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Campobello di Licata (AG) e amianto: dicembre si avvicina

Sicilia
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Manca poco al mese di dicembre, data ultima per i cittadini del del Comune di Campobello di Licata per provvedere all’eliminazione dell’amianto. presente nei propri immobili entro il mese di dicembre. La decisione arriva da un’ordinanza del sindaco in applicazione delle norme nazionali che regolano la gestione e la messa in sicurezza dei materiali contenenti fibre di asbesto.

Obbligo di comunicazione per privati e enti pubblici

Tutti i soggetti, sia pubblici che privati, che possiedono edifici, terreni, impianti, mezzi di trasporto, strutture e manufatti dove sia presente amianto, devono segnalare la situazione al Comune.

La comunicazione è obbligatoria e deve includere dati dettagliati sulla tipologia, la quantità e la localizzazione del materiale.

Accesso ai contributi per la rimozione

Il Comune chiarisce che la comunicazione preliminare è necessaria per poter presentare la successiva domanda di accesso ai contributi a fondo perduto.
I fondi disponibili provengono dal Programma Operativo Complementare 2014/2020, destinati alla rimozione dell’amianto nelle abitazioni private.

Si tratta di un’opportunità importante per i cittadini che intendono mettere in sicurezza i propri immobili riducendo i costi degli interventi.

Un passo verso un territorio più sicuro

L’ordinanza rappresenta un passo concreto verso la bonifica del territorio e la tutela della salute pubblica, soprattutto in un periodo in cui l’attenzione ai materiali pericolosi è sempre più alta.

Il commento dell’avvocato Ezio Bonanni

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto è da anni impegnato nelle battaglie sulla sicurezza ambientale, ha espresso il suo punto di vista sull’iniziativa del Comune:

“L’obbligo imposto dal Comune di Campobello di Licata è un atto doveroso e coerente con la normativa nazionale. La rimozione dell’amianto non può essere rimandata, perché rappresenta ancora un pericolo per la salute. È fondamentale che i proprietari collaborino e comunichino tempestivamente la presenza di amianto, così da poter accedere anche ai contributi previsti. La prevenzione è l’unico strumento efficace per evitare nuove esposizioni e ridurre i rischi legati alle fibre.”

Fonte: Canicatti Web Notizie

Fair Play for Life 2025: premiazioni del 25 novembre (VIDEO)

Fair Play for Life 2025, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni
Fair Play for Life 2025, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni

Coincide con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne la celebrazione del Fair Play For Life 2025. L’iniziativa si svolgerà alle 10:00 presso il Salone d’Onore del CONI e vedrà la consegna dei premi nazionali Fair Play. La cerimonia, organizzata da Ruggero Alcanterini presidente del CNIFP (Comitato Nazionale Italiano Fair Play) con la collaborazione del vicepresidente Avv. Ezio Bonannigià presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del dovere.

30 anni di Fair Play per promuovere valori etici

Il Comitato Nazionale Italiano per il Fair Play (CNIFP), nei suoi 30 anni di vita, ha sempre propugnato i valori propri del fair play per il miglioramento della società civile. Per questo il CNIFP ha tra gli obiettivi la promozione del rispetto delle regole, come cultura essenziale dello sport, con una visione che va ben oltre il contesto agonistico, perseguendo il diritto alla gioia nell’ottica di una diversa qualità della vita.

Lo slogan per un Paese migliore

La manifestazione – trasversale – sarà quindi dedicata alla difesa dei valori imprescindibili di una
collettività virtuosa ed avrà lo slogan “L’ITALIA CHE VORREI, L’ITALIA DEL FAIR PLAY!”

Tra le motivazioni, l’origine del concetto del Fair Play. Come rispetto delle regole e della legalità, il valore della memoria, l’educazione ispirata al merito ed alle competenze, la lotta ad ogni forma di violenza, la pratica dello sport quale prevenzione primaria per la tutela della salute.

