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martedì, Agosto 9, 2022

Eternit bis Napoli, Stephan Schmidheiny dovrà attendere per la sentenza

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Si dovrà attendere ancora il prossimo 6 aprile 2022 per la sentenza del processo Eternit bis di Napoli che vede come unico imputato Stephan Ernest Schmidheiny, imprenditore ed ex proprietario della omonima azienda.

In udienza questa mattina, presso la Corte di Assise del tribunale di Napoli, hanno discusso gli avvocati della difesa, Astolfo Di Amato e Guido Carlo Alleva. È accusato dell’omicidio volontario (in questo troncone del processo Eternit bis), di 6 operai dello stabilimento di Bagnoli dell’azienda che prende il nome dal cemento – amianto e di 2 loro familiari.

La tesi difensiva

L’avvocato Alleva, in particolare, ha sottolineato in primo luogo come non ci sarebbe stata alcuna volontà da parte dell’imprenditore di accettare la morte (o anche soltanto assumersene il rischio), dei propri dipendenti in nome del profitto. Che le conoscenze dell’epoca non erano quelle di oggi e ha citato la sentenza ThyssenKrupp in relazione all’elemento volitivo del dolo e ai suoi criteri identificativi.

Ha quindi spiegato come il mesotelioma sia un tumore che può essere facilmente confuso con altri. Ha fatto quindi l’esempio delle valutazioni effettuate sulla base di schede Inail. Facendo una revisione critica sulle diagnosi, ha spiegato come all’epoca fossero effettuate anche tramite semplici radiografie. Sarebbero invece serviti esami più specifici per avere la certezza che la causa fosse proprio l’amianto.

Si è servito poi di un cartellone per evidenziare le opinioni concordanti di tutti i consulenti sentiti in aula intervenuti sul periodo della “latenza convenzionale”. Voleva dimostrare che nessuno può essere certo di quale esposizione abbia causato nel singolo caso il mesotelioma, dato che il periodo di latenza andrebbe, secondo alcuni studi, dai 4 agli 85 anni.

Stephan Schmidheiny, lo stabilimento Eternit di Bagnoli

Il processo è in corso davanti alla Corte di Assise del tribunale di Napoli proprio perché l’accusa è quella di omicidio. I 6 lavoratori e le loro famiglie hanno respirato per anni le fibre e le polveri dell’asbesto utilizzato nell’azienda di via Cattolica, a Napoli, nella frazione di Bagnoli.

Il sito industriale aprì negli anni ’40, chiuse durante la guerra, per poi ripartire e restare attivo fino al 1985. Produceva lastre, canaloni, tubi e pezzi speciali per l’edilizia in eternit. Nel 1979 vi erano impiegati 534 operai.

Stephan Schmidheiny, i pm chiedono per lui 23 anni e 11 mesi

Durante la scorsa udienza, del 2 marzo 2022, i pubblici ministeri Anna Frasca e Giuliana Giuliano, dopo essersi convinte della responsabilità di Schmidheiny e aver ricostruito la storia dello stabilimento e delle 8 vittime dell’amianto, hanno chiesto per lui 23 anni e 11 mesi di reclusione.

Il dibattimento del processo Eternit bis (di primo grado), a Napoli è stato lungo e a tratti difficile. Emblematiche le testimonianze dei lavoratori in alcuni periodi addirittura costretti a coprirsi la bocca con i fazzoletti, perché non venivano fornite regolarmente le mascherine. Importante per l’accusa, invece, la testimonianza del fratello dell’imputato, che ha spiegato che in casa, nella sua famiglia, la pericolosità dell’amianto fosse nota e che, sempre secondo le sue dichiarazioni, i rischi sarebbero stati più volte insabbiati.

I pubblici ministeri, durante la lunga requisitoria, hanno escluso le aggravanti per l’imputato. Hanno però sottolineato il modo sprezzante di Ernest Schmidheiny di affrontare questa triste vicenda anche con la stampa.

L’Ona difende i familiari di 3 vittime

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, attraverso gli avvocati Ezio Bonanni e Flora Rosa Abate, si è costituita parte civile. Da anni l’associazione è al fianco delle vittime e delle famiglie per garantire loro assistenza medica e legale. Ha creato anche una App, per le segnalazioni, per contribuire a mettere in sicurezza i siti contaminati.

Le vittime dell’amianto possono utilizzare lo sportello on-line, o il numero verde 800 034 294, per richiedere all’Ona una prima consulenza gratuita.

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