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Bari: nasce il centro studi malattie amianto

Ezio Bonanni
Ezio Bonanni

A Bari 400 i casi di malattie amianto

Nasce il Centro Studi sull’Amianto: uno strumento operativo creato dal matrimonio tra il Centro Studi di Diritto del Lavoro della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari e l’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il Centro Studi sull’Amianto in Puglia

Il rapporto tra l’ONA e il Centro Studi diretto dal Prof. Gaetano Veneto, insegnante di Diritto del Lavoro all’Università di Bari, è istituzionalizzato attraverso uno strumento operativo che si attiverà in Puglia.

Il Centro Studi sull’Amianto è stato presentato nel convegno tenutosi presso la Sala Consiliare della città Metropolitana di Bari.

Abbiamo voluto creare un ponte tra la scienza medica e la scienza giuridica”, ha spiegato l’Avv. Ezio Bonanni.

La Puglia è nell’occhio del ciclone dell’emergenza ambientale nazionale, perché sta pagando il prezzo di una situazione migliore rispetto alle altre regioni del Sud, dal punto di vista produttivo.

Vogliamo impegnarci con uno strumento operativo e di connessione con il mondo giuridico e istituzionale”, ha dichiarato il professor Veneto.

Mesotelioma: il caso Fibronit di Bari

Sulla città di Bari si allunga l’ombra cupa della Fibronit, vulnus della storia sociale pugliese.

L’ONA ha censito 400 decessi per patologie asbesto correlate, ovvero mesoteliomi, tumori polmonari, gastrointestinali e patologie fibrotiche e cardiovascolari.

Si trattava di ex dipendenti e familiari di municipalizzate o società che avevano rapporti con Fibronit, oltre che cittadini che abitavano nelle zone limitrofe della società.

L’ONA ha ricevuto segnalazione di mesoteliomi tra operatori dello smaltimento rifiuti delle zone circostanti della società, e un caso di un postino dell’ufficio della Fibronit.

Tutti i dati epidemologici in Puglia

Secondo il Registro Mesoteliomi, in Puglia i mesoteliomi ufficialmente registrati tra il 1993 e il 2012 sono stati 935 (ma dal 2010 al 2012 i dati sono parziali).

Un numero che corrisponde al 4,4% dei mesoteliomi registrati nel Paese. Nel 65,5% dei casi, il mesotelioma è stato causato da esposizione professionale all’amianto.

L’insorgenza del mesotelioma è solo la punta dell’iceberg: l’amianto infatti è in grado di determinare patologie fibrotiche, tra le quali l’asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici e complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie, e diverse patologie neoplastiche”.

Spiega il presidente dell’Ona, l’Avv. Ezio Bonanni. “Tenendo conto che statisticamente i tumori polmonari sono circa il doppio dei mesoteliomi e tenendo conto dell’incidenza di tutte le altre malattie asbesto correlate, l’Osservatorio Nazionale Amianto stima che in Puglia siano circa 4000 i morti causati o concausati dall’esposizione all’amianto nel periodo 1993/2012. Dunque circa 210 l’anno”.

Risarcimento danni e prestazioni previdenziali

Azioni amministrative e giudiziarie in tutela di cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto a Bari come nel resto della Puglia.

Centinaia i casi di patologie per le quali il presidente ONA ha chiesto all’INAIL la rendita e il riconoscimento dell’esposizione all’amianto utile al prepensionamento. Nei casi di rigetto, ha dato corso all’azione giudiziaria.

In molti casi, come ad esempio i lavoratori della centrale Enel di Brindisi, hanno ottenuto i benefici amianto fino al 2 ottobre 2003. Così è stato assunto l’impegno dall’ONA, di promuovere azioni giudiziarie per il riconoscimento fino al 2010.

Anche per altri siti, come i dipendenti della cartiera di Barletta, del Monopoli di Stato, dei Vigili del Fuoco e del Comparto Sicurezza.

Puglia mappa rischio amianto: la mobilitazione dell’ONA

Puglia mappa rischio amianto
Ezio Bonanni

La Puglia si mobilita: tre giorni di workshop

Puglia mappa rischio amianto. La Puglia si mobilita contro l’ambianto con tre giorni di dibattiti, convegni e tavoli tecnici.

Il tutto per iniziare ad affrontare la problematica amianto. Ovvero, un’emergenza non solo sanitaria e giudiziaria ma anche ambientale e sociale.

