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Giornata del Ricordo, Nassiriya e missioni di pace 2025

Caduti missioni internazionali pace
Caduti missioni internazionali pace (Foto free di tprzem da Pixabay)

Il 12 novembre è stata celebrata la Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, istituita con la Legge 12 novembre 2009, n. 162. Questa ricorrenza coincide con l’anniversario della tragica strage di Nassiriya, avvenuta nel 2003 Iraq. E’ qui che persero la vita 28 persone, tra cui 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito e 2 civili italiani. La memoria di quell’evento rappresenta un momento di profonda riflessione sulla responsabilità e sul sacrificio legati al servizio nelle missioni internazionali.

Il significato della Giornata del Ricordo

La giornata è un’occasione per promuovere la cultura della pace, della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Essa invita la comunità a riflettere sulla complessità e sull’importanza delle missioni internazionali. Durante queste occasioni il personale militare e civile si impegna per garantire stabilità e sicurezza in contesti di conflitto.

Strumento educativo nelle scuole

Le istituzioni scolastiche svolgono un ruolo fondamentale nel trasmettere la memoria storica e civica. Attraverso percorsi didattici e attività di approfondimento, gli studenti possono comprendere meglio il significato delle missioni di pace e l’importanza della cittadinanza attiva. Raccontare le storie dei caduti permette di sviluppare nei giovani sensibilità e valori fondamentali come il rispetto della vita, la solidarietà e l’impegno civile. L’educazione alla memoria contribuisce anche a prevenire la rimozione di eventi storici significativi e a stimolare un pensiero critico sulla partecipazione dell’Italia nel contesto internazionale.

Inoltre, comprendere il significato delle missioni di pace e, di conseguenza, delle azioni che hanno portato ai tragici eventi di Nassiriya, aiuta a costruire cittadini consapevoli e impegnati, capaci di valorizzare così la collaborazione internazionale e, allo stesso tempo, la protezione dei diritti umani.

La storia dei caduti per il dialogo e la riflessione

Attraverso la storia, quindi, la società può rafforzare il proprio impegno verso il dialogo tra culture, la prevenzione dei conflitti e, di conseguenza, la promozione dei diritti fondamentali. Inoltre, ogni istituzione, comunità e cittadino può contribuire attivamente a diffondere consapevolezza, trasformando così il ricordo dei caduti in un’opportunità concreta di crescita civica e morale.

L’impegno nella tutela delle vittime

Come Osservatorio Nazionale Amianto e Osservatorio Vittime del Dovere è fondamentale quindi ricordare chi ha dato la vita o si è ammalato in questi contesti.
Invitiamo pertanto a leggere a questo link gli approfondimenti sul lavoro dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni a tutela delle vittime del dovere, in particolare dell’uranio impoverito. 

Il messaggio del Presidente Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il seguente messaggio:

«Nella Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, la Repubblica rinnova il suo commosso pensiero a quanti hanno sacrificato la vita al servizio dell’Italia e della comunità internazionale, testimoniando con coraggio e dedizione il valore della solidarietà e dell’impegno per la pace tra i popoli.

Dalle vittime in Congo nel 1961 a Nassiriya e sino ai conflitti più recenti, hanno operato per la Patria e per la causa della solidarietà internazionale. Portando aiuto e speranza a popolazioni oppresse da guerre, povertà e ingiustizie.

Oggi il mondo è attraversato da nuove e dolorose ferite: dall’area del Sahel al conflitto che coinvolge tutta l’area mediorientale, alla guerra che da oltre tre anni insanguina il suolo ucraino, continuano a cadere vittime civili innocenti.

Queste tragedie, alimentate da odio e contrapposizioni, rischiano di allargarsi, di rinfocolare conflitti sopiti e di travolgere intere regioni, generando instabilità, forme di neocolonialismo e nuovi pericoli per la sicurezza internazionale.

L’Italia, fedele alla propria tradizione di dialogo e di cooperazione, continuerà a contribuire con determinazione alle missioni internazionali. Mettendo a disposizione, nelle aree di crisi, il proprio personale militare e civile. Un impegno che riflette i valori sanciti dalla nostra Costituzione e il profondo senso di umanità che anima la nostra comunità nazionale.

I militari e i civili impegnati oggi nelle zone di conflitto sanno di poter contare sul sostegno e sull’affetto degli italiani.

A loro, e alla memoria di quanti hanno donato la vita per il bene comune, va la riconoscenza della Repubblica».

