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Bonifica dell’amianto dagli edifici pubblici

Bonifica degli edifici pubblici
Bonifica degli edifici pubblici

di Michele Rucco

Nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 25 novembre 2016 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente 21 settembre 2016.

Il decreto istituisce il fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto.

Con la seguente dotazione finanziaria:

5,536 milioni di euro per l’anno 2016
6,018 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018

Possono fare domanda, per accedere al fondo, gli enti pubblici con riferimento ad interventi relativi ad edifici di proprietà pubblica e destinati allo svolgimento dell’attività dell’ente.

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Bonifica amianto edifici pubblici: interventi finanziabili

Come è noto, gli interventi oggetto del fondo sono relativi alla sola progettazione preliminare e definitiva per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto e del cemento-amianto presente in coperture e manufatti di edifici pubblici ubicati nel territorio nazionale.

Tecniche di bonifica amianto

Bonificare l’amianto non è una questione semplicissima. Per questa ragione è necessario rivolgersi a veri professionisti.

Ad ogni modo, esistono ben tre tecniche di bonifica:

Documenti da allegare necessariamente:

  • Relazione tecnica, asseverata da professionista abilitato, che deve specificare:
    destinazione d’uso dei beni o dei siti sede dell’intervento
    localizzazione e destinazione d’uso dei manufatti contenenti amianto
    tipologia, quantità e stato di conservazione dei materiali;
  • Modalità di intervento di bonifica proposto;
  • Stima dei lavori da eseguire con dettaglio dei costi di progettazione da finanziare;
  • Cronoprogramma orientativo delle attività, incluse le fasi progettuali.

Criteri di priorità per le operazioni di bonifica:

  • Collocazione all’interno, nei pressi o comunque entro un raggio non superiore a 100 metri da asili, scuole, parchi gioco, strutture di accoglienza socio-assistenziali, ospedali, impianti sportivi;
  • Esistenza di segnalazioni da parte di enti di controllo sanitario e/o di tutela ambientale e/o di altri enti e amministrazioni in merito alla presenza di amianto;
  • Previsione di un progetto cantierabile in 12 mesi dall’erogazione del contributo;
  • Collocazione all’interno di un sito di interesse nazionale e/o inseriti nella mappatura dell’amianto ai sensi del dm n. 101/2003.

Bonifica amianto edifici pubblici: modalità di erogazione del contributo

La liquidazione del finanziamento è accordata con le seguenti modalità:

  • il 30% della somma ammessa a finanziamento al momento dell’ammissione;
  • il 40% della somma ammessa a finanziamento al momento dell’approvazione del progetto definitivo;
  • il 30% della somma ammessa a finanziamento al momento della rendicontazione finale delle spese sostenute per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi.

Non potranno essere oggetto di finanziamento i seguenti interventi:

  • Progettazione di interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e loro messa in opera;
  • Spese di acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi e loro messa in opera;
  • Progettazione di interventi realizzati prima della pubblicazione del bando o prima del ricevimento della comunicazione scritta di concessione del contributo richiesto.

In conclusione, non possiamo che plaudire all’approvazione di un provvedimento invocato spesso a gran voce dalla nostra Associazione.

Finalmente nasce una soluzione che mette a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni un fondo cui attingere per INIZIARE concretamente azioni di bonifica.

Tuttavia, la misura delle risorse disponibili è limitata a pochi milioni euro. Difatti, c’è la consapevolezza dl fatto che siano completamente insufficienti per conseguire l’obiettivo di eliminare il mortale rischio da amianto.

Incendio alla Raffineria Sannazzaro de’Burgondi

Lomellina Raffineria Sannazzaro De Burgondi
Lomellina Raffineria Sannazzaro De Burgondi

Necessario l’intervento per i danni provocati dall’incendio

Il triste presagio si è trasformato in dramma: l’incendio con fiamme alte fino a 200 metri e un denso fumo che da ore sta contaminando l’ambiente si profila come un vero e proprio disastro.

L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia da anni il rischio legato alla raffineria di Sannazzaro de Burgondi.

A suo tempo, proprio attraverso l’Ona, gli eredi del signor F.F., morto di mesotelioma dopo aver lavorato una vita come operaio nella raffineria di Sannazzaro, avevano depositato una denuncia alla Procura della Repubblica di Milano per la situazione di elevato rischio legato all’impianto di Raffineria Sannazzaro dè Burgundi.

Successivamente, un altro esposto era stato depositato alla Procura della Repubblica di Pavia.

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“Come legale delle Vittime dell’amianto che come Presidente dell’Ona ho chiesto ripetutamente maggiore attenzione per il rischio legato alla Raffineria di Sannazzaro de Burgondi. Ora, non possiamo che chiedere che si faccia piena luce su questa situazione, oltre che sulle morti di amianto nella Raffineria”.