Una maratona, quella dell’Osservatorio nazionale Amianto, che ha toccato nella giornata di venerdì Taranto e Brindisi. Dopodiché l’associazione tra sabato e domenica arriverà anche a Bari e Foggia.

Le due città pugliesi soffrono un alto numero di casi di patologie asbesto correlate. Allo stesso modo vi è un inquinamento dei territori che getta un’ombra funesta anche sul futuro delle prossime generazioni.

Per questa ragione esperti, medici, avvocati e rappresentanti istituzionali si stanno confrontando sulla questione amianto.

Puglia mappa rischio amianto: I dati epidemiologici

Secondo il Registro Mesoteliomi nella regione Puglia i mesoteliomi ufficialmente registrati sono stati 935, nel periodo tra il 1993 e il 2012 (Puglia mappa rischio amianto).

Un numero che corrisponde al 4,4% dei mesoteliomi registrati nel Paese. Nel 65,5% dei casi, il mesotelioma è stato causato da esposizione all’amianto di tipo professionale.

“L’insorgenza del mesotelioma è solo la punta dell’iceberg. L’amianto infatti è in grado di determinare prima di tutto patologie fibrotiche. Ovvero l’asbestosi, le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici. Successivamente l’asbesto può provocare anche complicazioni cardiache e patologie neoplastiche”, spiega il presidente dell’ONA, l’avvocato Ezio Bonanni.

Difatti tenendo conto che statisticamente i tumori polmonari sono circa il doppio dei mesoteliomi e considerando l’incidenza di tutte le altre malattie asbesto correlate, l’Osservatorio Nazionale Amianto stima che in Puglia siano circa 4000 i morti causati o concausati dall’esposizione all’amianto nel periodo 1993/2012. Dunque circa 210 l’anno.

Focus di approfondimento sulla situazione amianto in Taranto

Nel convegno di Taranto è intervenuto con un video-intervento il Governatore della Puglia Michele Emiliano.

“Taranto non può accettare che il suo sviluppo e il suo futuro sia legato alla produttività di una fabbrica realizzata con metodi inquinanti.

Capisco i tarantini che chiedono la chiusura dell’Ilva. Anzi se qualcuno decidesse di procedere alla chiusura della fabbrica, sarei la persona più felice del mondo”.

Il Governatore ha fatto riferimento allo studio epidemiologico realizzato dalla Regione Puglia. Uno studio che riguarda gli effetti dell’inquinamento dell’Ilva sulla popolazione residente.

“Il risultato dello studio è chiaro: a maggiori picchi produttivi della fabbrica corrispondono indici di mortalità sicuramente superiori alla media regionale e nazionale. Nella ricerca si evidenzia persino che nei quartieri più vicini alla fabbrica ci sono picchi di mortalità molto più alti”.

Il Governatore della Regione Puglia ha poi aggiunto

“I dati epidemiologici emersi, dal nostro punto di vista, obbligano il Governo a intervenire: abbiamo insomma prodotto elementi scientifici per mettere in mora il Governo”.

Rispondendo alla domanda su cosa, a suo parere, dovrebbe fare il Governo, Michele Emiliano ha risposto:

“Il Governo dovrebbe prima di tutto interloquire con la Regione Puglia per individuare, se proprio ritiene di dover lasciare aperta l’Ilva, un sistema produttivo che consenta alla fabbrica di proseguire la sua attività senza continuare ad uccidere la gente. Mentre dallo scorso luglio il Governo si è sempre rifiutato di incontrarci”.

Intervenendo sulla questione “processo Ilva” il Governatore ha annunciato:

“Quando inizierà il dibattimento del processo Ilva, come Regione Puglia chiederemo di fermare gli stabilimenti o, se proprio questo non fosse possibile, chiederemo di abbassare la produzione attraverso un ordine dei magistrati. Se poi il Tribunale ritenesse di non averne il potere, chiederemo alla Corte d’Assise di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale”.

Il Governatore ha poi dichiarato di voler appoggiare la proposta del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, di incrementare il Fondo nazionale per le vittime di amianto. “Sono entusiasta di sostenere questa idea”, ha detto.

La Puglia si mobilita attraverso il Comitato ONA Taranto

Durante il convegno di Taranto è stato presentato il neonato Comitato Ona di Taranto, con sede in via Liside 3, presso l’Aic. La sede Ona di Taranto si attiverà per sostenere i cittadini nell’azione di responsabilità a carico dello Stato.