Un po’ di storia

In coincidenza con la promulgazione, da parte dell’Assemblea Generale ONU, del «World Fair Play Day» (19 maggio) il CNIFP ha deciso di impegnarsi maggiormente per indirizzare la fondamentale transizione etica. Anche in virtù della forte consonanza del Fair Play con i principi del rispetto attraverso un corretto stile di vita ed una giusta proposta educativa. Pilastri fondamentali per la sostenibilità e l’etica sociale, rispettosa di tutti gli stakeholders.

l CNIFP, di concerto con il Panathlon Wallonne e l’European Fair Play Movement, dal 8 novembre 2022 ha ideato e realizzato tra Roma e Bruxelles (7 settembre 2023 – 5 settembre 2024 – 16 settembre 2025) il “Fair Play for Peace”. Assegnato alla Commissione per il Premio Nobel della Pace, all’Alto Commissariato per i Rifugiati ONU e a Special Olympics International, nelle persone Di Berit Reiss-Andersen, Filippo Grandi e Timohy Shriver.

Le premiazioni del Fair Play for Life

Verranno premiati quindi personaggi illustri che si sono distinti per etica e Fair Play nella vita quotidiana e nella professione. Presto i nomi dei partecipanti.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

Sentita la partecipazione dell’Avv. Ezio Bonanni: “Si tratta di un evento molto significativo. Innanzitutto io interverrò anche come vicepresidente nazionale del Comitato Nazionale
Italiano Fairplay, Associazione Benemerita del CONI. Quest’ultimo è l’unico ente riconosciuto per la tutela e la rappresentazione della correttezza e dell’etica nei valori dello sport e della società.

Ed è proprio per questo motivo che saranno premiati personaggi significativi che si sono distinti in particolari ambiti e settori. Tra questi:

  • Il generale Giampiero Cardillo che fa parte anche del comitato tecnico scientifico dell’ONA.
  • Il capitano Pasquale Trabucco, presidente del comitato nazionale del 4 novembre e vicepresidente dell’associazione nazionale del Fante, protagonista di un viaggio performativo da Roma all’ Inghilterra con lo stemma dell’ONA fino al Vallo di Adriano.
  • La dottoressa Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità.
    Il giudice e professore Fabio Massimo Gallo, già presidente della Corte di Appello di Roma.
  • Il professor Nicola De Marinis, avvocato e anche consigliere presso la Suprema Corte di Cassazione che rappresenteranno il fiore all’occhiello di questo evento.
  • Il giornalista Luigi Abbate impegnato sulla tematica ambientale della
    città di Taranto, presso la quale egli ha ricoperto anche la carica di consigliere comunale.

“Tutti personaggi significativi che si sono distinti nella concretizzazione dei valori di lealtà, 
correttezza ed etica.  Fondamentali per percorrere insieme la strada della transizione ecologica.” Ha concluso Bonanni.

Per info

COMITATO NAZIONALE ITALIANO FAIR PLAY
presidenza@fairplaysport.it – segreteria@fairplaysport.it – +39 3405100130

Australia: sabbia colorata per bimbi, scuole chiuse amianto

amianto nella polvere colorata, australia
amianto nella polvere colorata (Foto esclusivamente decorativa di Nandhu Kumar da Pixabay)

In Australia è scattata un’allerta nazionale dopo che alcuni lotti di sabbia colorata per attività infantili sono stati segnalati come potenzialmente contaminati da amianto. La notizia ha portato alla chiusura temporanea di numerose scuole e asili, mentre continuano verifiche e sopralluoghi in tutta l’area interessata.

Il richiamo dei prodotti e i primi accertamenti

L’allarme è iniziato quando la Commissione australiana per i consumatori ha disposto un richiamo urgente di vari prodotti destinati ai più piccoli. Test di laboratorio hanno infatti evidenziato la presenza di tremolite, una forma di amianto particolarmente pericolosa, in alcuni campioni della sabbia colorata.

