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Mesotelioma, vittoria ONA per le vittime amianto (VIDEO)

Il giornalista Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni
Il giornalista Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni

Giustizia: è questo il principio che guida l’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), come spiega il presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, in un’intervista al giornalista Luigi Abbate.
Al centro del confronto, una sentenza positiva che rappresenta una svolta nella tutela delle vittime dell’amianto e dei loro familiari.

Mesotelioma e amianto: il caso della dipendente civile di Anzio

La vicenda riguarda una dipendente civile dell’ospedale militare di Anzio, colpita da mesotelioma, una patologia tumorale direttamente correlata all’esposizione all’amianto.
Dopo anni di battaglie legali, la giustizia ha riconosciuto le responsabilità del ministero della Difesa, condannandolo al risarcimento dei danni.

Purtroppo, la vittima non ha potuto assistere alla conclusione del processo.

La condanna confermata in Cassazione

Secondo Bonanni, l’azione legale, avviata nel 2009, ha attraversato tutti i gradi di giudizio fino alla Corte di Cassazione. Ha confermato la condanna del ministero della Difesa al risarcimento del danno e l’obbligo di bonifica dell’ospedale militare di Anzio, dove l’amianto era stato utilizzato in condizioni di grave rischio.

Risarcimento ai familiari: riconosciuto il danno da lutto

L’ONA ha promosso anche un’azione per il risarcimento del danno iure proprio subito dai familiari della lavoratrice.
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto l’integrale risarcimento del danno da lutto a favore di madre, sorella e due nipoti.

L’importo complessivo ammonta a circa 950.000 euro, di cui 160.000 euro destinati ai due nipoti. Mentre circa 80.000 euro ciascuno per i minori. Si tratta di poste risarcitorie rilevanti, seppur il dolore e la perdita subita sono immensi.

Un deterrente per la bonifica dei siti militari

Secondo l’avvocato Bonanni “questa sentenza rappresenta un deterrente fondamentale.
Essa impone al ministero della Difesa e all’Esercito di procedere con maggiore decisione alla bonifica di tutti i siti contaminati, compresi gli ospedali militari dove l’amianto è stato utilizzato in passato.”

ONA: giustizia per le vittime

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto mostra il doppio valore risarcitorio della giustizia. Ossia riparatorio, per le vittime e i loro familiari e preventivo, per evitare nuove esposizioni e nuovi casi di mesotelioma

Una battaglia lunga, difficile e necessaria, che rafforza il principio secondo cui la salute dei lavoratori viene prima di tutto.

Amianto e cancerogeni: convegno salute Catanzaro

evento su amianto a Catanzaro (Ringrazia! Parla di Francesco Liotti sui social o copia il testo qui sotto per indicare i crediti. Foto di Francesco Liotti su Unsplash)
evento su amianto a Catanzaro (Ringrazia! Parla di Francesco Liotti sui social o copia il testo qui sotto per indicare i crediti. Foto di Francesco Liotti su Unsplash)

Si terrà il 30 gennaio alle ore 9:30 a Catanzaro, presso la Cittadella Regionale nella Sala Verde di Palazzo “Jole Santelli” in V.le Europa  il convegno dal titolo
“Amianto e altri rischi cancerogeni: stato dell’arte e prospettive per il futuro”.
Un appuntamento di grande rilievo dedicato alla tutela della salute pubblica, alla prevenzione e alla ricerca scientifica.

L’evento si svolge con il patrocinio della Regione Calabria ed è organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Una realtà da anni impegnata a livello nazionale nella difesa delle vittime dell’amianto e nella lotta contro l’esposizione a sostanze cancerogene.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto rappresenta inoltre un punto di riferimento fondamentale per cittadini, lavoratori e istituzioni. L’associazione opera nel campo della prevenzione, dell’assistenza legale e medico-sanitaria e della sensibilizzazione sui rischi legati all’amianto e ad altri agenti nocivi.

Il presidente ONA è l’avvocato Ezio Bonanni, figura di primo piano nella tutela dei diritti delle vittime dell’amianto. Da anni è impegnato nella battaglia per il riconoscimento delle malattie professionali, per le bonifiche ambientali. Oltre a una maggiore attenzione istituzionale ai temi della sicurezza e della giustizia ambientale.

Focus su amianto, cancerogeni e salute pubblica

Il convegno affronterà lo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche sull’amianto e sugli altri cancerogeni. Analizzando i dati epidemiologici più recenti, le criticità ancora presenti e le prospettive future in termini di prevenzione e intervento.