L’Ona ha ritenuto di rafforzare la sua presenza su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo in termini di salute e inquinamento ambientale. I morti per mesotelioma nella città di Taranto, tra il 2006 e il 2011, sono la metà di quelli censiti nell’intera Puglia dal Registro regionale.

Centoventuno morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne. Considerando che l’Italia ha una popolazione di circa 60 milioni di abitanti e che ogni anno vengono censiti 1.500 mesoteliomi.

Nel complesso, secondo i calcoli si dovrebbe rilevare un caso di mesotelioma ogni 40/50.000 abitanti. A Taranto, che ha una popolazione di 200mila abitanti, dovrebbero quindi verificarsi 4/5 casi di mesotelioma l’anno. Mentre i numeri drammatici parlano di circa 20 casi, con un’incidenza, quindi cinque volte superiore all’attesa.

Ad oggi al Comitato Ona Taranto hanno aderito al Comitato dipendenti ed ex dipendenti della Marina Militare che hanno scoperto di aver contratto patologie asbesto correlate, come placche pleuriche, noduli polmonari e ispessimenti dell’interstizio.

L’avvocato Ezio Bonanni ha preannunciato un’azione di responsabilità a carico dello Stato per il fatto che non ha tutelato la salute umana ed ha pertanto violato l’articolo 32 della Costituzione:

“Non è ammissibile non impedire un così alto numero di morti tra lavoratori e cittadini. Come giustamente ha detto il presidente Emiliano, non impedire un danno quando si ha l’obbligo di farlo è come averlo provocato”.

Focus di approfondimento sull’amianto a Brindisi

Ricchissimo il parterre degli ospiti intervenuti nel convegno di Brindisi. Dal Cinieri, direttore dell’Università Operativa di Oncologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi e Tesoriere dell’Iom, alla professoressa Grazia Canuto, docente di Criminologia Ambientale all’Università di Padova. Continuando con i parlamentari pugliesi, ovvero il Senatore Pietro Iurlaro e il Deputato Antonio Matarrelli.

I parlamentari Iurlaro e Matarrelli hanno preso un impegno congiunto, dichiarando di voler intraprendere una iniziativa normativa comune, tenendo presente la proposta dell’avvocato Ezio Bonanni, di abolire la prescrizione decennale dei benefici amianto e la decadenza in caso di mancato deposito della domanda all’Inail entro il 15 giugno 2005.

In occasione della conferenza stampa prevista a Bari per sabato 15 ottobre alle ore 9.30, la Puglia si mobilita con la presentazione del nuovo Centro Studi sull’Amianto. Ovvero una partnership tra l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Dipartimento di Diritto del Lavoro dell’Università di Bari.

Puglia mappa rischio amianto: aggiornamento 2020

L’ONA continua la sua lotta contro l’amianto in Puglia. Per approfondimenti, consulta gli articoli di questo notiziario amianto sul rischio amianto Puglia.

Terremoto, la Regione Lazio annuncia rimozione amianto

Terremoto amianto macerie
Terremoto amianto macerie

Via alla bonifica amianto dalle macerie del terremoto

L’Osservatorio Nazionale Amianto accoglie con soddisfazione le parole della Regione Lazio che ha annunciato, per le prossime ore, l’avvio delle operazioni di rimozione dell’asbesto dalla macerie delle zone colpite dal terremoto del centro Italia dello scorso 24 agosto.

Un annuncio che arriva dopo diversi appelli lanciati dall’Ona affinché si mettesse in sicurezza la zona del sisma, e si procedesse alla bonifica del materiale contaminato. Proprio a questo tema, l’Ona ha dedicato un partecipato convegno che si è svolto sabato 8 ottobre presso la sala consiliare di Rieti.

L’appello ONA alla Regione Lazio

L’Osservatorio Nazionale Amianto, a questo punto, chiede alla Regione Lazio di sapere attraverso quali criteri è stata selezionata la ditta specializzata che si occuperà dell’operazione. Si è proceduto attraverso un apposito bando oppure per affidamento diretto? Come si chiama la ditta che interverrà?

