Approvato un emendamento all’Assestamento di bilancio che aumenta il sostegno economico della Regione Friuli Venezia Giulia agli interventi di rimozione e bonifica dell’amianto.
Dal 1° gennaio 2027 la Regione Friuli Venezia Giulia potrà coprire fino al 70% dei costi per gli interventi di bonifica dell‘amianto. La novità è contenuta in un emendamento approvato nell’ambito dell’Assestamento di bilancio regionale, che prevede la riprogrammazione del fondo già esistente destinato a finanziare la rimozione dei materiali contenenti amianto.
L’obiettivo della misura è rafforzare il sostegno economico a favore di cittadini, imprese ed enti locali chiamati ad affrontare interventi di bonifica spesso complessi e costosi.
La proposta approvata dal Consiglio regionale
L’emendamento è stato presentato dal consigliere regionale Massimo Mentil (Partito Democratico), primo firmatario del testo, insieme ai consiglieri Igor Treleani e Mauro Di Bert, ed è stato approvato dall‘Assemblea legislativa.
Secondo quanto dichiarato da Mentil, l’aumento della quota di finanziamento regionale dal 50% al 70% rappresenta un intervento significativo per affrontare una delle principali criticità ambientali e sanitarie ancora presenti sul territorio.
Il consigliere ha evidenziato come il maggiore contributo pubblico possa favorire la rimozione dell’amianto e sostenere concretamente chi deve realizzare lavori di bonifica.
Maggiore sostegno per edifici pubblici e privati
L’incremento del contributo regionale è destinato a rendere più accessibili gli interventi di bonifica sia negli edifici pubblici sia in quelli privati. La disponibilità di risorse aggiuntive potrà infatti ridurre il peso economico delle operazioni di rimozione e smaltimento dell’amianto, incoraggiando un numero maggiore di interventi sul territorio.
Bonifica amianto: un investimento per salute e ambiente
“La rimozione dell’amianto rappresenta una delle principali azioni di prevenzione per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Sebbene l’utilizzo dell’amianto sia vietato in Italia dal 1992, numerosi edifici conservano ancora coperture, tubazioni o altri manufatti realizzati con materiali contenenti fibre di amianto. L’aumento dei contributi regionali può rappresentare un incentivo importante per programmare interventi di bonifica, favorendo la messa in sicurezza degli immobili e contribuendo alla riduzione dei rischi connessi alla presenza di questo materiale.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell‘Osservatorio Nazionale sull’Amianto.



