A Kyev inaugurato il primo laboratorio nazionale dotato di un sistema di microscopia elettronica a trasmissione per individuare e identificare la presenza di amianto nei materiali da costruzione. Il progetto è stato realizzato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Con il contributo finanziario del Governo giapponese e la collaborazione del Ministero della Salute ucraino.
La nuova struttura è un importante investimento nelle attività di controllo dei materiali potenzialmente pericolosi. Soprattutto durante la demolizione degli edifici danneggiati dalla guerra e la gestione delle macerie.
Un laboratorio specializzato per riconoscere le fibre di amianto
La tecnologia installata permette di analizzare in maniera approfondita le caratteristiche delle fibre, esaminandone morfologia, struttura e composizione elementare. Grazie alla microscopia elettronica a trasmissione sarà possibile riconoscere anche particelle estremamente sottili, che potrebbero sfuggire ai tradizionali sistemi di analisi ottica.
I risultati degli esami consentiranno di individuare tempestivamente i materiali contenenti amianto e di valutare i rischi prima di procedere con le operazioni di demolizione e rimozione delle macerie.
Le analisi saranno inoltre utili per organizzare la separazione, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti contaminati, distinguendoli dai materiali che possono essere recuperati e destinati al riciclo.
Il Giappone sostiene la sicurezza nella ricostruzione ucraina
Durante la cerimonia di inaugurazione, l’ambasciatore giapponese in Ucraina, Yo Osumi, ha ricordato l’esperienza maturata dal Giappone nella gestione dell’amianto dopo eventi naturali di grande impatto.
Il Paese asiatico ha sviluppato procedure e linee guida specifiche per limitare la dispersione delle fibre durante le emergenze, rafforzando anche il monitoraggio della qualità dell’aria dopo il terremoto del 2011.
Amianto negli edifici danneggiati: un rischio da valutare prima delle demolizioni
Il ministro della Salute ucraino, Viktor Liashko, ha richiamato l’attenzione sulla presenza di amianto negli edifici costruiti prima dell’introduzione del divieto di utilizzo del materiale.
Secondo i dati citati dal ministro e contenuti nella quinta valutazione congiunta dei danni, gli attacchi russi avrebbero danneggiato o distrutto circa il 14% del patrimonio abitativo nazionale.
Una parte degli immobili interessati potrebbe contenere materiali con amianto. Quando le strutture vengono danneggiate, demolite o rimosse, le fibre possono disperdersi nell’aria e contaminare le macerie circostanti.
Il problema della presenza di amianto negli edifici e problema di dispersione fibre durante i conflitti o demolizione edifici è stato spesso fatto presente in Italia dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell‘Osservatorio Nazionale Amianto.
Conoscere quindi preventivamente la composizione dei detriti è fondamentale per programmare interventi di rimozione più sicuri, tutelare gli operatori e gestire correttamente i materiali recuperabili.
Il nuovo laboratorio contribuirà anche allo sviluppo delle capacità di monitoraggio richieste dal percorso di avvicinamento dell’Ucraina agli standard europei.
Economia circolare e recupero delle macerie
Un altro aspetto centrale del progetto riguarda il possibile riutilizzo dei materiali provenienti dagli edifici distrutti.
Olena Kramarenko, viceministro dell’Economia e dell’Ambiente ucraino, afferma che una parte significativa delle macerie potrebbe essere recuperata e impiegata nei futuri interventi edilizi, a condizione che venga sottoposta a controlli adeguati.
La presenza di sostanze pericolose rende infatti indispensabile una corretta selezione dei materiali prima del loro eventuale riutilizzo.
Le analisi del laboratorio potranno quindi favorire una gestione più efficiente dei rifiuti da costruzione, contribuendo allo sviluppo dell’economia circolare e alla riduzione dell’impatto ambientale della ricostruzione.
La tutela dei lavoratori durante la rimozione dei detriti
La questione dell’amianto riguarda anche la sicurezza di chi opera quotidianamente nei cantieri.
Le patologie riconducibili all’amianto risulterebbero essere ancora scarsamente documentate nel Paese. La possibilità di identificare i materiali contaminati e valutare i livelli di rischio costituisce quindi un passaggio importante per migliorare la prevenzione.
La nuova infrastruttura offrirà strumenti di analisi utili per riconoscere i potenziali pericoli e supportare una gestione più consapevole delle attività di demolizione e bonifica.
Verso nuovi standard per il riciclo dei materiali edilizi
La decisione è il risultato di un percorso di collaborazione avviato circa un anno e mezzo fa tra UNDP e le istituzioni ucraine.
Il lavoro riguarderà quindi non soltanto l’individuazione dell’amianto, ma anche la creazione di procedure che permettano di valorizzare le risorse recuperabili senza compromettere la salute delle persone e la sicurezza degli edifici.
Monica Rijal, vice rappresentante residente di UNDP in Ucraina, ha ricordato che la ricostruzione non può limitarsi al ripristino delle infrastrutture. Deve includere anche la protezione della popolazione, la riduzione dei rischi sanitari e il rafforzamento delle capacità nazionali di prevenzione.
Accreditamento internazionale e formazione degli specialisti
Dopo l’apertura ufficiale, il laboratorio proseguirà il percorso necessario per ottenere l’accreditamento secondo la norma internazionale ISO/IEC 17025.
UNDP ha inoltre previsto attività formative dedicate al personale tecnico, con l’obiettivo di consolidare le competenze necessarie per utilizzare le nuove apparecchiature.
Nella fase iniziale, le analisi riguarderanno soprattutto i campioni raccolti nell’ambito dei progetti sostenuti da UNDP per la gestione delle macerie.
Questa attività permetterà di individuare i materiali contenenti amianto, separarli dai rifiuti non contaminati e valutare quali frazioni possano essere recuperate e reintrodotte nei processi di ricostruzione.
Amianto in Ucraina: divieto dal 2023 e rischi per la salute
L’Ucraina ha vietato l’utilizzo dell’amianto in tempi piuttosto recenti, nell’ottobre 2023. “Tuttavia, come ben sappiamo anche in Italia il divieto non elimina automaticamente la presenza dei materiali già installati negli edifici costruiti negli anni precedenti.” Continua Bonanni.
La vasta distruzione provocata dalla guerra rende quindi particolarmente importante disporre di strumenti adeguati per identificare la contaminazione e gestire correttamente i rifiuti edilizi.
Rimosse e sottoposte a selezione oltre un milione di tonnellate di macerie in otto regioni ucraine, grazie al sostegno dei partner internazionali. Questo secondo i dati comunicati da UNDP, dall’inizio dell’invasione su vasta scala
Nel corso di queste operazioni sono state separate in sicurezza più di 3.570 tonnellate di rifiuti pericolosi, compresi materiali contenenti amianto.
Il nuovo laboratorio nazionale punta a rafforzare ulteriormente questo lavoro, mettendo a disposizione competenze scientifiche e strumenti di analisi per una ricostruzione dell’Ucraina più sicura, sostenibile e attenta alla salute pubblica