“Chiediamo di conoscere inoltre la stima, che immaginiamo si stata effettuata, della quantità di asbesto presente tra le macerie e lo stato di conservazione del materiale contenente amianto”, dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

I dati epidemiologici del Lazio

L’ONA ha censito nel Lazio, con particolare attenzione alla provincia di Latina dei dati agghiaccianti.

Nel complesso sono noti circa 150 casi di mesotelioma con un tren in aumento. In conclusione le città più colpite sarebbero Latina con 30 casi, Gaeta con 25 casi, Aprilia con 20 casi, Sezze con 10 casi e formia con 15 casi.

Come è noto, il mesotelioma è per eccellenza la patologia asbesto correlata, per il semplice fatto che è l’unica neoplasia riconducibile solo ed esclusivamente alla fibra di amianto.

Conosciamo tre tipi di mesotelioma, che si distinguono in base alla localizzazione: mesotelioma pleurico, mesotelioma del pericardio, del peritoneo e della tunica vaginale del testicolo

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Lotta amianto Puglia: l’ONA si mobilita per tutela vittime

ILVA
ILVA

L’ONA si mobilita contro l’amianto in Puglia

Lotta amianto Puglia. Tre giorni di dibattiti, convegni, tavoli tecnici per affrontare la problematica amianto. In quanto è un’emergenza non solo sanitaria e giudiziaria ma anche ambientale e sociale.

Una maratona dell’Osservatorio Nazionale Amianto che tocca Taranto, Brindisi, Bari e Foggia, tutte le principali città pugliesi che soffrono un alto numero di casi di patologie asbesto correlate. Difatti queste sono zone particolarmente recidive. Come è noto, sono aree colpite anche dall’inquinamento che getta un’ombra funesta anche sul futuro delle prossime generazioni.

Patologie asbesto correlate: un’epidemia globale

L’amianto potrebbe sembrare un problema italiano ma non lo è. Prima di tutto bisogna specificare che ogni anno solo in Italia si contano circa 6000 decessi causati dalle patologie asbesto correlate.

Nel complesso però sono conteggiati ogni anno, circa 107.000 morti di amianto in tutto il pianeta.

Come è noto quella delle malattie amianto correlate è una vera a propria epidemia. A darne notizia è anche l’O.M.S.

Ha inizio il tour ONA a tutela delle vittime amianto

Per iniziare, da venerdì 14 a domenica 16 ottobre, esperti, studiosi, medici, avvocati, rappresentanti istituzionali si confronteranno così, sul tema dell’ambiente e, in particolare, sulla questione amianto in Puglia.

Prima di tutto sarà mostrato anche nn video-intervento straordinario del Governatore della Puglia Michele Emiliano.

In breve, nel video si illustrerà i dati del recente studio epidemiologico che riguarda gli effetti dell’inquinamento dell’Ilva sulla popolazione. Successivamente saranno diffuse informazioni anche sulle politiche in campo per uno sviluppo più sostenibile.

In conclusione verranno svelati i dati epidemiologici delle zone più “calde” della Puglia indicano il rischio di una futura pandemia.

Qual è il nesso tra esposizione all’amianto e patologie asbesto correlate? Quali sono i rischi per la popolazione? Come attuare politiche per uno sviluppo più sostenibile del territorio? E quali sono le modalità per ottenere i benefici previdenziali e il risarcimento dei danni?

Presentati i nuovi dati epidemiologici

Perciò durante gli incontri verranno resi noti gli ultimi dati epidemiologici a disposizione. Nel complesso si farà il punto sulle principali inchiesta giudiziarie in corso nelle Procure pugliesi. Dall’Ilva all’inchiesta sulla Marina Militare, alla Fibronit di Bari.

“È necessario un diverso approccio da parte delle istituzioni. Questi problemi non possono essere risolti solo con le azioni giudiziarie repressive di reati o con gli interventi sanitari di cura dei cittadini che a causa della contaminazione dei luoghi di lavoro e dei luoghi di vita, si sono ammalati e si continueranno ad ammalare”, sostiene Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

“Quindi è indispensabile mettere in pratica il concetto di prevenzione primaria che, attraverso la bonifica, restituisca dignità ai territori sfregiati da una cultura che ha privilegiato il profitto alla vita umana. Ma fino a quando si continueranno ad applicare norme in deroga e a far rimanere solo sulla carta le leggi dello Stato, questi problemi non saranno affrontati efficacemente, né risolti” spiega l’avvocato Bonanni.

