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La Spezia, nuovi casi di malati di amianto tra i marinai

Cantiere navale La Spezia amianto
La Spezia

Un incontro per la tutela dei militari esposti

assemblea dell’ONASembra un bollettino di guerra il resoconto della assemblea pubblica dal titolo Amianto nella Marina Militare: arsenali, navi, aerei ed elicotteri.

L’iniziativa organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione rappresentativa dei lavoratori e cittadini  esposti e vittime dell’amianto, nel corso della quale sono intervenuti:

  • l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA;
  • Antonella Franchi, Coordinamento Nazionale ONA APS;
  • Laura Ruocco, Assessore alla Sostenibilità Ambientale del Comune di La Spezia e Natalia Giuliani, Ufficio Legale ONA;
  • Capitano di Fregata Alessandro Cutugno, delegato dell’Ammiraglio Giorgio Lazio (comandante del Comando Marittimo Nord Marina Militare).

Da La Spezia a Taranto, è emergenza amianto

“Dobbiamo purtroppo registrare nuovi casi di patologie asbesto-correlate, per effetto delle testimonianze delle vittime e dei familiari, intervenuti numerosi nel corso dell’assemblea pubblica di La Spezia”. Dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -.

Purtroppo l’epidemia di queste malattie è ancora in corso. Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria.

La prevenzione primaria che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo.

La presenza di numerose vittime e familiari ci responsabilizza a dover proseguire e rende più efficace la nostra azione a La Spezia, come a Taranto, da Venezia fino a Gela

In ogni angolo di questa nostra Italia deturpata dalla presenza di amianto, ancora in 40 milioni di tonnellate, che sta provocando migliaia e miglia di morti ogni anno, con un’epidemia che deve essere fermata.

I dati della strage amianto in Liguria

Durante l’incontro sono stati esposti dati e percentuali a testimonianza dell’emergenza amianto in Liguria e, nel dettaglio nella città di La Spezia.

Sono 2.314 i mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% di quella totale. Con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha esteso l’invito alla conferenza a tutte le istituzioni regionali e nazionali, ivi compreso il C.O.R. della regione Liguria.

Nell’arco di un paio di mesi, finalmente, verrà pubblicato il sesto volume del Registro Nazionale Mesoteliomi.

Il rapporto curato dal Dott. Alessandro Marinaccio con i dati aggiornati al 2015. così ha dichiarato il Dott. Valerio Gennaro del registro Mesoteliomi della Liguria, che per motivi professionali non ha potuto presenziare all’incontro.

Quanto è importante il registro mesoteliomi?

Questa è una bella notizia, in quanto permetterà a tutti di disporre di dati aggiornati sul mesotelioma.

Fermo restando che è importante ricordare che quest’ultimo è si una patologia associata all’esposizione da amianto, ma si tratta di una patologia rara che rappresenta solo la punta dell’iceberg e non contempla tutte le altre patologie asbesto correlate.

Purtroppo, riuscire ad ottenere una completezza dell’incidenza del mesotelioma come delle altre malattie non è semplice, in quanto mancano le possibilità (fisiche e finanziare) per poter procedere.

Ma forse manca la volontà politica. I Registri che abbiamo a disposizione sono indietro di anni e tutto questo non è accettabile.

La stessa Inail, che in quanto Ente pubblico dovrebbe garantire l’aspetto assicurativo della popolazione spesso si trova a fronteggiare situazioni difficili, a causa della non uniformità dei dati e dei conseguenti riconoscimenti.

È necessario rafforzare e difendere i registri, regione per regione. Altrettanto importante è garantire dati sempre aggiornati e completi che non si limitino alla mera produzione di percentuali e incidenze ma, che si occupino di descrivere anche le storie personali delle vittime e dei familiari.

In tempi utili, in modo tale che tutti possano avere una completa visione di quello che l’amianto, così come altre silenziose cause di malattia, possono provocare, sia per lavoratori che per le alle persone”.

I dati pubblicati dall’ONA durante l’incontro

Nel corso dell’assemblea pubblica dell’8.04.2017 sono state rese note una serie di sentenze della Corte di Cassazione dove si rivendica il diritto alla sicurezza ambientale e lavorativa.

