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Processo Eternit: Avv. Bonanni (ONA) chiede chiarezza Report

Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto

«La decisione di prescrivere il caso Eternitnon è stata una mera questione tecnica, ma il risultato di una specifica interpretazione, che ha considerato il disastro da amianto come un reato istantaneo con effetti duraturi, piuttosto che un reato continuativo o a lungo termine. È necessario fare piena luce su quanto emerso dalla trasmissione Report. In qualità di legale di alcune delle vittime, già nel corso dell’udienza ebbi modo di contestare la tesi del sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello». Così l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), commenta le nuove ricostruzioni emerse dall’inchiesta giornalistica di Report, che ha riportato al centro dell’attenzione il processo Eternit, uno dei più gravi disastri ambientali e sanitari della storia italiana.

Come già evidenziato dall’Avv. Ezio Bonanni in un articolo del 2023, Report ha sottolineato un collegamento in passato tra la Germania nazista e le fabbriche Dazag.

Il caso Eternit e la prescrizione: un nodo irrisolto

Il processo Eternit continua a essere un punto di riferimento per il dibattito sulla giustizia ambientale. La decisione della Corte di Cassazione del 2014, che ha annullato le condanne dichiarando il reato prescritto, ha sollevato interrogativi sulla capacità del sistema giuridico di affrontare le malattie a lunga latenza causate dall’amianto. Secondo Bonanni, “la scelta di considerare il disastro da amianto come un reato istantaneo ha impedito di riconoscere la realtà delle patologie che si manifestano decenni dopo l’esposizione.”

Casale Monferrato: la realtà delle vittime

A Casale Monferrato, nonostante le bonifiche e le dichiarazioni di SIN (Sito di Interesse Nazionale), i residenti continuano a convivere con la presenza di eternit nei tetti e nei materiali di costruzione, seppur incapsulati. Anche oggi si registrano nuove diagnosi di mesotelioma, con un ritmo di quasi un caso a settimana, evidenziando la persistenza del problema sanitario.

Le rivelazioni di Report: le relazioni internazionali

Report avrebbe inoltre rivelato comunicazioni riservate tra un collaboratore di Schmidheiny, e un ex agente dei servizi segreti in ambito internazionale. Queste mail sono state oggetto di ricostruzione giornalistica e sollevano interrogativi sul contesto diplomatico e politico che circondava la vicenda.

L’impatto sulla giustizia ambientale

La trasmissione di Report evidenzia come, oltre al merito del processo, esistano dinamiche più ampie che riguardano gli interessi economici globali. Bonanni sottolinea l’importanza di non sacrificare la tutela della salute pubblica per interessi economici e di mantenere la giustizia come pilastro fondamentale nella lotta contro le conseguenze dell’amianto.

Eternit bis e la continua ricerca di giustizia

Oggi, il cosiddetto processo Eternit bis continua a tenere alta l’attenzione. Nonostante le condanne parziali (l’ultima del 2025 ha visto la riduzione della condanna a 9 anni) la possibile prescrizione rimane un rischio concreto per le vittime e per le comunità colpite.

Il dolore nei territori dell’amianto

A Casale Monferrato, a Cavagnolo e in tutti i territori colpiti dalla presenza Eternit, il numero dei morti per mesotelioma e altre patologie asbesto-correlate continua a crescere. Proprio mentre il reato veniva dichiarato prescritto. Per le comunità locali, quella decisione ha rappresentato il simbolo di una giustizia che forse non è stata in grado di tenere conto dei tempi lunghi delle malattie da amianto. Una contraddizione che pesa ancora oggi e che rende le nuove rivelazioni particolarmente dolorose.

Pressioni, immagine del Paese e interessi economici

Dalle comunicazioni emerge inoltre un’altra ipotesi particolarmente delicata: la strategia di far leva sull’impatto che una sentenza definitiva di condanna avrebbe potuto avere sull’immagine dell’Italia e sulla capacità di attrarre investimenti internazionali. Un argomento che, se confermato nel suo peso politico e culturale, racconta di un processo non isolato, ma inserito in una rete globale.

Giustizia ambientale e responsabilità collettiva

Le bonifiche incomplete, la presenza diffusa di amianto sul territorio nazionale e l’aumento continuo delle diagnosi impongono una risposta che sia giudiziaria, politica e sanitaria. «Senza verità non c’è prevenzione, senza giustizia non c’è tutela», conclude l’avv. Ezio Bonanni. «Il diritto alla salute non può soccombere davanti a equilibri di potere che nulla hanno a che fare con le vittime».