Nasce il nuovo Comitato ONA di Taranto

Ad ogni modo, durante il convegno in programma a Taranto venerdì 14 ottobre alle 9.30 verrà presentato anche il neonato Comitato ONA di Taranto. Difatti l’ONA ha ritenuto di rafforzare la sua presenza su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo in termini di salute e inquinamento ambientale.

Considerando che i morti per mesotelioma nella città di Taranto, tra il 2006 e il 2011, sono la metà di quelli censiti nell’intera Puglia dal Registro regionale. In tutto 121morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne.

Ricchissimo anche il parterre degli ospiti previsti per il convegno di Brindisi fissato per venerdì 15 ottobre alle ore 17.30.

Difatti saranno presenti medici, scienziati ma anche rappresentanti istituzionali. Al fine di una maggiore chiarezza, prima di tutto sullo stato dell’arte, e nello stesso tempo, riflettere su un nuovo possibile e necessario sentiero da percorrere per il futuro.

In occasione della conferenza stampa prevista a Bari per sabato 15 ottobre alle ore 9.30, verrà presentato il nuovo Centro Studi sull’Amianto.

Ovvero, una partnership tra l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Dipartimento di Diritto del Lavoro dell’Università di Bari.

Il programma della mobilitazione inizia ad ottobre

Per iniziare, Venerdì 14 ottobre, alle ore ore 9.30 nella città di Taranto, ci sarà il primo evento programmato in scaletta.

L’iniziativa ospitata dal Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, Palazzo del Governo, via Anfiteatro n. 4, I piano, rappresenta ad ogni modo un nuovo punto di inizio in questa battaglia.

Amianto, Taranto città martoriata: non c’è solo l’Ilva a fare paura

Amianto in Puglia: relatori della conferenza 14/10

Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto
Grazia Canuto – Responsabile Nazionale Capo Dipartimento Ambiente/Rifiuti/Energia/Architettura Sostenibile/CAD e Docente di Criminologia Ambientale all’Università di Padova
Barbara Valenzano – Direttore Dipartimento Infrastrutture, Mobilità, Opere Pubbliche, Paesaggio, Ecologia Regione Puglia
Giovanni Gentile – avvocato e esposto all’amianto
Renata Roffeni Tiraferri – orfana di vittima del dovere
Paola Santospirito – Responsabile Comitato Ona Taranto
Domenico Favia – Coordinatore ONA Puglia
Luigi Giovannelli – Coordinamento ONA Puglia

Venerdì 14 ottobre – ore 17.30 – Brindisi

Dopodiché le attività verranno spostate a Brindisi. L’evento avrà luogo nel Salone di rappresentanza del Palazzo della Provincia di Brindisi, via De Leo 3.

“Amianto: il dramma di un territorio maltrattato e la speranza di un futuro più sostenibile”

Amianto in Puglia: interverranno al convegno

  • Ezio Bonanni – presidente osservatorio Nazionale Amianto;
  • Grazia Canuto – Responsabile Nazionale Capo Dipartimento Ambiente/Rifiuti/Energia/Architettura Sostenibile/CAD e Docente di Criminologia Ambientale all’Università di Padova;
  • Saverio Cinieri – Direttore Unità Operativa Oncologia Ospedale Perrino Brindisi e Tesoriere Nazionale AIOM;
  • Pietro Iurlaro – Senatore (Gruppo Alleanza Liberal Popolare)– Membro Commissione Ambiente, Territorio, Beni ambientali;
  • Antonio Matarrelli – Deputato (Alternativa Libera Possibile Gruppo Misto) – Commissione Politiche dell’Unione Europea (ex consigliere regionale e provinciale);
  • Mauro Vizzino – Consigliere Regione Puglia;
  • Domenico Santorsola – Assessore Ambiente Regione Puglia;
  • Gianfranco Grandaliano – Commissario per i Rifiuti Regione Puglia;
  • Piero Iaia – sindaco San Vito dei Normanni;
  • Domenico Favia – Coordinatore ONA Puglia;
  • Luigi Giovannelli – Coordinamento ONA Puglia;

Sabato 15 ottobre – ore 9.30 – Bari

Successivamente, in data 15 ottobre ripartiranno le attività della seconda giornata. Difatti il primo evento avrà luogo al Dipartimento Diritto del Lavoro, Corso Italia 23, V piano, sala 17.

