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Puglia, corsi di formazione e nuclei di intervento

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Mappa Puglia

“L’amianto è responsabile di centinaia di migliaia di decessi l’anno. Costituisce quindi un pericolo estremo per la salute pubblica. Le sue fibre, se inalate, possono infatti causare malattie come asbestosi e tumori.” Afferma spesso l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto: pericolo difficile da riconoscere

Nonostante il divieto in Italia dal 1992, l’amianto è ancora presente in moltissimi edifici e manufatti industriali. Le sue fibre sono invisibili a occhio nudo e possono liberarsi da tegole, tubazioni, pavimenti e altri materiali. Per questo sono necessarie analisi specialistiche e personale qualificato.

Il ruolo di Arpa Puglia e il Modulo amianto di Brindisi

Arpa Puglia interviene frequentemente nei casi di sospetto amianto, grazie al Modulo amianto di Brindisi, laboratorio pubblico accreditato dal Ministero della Salute. Il Modulo analizza campioni di materiali e aria per identificare la presenza di fibre pericolose, supportando enti locali, Asl e autorità giudiziarie.

Il corso di formazione a Brindisi: amianto – problematiche ambientali, rischi sanitari e aspetti tecnici

Il 16 ottobre si è tenuto a Brindisi un corso di formazione organizzato da Arpa Puglia, dedicato agli aspetti ambientali, sanitari e tecnici della gestione dell’amianto. Con il patrocinio di Asl Brindisi e vari ordini professionali, è stato suddiviso in due sessioni.

  • Mattina: aspetti ambientali, sanitari e normativi
  • Pomeriggio: aspetti tecnici e qualificazione degli operatori, seguito da una tavola rotonda sulla collaborazione tra enti pubblici e professionisti

Ha fornito aggiornamenti fondamentali su prevenzione, rimozione e bonifica dell’amianto, con crediti ECM riconosciuti per professionisti sanitari e tecnici. Inoltre, sensibilizza sulla necessità di una cultura condivisa contro l’indifferenza verso i rischi legati all’amianto.

Strumenti e tecnologie all’avanguardia nel laboratorio Arpa

Il laboratorio di Brindisi è dotato di microscopi elettronici, spettroscopi e altre apparecchiature all’avanguardia, che permettono analisi precise e affidabili. Il personale qualificato garantisce supporto tecnico eccellente per la sicurezza ambientale.

Il monitoraggio continuo è essenziale per tutelare la salute dei cittadini e prevenire danni gravi. La lotta contro il rischio amianto passa attraverso la formazione, la prevenzione e la collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini.

Rischio amianto: nascono i nuclei di intervento specialistico

Durante il corso è stato comunicato che verrà potenziata la struttura che Arpa Puglia dedica all’emergenza amianto. L’ Agenzia infatti istituirà i nuclei di intervento specialistico. Saranno quattro, dislocati in posizione strategica sul territorio regionale tra Foggia, Bari, Brindisi e Taranto.

Le dichiarazioni di Vincenzo Campanaro, direttore scientifico

La novità è stata resa nota durante il corso dal direttore scientifico Vincenzo Campanaro.  “Il fine – ha dichiarato – è quello di avere una risposta più rapida alle richieste di intervento relative alla tematica amianto. Per questo è necessario consolidare una rete in grado di fornire risposte tecnico-scientifiche celeri e standardizzate”.

Decentramento per migliorare l’efficienza

Il compito dei nuclei di interventi sarà quello di prelevare campioni da analizzare. Una volta raccolti verranno consegnati al laboratorio di Brindisi. In questo modo saranno alleggerite le incombenze che adesso gravano sul Modulo amianto. Quest’ultimo sarà di conseguenza messo in condizioni di operare in maniera più rapida ed efficiente.

I nuclei di intervento specialistico  saranno dotati di specifiche attrezzature, quali i campionatori ambientali per l’aria. Il personale che vi si dedicherà sarà quello già in organico: ai nuovi compiti sarà addestrato con la frequenza a  corsi di formazione specializzati.

Le affermazioni di Vito Bruno, direttore generale

Con questa iniziativa Arpa Puglia – ha dichiarato il direttore generale Vito Bruno – conferma la volontà di percorrere la strada del decentramento. Ciò significa avvicinarsi ancora di più al territorio di una regione geograficamente ed orograficamente difficile.  L’amianto – ha proseguito – è una sostanza particolarmente insidiosa perché, anche se oggi ne è proibito l’uso, quella utilizzata in passato è ben lontana dall’ essere stata eliminata. Al contrario, è ancora largamente presente in tantissime forme ed in tantissimi settori. Dall’ edilizia all’ industria automobilistica, ai cantieri navali; e non è percepibile ad occhio nudo, perché inglobata in altri materiali. 