Oltre ad una serie di dati dettagliati e completi relativi ai mesoteliomi e patologie asbesto correlate. A seguito dell’incontro l’Osservatorio Nazionale Amianto invierà un report alla Dott.ssa Laura Ruocco, Assessore alla Sostenibilità Ambientale del Comune di La Spezia.

La Spezia, dal 1994 al 2008, ha fatto registrare 213 mesoteliomi per un popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione;

Al 12mo posto per incidenza, figurano:

  • Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza;
  • Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto);
  • Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto)
  • Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti, e così via.

Ben 4 città figurano entro i primi 17 posti e 5 città tra le prime 23 in quella che è la più macabra delle statistiche (il tutto confermato dal Ministero della Salute, nel quaderno n. 15 del maggio-giugno 2012).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie.

Inoltre, l’amianto provoca anche altre forme di tumore come cancro ai polmoni, tumore alla laringe e all’ovaio. Da non trascurare anche l’insorgenza di altri tumori del tratto gastrointestinale, quindi della faringe, dello stomaco e del colon.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha avviato una rilevazione epidemiologica estesa ai casi successivi al 2008, e che riguardano tutte le patologie asbesto-correlate, non solo il mesotelioma.

È una strage nelle Forze Armate e nel Comparto Sicurezza

Uno dei comparti dove si è verificata l’esposizione è quello della difesa. In particolare nelle installazioni e nelle unità navali della Marina Militare e nei cantieri navali. Anche se l’amianto è stato largamente utilizzato in circa 3000 applicazioni in diversi settori merceologici.

Dal 1 gennaio 1996 ad aprile 2015 (ossia in 19-20 anni) le malattie asbesto correlate nelle Forze Armate Italiane conosciute dall’Osservatorio Epidemiologico della Difesa sono:

  • 115 nell’Arma dei Carabinieri;
  • 112 nell’Esercito;
  • 102 nella Marina Militare
  • 76 nell’Aeronautica Militare.

Per un totale di 405 casi, di cui 211 deceduti e 194 viventi. Affetti da patologie asbesto correlate.

I 211 decessi sono così suddivisi:

  • 77 nella Marina Militare;
  • 50 nell’Arma dei Carabinieri;
  • 45 nell’Aeronautica Militare;
  • 39 nell’Esercito.

L’amianto come primo nemico per la salute dei lavoratori

L’amianto è una delle cause principali di tumore professionale in Italia. Tra il 1998 e il 2006 l’INAIL ha dovuto risarcire un importo di 152 milioni di euro per i lavoratori danneggiati da Eternit.

Come è noto, Eternit è uno dei produttori più famosi di amianto in Italia, mentre miliardi di euro devono essere pagati per risarcire tutte le vittime.

L’occasione dell’assemblea pubblica dell’8 aprile ha permesso di rendere pubblici i risultati delle indagini epidemiologiche circa il numero di casi di patologie asbesto correlate che hanno colpito la provincia e la città di La Spezia.

L’associazionr ha inoltre informato i lavoratori interessati dello stato dei procedimenti già intentati e finalizzati al riconoscimento della qualità di vittime del dovere del personale civile e militare che ha contratto patologie asbesto correlate in ragione delle attività di servizio.

Con equiparazione agli effetti della liquidazione delle prestazioni previdenziali, alle vittime del terrorismo, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Cagliari, Sezione lavoro, n. 917/2016, i cui principi sono stati recentemente confermati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 7761/2017.

L’ONA ha quindi acconsentito alle richieste di celebrare una conferenza di aggiornamento, rispetto agli eventi che l’associazione ha già organizzato nella città di Sarzana e di La Spezia negli anni scorsi.

Punti che verranno trattati alla conferenza:

  • problematiche relative all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto del personale militare e civile della Marina, e nei cantieri navali e del personale della navigazione aerea, per permettere agli aventi diritto, oltre alla prevenzione primaria e secondaria;
  • riconoscimento dei diritti (prepensionamento, riconoscimento delle prestazioni quali vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo, risarcimento dei danni, anche di quelli subiti dai familiari).

Per vedere la diretta live della conferenza.

