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Lecce, fondi PNRR per le scuole: stop al Radon e ai crolli

Radon
Radon

La sicurezza degli edifici scolastici torna al centro dell’attenzione a Lecce, dove quattro istituti cittadini saranno interessati da interventi di risanamento e messa in sicurezza per un valore complessivo di circa 1,2 milioni di euro. Le risorse arrivano dal ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’ambito dei programmi dedicati alla riqualificazione del patrimonio scolastico collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Due interventi riguarderanno il risanamento delle coperture, mentre altri due saranno finalizzati alla bonifica del gas radon, un tema sempre più centrale quando si parla di salute negli ambienti chiusi, soprattutto quelli frequentati quotidianamente da bambini e adolescenti.

Radon nelle scuole: cos’è e perché intervenire

Il radon è un gas naturale radioattivo, incolore e inodore, che si sprigiona dal suolo e può accumularsi negli ambienti chiusi, in particolare nei locali situati ai piani bassi o seminterrati. Quando le concentrazioni superano i limiti fissati dalla normativa, è necessario intervenire con opere di mitigazione per ridurne la presenza.

Non dimentichiamo infatti che il radon è indicato come seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

A Lecce, i lavori di bonifica interesseranno alcune scuole primarie e secondarie dove sono stati rilevati valori oltre le soglie consentite. Gli interventi prevedono opere tecniche mirate a migliorare la ventilazione e a impedire l’ingresso del gas dagli strati sottostanti l’edificio. Si tratta di azioni strutturali che puntano a garantire ambienti più salubri e conformi alle disposizioni vigenti.

Il tema del radon nelle scuole è oggi oggetto di monitoraggi sempre più capillari in tutta Italia, proprio perché la permanenza prolungata in ambienti chiusi può rappresentare un fattore di rischio nel lungo periodo. La prevenzione, in questo ambito, è considerata una priorità sanitaria oltre che edilizia.

Interventi sulle coperture e messa in sicurezza

Parallelamente, altri due istituti cittadini saranno interessati da opere di risanamento strutturale. Ad una scuola è previsto un intervento sulla cornice perimetrale in pietra leccese, situata a circa dodici metri di altezza. In passato si sono verificati distacchi di elementi lapidei, con la conseguente necessità di delimitare alcune aree esterne per ragioni precauzionali. I lavori mirano a ripristinare le condizioni di sicurezza e a consentire un accesso più agevole agli spazi scolastici.

Ad un’altra scuola si interverrà invece sul solaio di copertura di alcune aule, danneggiato da infiltrazioni d’acqua durante eventi meteorologici intensi. Le criticità riscontrate hanno talvolta comportato lo spostamento temporaneo delle classi o l’interruzione delle attività didattiche. Il progetto punta a migliorare impermeabilizzazione e isolamento, così da garantire continuità alle lezioni e maggiore comfort per studenti e personale.

Un investimento sulla qualità degli ambienti scolastici

Gli interventi finanziati contituiscono un passo concreto verso edifici scolastici più sicuri e salubri. La riqualificazione non riguarda soltanto l’aspetto strutturale, ma anche la qualità dell’aria interna e la tutela della salute degli alunni.

“La scuola è uno dei luoghi più frequentati della vita quotidiana. Investire in prevenzione, dalla stabilità delle strutture alla bonifica del radon, significa migliorare il benessere collettivo e rafforzare la fiducia delle famiglie nei confronti delle istituzioni.” – ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto da sempre attento a tutti i cancerogeni come amianto, ma anche radon.
A tal proposto invitiamo a visionare questo speciale con Bonanni su ONA News sul radon:

Brescia, aree sotto sequestro: sospetta frode amianto

amianto
amianto, immagine esclusivamente descrittiva presa da Wikipedia commons

Nuove vicende in provincia di Brescia, dove le autorità hanno disposto il sequestro di alcune aree nell’ambito di un’indagine legata alla presunta gestione non conforme di materiali contenenti amianto. L’operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri del nucleo forestale, punta a fare luce su modalità di trattamento e smaltimento che potrebbero essere non in linea con la normativa ambientale.

