’ENTRATA IN VIGORE DEL DIVIETO SULL’AMIANTO, L’ITALIA SI CONFRONTA ANCORA CON LE GRAVI CONSEGUENZE DI QUESTO MATERIALE, UN TEMPO CELEBRATO COME SOLUZIONE MIRACOLOSA PER L’EDILIZIA E L’INDUSTRIA. DURANTE UN RECENTE CONFRONTO A UNOMATTINA, ESPERTI E RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI HANNO EVIDENZIATO L’URGENZA DI AFFRONTARE UNA PROBLEMATICA CHE CONTINUA A MIETERE VITTIME, TANTO PER L’IMPATTO SANITARIO QUANTO PER LE RIPERCUSSIONI AMBIENTALI. TRA GLI INTERVENUTI, L’AVVOCATO EZIO BONANNI, PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE AMIANTO (ONA)

Il “miracolo” Eternit: l’amianto da innovazione a minaccia

All’inizio del confronto, un plastico che rappresenta un edificio con un tetto ondulato ha immediatamente evocato l’immagine dell’Eternit, materiale iconico dell’epoca industriale italiana. Composto da una miscela di cemento e amianto, è stato ampiamente utilizzato per decenni, grazie alla sua resistenza e al basso costo. Tuttavia, come sottolineato nel programma televisivo, quando questo materiale inizia a deteriorarsi, anche a causa di piccole fratture, rilascia nell’aria particelle microscopiche. Queste fibre, una volta inalate, risultano estremamente dannose per la salute umana e l’ambiente, diffondendosi persino a chilometri di distanza.

Il generale Giuseppe Vadalà, commissario unico per le discariche, ha ribadito che «ancora oggi ci sono migliaia di edifici con coperture in Eternit, comprese strutture pubbliche come scuole e ospedali. L’amianto non è un problema del passato».

Un disastro evitato ad Aprilia

Un esempio emblematico della persistenza del problema è quello di Aprilia, nel Lazio, dove, nel febbraio 2023, un incendio devastante ha colpito un ex capannone industriale coperto da Eternit. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha dichiarato: «Fortunatamente, l’incendio ha lambito solo una parte dell’amianto presente e le quantità disperse nell’aria sono state limitate. Due anni prima, noi dell’Osservatorio Nazionale Amianto avevamo segnalato il rischio. Le autorità locali hanno agito tempestivamente, imponendo ai cittadini di rimanere chiusi in casa per evitare l’inalazione di sostanze tossiche, tra cui diossine e polveri di amianto».

Tuttavia, l’incendio ha sottolineato l’urgenza di accelerare le operazioni di bonifica, ancora troppo lente per prevenire disastri ambientali e sanitari. «In Italia, situazioni simili sono comuni: vecchi capannoni industriali, spesso costruiti con amianto compatto, rappresentano un pericolo costante, soprattutto in caso di incendi o altre calamità».

La pericolosità invisibile delle fibre di amianto

Uno degli aspetti più inquietanti dell’asbesto è la sua invisibilità. Le sue fibre sono mille volte più sottili di un capello umano: penetrano nei polmoni, attraversano gli alveoli e rimangono nei tessuti. Non possono essere metabolizzate dal nostro organismo e causano infiammazioni croniche che, col tempo, possono trasformarsi in tumori letali.

Il mesotelioma pleurico, un tumore che colpisce la pleura, è la patologia più strettamente legata al “killer silente”. Questo tipo di neoplasia, può manifestarsi anche a distanza di 50 anni.

Una bonifica ancora troppo lenta

Nonostante il divieto del 1992, il processo di rimozione dell’amianto procede a rilento. Si stima che in Italia ci siano ancora 20mila chilometri di tubature che lo contengono, oltre a una quantità significativa di vecchie coperture edilizie. «È necessario un piano nazionale di bonifica e un maggiore investimento in infrastrutture per lo smaltimento», ha affermato il generale Vadalà.

Purtroppo, le operazioni di bonifica sono ostacolate da burocrazia, costi elevati e carenza di strutture adeguate. Tuttavia, esperti e associazioni come l’ONA continuano a premere per accelerare gli interventi e garantire la sicurezza della popolazione.

«È necessario un piano nazionale per affrontare questa emergenza – ha affermato Bonanni –. La prevenzione primaria, ovvero la bonifica degli edifici contaminati, è indispensabile per evitare nuove esposizioni. Al tempo stesso, dobbiamo garantire una prevenzione secondaria, che consiste nel monitoraggio sanitario per chi è stato esposto, al fine di individuare precocemente eventuali patologie. Ogni ritardo equivale a mettere a rischio vite umane».

Una sfida ancora aperta

Il problema dell’amianto, lungi dall’essere un capitolo chiuso, rappresenta una delle sfide ambientali e sanitarie più urgenti per il nostro Paese. La testimonianza di Ezio Bonanni e degli esperti intervenuti a Unomattina ci ricorda che solo attraverso una sinergia tra istituzioni, cittadini e associazioni sarà possibile superare questa eredità tossica.

Ezio Bonanni ha concluso con un appello: «Il nostro obiettivo è garantire un futuro libero dall’amianto. Per farlo, dobbiamo agire con determinazione e responsabilità. Non possiamo permetterci di sottovalutare un nemico così subdolo e pericoloso».

Solo attraverso un’azione tempestiva e coordinata sarà possibile mettere fine all’epidemia silenziosa causata dall’amianto, proteggendo la salute delle generazioni presenti e future.

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