I prodotti coinvolti comprendono diverse linee vendute in Australia e online.
Tutti i lotti ritirati sono stati realizzati in Cina (uno dei pochi paesi che ancora producono e consumano amianto) e commercializzati tra il 1° gennaio 2020 e il 31 ottobre 2025.

La grande distribuzione ha già rimosso la sabbia dagli scaffali, sottolineando che il richiamo è stato effettuato “a titolo puramente precauzionale” e che il rischio di dispersione di fibre nell’aria è considerato “molto basso”.

Scuole e asili sotto controllo

Nonostante il rischio ritenuto minimale, l’Australian Competition & Consumer Commission (ACCC) ha invitato le istituzioni scolastiche a verificare la presenza dei prodotti nelle loro strutture.

Il dipartimento dell’Istruzione dell’Australia meridionale ha confermato l’invio di un’allerta ufficiale a scuole e centri dell’infanzia. Ha inoltre fornito istruzioni precise su come identificare i prodotti interessati e alla loro rimozione.

Finora i test dell’aria eseguiti negli edifici coinvolti hanno dato risultati negativi, ma le autorità hanno comunque avviato controlli capillari che potrebbero durare diversi giorni.

Il caso si estende alla Nuova Zelanda

L’eco dell’allerta australiana ha raggiunto rapidamente anche la Nuova Zelanda, dove alcune scuole hanno deciso di chiudere in via preventiva, temendo possibili contaminazioni legate agli stessi prodotti.

Le istituzioni: “Il rischio è basso, ma eliminare il pericolo è doveroso”

Nonostante le rassicurazioni tecniche, i governi locali ribadiscono la necessità di rimuovere ogni possibile fonte di pericolo, soprattutto quando riguarda i bambini.
Le autorità, infatti, hanno dichiarato che il loro obbligo è “eliminare qualunque rischio ragionevolmente prevedibile”.

Aggiornamento di dicembre 2025

Kmart Nuova Zelanda ha annullato il richiamo dei set dopo che nuovi test di laboratorio hanno confermato che non era presente amianto.

I prodotti erano stati richiamati tra il 15 novembre e il 4 dicembre in seguito a un test preliminare che aveva sollevato dubbi sulla possibile contaminazione.

Il ministero delle Imprese, dell’Innovazione e dell’Occupazione (MBIE) ha comunicato che sarebbero state effettuate ulteriori analisi in laboratori accreditati, le quali non hanno rilevato alcuna traccia di amianto. Per questo motivo è stato ritirato l’avviso di richiamo.

I consumatori che hanno acquistato i prodotti durante il periodo del richiamo sono ora informati che gli articoli sono considerati sicuri.

Fonte: Sky TG 24

Amianto e lavoro, sentenza Corte d’Appello Catania

amianto, Avv. Ezio Bonanni, esposto
Avv. Ezio Bonanni

La Corte d’Appello di Catania, chiamata a riesaminare la vicenda in seguito all’intervento della Cassazione, ha riconosciuto i benefici previdenziali a un ex lavoratore di un polo petrolchimico di Priolo Gargallo. L’uomo era stato impiegato per oltre quindici anni come montatore all’interno di diversi reparti industriali. Aveva richiesto la rivalutazione contributiva prevista per l’esposizione ad amianto, ma la sua domanda era stata inizialmente respinta perché ritenuta non conforme ai limiti temporali stabiliti.

Il ruolo dell’avvocato Ezio Bonanni nel ricorso

Il caso ha assunto un nuovo rilievo grazie al lavoro dell’avvocato Ezio Bonanni. Il legale infatti ha seguito il ricorso e ha riportato l’attenzione sulle condizioni reali degli ambienti industriali in cui il suo assistito aveva operato. Bonanni ha affermato che “la valutazione dell’esposizione non può essere condotta attraverso criteri meramente formali. infatti richiede un’analisi più attenta della cronologia delle bonifiche e delle modalità di lavoro dell’epoca.” Questo approccio avrebbe portato a una rivalutazione complessiva della documentazione e ha consentito di esporre in modo più completo il contesto operativo.