Sono infatti numerose le segnalazioni giunte all’Ona di patologie tumorali e mesoteliomi che con tutta probabilità sono legate all’esposizione ad amianto ed altri cancerogeni prodotti dalla raffineria.

Sannazzaro De Burgondi: zona ad alto rischio amianto

La zona di Sannazzaro De Burgondi è particolarmente martoriata a causa della presenza dell’Eternit, ovvero, la fabbrica della morte.

Per questa ragione l’Osservatorio Nazionale Amianto, nel corso del tempo ha promosso svariate iniziative in loco.

Una di queste è: Eternit. L’assassino lento e silenzioso

Da consultare direttamente sul nostro canale YouTube.

Istituto Leonardo da Vinci di Firenze

Istituto Leonardo Da Vinci Firenze
Istituto Leonardo Da Vinci Firenze

Istituto Leonardo Da Vinci: prepensionamento del personale

Rispetto all’articolo “Scuola d’amianto giù in estate. Via ai lavori per le nuove aule”, pubblicato mercoledì 30 novembre su Corriere Fiorentino, sul caso della scuola Leonardo da Vinci di Firenze, l’Osservatorio Nazionale Amianto fa una precisazione.

L’Ona precisa che non sta “festeggiando” la notizia dello spostamento dei ragazzi del biennio, previsto per la prossima estate, perché ha sempre sostenuto la chiusura immediata della scuola.

“Attendere altri sei mesi per lo spostamento significa continuare ed esporre i ragazzi e i docenti al rischio amianto”. Come sostiene l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

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“L’Ona chiederà il prepensionamento dei lavoratori e del personale docente e amministrativo dell’Istituto.

La decisione di spostare le classi del biennio dimostra il rischio esposizione e quindi esistono i presupposti per il personale di chiedere i benefici amianto previsti dalla legge”.

Sulla vicenda della scuola Leonardo da Vinci pende un’inchiesta. Lo scorso 4 agosto il gip Alessandro Moneti ha rigettato la richiesta di archiviazione. Così da ritenere necessario proseguire le indagini, accogliendo l’istanza dell’Ona e dell’avvocato Ezio Bonanni.

Infatti, il Presidente ONA in sede di udienza ha addotto ulteriori elementi a sostegno della necessità della prosecuzione delle indagini preliminari.

Amianto nelle scuole: i dati dell’ONA

Il caso dell’Istituto Leonardo Da Vinci non è isolato. Purtroppo, in Italia ci sono circa 2.400 scuole e strutture pubbliche con comprovata presenza di amianto.

Nel complesso, sono circa 63 i casi di patologie asbesto correlate del comparto istruzione. Ovvero, 41 uomini e 22 donne. Nel dettaglio sono 25 gli insegnanti6 bidelli e infine, 5 tecnici di laboratorio.

Numero agghiaccianti che confermano la necessità e il dovere da parte delle istituzioni, di bonificare i siti contaminati per proteggere i lavoratori.

ONA NEWS: appuntamento col rischio amianto nelle scuole

L’ONA ha lanciato una nuova iniziativa. Una trasmissione dal titolo ONA News e il primo appuntamento è stato dedicato proprio al rischio amianto nelle scuole.

Consulta l’episodio sul nostro canale YouTube.

amianto nelle scuole

 

Angeli del soccorso: Vigili del Fuoco a rischio esposizione

Vigili del Fuoco
Vigili del Fuoco

Vigili del Fuoco senza procedure di tutela per la salute

Il dramma del terremoto che ha sconvolto il Centro Italia negli ultimi ha mesi ha scoperchiato le criticità che, da sempre, caratterizzano il lavoro dei vigili del fuoco.

Ad ogni modo molti soccorritori non hanno avuto sufficienti tutele e sono stati sottoposti a rischio di esposizione all’amianto e a tutti gli altri cancerogeni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Usb dei Vigili del Fuoco propongono un momento di confronto e discussione con esperti, studiosi, istituzioni, lavoratori e annunciano una campagna congiunta di sensibilizzazione.

L’appuntamento è per martedì 6 dicembre a partire dalle ore 15 con il convegno “Angeli del soccorso. Vigili del Fuoco a rischio esposizione”, presso l’Istituto Superiore Antincendi di via del Commercio 13 a Roma.

Prima di tutto, i punti discussi nel convegno sono: mancanza di procedure in grado di prevenire il rischio, assenza di screaning medico e psicologico post intervento per chi quotidianamente guarda in faccia la morte, totale mancanza di tutele previdenziali.