Nel nostro appuntamento di Brindisi – ha concluso – abbiamo voluto allargare lo sguardo, spingendoci a studiare anche le situazioni meno evidenti, come ad esempio la presenza di fibre nelle acque, nelle rocce, persino nei cosmetici. Il nostro Modulo Amianto svolge  compiti di controllo e di valutazione sia sui ritrovamenti di sostanze fibrose sia sulle bonifiche.

Non meno importante è poi la fase di comunicazione: attraverso il nostro ufficio relazioni con il pubblico rispondiamo alle segnalazioni che ci pervengono da ogni parte della Puglia, indicando le procedure da eseguire e riservandoci gli interventi sul campo. Guardando al futuro, con un’ organizzazione più articolata e dotata degli strumenti scientifici adeguati, contiamo di rendere la prevenzione più efficace e, così speriamo, di contribuire ad evitare il sorgere delle gravissime patologie di cui l’ amianto è portatore”.

Dichiarazioni che condividiamo in quanto perfettamente in linea negli intenti con quanto dichiarato da anni dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni.

Fonte: Arpa Puglia

Amianto, concesso risarcimento ai familiari dell’ex militare deceduto

Ezio Bonanni
Ezio Bonanni

Dopo diciotto anni dalla scomparsa di Rocco Gerardo Gatto, un ex militare della Marina, arriva una decisione importante di riconoscimento per il risarcimento degli esposti all’amianto.
La Seconda Sezione Civile del Tribunale di Roma ha confermato il diritto al risarcimento in favore dei familiari dell’uomo, stabilendo un importo complessivo di circa 950.000 euro, comprensivo di interessi e spese legali.

La sentenza rappresenta un nuovo passo nel percorso di riconoscimento delle patologie da esposizione professionale e nel sostegno a chi ha prestato servizio in ambienti dove l’amianto era presente.

Una vicenda di servizio, dedizione

Rocco Gerardo Gatto prestò servizio nella Marina Militare dal 1952 al 1958, come elettromeccanico e cannoniere a bordo di unità navali. In quegli anni, l’impiego dell’amianto era comune per ragioni tecniche e di sicurezza.
Nel 2006, gli fu diagnosticato un mesotelioma pleurico, e l’anno successivo la malattia ne causò il decesso.

Le valutazioni tecniche condotte nel corso del procedimento hanno evidenziato una possibile correlazione tra l’esposizione professionale e la patologia sviluppata, portando il giudice a riconoscere un risarcimento ai familiari per la perdita subita.

Il riconoscimento del Tribunale

Il Tribunale ha valutato il caso sotto il profilo umano e giuridico, riconoscendo il danno da perdita del rapporto parentale per la moglie e i figli.
La decisione si inserisce nel quadro delle cause civili relative a esposizioni professionali pregresse.

Le parole dell’avv. Ezio Bonanni – amianto e risarcimento

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e legale della famiglia Gatto, ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento:

“Questa sentenza rappresenta un riconoscimento importante per una famiglia che ha atteso a lungo una risposta. allo stesso tempo, conferma la necessità di proseguire con attenzione nella tutela della salute di chi ha operato in contesti professionali potenzialmente esposti.”

Bonanni ha inoltre ribadito l’impegno dell’ONA nel promuovere prevenzione, assistenza sanitaria e bonifiche ambientali, al fine di ridurre i rischi per le future generazioni.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a fornire supporto legale, medico e informativo alle persone che ritengono di essere state esposte a sostanze nocive in ambito civile o militare.
Attraverso attività di consulenza e sensibilizzazione, l’associazione contribuisce a diffondere una maggiore cultura della sicurezza e della prevenzione.

Per informazioni o assistenza gratuita è possibile contattare il numero verde 800 034 294 o visitare il sito ufficiale www.osservatorioamianto.it

 

ONA, amianto e rischi nel Sud Italia – intervista a Bonanni

amianto, Avv. De Feo, Luigi Abbate, Avv. Ezio Bonanni, dati epidemiologici
amianto, Avv. De Feo, Luigi Abbate, Avv. Ezio Bonanni

L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) continua a essere protagonista di importanti battaglie sia sul fronte giudiziario sia su quello sociale. Una nuova intervista di Luigi Abbate con l’avvocato Ezio Bonanni per approfondire i dati epidemiologici e le iniziative dell’ONA a tutela della popolazione e dei lavoratori italiani.