Ampio spazio sarà dedicato al tema dei Siti di Interesse Nazionale (SIN), con particolare attenzione al SIN di Crotone, uno dei casi più complessi di contaminazione ambientale in Calabria.

Le ricerche dell’oncologo Pasquale Montilla sul SIN di Crotone

Tra i contributi scientifici di rilievo, quello del dottor Pasquale Montilla, oncologo clinico consulente scientifico ONA specialista dell’Universita’ Cattolica Sacro Cuore di Roma. Montilla è da impegnato da anni nello studio delle correlazioni tra esposizione ambientale e insorgenza di patologie oncologiche. Le sue ricerche sul SIN di Crotone hanno evidenziato l’importanza della sorveglianza sanitaria, della prevenzione e di interventi strutturali per la tutela delle popolazioni esposte.

Gli studi condotti sottolineano inoltre come la presenza di sostanze cancerogene nell’ambiente possa avere un impatto significativo sulla salute pubblica, rendendo urgenti azioni coordinate tra istituzioni, sanità e comunità scientifica.

Obiettivi del convegno

Il convegno vede la presenza di eccellenze della scienza, del diritto, della medicina, della politica e della legalità che verranno presto comunicati. Obiettivo dell’incontro è favorire il confronto tra esperti, istituzioni e operatori del settore, promuovendo informazione, consapevolezza e collaborazione. Solo attraverso un approccio integrato è possibile affrontare in modo efficace il problema dell’amianto e degli altri cancerogeni, tutelando la salute dei cittadini e costruendo prospettive concrete per il futuro.

Un momento quindi chiave per rafforzare l’impegno comune nella prevenzione, nella ricerca e nella giustizia ambientale.

Amianto, allarme ONA: in Puglia oltre settemila vittime

Mappa Puglia stilizzata, allarme amianto, formazione, asl bari
Mappa Puglia

L’emergenza amianto continua a lasciare un segno profondo in Puglia, una delle regioni italiane più colpite dalle conseguenze sanitarie dell’esposizione alle fibre. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, il bilancio delle morti legate a patologie asbesto-correlate supera ormai le settemila unità, un dato che evidenzia una crisi sanitaria e ambientale ancora lontana dall’essere risolta.

I numeri dell’amianto in Puglia

I dati diffusi dall’ONA delineano uno scenario drammatico. A partire dai primi anni Novanta, migliaia di cittadini pugliesi hanno perso la vita per malattie riconducibili all’amianto. Tra queste, il mesotelioma e il tumore del polmone rappresentano le principali cause di decesso. Le aree maggiormente colpite restano quelle di Taranto e Bari, dove per decenni hanno operato grandi poli industriali e militari con massiccio utilizzo di materiali contenenti amianto.

Secondo i dati raccolti dall’ultimo Registro Nazionale dei Mesoteliomi (VIII ReNaM), che monitora i casi di mesotelioma in Italia  afferma che la Puglia figura fra le regioni con un numero significativo di diagnosi di mesotelioma. I casi registrati nella regione ammontano a oltre 1.800 tra il 1993 e il 2021 secondo le tabelle ufficiali pubblicate.

“La Puglia rappresenta un epicentro dell’emergenza amianto, con cluster di casi concentrati in quartieri urbani, dove la contaminazione storica dell’aria e dei suoli ha determinato un forte impatto sanitario e sociale.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

L’avvocato è stato recentemente protagonista di una storica sentenza della quale abbiamo recentemente parlato. Il Tribunale Civile di Roma ha stabilito che il ministero della Difesa deve risarcire Paola Maria Santospirito, residente a Taranto, moglie di un luogotenente della Marina Militare, con oltre 65.000 euro perché si è ammalata di gravi problemi polmonari a causa dell’asbesto che il marito ha portato a casa tramite le divise da lavoro. Il giudice ha riconosciuto che le fibre di amianto e altri cancerogeni presenti sulle navi e negli arsenali non colpiscono solo chi lavora direttamente, ma possono contaminare anche i familiari attraverso vestiti, pelle e capelli.

Le previsioni per il 2026

Le stime per il futuro non sono rassicuranti. Nel corso del 2026, sempre secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, in Puglia potrebbero emergere centinaia di nuovi casi di patologie asbesto-correlate. Con un numero molto elevato di esiti mortali. La presenza di siti industriali dismessi e di strutture militari contaminate continua ad essere un pericolo serio per la salute pubblica. Urgenti gli interventi di bonifica e prevenzione.

