Nel dibattito che precede l’approvazione della Legge di Stabilità regionale, torna al centro l’attenzione sulle infrastrutture idriche più obsolete. Una parte della rete potrebbe ancora composta da condotte in cemento-amianto installate diversi decenni fa. L’età media molto elevata di queste tubature le renderebbe più vulnerabili al deterioramento, con conseguenti criticità operative per il servizio idrico.
A dichiararlo sono i consiglieri Enrico Bullian (Patto per l’Autonomia) e Diego Moretti (Pd) su Il Goriziano.
Gli interventi normativi pregressi
La ricognizione prevista dalla legge regionale 13/2023
Negli ultimi anni sono già state avviate alcune iniziative per affrontare l’obsolescenza delle condotte. La legge regionale 13/2023, all’articolo 4, comma 21, prevede infatti che venga effettuata una ricognizione completa delle tubature in cemento-amianto. La consegna del documento finale, sarebbe attesa proprio in questo periodo.
Le iniziative assunte nel 2024
Nel luglio 2024, la Giunta regionale aveva inoltre approvato un ordine del giorno che impegnava la Regione, insieme ad AUSIR e ai gestori, a valutare possibili forme di sostegno economico e tecnico per gli interventi di sostituzione delle condotte più datate. Si tratta di un passaggio preliminare utile a definire una strategia di investimento a lungo termine.
Le nuove proposte per il triennio 2026–2028
Un piano da 70 milioni per la sostituzione delle condotte obsolete
In vista della nuova sessione di bilancio, sono presentati due emendamenti che puntano a dare continuità alle iniziative già intraprese. Le proposte prevederebbero uno stanziamento complessivo di 70 milioni di euro nel triennio 2026–2028. L’obiettivo è sostenere i gestori nelle operazioni di sostituzione delle condotte in cemento-amianto dove necessario e, allo stesso tempo, contribuire in maniera concreta alla riduzione delle perdite idriche.