Cresce l’allerta amianto in Italia

Secondo l’avvocato Bonanni, la situazione dell’inquinamento da amianto e da metalli pesanti in alcune aree del Sud Italia è preoccupante. «Non riguarda solo Taranto», spiega Bonanni, «ma anche città come Crotone, dove i dati delle indagini epidemiologiche indicano criticità significative».

Grazie alla collaborazione con esperti come il dottor Pasquale Montilla, componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale, l’ONA ha potuto ottenere ulteriori informazioni sulle contaminazioni presenti sul territorio. Queste includono nanoparticelle di metalli pesanti, che si aggiungono all’amianto e ad altri agenti chimici.

L’azione dell’ONA: tra giustizia e bonifiche

L’azione dell’ONA non si limita all’ambito giudiziario. Come sottolinea Bonanni, l’organizzazione lavora anche per sostenere il governo nazionale e il commissario straordinario nella bonifica dei siti contaminati, con l’obiettivo di rimuovere materiali pericolosi e garantire la sicurezza dei cittadini.

«Il nostro impegno non si limita alla legge», continua Bonanni, «ma comprende la tutela delle popolazioni e il monitoraggio dei dati epidemiologici, come previsto dal protocollo Montilla elaborato dall’ONA».

Funzione sociale dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Non è mancato un passaggio dellavv. Carolina De Feo che ha evidenziato anche l’aspetto sociale dell’attività dell’ONA. L’avvocato Bonanni spiega: «L’Osservatorio Nazionale Amianto non protegge solo i cittadini, ma anche i lavoratori esposti a rischi chimici e ambientali. Monitoriamo le situazioni critiche e forniamo supporto legale e informativo».

Questa doppia funzione, giuridica e sociale, rende l’ONA un punto di riferimento nella prevenzione primaria e nella tutela ambientale.

Prevenzione e futuro

La tutela ambientale è oggi inserita in maniera esplicita nella Costituzione, con riferimento agli articoli 9 e 41. Bonanni conclude: «L’ONA lavora per salvaguardare la salute dei cittadini, proteggere l’ambiente e preservare l’ecosistema per le future generazioni, valorizzando la bellezza della nostra Italia e della nostra Europa».

L’intervista di Abbate con Bonanni conferma come la combinazione di impegno giuridico, monitoraggio scientifico e sensibilizzazione sociale sia fondamentale. Per affrontare il problema dell’amianto e di altre contaminazioni ambientali.

Intervista e contenuti sono a cura di Luigi Abbate, che ringraziamo per aver condiviso approfondimenti e riflessioni con l’avvocato Ezio Bonanni.
L’autorialità dei contenuti resta riconosciuta a chi ha partecipato al confronto.

Global Asbestos Forum 2025 a Bergen: sfida mondiale amianto

Bandiera della Norvegia
Bandiera della Norvegia con sfondi di un lago di montagna

Il Global Asbestos Forum ha annunciato l’ottava edizione della sua prestigiosa conferenza annuale, che si svolgerà il 13 e 14 novembre 2025 a Bergen, in Norvegia. Inoltre, il tema di quest’anno, “Amianto: una sfida globale”, riflette chiaramente l’urgenza di una cooperazione internazionale per affrontare efficacemente i pericoli legati all’esposizione all’amianto.

Un punto d’incontro per esperti, ricercatori e testimoni da tutto il mondo

L’evento, infatti, riunirà professionisti della salute e sicurezza, medici, giuristi, nonché rappresentanti istituzionali, attivisti, vittime dell’amianto e innovatori tecnologici. Fondato nel 2014 dall’avvocata olandese Dr. Yvonne Waterman, il Forum nasce con l’obiettivo di promuovere la condivisione globale di conoscenze, esperienze e soluzioni sul tema dell’amianto.

Programma della conferenza sull’amianto in Norvegia: conoscenza, esperienza e innovazione

Giorno 1 – 13 novembre:

  • Visita guidata nel centro storico di Bergen, con focus sulla gestione dell’amianto nel patrimonio edilizio.
  • Sessioni pratiche e workshop formativi.
  • Serata di gala presso il Grand Hotel Terminus con musica dal vivo e networking.