L’inchiesta di Report e le dichiarazioni di Ezio Bonanni accendono i riflettori sulla necessità di fare chiarezza e di garantire che la giustizia ambientale non venga mai compromessa da interessi esterni. Per le vittime dell’amianto, la verità e la prevenzione restano obiettivi fondamentali, che devono guidare ogni passo verso una società più giusta e sicura.

Eternit, RANUCCI report
Eternit, immagine dalla trasmissione Report

Amianto e Ferrovie: risarcimento record a Messina

Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto

Una sentenza del Tribunale di Messina ha riconosciuto il risarcimento per circa 1,2 milioni di euro ai parenti di un ex dipendente delle Ferrovie dello Stato. L’uomo è deceduto nel 2015 per mesotelioma pleurico. Malattia nota per essere correlata all’amianto, appena un anno dopo la terribile diagnosi.

La sentenza accoglie il ricorso promosso dagli eredi del lavoratore

 «Il giudice del lavoro – ha affermato l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) nel dare notizia della sentenza – ha accertato che l’uomo aveva prestato servizio  per oltre vent’anni, dal 1977 al 2001, con mansioni di elettricista e addetto alla manutenzione. In particolare, l’attività lavorativa si è svolta a bordo dei traghetti ferroviari e negli impianti elettrici. Contesti nei quali la presenza di fibre cancerogene era significativa e continuativa».

Le dichiarazioni dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

La sentenza inoltre «riconosce in modo netto il nesso causale tra l’esposizione professionale e l’insorgenza del mesotelioma pleurico», spiega l’Osservatorio. «Secondo il Tribunale – continua l’Ona –la mancata adozione di idonee misure di prevenzione costituisce una chiara violazione dell’art. 2087 del codice civile. Una responsabilità che si inserisce nel solco di precedenti pronunce e che rafforza l’orientamento giurisprudenziale in materia di tutela dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene. Un precedente di grande rilievo nella giurisprudenza».

«Questa sentenza segna un passaggio fondamentale nella verità giudiziaria sull’amianto nelle Ferrovie dello Stato – afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha assistito i familiari della vittima con il supporto del legale di Giuseppe Aveni – perché accerta in modo inequivocabile l’uso di amianto nei traghetti ferroviari e ne individua le responsabilità.”

Una vicenda tutt’altro che isolata

«Abbiamo già censito almeno altri dieci casi di mesotelioma tra i lavoratori impiegati nei traghetti a Reggio Calabria e Messina il fenomeno è ancora più grave. Dopo otto anni di battaglie giudiziarie, questa decisione restituisce finalmente giustizia alle vittime e ai loro familiari e rappresenta una speranza concreta per tutti coloro che attendono il riconoscimento dei propri diritti». Ha concluso l’Avv. Ezio Bonanni.

Colorado (USA), necessario nuovo approccio amianto

Amianto, news dal Colorado (Foto free di Joshua Woroniecki da Pixabay)
Amianto, news dal Colorado (Foto free di Joshua Woroniecki da Pixabay)

Negli Stati Uniti il tema dell’amianto continua a rappresentare una questione complessa. Soprattutto in territori che per decenni hanno ospitato installazioni militari, impianti industriali e grandi opere pubbliche. In Stati come il Colorado, e in particolare nella contea di El Paso, emergono ancora oggi gli effetti di un’esposizione prolungata al materiale pericoloso. Il quale, sebbene bandito da tempo, continua a produrre conseguenze sanitarie rilevanti.

Nonostante i progressi nella conoscenza scientifica, secondo la fonte, mancherebbe ancora un sistema accessibile che permetta di comprendere appieno dove, come e in quali contesti si siano verificate le esposizioni. Questo vuoto informativo rende difficile tutelare in modo efficace lavoratori, ex militari e cittadini che negli anni sono entrati in contatto con le fibre di amianto.