Il punto di svolta è arrivato con la pronuncia della Corte di Cassazione. 
Il termine ultimo di esposizione all’amianto non può essere determinato in base all’entrata in vigore della legge 257/1992. Ma deve tener conto delle effettive condizioni di lavoro e delle bonifiche realmente eseguite”. Ha affermato Bonanni.

La nuova decisione della Corte d’Appello di Catania

I giudici d’appello hanno riconosciuto che il periodo di lavoro all’interno degli impianti  presentava caratteristiche compatibili con esposizione alle fibre di amianto. Questo ha portato all’attribuzione della rivalutazione contributiva utile per il calcolo dell’assegno pensionistico, alla liquidazione degli arretrati maturati negli anni e al riconoscimento delle spese sostenute durante l’intero percorso giudiziario.

Un precedente rilevante per i lavoratori dei siti industriali

“La pronuncia rappresenta un riferimento importante per i lavoratori che ritengono di aver svolto la propria attività in ambienti caratterizzati dalla presenza di materiali contenenti amianto.” Ha concluso Bonanni.

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Questo articolo riporta fatti di interesse pubblico sulla base di fonti ufficiali e pubblicamente accessibili. I contenuti non intendono esprimere giudizi di valore né attribuire responsabilità ulteriori rispetto a quanto stabilito nelle sedi competenti nel rispetto delle fasi processuali.

Quando la musica denuncia i pericoli dell’amianto

amianto e musica
amianto e musica (foto free di William Gallardo da Pixabay)

L’amianto, materiale noto per le sue proprietà isolanti ma tristemente celebre per i rischi legati alla salute, ha ispirato anche il mondo della musica. Negli anni, diversi artisti hanno trasformato il dolore e le esperienze dei lavoratori in canzoni potenti, capaci di sensibilizzare su questa tematica. Qui vi presentiamo tre brani significativi che affrontano il tema dell’amianto, offrendo un ponte tra arte e consapevolezza sociale.

Questi tre brani sono l’esempio di come la musica possa essere molto più di intrattenimento. Diventa testimonianza e strumento di denuncia. Dall’elettronica industriale di Meat Beat Manifesto al metal di Ashenspire, fino al punk diretto dei The Holy Orders, l’amianto continua a ispirare artisti che scelgono di raccontare le storie dei lavoratori e di chi ha subito le conseguenze di questa sostanza.

Asbestos Lead Asbestos – Meat Beat Manifesto (1996)

Il gruppo britannico  Meat Beat Manifesto, noto per il suo stile elettronico e sperimentale, ha pubblicato nel 1996 Asbestos Lead Asbestos. In particolare, la canzone esplora il rapporto tra industria, rischio chimico e impatto sulla vita dei lavoratori. Inoltre, attraverso un ritmo industriale e sonorità elettroniche cupe, il brano trasmette efficacemente la tensione e l’angoscia legate all’esposizione all’amianto.

 

The Law of Asbestos – Ashenspire (2022)

Più recente è The Law of Asbestos di Ashenspire, pubblicato nel 2022. Questo pezzo metal combina riff potenti e testi diretti per raccontare le difficoltà legali e sociali legate ai danni causati dall’amianto. La band affronta temi come la burocrazia, le battaglie legali e l’ingiustizia sociale subita dai lavoratori.

Grazie alla forza delle chitarre e all’energia dei ritmi, la canzone riesce a trasformare la rabbia e la frustrazione in un potente mezzo di denuncia.

The New Asbestos, dei The Holy Orders, pubblicato nel 2014, affronta l’amianto attraverso un approccio punk-rock diretto e coinvolgente. In particolare, la band racconta storie di lavoratori, esposizione e malattia, mentre utilizza un linguaggio musicale immediato che così riesce a coinvolgere l’ascoltatore.

Il brano è un esempio di come la musica possa diventare un mezzo di coscienza collettiva. Sensibilizzando nuove generazioni sul tema della sicurezza e dei diritti dei lavoratori.

Buon ascolto.