Conferenza Stampa di presentazione del Centro Studi

Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto
Gaetano Veneto – Già Professore Ordinario Diritto del Lavoro Università di Bari
Tommaso Germano – Docente di Diritto del Lavoro e Direttore Master Avanzato sul Mobbing Università di Bari

Sabato 15 ottobre – ore 10.30 – Bari

Anche nel pomeriggio del 15 ottobre la mobilitazione ONA continua nella città di Bari. In quanto, ci sarà anche un secondo evento nella Sala Consiliare della città Metropolitana di Bari, via Lungomare Nazzario Sauro n. 29.

“Amianto, emergenza Puglia: gli indicatori di una futura pandemia”

Amianto: relatori della conferenza 15/10

  • Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto;
  • Gaetano Veneto – Già Professore Ordinario Diritto del Lavoro Università di Bari;
  • Tommaso Germano – Docente di Diritto del Lavoro e Direttore Master Avanzato sul Mobbing Università di Bari;
  • Barbara Valenzano – Direttore Dipartimento Infrastrutture, Mobilità, Opere Pubbliche, Paesaggio, Ecologia Regione Puglia;
  • Antonella Laricchia – Consigliere Regione Puglia M5S;
  • Domenico Favia – Coordinatore ONA Puglia;
  • Luigi Giovannelli – Coordinamento ONA Puglia;
  • Emanuela Sborgia – avvocato;
  • Alessandro Ruta – psicologo e psicoterapeuta, membro Comitato Scientifico Ona;

Domenica 16 ottobre – ore 10 – Foggia

Infine, la Chiesa Cattolica Parrocchiale Immacolata, via dell’Immacolata 6, sala del Teatro, della città di Foggia, ospiterà l’ultima iniziativa.

“Amianto: patologie asbesto correlate e prestazioni previdenziali e risarcimento danno”

Amianto in Puglia: relatori della conferenza 16/10

  • Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto;
  • Mario Nigro – Osservatorio Nazionale Amianto;
  • Domenico Favia – Coordinatore ONA Puglia;
  • Luigi Giovannelli – Coordinamento ONA Puglia;
  • Carla Zorzetti – Comitato Vigili del Fuoco Ona;
  • Alessandro Ruta – psicologo e psicoterapeuta, membro Comitato Scientifico Ona.

Lotta amianto in Puglia: aggiornamento 2020

L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni in Puglia è proseguito anche fino al novembre 2020. Oltre all’attività di mobilitazione, con una specifica mappatura dell’amianto, ci sono state due importanti conferenze.

Ci riferiamo a quelle presso il Tribunale di Taranto:

Grazie a questa mobilitazione, è stata tracciata la mappa del rischio e sono state avviate le azioni di tutela legale e medica. Infatti, sono emersi molti siti per i quali si ha diritto al risarcimento, per origine professionale delle malattie asbesto correlate (Puglia amianto risarcimento).

In più, l’ONA ha ottenuto la definitiva bonifica del sito Fibronit. I dati sono stati forniti dall’Avv. Ezio Bonanni nel suo intervento presso la Fiera del Levante.

Per saperne di più contatta il numero verde

Ricapitolando, l’ONA offre assistenza gratuita a chiunque ne faccia richiesta. Per lo stesso motivo ha istituito anche il numero verde 800 034 294.

Al fine di offrire alle vittime amianto la massima disponibilità e professionalità. In conclusione, contattare l’ONA è semplice, in quanto vi è la possibilità di scrivere all’associazione attraverso il formulario.

In alternativa vi invitiamo a chiamare il numero verde gratuito , oppure, infine, vi suggeriamo di visitare la pagina dell’assistenza gratuita.

Amianto in Aeronautica militare, partita l’inchiesta

Aeronautica militare
Aeronautica militare

La consulenza degli esperti conferma la correlazione tra la malattia e l’esposizione all’amianto durante il periodo lavorativo di Nicola Panei.

L’Aeronautica Militare come un mondo “rimasto a lungo separato, nel quale il rischio era del tutto ignorato, mentre invece tutto il Paese rappresentava una situazione di allarme”.

È la conclusione della consulenza tecnica redatta da un pool di esperti ordinata dai pm Sergio Dini e Francesco Tonon, della procura della Repubblica di Padova.

Entrambi titolari dell’inchiesta su negligenze ed omissioni a carico di massimi vertici del Corpo militare. I fatti sono relativi al periodo di tempo che va dal 1988 e il 2004.