Amianto, svolta previdenziale a Priolo Gargallo storica

Amianto, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni, Priolo Gargallo
Amianto, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni

Un mese particolarmente significativo sul fronte della tutela delle vittime dell’amianto si chiude con una sentenza che rappresenta una svolta importante per i diritti previdenziali dei lavoratori esposti. A raccontarlo è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, intervistato dal giornalista Luigi Abbate, commentando una storica vittoria ottenuta in provincia di Siracusa, nel polo industriale di Priolo Gargallo.

Corte d’Appello di Catania sui benefici previdenziali da amianto

La vicenda riguarda un lavoratore che si era visto rigettare, sia in primo che in secondo grado, la domanda di prepensionamento legata all’esposizione ad amianto. L’azione legale portata avanti dall’ONA non si è fermata e ha raggiunto la Corte di Cassazione, che ha annullato le precedenti decisioni disponendo il rinvio alla Corte d’Appello di Catania.

Dopo anni di attesa, la Corte d’Appello ha accolto la domanda giudiziale, condannando l’INPS alla rivalutazione contributiva. Una decisione che ha permesso di ristabilire un principio fondamentale di giustizia.

Rivalutazione contributiva e riliquidazione della pensione

Nel frattempo, il lavoratore aveva maturato il diritto alla pensione continuando a lavorare. Proprio per questo motivo, l’azione legale non si è fermata al solo riconoscimento del beneficio, ma ha incluso anche la richiesta di ricostituzione della posizione contributiva e la riliquidazione della pensione.

Grazie al riconoscimento di quindici anni di esposizione ad amianto con coefficiente 1,5, il lavoratore ha potuto beneficiare del massimo incremento contributivo. Questo comporta sia un aumento dell’importo mensile della pensione, che il pagamento degli arretrati maturati nel tempo, con un impatto economico concreto e duraturo.

Benefici amianto anche senza malattia: un principio fondamentale

La tutela previdenziale prima della malattia

Uno degli aspetti più rilevanti sottolineati dall’avvocato Bonanni riguarda il fatto che i benefici contributivi per esposizione ad amianto spettano anche in assenza di una patologia asbesto-correlata già manifestata. La latenza delle malattie da amianto può durare decenni e proprio per questo la legge tutela il lavoratore anche nella fase precedente alla malattia.

Il prepensionamento consente di anticipare l’uscita dal lavoro, eliminando l’esposizione al rischio e rappresentando sia una forma di giustizia che una misura di prevenzione sanitaria.

Prepensionamento e riduzione del rischio

Anticipare il pensionamento significa interrompere il contatto con ambienti contaminati e ridurre sensibilmente il pericolo di sviluppare gravi patologie in futuro. Ciò assume un valore che va oltre l’aspetto economico, diventando uno strumento di tutela della salute e della dignità del lavoratore.

Malattie asbesto-correlate e diritti rafforzati

Nel caso in cui venga riconosciuta una patologia asbesto-correlata, la normativa prevede tutele ancora più incisive. Larticolo 13, comma 7, della legge 257 del 1992 stabilisce un beneficio previdenziale pari al 50% del periodo di esposizione ad amianto, valido ai fini del prepensionamento.

Per i lavoratori già pensionati, lo stesso beneficio consente la rivalutazione contributiva utile alla riliquidazione della pensione, con conseguente aumento dei ratei mensili.

Una forma di risarcimento contributivo

Come evidenziato dall’avvocato Ezio Bonanni, questi benefici rappresentano una vera e propria forma di risarcimento contributivo. Non si tratta solo di numeri, ma del riconoscimento di anni di lavoro svolti in condizioni pericolose, spesso senza adeguate protezioni e informazioni.

Una vittoria simbolo per le vittime dell’amianto

La sentenza ottenuta a Priolo Gargallo diventa così un grimaldello giuridico capace di aprire nuove strade per tanti altri lavoratori esposti ad amianto.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto continua su tutto il territorio nazionale, affinché nessun lavoratore resti solo di fronte alle conseguenze di una delle più gravi emergenze sanitarie e occupazionali della storia industriale italiana.

Carcinoma polmonare e amianto: RFI responsabile a Messina

amianto traghetti
amianto e sentenze vinte da Bonanni (Foto free di LuisFerreira4x4 da Pixabay)

Il Tribunale di Messina ha stabilito la responsabilità della Rete Ferroviaria Italiana (RFI) nella morte di un ex dipendente deceduto a causa di mesotelioma pleurico, una malattia direttamente legata all’esposizione professionale all’amianto.