Sportello amianto Massa: inaugurato lo sportello dell’ONA

ONA Massa Carrara
ONA Massa Carrara

Sportello amianto Massa. Si è tenuta a Massa la conferenza/assemblea pubblica “Amianto: killer da sconfiggere”. Nel corso dell’incontro, sono intervenuti:

  • l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA;
  • Alessandro Volpi, Sindaco di Massa;
  • Angelo Andrea Zubbani, Sindaco di Carrara;
  • Eleonora Biancolini, Consigliere del Comune di Massa;
  • Gianfranco Giannoni, Coordinamento ONA Massa;
  • Luciano Giorgini, Geometra ONA, Esposti Amianto in Poste Italiane.

Sportello amianto Massa: le parole dell’Avv. Ezio Bonanni

«L’Osservatorio Nazionale Amianto, in collaborazione con il Comune di Massa, ha istituito una sede nel Comune, presso Villa Cuturi. I volontari dell’ONA riceveranno tutti coloro che ne faranno richiesta per qualsiasi loro necessità. L’associazione offre assistenza anche per le domande amministrative per i benefici contributivi per esposizione ad amianto, ai fini del prepensionamento, ovvero della rivalutazione delle prestazioni pensionistiche.

L’ONA e i singoli lavoratori esposti e vittime dell’amianto, hanno lamentato il mancato riconoscimento dei loro diritti in via amministrativa. Quindi, la necessità di dover ricorrere alla Magistratura, sempre e in ogni caso. Per questi motivi, unitamente ai sindaci del comprensorio, chiediamo di poter costituire un tavolo interistituzionale. Ciò al fine di definire termini e modalità per ottenere l’esatta applicazione delle norme in materia previdenziale, e per deflazione del contenzioso» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

Una richiesta accolta dai sindaci di Massa e Carrara

I Sindaci di Massa e Carrara hanno ben accolto questa richiesta. Questa richiesta permetterà di tutelare vittime e familiari, ovvero, al riconoscimento dei loro diritti. Il Consigliere del Comune di Massa, Eleonora Biancolini, proporrà un ordine del giorno, proprio per esprimere il totale sostegno a questa iniziativa.

Gli ultimi dati sui casi di mesotelioma in Toscana ci portano a stimare in poco meno di 2.000 il numero dei casi dal 1988 ad oggi. Si pensi che ne sono stati censiti 1.851 dall’ISPO – centro operativo toscano dei tumori professionali.

È solo la punta dell’iceberg!

L’epidemia di patologie asbesto correlate

Si deve tener conto del fatto che, intanto, solo una piccola percentuale di mesotelioma sopravvive ai 5 anni. Inoltre, per ogni decesso per mesotelioma, ce ne sono due per tumore polmonare. In più, si deve tener conto del fatto che sono patologie asbesto correlate anche quelle fibrotiche.

Tra le più ricorrenti, ricordiamo l’asbestosi, le placche e gli ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie. e le altre neoplasie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago). Il bilancio, dunque, ben lungi dall’essere classificabile con i numeri della Regione Toscana, deve essere purtroppo aggiornato ad almeno 8.000 decessi negli ultimi 20 anni.

Il V Rapporto ReNaM riporta 1.228 casi di mesotelioma fino al 2011. Poiché secondo i dati ufficiali della Regione risultano invece al 2017 n. 1.851 casi, è di tutta evidenza che ci sono 623 nuovi casi di mesotelioma per gli anni dal 2012 al 2016 e per i primi mesi del 2017, con un trend pari a circa 120 casi l’anno, rispetto alla media precedente, pari a 53 casi, quindi a salire.

Infatti, il numero di mesoteliomi è oscillato dai 69 casi del 2000 agli 82 del 2009 fino ai 93 del 2011, ed è quindi di tutta evidenza come ci sia una vera e propria emergenza.

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9% (per 197.000 abitanti rispetto alla popolazione toscana, pari a 3.743.000: quindi circa il 5% della popolazione); la provincia di Livorno ha fatto registrare 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8% (per 160.000 abitanti circa, quindi per circa il 4% della popolazione del territorio regionale).

I nuovi dati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM.