La consulenza sancisce anche l’accertamento di almeno sette casi di mesotelioma tra le 25 vittime su cui si sta indagando.

Di questi “in tre casi l’omissione di idonee misure di prevenzione rappresenta una violazione di obblighi normativi inequivocabilmente vigenti”, si legge nella consulenza.

“Negli altri quattro l’esposizione accertata si verifica in periodi antecedenti. Per tre casi non è stato possibile dimostrare con certezza l’esposizione lavorativa da amianto, per quanto la presenza nelle apparecchiature e nei sistemi di telecomunicazione appaia probabile”.

La difesa dell’ex militare Nicola Panei

I due militari ancora vivi che rientrano nel fascicolo sono ammalati di asbestosi polmonare. Come Nicola Panei, in pensione dopo aver lavorato per 25 anni nel servizio antincendio dell’Aeronautica Militare.

Nicola ha prestato servizio tra Pratica di Mare e Guidonia e attualmente è ifeso dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

“Il signor Nicola Panei è tra coloro che hanno dato vita all’Osservatorio Nazionale Amianto, e che a suo tempo ha depositato la prima denuncia”, spiega l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA”.

“L’amianto era presente negli automezzi, negli aerei, negli hangar, nei capannoni e nei magazzini. Ma soprattutto le tute da lavoro in tessuto ignifugo erano realizzate con l’amianto”, racconta Panei.

“In tanti anni non fui sottoposto a nessun tipo di sorveglianza sanitaria né fu mai avvisato dei pericoli derivanti da presenza di amianto”.

Nel 2013 i medici gli diagnosticarono l’asbestosi polmonare. Ad oggi la consulenza tecnica degli esperti conferma la correlazione tra la malattia e l’esposizione all’amianto del periodo lavorativo.

“L’esposizione in Aeronautica Militare certa si è verificata nel periodo 69-95. Quando Panei utilizzava teli di amianto e indumenti ignifughi contenenti amianto”. Si legge nel documento.

“L’esposizione quindi è stata determinata dall’uso di dispositivi protettivi antincendio che contenevano amianto.

In questo caso quindi non c’erano misure preventive che dovesse essere utilizzati.

L’Unica misura di prevenzione opportuna era la sostituzione di tale dispositivi con altri privi di amianto in particolare quando si presentavano in condizioni di usura da rilasciare fibra in aria”.

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Amianto in aeronautica: il racconto di Nicola Panei

Il signor Nicola Panei si costituirà parte civile nel procedimento penale, insieme all’ONA. E avanzerà richiesta di citazione del Ministero della Difesa quale responsabile civile per i danni subiti.

Quindi con condanna in solido al loro risarcimento” anticipa il legale Ezio Bonanni.

“Il rischio in aviazione militare e civile, a lungo sottaciuto, è esploso quando nel 2005 il Tribunale di Latina ha cominciato ad accogliere le prime domande di rivalutazione della posizione contributiva per esposizione ad amianto e prepensionamento dei lavoratori del comparto aereo.

Successivamente è sorto un vero e proprio fenomeno epidemico, a testimonianza dell’intensa esposizione in questo settore.

Come associazione continueremo a denunciare tutti i casi di malattie asbesto correlate delle vittime nel settore dell’aviazione civile e militare.

Sia ai fini preventivi, sia soprattutto per ottenere, in favore di questi lavoratori, il riconoscimento della loro qualità di vittima del dovere e quindi l’erogazione dell’assegno vitalizio, dello speciale assegno vitalizio e della speciale elargizione.

Quali prestazioni previdenziali che si sommano al risarcimento del danno” conclude Bonanni.

Assistenza vittime amianto in Aeronautica Militare

L’ONA ha costituito uno specifico dipartimento per le vittime esposte anche nell’Aeronautica Militare si può rivolgere per ottenere assistenza, attraverso lo sportello amianto online

Le vittime dell’amianto possono ottenere il riconoscimento della causa di servizio e la qualità di vittima delle dovere con le relative prestazioni.

Vittime del dovere: assistenza per il riconoscimento

Sono vittime del dovere coloro che hanno subito un’invalidità permanente durante l’attività di servizio o nell’espletamento delle loro funzioni, con lesione biologica e, in certi casi, con il decesso.

Le vittime del dovere hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e a prestazioni economiche aggiuntive, erogabili ai familiari in caso di decesso.