Le verifiche delle autorità

I controlli hanno interessato più siti tra cantieri e terreni della zona. Gli inquirenti ipotizzano che parte dei materiali derivanti da attività di demolizione possa non essere stata trattata secondo le procedure previste per i rifiuti pericolosi.

Le contestazioni, attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria, riguardano in particolare la corretta classificazione e tracciabilità dei rifiuti. Oltre al rispetto delle norme sul trasporto e sul conferimento in impianti autorizzati.

È importante sottolineare che si tratta di ipotesi investigative ancora in fase di accertamento.

Amianto: perché la gestione è regolata in modo rigoroso

“L’amianto è un materiale vietato da anni in Italia, ma ancora presente in numerosi edifici costruiti prima degli anni ’90. Quando viene rimosso, deve essere trattato con procedure specifiche per evitare la dispersione di fibre nell’ambiente. La corretta bonifica e lo smaltimento sicuro dei materiali contenenti amianto rappresentano una priorità per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.” – ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Infatti la potenziale inspirazione di fibre può causare gravi malattie, tra cui asbestosi, mesotelioma e altre forme tumorali. Per questo motivo, il suo smaltimento e trattamento sono regolamentati da normative ambientali rigorose, che prevedono autorizzazioni specifiche, tracciabilità e adeguate precauzioni tecniche

La normativa italiana prevede piani di lavoro autorizzati, personale specializzato, smaltimento in discariche idonee,monitoraggi ambientali.

Il mancato rispetto di queste regole può comportare rischi sanitari e ambientali, oltre a responsabilità di natura penale e amministrativa.

Accertamenti tecnici e possibili sviluppi

Le autorità hanno affidato a Arpa Lombardia il compito di analizzare i campioni di rifiuti sequestrati per comprendere l’effettivo grado di contaminazione e i potenziali impatti su suolo, aria e falde acquifere.

Al momento, sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire responsabilità e dinamiche, mentre le risultanze delle analisi serviranno anche a definire eventuali interventi di bonifica e difesa ambientale.

Solo al termine delle verifiche sarà possibile definire con precisione eventuali responsabilità.

Secondo le prime stime, il vantaggio economico ottenuto attraverso lo smaltimento irregolare del materiale potrebbe essere ammontato a circa 250.000 euro, derivante dal mancato rispetto dei costi di smaltimento previsti per rifiuti pericolosi.

Nel frattempo, le aree coinvolte restano sotto vincolo. Un fatto che accende l’attenzione sulla necessità di controlli costanti nella gestione dei rifiuti speciali, soprattutto in territori con una forte presenza industriale come il Bresciano.

Fonti: Radio Lombardia, Ansa, Rai News, Il Dolomiti

Amianto: Guida alla Prevenzione, Bonifica e Tutele Legali

Bonanni - copertina libro, prevenzione

Amianto, dalla prevenzione alla bonifica.” – Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche.

L’Avv. Ezio Bonanni è l’autore della pubblicazione, prima edizione di ottobre 2025 a cura del Gruppo24ore, dal titolo: Amianto, dalla prevenzione alla bonifica.” – Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità.

L’autore, evidenzia nel testo l’importanza di una bonifica integrale, mirata alla prevenzione.

Il libro, rappresenta il contributo redatto dall’Avv.to Ezio Bonanni – Presidente ONA Osservatorio Nazionale Amianto, ed offerto grazie ai lavori svolti dall’Osservatorio.

Un indice analitico, storico e scientifico che riscostruisce le tappe fondamentali della storia del fenomeno amianto.

L’approfondimento sulle tematiche medico-scientifiche e giuridiche, consente al contempo la conoscenza di strumenti concreti di analisi e proposte operative, dirette ad orientare l’azione dei decisori pubblici.

I contenuti  proseguono aprendo l’analisi sulle emergenze in corso, ed in particolare che interessano il nostro paese sul tema della prevenzione, e gli attuali criteri tecnici di valutazione del rischio.

Creando un orizzonte di visuale sempre più aperto ed uniforme, rispetto ad una regolamentazione europea condivisibile.