Il mestiere del VDF, paradossalmente, non è considerato un lavoro usurante né una categoria a rischio.

Eppure, secondo i dati dell’Osservatorio Bilaterale Salute e Sicurezza, Ambienti di Lavoro dei Vigili del Fuoco, l’età media di chi entra nel Corpo da giovane arriva solamente ai 48 anni. Un dato assolutamente sconcertante.

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I relatori presenti al convegno dei vigili

  • Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto;
  • Dott. Costantino Saporito, coordinamento nazionale Usb VDF;
  • Dott.ssa Paola Palmieri, esecutivo confederale Usb;
  • On. Giampiero Bocci, Sottosegretario di Stato con delega ai VDF;
  • Giampiero Cardillo, Generale Brigata CC in riserva, Membro Comitato;
  • Scientifico OnaDott. Gabriele Miele, coordinamento nazionale Usb; vigili del fuoco – Osservatorio Bilaterale Salute e Sicurezza, Ambienti di Lavoro;
  • Dott.ssa Carla Zorzetti, Comitato Ona Vigili del Fuoco.

Relazioni tecniche scientifiche a cura di:

  • Dott. Carmine Roma, oncologo e membro del Comitato Scientifico Ona
    “Percorso clinico diagnostico del paziente”;
  • Dott.ssa Sabrina Melpignano, psicologa e psicoterapeuta;
  • Dott. Daniele Sbardella, Dirigente Superiore VDF, Ufficio Sanitario;
  • Dott. Arturo Cianciosi, medico legale.
  • Daniele Caretta, medico VDF comando di Verona;
  • Dott. Claudio Vernale, medico del lavoro, già dirigente medico Inail “Il percorso per il riconoscimento delle malattie Inail”;
  • Dott.ssa Renata Roffeni Tiraferri, figlia di vittima del dovere;
  • Franco Cucinieri, membro del Comitato Tecnico Scientifico Ona “Esposizione ai cancerogeni nell’ambiente di lavoro dei Vdf”.

Consulta gli atti in video del convegno

Consulta il filmato del convegno e iscriviti sul nostro canale YouTube per gli atti in video di tutti i nostri convegni.

Inoltre, attraverso il nostro canale YouTube puoi restare aggiprnato su tutte le nostre iniziative.

Vigili del fuoco

 

Amianto al Teatro La Scala

Amianto al Teatro La Scala
Amianto al Teatro La Scala

Si da il via al processo per amianto alla Scala

Amianto al Teatro La Scala: il processo inizierà il prossimo 9 febbraio 2017 e l’Osservatorio Nazionale Amianto si costituirà parte civile e chiamerà come responsabile civile per il risarcimento dei danni il Comune di Milano e l’ente che ha gestito il Teatro.

Alcune agenzie di stampa hanno sottolineato il proscioglimento dalle accuse di omicidio colposo e lesione gravissime, i quattro ex sindaci di Milano, Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini e Marco Formentini. Ma occorre sottolineare che il processo proseguirà per altri cinque indagati, ex direttori, funzionari e un consulente del Teatro alla Scala.

Si tratta dell’ex sovrintendente Carlo Fontana, dell’ex direttore tecnico Franco Malagrande, dell’ex capo dell’ufficio tecnico Franco Filighera, dell’ex direttrice degli affari generali Maria Rosaria Samoggia e dell’ex consulente in materia di igiene e sicurezza Giovanni Traina. Le accuse sono di omicidio colposo e lesioni colpose gravissime e le contestazioni partono dal 1986.

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha costituito un comitato per l’assistenza ai lavoratori che hanno svolto la loro attività presso il Teatro alla Scala, chiede che tutti i dipendenti del teatro siano sottoposti ad un controllo epidemiologico al fine di verificare se ci siano altri casi di persone malate. Chiede inoltre il pensionamento anticipato di tutti i dipendenti del teatro alla Scala, perché esposti ad amianto.

Il rischio è esteso anche a tutti coloro che hanno lavorato all’interno del teatro, compresi i componenti dell’orchestra, i cantanti etc, oltre naturalmente ai tecnici. Si ricorda inoltre che è morto per mesotelioma pleurico il Maestro Muller.

L’Osservatorio Nazionale Amianto andrà fino in fondo per  chiedere giustizia per tutti i lavoratori del Teatro alla Scala di Milano. Anche per coloro che ancora non si sono ammalati, per i quali è necessario un prepensionamento. Infatti gli esposti ad amianto, secondo le statistiche, hanno un’attesa di vita sette anni inferiore alla media. Quindi ci proseguiremo anche nelle azioni nei confronti dell’INPS per il prepensionamento”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.