Conferenza stampa informativa, sui seguenti temi:

  • istituzione sede ONA di Massa e le sue attività in collaborazione con gli uffici comunali, e le altre istituzioni;
  • istituzione del tavolo tecnico tra associazione, Comune di Massa, con interlocuzione con INAIL e INPS;
  • pubblicazione dei dati epidemiologici relativi a tutte le patologie asbesto correlate (e non solo ai casi di mesotelioma);
  • sul numero di riconoscimenti delle malattie professionali e benefici contributivi per esposizione ad amianto, anche in seguito all’intervento dei Dipartimenti ONA;
  • richiesta all’INPS di applicazione uniforme delle norme in materia di benefici contributivi con estensione a tutti i lavoratori, anche quelli di Marina di Massa, fino al 02.10.2003, con il coefficiente 1,5;
  • richiesta all’INPS di applicazione dell’art. 1, co. 250, della L. 232/16 con immediato prepensionamento in favore di tutti i lavoratori riconosciuti affetti da mesotelioma, tumore polmonare e asbestosi;
  • richiesta di incontro dei Sindaci (Massa e Carrara) con l’INPS e l’INAIL, per ottenere l’applicazione, in via amministrativa delle leggi che danno diritto al prepensionamento, ovvero alla costituzione di rendita e/o ogni altro diritto.

Nel convegno sono intervenuti:

Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS

Prof. Alessandro Volpi, Sindaco di Massa

Dott. Angelo Andrea Zubbani, Sindaco di Carrara

Dott.ssa Eleonora Biancolini, Consigliere del Comune di Massa

Sig. Gianfranco Giannoni, Coordinamento ONA Massa

Sig. Luciano Giorgini, Comitato ONA Esposti Amianto in Poste Italiane Spa

Sono intervenuti cittadini, lavoratori, esposti e vittime dell’amianto e loro familiari.

Roma, 08.04.2017

Emergenza mesotelioma in Liguria. Amianto nella Marina Militare

Amianto sulle navi della Marina
Amianto navi

Amianto nella Marina Militare, dagli arsenali agli elicotteri

È emergenza mesotelioma in tutta la Liguria e in tutti i comparti produttivi. Se ne parlerà il giorno 08.04.2017 alle ore 15:30 presso la Sala Multimediale di Tele Liguria Sud (Piazzale Giovanni XXIII – La Spezia – SP), nel corso di una conferenza/assemblea pubblica, organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto, e che vedrà la partecipazione, di cittadini e lavoratori, vittime dell’amianto e loro familiari.

I dati sul mesotelioma sono stati già resi pubblici dall’Osservatorio Nazionale Amianto (in Liguria risultano censiti 2.314 mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale, per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% della popolazione, con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006).

La Spezia ha fatto registrare 213 mesoteliomi, su una popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione. Al 12mo posto per incidenza, figurano Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza; poi Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto) e ancora Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto) e poi ancora Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti.

Gli ospiti del convegno organizzato dall’ONA

Al convegno parteciperanno, in qualità di relatori, l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto – ONA ONLUS; la Dott.ssa Laura Ruocco, Assessore alla sostenibilità ambientale del Comune di La Spezia; il Capitano di Fregata Alessandro Cutugno; la Sig.ra Antonella Franchi, Coordinamento Nazionale ONA Onlus; l’Avv. Natalia Giuliani, Ufficio Legale ONA Onlus; il Dott. Alessandro Ruta, componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA.

L’ONA ha ringraziato e ringrazia pubblicamente l’Ammiraglio Giorgio Lazio il quale pur non potendo intervenire personalmente per pregressi impegni, ha comunque delegato a partecipare il Capitano di Fregata Alessandro Cutugno.

L’emergenza mesotelioma nel comparto della Marina Militare

E’ emergenza mesoteliomi non solo nel comparto della Difesa e della Marina Militare in particolare, poiché anche in altri settori, in Liguria, si registra un’alta incidenza di questa patologia, come per esempio nel settore petrolifero.