La necessità di un quadro informativo condiviso

Nel corso degli anni, numerosi casi di patologie correlate all’amianto sono emersi in diverse aree del Colorado. Molti di questi riguardano persone che hanno operato in edifici pubblici, basi militari o infrastrutture realizzate in un’epoca in cui l’uso dell’amianto era diffuso e ritenuto sicuro. A distanza di tempo, però, le conseguenze continuano a manifestarsi, spesso senza che sia possibile ricostruire con precisione l’origine dell’esposizione.

I dati esistono, ma andrebbero recuperati dagli archivi sanitari, dalla documentazione amministrativa e dagli archivi istituzionali.

La necessità di maggiore precisione

Sempre più esperti sottolineano l’importanza di creare strumenti pubblici che permettano di raccogliere e consultare informazioni sulle aree contaminate e sui casi di esposizione. Un sistema centralizzato, accessibile e aggiornato, consentirebbe di individuare con maggiore precisione i rischi e di intervenire in modo preventivo.

Una maggiore trasparenza avrebbe anche un valore sociale. Aiuterebbe infatti le comunità colpite a comprendere meglio ciò che è accaduto, favorirebbe la prevenzione sanitaria e permetterebbe alle istituzioni di programmare interventi mirati basati su dati concreti.

L’impatto sulle comunità e sui lavoratori

Come più volte ribadito in Italia dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ovviamente la richiesta di maggiore trasparenza non riguarda solo gli Stati Uniti. L’amianto è una questione globale che coinvolge il mondo intero in modo trasversale.

Molti dei soggetti colpiti appartengono a categorie che hanno svolto ruoli fondamentali per lo sviluppo del territorio, come operai, tecnici, personale militare e addetti ai servizi pubblici. In diversi casi, l’esposizione è avvenuta in modo inconsapevole, senza adeguate informazioni sui rischi o misure di protezione adeguate.

Le famiglie, a loro volta, hanno spesso subito conseguenze indirette, entrando in contatto con fibre trasportate involontariamente negli ambienti domestici. Tutto ciò rende ancora più urgente un approccio coordinato e trasparente alla gestione dei dati e alla prevenzione.

Verso una maggiore responsabilità condivisa

Quindi per migliorare la tutela della salute collettiva, sarebbe preziosa l’istituzione di registri pubblici e accessibili. Un sistema di questo tipo permetterebbe di monitorare meglio i casi, individuare aree a rischio e pianificare interventi mirati, favorendo una maggiore consapevolezza sia tra i cittadini sia tra le istituzioni.
Inoltre rendere visibili le informazioni significa riconoscere il diritto delle persone a conoscere il proprio passato ambientale e costruire politiche pubbliche più efficaci per il futuro.

Amianto, Governo riattiva Tavolo interistituzionale

amianto, governo
amianto, Immagine generica esclusivamente decorativa (Foto free di Valter da Pixabay)

Il Governo ha annunciato la riattivazione del Tavolo interistituzionale dedicato alla prevenzione, alla bonifica amianto e alla tutela della salute pubblica. L’annuncio è stato dato dalla viceministra all’Ambiente Vannia Gava nel corso dell’Asbestos International Forum, appuntamento dove è avvenuto il confronto tra istituzioni, tecnici ed esperti del settore.

La decisione punta a rafforzare il coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali, con l’obiettivo di superare frammentazioni e ritardi degli interventi sui territori contaminati.

Governance per l’emergenza amianto

Il Tavolo interistituzionale sarà incardinato presso il ministero dell’Ambiente, che ne assumerà la guida con l’obiettivo di rendere più efficace la gestione complessiva del problema asbesto. Al centro dell’azione ci saranno la pianificazione delle bonifiche, la definizione delle priorità di intervento e il coordinamento delle risorse disponibili.

Da anni del resto si aspettano risposte concrete a comunità che da anni convivono con i rischi sanitari e ambientali legati alla presenza di amianto, spesso in siti industriali dismessi o in aree urbane densamente abitate.

L’obiettivo è rendere il Tavolo uno strumento operativo stabile, in grado di coordinare interventi, monitorare i risultati e garantire una reale tutela della salute pubblica.

Il caso Broni e le richieste dei territori

Tra i temi affrontati durante l’incontro ha avuto particolare rilievo la situazione di Broni, uno dei simboli nazionali dell’emergenza amianto. Il sindaco Antonio Riviezzi ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel percorso di risanamento ambientale.