Giorno 2 – 14 novembre:

  • Conferenza principale presso il rinomato Grieghallen, lo stesso teatro che ospitò l’Eurovision Song Contest.
  • Presentazioni di quasi 40 esperti internazionali, tavole rotonde e testimonianze dirette di persone colpite da malattie correlate all’amianto.
  • Mostra fotografica d’impatto sul tema dell’amianto e il suo impatto umano.
  • Asbestography Contest, concorso fotografico dedicato al racconto visivo delle sfide legate all’amianto. I vincitori saranno esposti durante l’evento.

Temi principali dell’edizione 2025

L’edizione di quest’anno si concentrerà su:

  • Strategie di bonifica e rilevamento innovativo dell’amianto.
  • Impatti psicologici ed economici sulle vittime e le famiglie.
  • Evoluzione delle normative internazionali.
  • Collaborazioni transfrontaliere per affrontare l’amianto di origine storica (legacy asbestos).
  • Integrazione tra politiche pubbliche e soluzioni tecnologiche.

Un’occasione unica per creare connessioni globali

La conferenza offrirà ampie opportunità di networking tra:

  • Istituzioni governative
  • Professionisti della salute ambientale e del lavoro
  • Esperti in bonifiche, demolizioni, formazione e monitoraggio
  • Avvocati e organizzazioni per i diritti delle vittime
  • Università e ricercatori

Guardare nella stessa direzione dall’Italia

L’Osservatorio Nazionale Amianto è da sempre attivo in Italia nella lotta ai cancerogeni come l’amianto.
L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA è uno dei principali attivisti italiani nella lotta contro questo pericoloso materiale. Con oltre vent’anni di esperienza, ha dedicato la sua carriera alla difesa delle vittime dell’amianto, sia sul piano legale che sociale.
“L’amianto continua a mietere vittime: il nostro compito è assistere le persone esposte e garantire giustizia. Difendere le vittime del dovere e dei lavoratori significa costruire una società più sicura e consapevole.” Ha affermato il legale.

Amianto e tubature idriche in Lombardia: mappatura quasi completata

tubature e amianto
tubature e amianto, tubature usurate e arrugginite

Lombardia all’avanguardia nella lotta contro l’amianto: quasi tutti i Comuni hanno già censito le tubature idriche in cemento-amianto, mentre le operazioni di bonifica continuano a ritmo serrato.

Quasi il 96% dei Comuni lombardi ha completato la mappatura

Secondo i dati più recenti relativi al biennio 2022-2023, quasi il 96% dei Comuni ha terminato la mappatura delle condutture idriche realizzate in cemento-amianto, un materiale pericoloso per la salute se deteriorato.

Bonificati oltre 228 milioni di kg di amianto in un solo anno

Nel solo 2023, in Lombardia sono stati rimossi circa 230 milioni di chilogrammi di amianto. Sebbene si registri un lieve calo rispetto al picco del 2022, la qualità degli interventi è aumentata, con operazioni mirate in settori particolarmente sensibili come linee ferroviarie e coperture danneggiate da eventi atmosferici.

Controlli e sicurezza: ispezionati migliaia di cantieri

Anche sul fronte della vigilanza, la Regione non si è risparmiata. Tra il 2022 e il 2023, sono stati effettuati quasi 8.300 controlli nei cantieri, con un tasso di irregolarità inferiore al 2%. Un dato che conferma l’efficacia delle misure preventive e il rispetto delle normative da parte delle aziende.

Monitoraggio e prevenzione

Secondo quanto presentato durante una seduta della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale, la Lombardia è oggi considerata un modello di riferimento a livello nazionale. Il merito va anche alla presenza di oltre 600 imprese specializzate nella rimozione dell’amianto, oltre che a un sistema ben organizzato di monitoraggio, formazione e prevenzione.

Nuove proposte di legge per rafforzare la sicurezza

Nel quadro della strategia regionale, è stato anche annunciato un nuovo disegno di legge dedicato alla protezione dai rischi legati all’amianto. La proposta include:

  • l’obbligo di verifiche preliminari negli edifici prima di ogni intervento,
  • la formazione pratica degli operatori del settore,
  • la definizione di standard per i dispositivi di protezione individuale.

Un approccio integrato

La Lombardia dimostra che è possibile affrontare l’emergenza amianto con un approccio integrato, fatto di mappatura precisabonifiche miratecontrolli rigorosi e formazione continua. Un esempio da seguire per tutte le regioni italiane, nell’ottica di garantire un ambiente più sicuro per tutti.