Ne sa qualcosa la Sig.ra Cinzia Albanese, moglie del Sig. Nardini Claudio, che è deceduto in seguito a mesotelioma lo scorso 12.12.2013, dopo che gli era stato diagnosticato il mesotelioma nel giugno del 2010 e che è una delle tante attiviste dell’ONA, associazione che da anni è presente nell’intera regione, come nel resto d’Italia, per sensibilizzare le popolazioni e le istituzioni sulla problematica amianto e per ottenere la bonifica, e che interverrà all’assemblea pubblica che si terrà il giorno 08.04.2017.

Claudio, già dal 1981, ha lavorato nel settore petrolifero, e anche dopo essersi ammalato, ha continuato a svolgere il suo lavoro fino agli ultimi giorni antecedenti la sua morte, avvenuta in modo drammatico anche in seguito ad alcuni errori medici, che l’hanno anticipata.

In un comunicato diffuso da ONA Liguria, si ricorda la figura di Claudio Nardini come emblematica del carattere ubiquitario dell’emergenza relativa alla presenza di amianto nelle diverse attività produttive, certamente non circoscritte al solo comparto della cantieristica navale e del settore militare.

Cinzia racconta la storia del marito Claudio:

“Aveva appena 51 anni Claudio quando si è ammalato di mesotelioma e 54 quando è deceduto, e la sua vita e quella della sua famiglia, una moglie e due figlie, una di appena 18 anni e l’altra di appena 13 anni alla scomparsa del loro papà, le cui sofferenze (dal 2010), hanno accompagnato tutta la loro adolescenza, fino al trauma della morte”.

Cinzia, ci racconta la storia di suo marito?

“Mio marito ha lavorato tutta la vita in esposizione ad amianto, e gli esami strumentali, nel 2010 hanno evidenziato sia gli ispessimenti pleurici che il mesotelioma, e a nulla sono valsi tutti i tentativi di salvargli la vita perché questa patologia non lascia scampo, soprattutto se è diagnosticata con ritardo e se poi i medici non fanno fino in fondo il loro dovere.

Ma sono le istituzioni ad avere letteralmente abbandonato le vittime dell’amianto, in Liguria come nel resto d’Italia: sarebbe necessaria una prevenzione primaria, cioè rimuovere tutte le componenti in amianto, evitando così le future esposizioni, e ancora stabilire un programma di sorveglianza sanitaria per coloro che sono stati già esposti, e soprattutto assicurare che ci sia il riconoscimento delle prestazioni previdenziali e il risarcimento dei danni.

La storia di mio marito somiglia a tante altre storie di persone che, purtroppo, si sono ammalate sul posto di lavoro mentre prestavano servizio per dare dignità a loro stessi e alla loro famiglia e per assicurare loro una esistenza libera e dignitosa come recita l’art. 36 della Costituzione.

Mio marito ha firmato un contratto di lavoro, non un contratto di morte, però in realtà, avendo inalato fibre di amianto, il posto di lavoro si è trasformato nella sua tomba.

Lo stesso vale per tutte le altre vittime.

L’azione di tutela dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto tende la mano a tutte le istituzioni, dalla Regione, alle Province, ai Comuni, allo Stato e ai Corpi dello Stato, come per esempio alla Marina Militare, per i tanti marinai che purtroppo si sono ammalati di queste patologie.

Loro erano al servizio dello Stato, hanno messo la loro vita nelle mani dello Stato, si sono affidati alle istituzioni, sono rimasti esposti all’amianto e si sono ammalati.

L’amianto ha provocato più morti che in tutte le guerre di indipendenza e questo è inaccettabile, come è inaccettabile che mio marito sia deceduto e che ancora ad oggi l’INAIL neghi il riconoscimento dei miei diritti e di quelli delle due orfane, che hanno perso il padre in tenera età e che quindi hanno dovuto affrontare da sole e in grave sofferenza il dischiudersi alla vita in un contesto, come quello italiano, molto difficile per i giovani.

Credo che l’ONA, anche in seguito al suo lungimirante programma, che ha posto a disposizione delle Autorità e di tutte le istituzioni da quelle territoriali a quelle nazionali possa costituire il momento centrale per poter tentare di arrestare questo fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate”.