La richiesta punta a garantire interventi più efficaci e una maggiore attenzione sanitaria per le popolazioni coinvolte, rafforzando il principio di prevenzione come pilastro delle politiche ambientali.

ll commento dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha accolto positivamente la notizia, ma ha specificato: “è urgente la messa in sicurezza di tutti i siti contaminati in tutto il resto d’Italia. Lo studio del Dr. Pasquale Montilla per il SIN di Crotone, oltre che per i militari italiani impiegati nelle missioni dei Balcani, ha dimostrato che l’incidenza di patologie asbesto correlate e tumorali è in continuo aumento.”

Missioni militari all’estero: ONA chiede sorveglianza rafforzata

Le missioni internazionali che hanno visto impegnate le Forze Armate italiane nei Balcani, in Libano, nel Golfo e in altri teatri operativi hanno coinvolto migliaia di militari e dipendenti civili. Secondo l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, tali attività hanno comportato esposizioni a fattori di rischio che rendono necessaria una sorveglianza sanitaria strutturata e continuativa.

L’associazione sottolinea l’importanza di garantire cure adeguate e, nei casi di patologie potenzialmente connesse al servizio, di prevedere accertamenti post-mortem per chiarire le cause dei decessi e tutelare i diritti delle famiglie.

Il dott. Pasquale Montilla, referente scientifico dell’ONA, evidenzia che le conoscenze maturate nelle missioni militari hanno consentito di sviluppare strumenti di prevenzione utili anche in ambito civile. Un esempio è lo studio sul SIN di Crotone, nato dall’analisi delle contaminazioni ambientali e orientato alla tutela della salute pubblica, in collaborazione con il sistema sanitario nazionale.

Fonte: La Provincia Pavese, Torino Oggi, ONA

Verso il 2026 ONA per la tutela della salute e dell’ambiente

2026
Fuochi d'artificio (Foto di Kohji Asakawa da Pixabay)

Per il 2026 continua l’attività inarrestabile dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Con l’augurio di un anno migliore, prosegue con continuità il proprio impegno nella tutela delle vittime dell’amianto, rafforzando le attività di prevenzione, informazione e assistenza su tutto il territorio nazionale.
>Un’azione costante, resa necessaria dalla persistente presenza di materiali contenenti amianto e dalle gravi conseguenze sanitarie che continuano a emergere anche a distanza di decenni dall’esposizione.

Mai fermarsi

Nonostante il divieto di utilizzo dell’amianto sia in vigore da oltre trent’anni, le patologie asbesto-correlate continuano a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie e ambientali del Paese. I casi di mesotelioma, asbestosi e tumori correlati all’esposizione professionale e ambientale restano numerosi.

Come sottolinea l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto,
“la tutela della salute  deve tradursi in azioni concrete di prevenzione, bonifica e riconoscimento dei diritti delle vittime. Le sentenze vinte quest’anno costituiscono importanti passi avanti e ONA continuerà la sua missione.”

Il ruolo dell’ONA tra assistenza, giustizia e prevenzione

Nel corso del 2025 l’ONA ha intensificato la sua attività di assistenza legale , supportando cittadini e lavoratori nei procedimenti di riconoscimento delle malattie professionali e dei benefici previdenziali previsti dalla normativa vigente.

Numerose pronunce giudiziarie hanno confermato la responsabilità di enti e datori di lavoro per l’esposizione all’amianto, rafforzando un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato.

Secondo Bonanni,
« Tuttavia, oltre alle sentenze, è indispensabile affiancare alla giustizia un’efficace politica di prevenzione e di bonifica dei siti contaminati».

Informazione, prevenzione e responsabilità collettiva

Accanto all’attività legale, l’Osservatorio ha proseguito nel 2025 un intenso lavoro di informazione e sensibilizzazione anche mediatica rivolto a cittadini, istituzioni e amministrazioni locali. L’obiettivo resta quello di promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati all’amianto e sull’importanza della tutela della salute come diritto fondamentale.

Uno sguardo al 2026

In chiusura dell’anno, l’Osservatorio Nazionale Amianto rinnova il proprio impegno a favore della sicurezza, della prevenzione, della giustizia sociale e dell’informazione.

Con l’auspicio che il 2026 possa segnare nuovi passi avanti sul fronte delle bonifiche, della tutela ambientale e del riconoscimento dei diritti delle vittime. L’ONA continua il proprio lavoro al servizio della collettività.