Ex Ferriera Sarda, CIPSS avvia bonifica e riqualificazione

Porto Torres amianto
cartina nord sardegna

Il Consorzio industriale provinciale di Sassari (CIPSS) ha ufficializzato l’acquisizione dell’area dell’ex Ferriera Sarda,  nell’ambito del programma di recupero delle aree industriali dismesse previsto dall’articolo 63 della Legge 44/1998. L’operazione rappresenta un passo concreto verso la riqualificazione di un sito storico dell’agglomerato industriale di Porto Torres, con l’obiettivo di valorizzare l’area dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

Una struttura storica con potenziale di sviluppo

Costruita nel 1961 di fronte all’ex Petrolchimico, l’ex Ferriera ha cessato le attività nel 1979, lasciando un impatto significativo sul tessuto produttivo locale. Il grande capannone, rimasto inattivo per decenni, ha ospitato in passato diverse iniziative imprenditoriali. Con la nuova acquisizione, si apre una nuova prospettiva per l’area, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e rigenerazione urbana.

Gestione dei materiali e sicurezza ambientale

Tra le attività prioritarie del CIPSS vi è, innanzitutto, la bonifica dei materiali contenenti amianto, effettuata nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla sicurezza e sulla tutela ambientale. Inoltre, le operazioni saranno affidate a ditte specializzate e, conseguentemente, seguiranno protocolli rigorosi per garantire la sicurezza di lavoratori e cittadini.

L’obiettivo è prevenire ogni possibile esposizione e procedere con la rimozione dei materiali in sicurezza. Sia nelle aree interne al capannone sia durante lo smaltimento controllato.

Un progetto strategico di riqualificazione

Il CIPSS ha già predisposto le risorse necessarie per le prime fasi di intervento. Il progetto comprende:

  • Demolizione controllata del complesso prevista indicativamente nella seconda metà del 2026;
  • Riqualificazione dell’area in spazi produttivi, logistici o di servizi compatibili con i criteri di sostenibilità;
  • Pianificazione operativa che garantisca sicurezza, efficienza e rispetto delle normative ambientali.

Opportunità per il territorio e sviluppo sostenibile

La posizione strategica dell’area, vicino al porto di Porto Torres, consente di creare nuove opportunità occupazionali e attrarre investimenti compatibili con un modello di sviluppo sostenibile e innovativo.

L’intervento rientra in un più ampio programma di transizione ecologica, con l’obiettivo di valorizzare le aree industriali dismesse, promuovere la sicurezza e ridurre l’impatto ambientale delle strutture obsolete.

Fonte: Unione Sarda

Svizzera, controlli su oltre 400 treni per rilevare amianto

Svizzera, controlli su treni amianto
Svizzera, controlli su treni amianto, treno tra le montagne

La Swiss Federal Railways (SBB), società di Ferrovie della Svizzera, ha quindi deciso di avviare controlli approfonditi su più di 400 treni per verificare la presenza di amianto e di altre sostanze potenzialmente nocive. A tal fine, l’azienda ha stanziato complessivamente quasi 5 milioni di franchi svizzeri (circa 6,2 milioni di dollari), destinati non solo alle analisi, ma anche agli eventuali interventi di bonifica.

Investimenti e tempi previsti

Secondo quanto dichiarato dalla fonte, nei prossimi cinque anni 1,4 milioni di franchi saranno dedicati alle analisi condotte da ditte specializzate, mentre 3,5 milioni serviranno per la rimozione e lo smaltimento delle sostanze identificate.
Si tratta di una misura preventiva, confermata anche dai giornali del gruppo CH Media in lingua tedesca.

Controlli di routine

Da tempo, i test su materiali potenzialmente pericolosi sono una pratica consolidata all’interno della compagnia ferroviaria. Inoltre, il direttore Vincent Ducrot ha chiarito che non esistono sospetti concreti di contaminazione da amianto.

“Si tratta di un controllo di routine. Non c’è alcun pericolo immediato per passeggeri o personale”, ha spiegato durante una conferenza stampa dedicata.

Svizzera: sicurezza per passeggeri e lavoratori

Secondo SBB, al momento non sussiste alcun rischio per chi viaggia sui treni o lavora all’interno delle stazioni.
L’amianto, ricordiamo, è vietato in Svizzera dal 1990.

Procedura e approccio sostenibile

Il piano di intervento prevede tre fasi principali:

  1. Analisi dei materiali: campionamento e valutazione dei componenti dei treni.
  2. Pulizia e bonifica: rimozione sicura delle sostanze identificate.
  3. Smaltimento: gestione controllata secondo normative ambientali.

L’approccio di SBB punta a garantire efficienza operativasicurezza dei viaggiatori e conformità alle leggi sulla salute pubblica.

Fonte: https://www.swissinfo.ch/

Gas radon e Ticino: interrogazione al Consiglio di Stato

Radon
Radon

Il radon, gas radioattivo naturale, torna sotto i riflettori in Ticino. Il granconsigliere socialista Maurizio Canetta ha presentato un’interpellanza urgente al Consiglio di Stato competente chiedendo azioni concrete per ridurre i rischi legati a questo gas invisibile e inodore, considerato la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo.