L’uomo, elettricista originario di Messina, ha lavorato sui traghetti dello Stretto di Messina e negli impianti elettrici tra il 1977 e il 2001. Nel 2014, poco prima di andare in pensione, gli era stata diagnosticata la malattia. La sentenza riconosce un risarcimento di 1,2 milioni di euro alla famiglia, composta dalla moglie e dai quattro figli.

Amianto a bordo: un rischio quotidiano

Durante la carriera, il lavoratore era esposto a materiali contenenti amianto senza adeguate protezioni. Pannelli, coibentazioni e impianti elettrici contenevano fibre pericolose che, se inalate, danneggiano gravemente i polmoni.

Il tribunale ha definito l’esposizione come “prolungata, significativa e non adeguatamente prevenuta”, sottolineando che i rischi erano noti ma non gestiti correttamente dall’azienda.

Il mesotelioma pleurico: una malattia letale

Il mesotelioma pleurico è una forma di tumore aggressivo causato dalle fibre di amianto. La malattia può manifestarsi anche decenni dopo l’esposizione. Nel caso dell’elettricista, i sintomi sono comparsi a distanza di molti anni dall’inizio del lavoro sui traghetti, confermando la lunga latenza di questo tipo di patologia.

La battaglia legale della famiglia

La famiglia dell’uomo ha seguito un lungo iter giudiziario durato quasi dieci anni. È stata assistita dallOsservatorio Nazionale Amianto (ONA), che ha fornito supporto legale e medico.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha dichiarato: “Questa sentenza chiarisce in modo inequivocabile la presenza di amianto nei traghetti ferroviari e attribuisce le responsabilità a chi doveva garantire la sicurezza dei lavoratori.”

Violazione dell’articolo 2087 del Codice Civile

Il giudice ha evidenziato che la mancata prevenzione rappresenta una violazione dell’articolo 2087 del Codice Civile, che impone ai datori di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale dei dipendenti. La sentenza conferma che la sicurezza sul lavoro non è opzionale, soprattutto in presenza di sostanze nocive conosciute.

Un caso simbolico ma non isolato

Le indagini dell’avvocato Giuseppe Aveni, che ha seguito la famiglia insieme all’Avv. Ezio Bonanni, indicano che almeno altri dieci ex dipendenti dei traghetti Rfi hanno sviluppato mesotelioma. La concentrazione di casi è particolarmente alta nelle aree di Reggio Calabria e Messina.

Questo conferma che l’esposizione all’amianto era diffusa e sistematica in alcuni ambienti lavorativi, aumentando l’importanza della prevenzione e del monitoraggio sanitario.

La responsabilità del datore di lavoro

Il caso messinese evidenzia quanto sia fondamentale la responsabilità del datore di lavoro. Oltre a fornire dispositivi di protezione occorrono anche formazione, sorveglianza sanitaria e procedure di sicurezza per ridurre l’esposizione a sostanze tossiche.

Il mancato rispetto di questi obblighi ha conseguenze dirette e gravi sulla vita dei lavoratori.

L’importanza della prevenzione

Il caso dimostra la necessità di misure preventive efficaci. Controlli regolari, sostituzione dei materiali contenenti amianto e corrette procedure operative sono strumenti indispensabili. La sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità assoluta, soprattutto per sostanze riconosciute come cancerogene.

L’impatto sociale della vicenda

La sentenza messinese ha anche un valore sociale significativo. Aumenta la consapevolezza dei rischi professionali e rafforza la necessità di trasparenza e responsabilità da parte delle aziende. Decisioni come questa contribuiscono a tutelare la salute pubblica e a garantire giustizia a chi è stato esposto a condizioni pericolose.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA ha accompagnato i familiari durante tutto il percorso legale. Fornisce supporto legale, consulenza tecnico-scientifica e aiuta i lavoratori e le loro famiglie a ottenere il risarcimento.

L’Osservatorio raccoglie dati, monitora casi simili e promuove campagne di sensibilizzazione per prevenire ulteriori tragedie. Il suo intervento è cruciale per garantire che chi subisce danni da amianto non rimanga solo.

La vicenda dell’elettricista di Messina è un esempio chiaro di quanto l’amianto rappresenti ancora un pericolo reale in contesti lavorativi specifici. La sentenza del tribunale dimostra che il diritto e la giustizia possono riconoscere la responsabilità delle aziende e tutelare le vittime.

La decisione ha anche un valore educativo: ricorda alle imprese e ai lavoratori l’importanza della prevenzione, della sicurezza e del rispetto delle norme. La tutela della salute non può essere trascurata, e ogni vittoria giudiziaria rafforza la cultura della sicurezza sul lavoro.