Le dichiarazioni dell’Avvocato Bonanni

L’Avv. Ezio Bonanni si schiera al fianco della Sig.ra Cinzia, alla quale è stato negato – ritiene ingiustamente – il diritto alla rendita di reversibilità per la prematura scomparsa del marito, a seguito di mesotelioma, da parte di INAIL che ha accentuato il carattere assicurativo della sua funzione, rispetto a quello preventivo e indennitario: “l’INAIL ha una funzione costituzionale (art. 38) e questa funzione viene meno se applica metodi assicurativi piuttosto che indennitari e di protezione sociale, specialmente se ci riferiamo al mesotelioma, la cui eziologia riconducibile all’amianto è ormai non controvertibile, tanto più per il fatto che tale patologia è comunque contemplata nelle tabelle, ecco perché non comprendo le ragioni per le quali l’ente si ostini a negare l’origine professionale della patologia del povero Claudio, e quindi anche alla moglie e alle orfane che si dibattono in grave difficoltà non solo emotive ma anche economiche. Spero che la Regione Liguria voglia aprire una interlocuzione con l’INAIL per evitare che tutto debba finire nelle aule di giustizia come per il caso di Claudio e di tante altre”.

La Spezia: “Amianto nella Marina Militare”

La Spezia
La Spezia

Emergenza amianto in Liguria e nella città di La Spezia: 2.314 mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% della popolazione, con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006.

Mesotelioma: non è solo un problema della Marina Militare

La Spezia ha fatto registrare 213 mesoteliomi per un popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione;

Al 12mo posto per incidenza, figurano Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza; poi Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto) e ancora Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto) e poi ancora Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti, e così via.

Ben 4 città figurano entro i primi 17 posti e 5 città tra le prime 23 in quella che è la più macabra delle statistiche (il tutto confermato dal Ministero della Salute, nel quaderno n. 15 del maggio-giugno 2012).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie e altri tumori: tumore polmonare; tumore alla laringe e cancro alle ovaie; tumori del tratto gastrointestinale – faringe, stomaco e colon.

La rilevazione epidemiologica dell’ONA

LOsservatorio Nazionale Amianto ha avviato una rilevazione epidemiologica estesa ai casi successivi al 2008, e che riguardano tutte le patologie asbesto-correlate, non solo il mesotelioma.

L’associazione riceve segnalazioni anche in forma anonima, attraverso la piattaforma digitale REPAC ONA, in questo modo i cittadini possono collaborare ed essere parte attiva.

Uno dei comparti dove si è verificata l’esposizione è quello della difesa, in particolare nelle installazioni e nelle unità navali della Marina Militare e nei cantieri navali, anche se l’amianto è stato largamente utilizzato in circa 3000 applicazioni in diversi settori merceologici.

 “Già dai primi anni ’60 – spiega Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, legale di alcuni ricorrenti – era stato confermato con chiarezza che tutti i tipi di amianto erano cancerogeni per l’uomo. Nel 1973 l’International agency for research on cancer, aveva stabilito tale dogma per la ‘sufficiente evidenza’ e quindi, da quella data, sarebbe stato necessario non utilizzare più amianto e bonificarne quello presente”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto intende quindi rendere pubblici i risultati delle indagini epidemiologiche circa il numero di casi di patologie asbesto correlate che hanno colpito la provincia e la città di La Spezia e di informare i lavoratori interessati dello stato dei procedimenti già intentati e finalizzati al riconoscimento della qualità di vittime del dovere del personale civile e militare che ha contratto patologie asbesto correlate in ragione delle attività di servizio, con equiparazione agli effetti della liquidazione delle prestazioni previdenziali, alle vittime del terrorismo, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Cagliari, Sezione lavoro, n. 917/2016, i cui principi sono stati recentemente confermati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 7761/2017.

Conferenza ONA a Sarzana e a La Spezia

L’ONA ha quindi acconsentito alle richieste di celebrare una conferenza di aggiornamento, rispetto agli eventi che l’associazione ha già organizzato nella città di Sarzana e di La Spezia negli anni scorsi.

L’evento del prossimo 08.04.2017, sarà centrato sulle problematiche relative all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto del personale militare e civile della Marina, e nei cantieri navali e del personale della navigazione aerea, per permettere agli aventi diritto, oltre alla prevenzione primaria e secondaria, anche il riconoscimento dei diritti (prepensionamento, riconoscimento delle prestazioni quali vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo, risarcimento dei danni, anche di quelli subiti dai familiari).