Avv.to Ezio Bonanni:

“Ho voluto realizzare un’opera che fosse uno strumento concreto di consapevolezza e di azione.

La prevenzione è il primo baluardo nella difesa della salute pubblica, ma è altrettanto fondamentale garantire una bonifica efficace dei siti contaminati e una tutela legale piena per le vittime.

Questo libro nasce dall’impegno quotidiano dell’Osservatorio Nazionale Amianto e rappresenta un passo ulteriore nella battaglia per la verità, la giustizia e la salvaguardia dell’ambiente.”.

Con un approccio pragmatico, l’opera propone un vero e proprio “roadmap”: programmazione pluriennale, semplificazioni per i micro-siti, infrastrutture di smaltimento adeguate, formazione degli operatori, tutele sanitarie e giuridiche per le vittime.

Destinato a amministratori, RSPP, tecnici, giuristi, sindaci, dirigenti scolastici e cittadini, l’opera coniuga rigore e fruibilità.

Si rendono accessibili tutti gli strumenti di prevenzione sanitaria e tecnica-normativa.

Sono illustrate tutte le procedure per ottenere il risarcimento del danno, dalla fase amministrativa a quella giudiziaria. Un manuale per passare dall’allarme alal prevenzione effettiva, dalla frammentrazione all’azione concreta.

 

Amianto, Santospirito: “Riconoscere l’esposizione indiretta”

Amianto, Leonardo Antonio-Mastrovito-Paola-Maria-Santospirito, amianto domestico, decreto sicurezza
Amianto, Leonardo Antonio-Mastrovito-Paola-Maria-Santospirito

Nel nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, il Capo III rappresenta uno dei passaggi più significativi per le vittime del dovere. Abbiamo quindi intervistato Paola Santospirito, moglie di vittima del dovere. La donna si è ammalata asbestosi per le fibre di amianto inalate lavando le divise del marito, luogotenente della marina Militare Leonardantonio Mastrovito.
Santospirito ora soffre anche di un tumore al seno.

Intervista a Paola Santospirito

Se potesse fare proposte concrete al Parlamento per modificare o integrare l’art. 27 del nuovo Decreto Sicurezza quale sarebbe?
«Inserirei le esposizioni indirette DPR 510/99 art. 2 comma 3 per le mogli dei militari che si sono ammalate di malattie oncologiche o preoncologiche a causa dell’amianto e di altre sostanze nocive, lavando le tute da lavoro per avere i riconoscimenti previdenziali.

Per coloro che lavorano pur ammalate di asbestosi e non possono andare in pensione. Sempre con il riconoscimento della causa di servizio del proprio coniuge dichiarato vittime del dovere equiparato e con sentenza vinta di risarcimento danni.»

Ci sono risarcimenti economici o indennizzi che ritiene fondamentali e che oggi non vengono garantiti in modo sufficiente?
«Sì, oggi i lavoratori per ottenere risarcimenti equi devono fare ricorsi giudiziari. Perché spesso i vari enti non risarciscono in modo sufficiente. E comunque nessun risarcimento ti può restituire la salute o la vita perduta.»

Può raccontarci come l’esposizione indiretta attraverso gli indumenti di suo marito ha avuto un impatto sulla sua salute quotidiana?
«L’esposizione indiretta avviene per inalazione delle fibre rilasciate dai tessuti. A causa del lavaggio e manipolazione degli indumenti di lavoro di mio marito.
Come l’amianto che si manifesta con asbestosi ( e altre patologie asbesto correlate, n.d.r) o i metalli pesanti(uranio, tungsteno) trovati nel mio cancro al seno.»

Quali difficoltà mediche e psicologiche ha affrontato legate a queste patologie?
«La consapevolezza dell’esposizione, anche se passata, mi ha generato livelli di ansia, paura, rabbia, soprattutto collegata alla paura di sviluppare altre malattie tumorali come il terribile mesotelioma.

Si soffre di depressione, attacchi di panico e stress post-traumatico. Non si dorme la notte e tutto questo altera la qualità della vita ogni giorno.»