Radon: cos’è e perché è pericoloso

“Il radon è un gas nobile generato dalla disintegrazione dell’uranio nel sottosuolo. Sebbene sia naturale, l’esposizione prolungata può avere effetti gravi sulla salute, in particolare aumentando il rischio di tumori ai polmoni.” Afferma lAvv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da sempre attivo nella lotta ai cancerogeni, tra cui il radon.

Il Cantone Ticino è considerato a alta concentrazione di radon, come confermato dalle misurazioni effettuate dall’Ufficio federale della sanità pubblica e dal laboratorio cantonale. Alcune zone registrano livelli medi più elevati rispetto ad altre aree del Cantone.

Il radon nelle abitazioni del Ticino

Il gas penetra nelle case attraverso il suolo, sfruttando differenze di pressione tra l’interno e l’esterno, e tende a concentrarsi nei piani bassi o negli interrati. Le abitazioni unifamiliari mostrano spesso valori più alti rispetto agli appartamenti. In Ticino, si stima che il radon sia presente in circa 400 abitazioni, con livelli che in alcuni comuni superano la media nazionale.

Le richieste dell’interpellanza

  • Monitorare regolarmente le abitazioni per verificare la presenza del radon;
  • Rafforzare campagne di informazione e di risanamento;
  • Promuovere tecnologie edilizie adeguate per ridurre l’accumulo del gas;
  • Informare in modo mirato i fumatori, particolarmente vulnerabili agli effetti combinati del tabacco e del radon.

L’obiettivo è garantire maggiore sicurezza nelle case e ridurre il rischio di malattie legate al radon, proteggendo la popolazione e migliorando la qualità della vita.

Fonte: Tio.ch, Osservatorio Nazionale Amianto, Ticino News

 

Giappone e amianto, ricerca su rischi occupazionali e monitoraggio

Giappone e amianto
Giappone e amianto, fotografia centro città

Un recente studio pubblicato in Giappone il 4 novembre 2025 ha evidenziato come l’esposizione allamianto continui a rappresentare un rischio significativo per i lavoratori giapponesi. Questo nonostante il divieto totale del materiale introdotto nel 2012. La ricerca, condotta da Leli Hesti Indriyati, Masamitsu Eitoku, Naw Awn J-P, Taro Tamura e Narufumi Suganuma della Kochi Medical School, ha analizzato in profondità le industrie in cui i lavoratori sono maggiormente esposti alle malattie correlate all’amianto.

Metodologia dello studio

La ricerca si è basata su un ampio dataset tra il 2006 e il 2022. Inoltre ha incluso dati sulle richieste di indennizzo per danni sanitari da amianto e informazioni sulla gestione sanitaria della pneumoconiosi. Le occupazioni a rischio sono state classificate secondo la Japan Standard Industrial Classification. Mentre i rapporti di incidenza sono stati calcolati attraverso analisi di regressione.

Risultati principali

I risultati indicano che i lavoratori del settore edile presentano il più alto rischio di sviluppare patologie, con particolare riferimento a asbestosi e carcinoma polmonare. Anche nei cantieri navali e nell’industria ceramica si osservano livelli significativi di rischio. Tra tutte le malattie correlate all’amianto, il mesotelioma si conferma la più diffusa, sottolineando la necessità di una sorveglianza sanitaria continua per chi ha avuto esposizioni passate.

Implicazioni per la salute e la prevenzione

La ricerca suggerisce che, nonostante il divieto, le malattie continuano a manifestarsi, rendendo fondamentale:

  • Monitorare costantemente i lavoratori con esposizione pregressa
  • Implementare programmi di prevenzione settoriali, con particolare attenzione a edilizia, cantieri navali e produzione ceramica
  • Sviluppare politiche sanitarie mirate e aggiornate per ridurre l’impatto futuro delle malattie

Contesto storico e normativo

L’amianto ha avuto un ruolo importante nell’industria giapponese del dopoguerra, con importazioni che raggiunsero circa 350.000 tonnellate nel 1974. Nonostante le raccomandazioni il suo utilizzo è continuato fino ai primi anni 2000, causando un numero significativo di malattie professionali e decessi. Il sistema di indennizzo economico giapponese ha riconosciuto la correlazione con le patologie, evidenziando l’importanza storica della regolamentazione legislativa dell’amianto.

“Lo studio conferma la necessità di strategie preventive, monitoraggio continuativo e politiche mirate per ridurre l’impatto delle malattie correlate nei prossimi anni.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.

Fonte: Indriyati L.H., Eitoku M., Naw Awn J-P., Tamura T., Suganuma N., Significant risk of developing asbestos-related diseases in Japan’s industries: An analysis of workers’ compensation, Published: 04 November 2025, Special Issue: Occupational Health and Safety, Kochi University, Japan.

doi: 10.3934/publichealth.2025053