Sabato 8 aprile 2017 ore 15.30 – La Spezia

Sala Multimediale di Tele Liguria Sud (Piazzale Giovanni XXIII – La Spezia – SP)

Amianto nella Marina Militare: arsenali, navi, aerei ed elicotteri

La tutela del personale civile e militare della Marina Italiana

Relatori:

Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto – ONA ONLUS

Dott.ssa Laura Ruocco, Assessore alla sostenibilità ambientale del Comune di La Spezia

Sig.ra Antonella Franchi, Coordinamento Nazionale ONA Onlus

Avv. Natalia Giuliani, Ufficio Legale ONA Onlus

Testimonianze delle vittime e dei loro familiari

L’aggiornamento sui processi penali:

In relazione ai numerosi casi di decessi nel personale civile e militare del Ministero della Difesa, con particolare attenzione per il comparto navale, la Procura della Repubblica di Padova ha già istruito due procedimenti penali, il primo in sede di appello dopo il giudizio di remissione della Cassazione, che ha annullato l’assoluzione della Corte di Appello di Venezia, e il secondo, che ha portato al rinvio a giudizio di alti ufficiali per i reati di lesioni ed omicidio colposo, tutt’ora pendente presso il Tribunale Penale di Padova (proc. n. 15150/09 RGNR) prossima udienza 10.07.2017.

In relazione ad ulteriori casi di malattie e morti sospette per patologie asbesto correlate che hanno coinvolto anche personale militare e civile dell’arsenale e delle unità navali di stanza presso il Porto di La Spezia, sono in corso le indagini preliminari affidate al PM Dott. Sergio Dini (procedimento n. 15082/2010 RGNR).

L’amianto è stato utilizzato anche nella componentistica degli aeromobili e degli elicotteri, come confermato dalla Procura della Repubblica di Padova, che ha disposto una perizia tecnica per una ventina di casi di patologie asbesto correlate che si sono manifestate tra coloro che hanno svolto servizio nell’Aeronautica Militare ed evidentemente con gli stessi velivoli utilizzati dalla Marina Militare.

I consulenti sottolineano le negligenze avvenute negli anni e i rischi ai quali sono stati sottoposti i militari scrivendo che “tutta la documentazione visionata e tutte le dichiarazioni raccolte, dimostrano che nessuna misura di prevenzione per il rischio amianto è stata adottata, né è stata fatta alcuna valutazione del rischio prima del 2000, ed è in realtà solo nel 2013 che prende l’avvio un programma di mappatura dell’amianto ancora presente e una corretta strategia di prevenzione, simile a quella adottata da Ferrovie dello Stato per i rotabili, più di venticinque anni prima”. Questo nonostante i consulenti affermino che “quanto meno dal 1980, se non da prima ancora, esisteva l’obbligo giuridico di informare i lavoratori sul rischio”, per chi manipolava direttamente i materiali di amianto, e quello di adottare tutti i sistemi necessari, di aspirazione e abbattimento e mascherine protettive adeguate, per scongiurare l’insorgere di patologie correlate all’esposizione da amianto.

Conferenza stampa di presentazione della sede ONA di Massa

ONA Massa Carrara
ONA Massa Carrara

L’Osservatorio Nazionale Amianto indice per il prossimo 08.04.2017 una conferenza stampa al fine di informare la cittadinanza sulla istituzione della sede ONA di Massa e per presentare alla popolazione le attività di supporto che verranno svolte in favore dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e loro familiari.

sede ONA

Il programma dei lavori:

Sabato 8 aprile 2017 ore 09.30 – Massa.