Che cosa ha significato per lei ottenere la sentenza del Tribunale Civile di Roma che ha riconosciuto il nesso causale tra l’esposizione indiretta e l’asbestosi?

«Ottenere questo risultato è stato grandioso per le esposizioni indirette dentro le “mura domestiche”. La prima sentenza in assoluto di riconoscimento danni in Italia.
Un grazie all’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che ha creduto in me. Da qualche mese mi ha nominata a Taranto come coordinatrice ONA. Per aiutare altre vittime come me che si sono ammalate indirettamente. Bisogna avere cura dell’ambiente, dei luoghi di lavoro bonificando da questa sostanza killer.»

Rimini: bando 2026 per rimozione amianto, fondo da 20mila euro

(Foto di hamonazaryan1 da Pixabay)
(Foto di hamonazaryan1 da Pixabay)

Il Comune di Rimini conferma anche per il 2026 il bando per la concessione di contributi economici destinati alla rimozione e allo smaltimento di manufatti contenenti amianto presenti sul territorio comunale.

L’iniziativa, attiva dal 2010, rappresenta uno strumento strutturale di bonifica ambientale e di prevenzione sanitaria. Il bando prevede l’erogazione di incentivi a fondo perduto per i soggetti privati che affidano i lavori a imprese specializzate e autorizzate.

Amianto: quali interventi rientrano nel contributo

Possono accedere al contributo gli interventi di rimozione e smaltimento – e non quelli di incapsulamento o confinamento – effettuati e saldati nel corso dell’anno solare 2026.

Tra i manufatti ammissibili rientrano:

  • lastre e pannelli piani o ondulati per coperture;
  • pareti divisorie non portanti;
  • tubazioni per acquedotti o fognature;
  • tegole e canne fumarie;
  • serbatoi per l’acqua;
  • elementi in amianto presenti in ambito domestico, come forni, stufe, pannelli isolanti o fioriere.

L’obiettivo è favorire la progressiva eliminazione dei materiali contenenti asbesto ancora presenti in edifici privati e aree di proprietà.

Contributi amianto 2026: importo e modalità di erogazione

Per il 2026 il fondo stanziato ammonta a 20.000 euro.

Il contributo copre il 50% della spesa effettivamente sostenuta; fino a un massimo di 1.200 euro per singolo intervento, IVA inclusa.

Non sono ammesse suddivisioni artificiose di uno stesso intervento in più stralci per ottenere contributi separati. L’erogazione avverrà secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Il contributo non comprende le spese per eventuali materiali sostitutivi né i costi di posa in opera.

Chi può presentare domanda

Possono richiedere l’incentivo:

  • i proprietari di manufatti contenenti amianto situati nel territorio comunale;
  • i soggetti in regola con la normativa urbanistica vigente;
  • i proprietari di manufatti abbandonati su suolo di loro proprietà, purché già segnalati alle autorità competenti.

La misura non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche. Per lo stesso intervento non possono essere percepiti ulteriori finanziamenti europei, statali, regionali o di altra natura.

Come ottenere il contributo

Per accedere al beneficio è necessario affidare la bonifica a una ditta specializzata e autorizzata alla rimozione dell’amianto.

L’elenco delle imprese abilitate, il testo integrale del bando e la modulistica sono consultabili sul sito istituzionale del Comune e sull’albo pretorio online.

I risultati del bando amianto a Rimini

Dal 2010 a oggi, secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, sono stati finanziati 889 interventi, con la rimozione complessiva di oltre 1,1 milioni di chilogrammi di amianto.

Nel solo 2025 sono stati concessi 21 contributi per un importo totale di 19.700 euro, consentendo lo smaltimento di oltre 26 mila chilogrammi di materiale contenente amianto.

Come dichiarato dall’assessora alla Transizione ecologica del Comune di Rimini, Anna Montini, l’iniziativa proseguirà anche nei prossimi anni con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e tutelare la salute pubblica.

“Tutto ciò che porta alla bonifica dell’amianto e quindi alla tutela dell’ambiente è sempre un fatto positivo e meritevole di attenzione.” – Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

Fonte: Comune di Rimini