Villa Cuturi (Viale Amerigo Vespucci 22 – 54100 – Marina Di Massa – MS)

Amianto: killer da sconfiggere

Conferenza stampa informativa, sui seguenti temi:

  • istituzione sede ONA di Massa e le sue attività in collaborazione con gli uffici comunali, e le altre istituzioni;
  • istituzione del tavolo tecnico tra associazione, Comune di Massa, con interlocuzione con INAIL e INPS;
  • pubblicazione dei dati epidemiologici relativi a tutte le patologie asbesto correlate (e non solo ai casi di mesotelioma);
  • sul numero di riconoscimenti delle malattie professionali e benefici contributivi per esposizione ad amianto, anche in seguito all’intervento dei Dipartimenti ONA;
  • richiesta all’INPS di applicazione uniforme delle norme in materia di benefici contributivi con estensione a tutti i lavoratori, anche quelli di Marina di Massa, fino al 02.10.2003, con il coefficiente 1,5;
  • richiesta all’INPS di applicazione dell’art. 1, co. 250, della L. 232/16 con immediato prepensionamento in favore di tutti i lavoratori riconosciuti affetti da mesotelioma, tumore polmonare e asbestosi;
  • richiesta di incontro dei Sindaci (Massa e Carrara) con l’INPS e l’INAIL, per ottenere l’applicazione, in via amministrativa delle leggi che danno diritto al prepensionamento, ovvero alla costituzione di rendita e/o ogni altro diritto.

Seguirà il convegno/assemblea pubblica. I relatori:

Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps

Prof. Alessandro Volpi, Sindaco di Massa

Dott. Angelo Andrea Zubbani, Sindaco di Carrara

Dott.ssa Eleonora Biancolini, Consigliere del Comune di Massa

Sig. Gianfranco Giannoni, Coordinamento ONA Massa

Sig. Luciano Giorgini, Comitato ONA Esposti Amianto in Poste Italiane Spa

Interverranno cittadini, lavoratori, esposti e vittime dell’amianto e loro familiari.

«L’Osservatorio Nazionale Amianto ha già ottenuto significativi risultati sia in sede amministrativa che giudiziaria, e auspica che, anche grazie all’intervento dei Sindaci, possa essere costituito il tavolo tecnico finalizzato alla deflazione del contenzioso in essere presso il Tribunale di Massa Carrara, sezione lavoro, e si possa giungere al riconoscimento dei diritti dei lavoratori, vittime e dei loro familiari, senza la necessità di dover sempre ricorrere al Giudice con costi sia per i lavoratori che per gli enti previdenziali che potrebbero essere risparmiati e con risorse destinate ad altre più legittime finalità» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

Gli ultimi dati sui casi di mesotelioma in Toscana ci portano a stimare in poco meno di 2.000 il numero dei casi dal 1988 ad oggi (ne sono stati censiti 1.851 dall’ISPO – centro operativo toscano dei tumori professionali). È solo la punta dell’iceberg, poiché si deve tener conto del fatto che intanto solo una piccola percentuale di mesotelioma sopravvive ai 5 anni, e per ogni decesso per mesotelioma ce ne sono due per tumore polmonare e poi si deve tener conto del fatto che sono patologie asbesto correlate anche quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie) e le altre neoplasie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago). Il bilancio, dunque, ben lungi dall’essere classificabile con i numeri della Regione Toscana, deve essere purtroppo aggiornato ad almeno 8.000 decessi negli ultimi 20 anni.

Il V Rapporto ReNaM riporta 1.228 casi

Il V Rapporto ReNaM riporta 1.228 casi di mesotelioma fino al 2011. Poiché secondo i dati ufficiali della Regione risultano invece al 2017 n. 1.851 casi, è di tutta evidenza che ci sono 623 nuovi casi di mesotelioma per gli anni dal 2012 al 2016 e per i primi mesi del 2017, con un trend pari a circa 120 casi l’anno, rispetto alla media precedente, pari a 53 casi, quindi a salire.

Infatti, il numero di mesoteliomi è oscillato dai 69 casi del 2000 agli 82 del 2009 fino ai 93 del 2011, ed è quindi di tutta evidenza come ci sia una vera e propria emergenza.

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9% (per 197.000 abitanti rispetto alla popolazione toscana, pari a 3.743.000: quindi circa il 5% della popolazione); la provincia di Livorno ha fatto registrare 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8% (per 160.000 abitanti circa, quindi per circa il 4% della popolazione del territorio regionale).

Roma, 05.04.2017

I nuovi dati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM.