25 C
Rome
venerdì, Agosto 14, 2026
Home Blog Page 407

Rebus virus: vivere, non morire

Rebus virus COVID
Rebus virus COVID

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Rebus virus: la vita ai tempi del covid

Scusatemi, ma oggi vorrei partire dal concetto di natalità e territorio, perché dopo la chiusura – che speriamo solo temporanea, legata a rischi di contagio da COVID 19 – del reparto di neonatologia agli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, il dubbio mi coglie. Vorrei capire se si conserva ancora il concetto di “città natale” o meno, salvo il residuo diritto di morire in casa, nel proprio territorio.

Credo che dopo lo scempio del “Forlanini” a Roma, adesso una priorità assoluta sarà proprio quella di ripristinare prima possibile il Reparto di Maternità nel Nosocomio del Litorale a sud della Capitale, anche perché il disastro provocato con i tagli alla sanità non è soltanto imputabile a necessità di bilancio, ma soprattutto alla miopia di chi governa e che in un momento come questo dovrebbe capire che la salute ed i presidi di prossimità territoriale sono fondamentali.

Che il diritto a nascere, mantenendo le proprie radici, è almeno pari a quello di morire nella vicinanza degli affetti. Insomma, avrete capito che adesso sopravviene anche l’affollarsi dei sentimenti non soltanto patri, che, come avrete capito, dalla prima all’ultima delle “circolari”, dei moduli, degli annunci, dei promessi bonus, la confusione se non è sovrana pur regna “coronata”. Ma perché intendo dare il misterico ruolo del rebus al virus?

La vita ai tempi del coronavirus

Perché stando in perenne stabulazione tra domestici confini, abbiamo anzitutto capito come funzionano gli “arresti domiciliari”, di fatto maturato nuove esperienze, recuperato memorie, smaltito il superfluo, verificato ipotesi, capito che chi si occupa dei nostri problemi, a prescindere dall’emergenza virale, non è necessariamente dotato di capacità supreme di discernimento ma, come noi, può titubare al punto di impantanare il sistema con una ipertrofia di circolari in aggiornamento continuo. Ed ecco, veniamo al concetto di rebus, all’incomprensibile da interpretare con una chiave magica o al lapalissiano in conserva da liberare con l’apriscatole. Provate a guardarvi intorno, ad interpellare a caso un qualsivoglia sito, che propone l’ultimo modulo di autocertificazione e sarete inesorabilmente sopraffatti da uno tsunami di moduli infarciti di proposte pubblicitarie, tutti apparentemente uguali ma diversi.

Mettete il naso fuori dell’uscio e la testa vi girerà, in una follia di mascherine generate dal fai da te e da me, bandane, cravatte riciclate, ciarpame, a becco, sbrindellato, bisunto, ma ancora nessuna delle annunciate autarchiche filtranti, delle italiche riconversioni, imbrigliate dalla burocrazia, tanto quanto quel che capitava giorni addietro nelle dogane estere. Provate a capire qualcosa di quel che dovete fare tra sconti, rinvii e conferme per scadenze fiscali e pagamenti di utenze. Unica certezza, nessuna agevolazione riferibile ad anziani e pensionati, salvo la raccomandata lontananza dai nipoti.

Adesso, dovremo affrontare il futuro prossimo, il trapasso tra il rosso e il verde, il rischio di partire e collidere con il giallo, di generare ancora più confusione, nella illusione che si tratti di epidemia e non di pandemia, di uno “scherzo” d’oggi “Primo d’Aprile” e non di una tremenda realtà globale in essere da mesi e confermata per un periodo futuro non soltanto prossimo. Questo, dunque, il rebus virus , la cui segreta chiave di lettura sta nel senso buono, nella capacità di vivere senza rischiare di morire.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini esposti ad amianto. Con il suo pool di tecnici, l’associazione assiste i lavoratori per la risanazione e la messa in sicurezzadegli ambienti contaminati da amianto (prevenzione primaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlatee mette a disposizione un pool di legali per la tutela dei diritti di tutte le vittime di malattia professionale, per il pensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, compresi coloro non affetti da patologia, hanno diritto a tali benefici.

assistenza ona

Ai tempi del COVID, un giorno a caso: mercoledì

COVID
COVID

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Dal COVID alle vittime amianto, una giornata particolare

Dunque oggi è giorno particolare, un lunedì/mercoledì, il primo/terzo della settimana e comunque penultimo del mese di marzo di questo “bisesto” 2020, che riuscirà ad essere olimpico soltanto di nome. Adesso, abbiamo conferma che la solidarietà europea è pura ipocrisia, che Patto Atlantico, Nato, ONU, OMS sono meri ed inutili armamentari residuali dalla Guerra di Crimea in poi.

Che la Germania, riunificata con grande gaudio e grande sostegno di tutti nel 1988, ha ampiamente rimosso i motivi di gratitudine e senza remore invoca con altri “nordisti” il rispetto di regole irriguardose dell’ideale comunitario per i pari diritti, oltre che dei pari doveri, nella buona e nella cattiva sorte. Quell’ognun per se e Dio per tutti, che suona come una bestemmia sovranista, sembra divenire l’usbergo di paesi che vedono la pandemia COVID 19 come una opportunità per rimarcare differenze, piuttosto che per ridurle.

La solidarietà può essere anche “pelosa”, ma le mani tese di Cina, Russia, Cuba e Albania, in questo momenti valgono mille volte di più dei sofismi atlantici e delle sperimentate ipoteche da spread con timer. L’idea del “Corona bond” è decisamente imbarazzante, almeno esteticamente, tanto quanto il “soccorso invernale” di antica memoria, ma chiamatela come volete, sarebbe per i tedeschi una pericolosa alternativa ai loro “bond”, quelli con cui hanno fatto e vorrebbero ancora fare il bello e il cattivo tempo nel Vecchio ma non decrepito Continente.

Dopo il Covid 19 i giorni sono tutti uguali

Che volete, in era Covid ormai son tutti venerdì, sabati e domeniche, week end permanenti nell’intimità familiare o diversamente in trincea non per scelta. Chissà perché, ma l’associazione tra le idee e l’enorme quantità di memorabilia, salvifica alternativa alla moria dei miei eroici neuroni, oggi, mi porta a saltare in avanti di quarantottore, dal lunedì al mercoledì, e a piombare indietro nel tempo, di ben oltre un secolo, tra ristoranti, osterie circoli, tra allegri commensali di pranzi e cene “mercoldine” tra Piemonte, Lombardia e Veneto, coordinate in rime dal Cerimoniere poeta Giancarlo Dossena – tra il 1898 e il 1902 – piuttosto che nella magione di Sigmund Freud, dove appunto il Maestro della psicoanalisi, nell’autunno del 1902 avviava l’abitudine degli incontri con i colleghi, Adler, Kahane, Reitler e Stekel, dando vita alla “Società Psicologica del mercoledì”, poi Psicoanalitica di Vienna nel 1908.

Nella lettera datata “Roma, 22 settembre 1907” Freud così scriveva ai Soci: “Desidero informarLa che all’inizio di questo nuovo anno di lavoro propongo di sciogliere la piccola Società che era solita riunirsi ogni mercoledì in casa mia, per ridarle vita subito dopo. Se per quella data non avremo ricevuto nulla, dovremo dedurne che non desidera rinnovarla. Non ho bisogno di ripeterLe quanto piacere mi farebbe la Sua riconferma…”.

Di ben altro tono erano le comunicazioni e gli imbonimenti di Dossena, che da 1852 ambientava gli incontri in ben altri contesti: “Possa un giorno sì felice/ Confortar la mia vecchiezza/ Por la gioia in la tristezza, / Farmi lieto in fra i dolor. … Ché  il piacer di questa vita, / La propizia sua fortuna,/ Io la stimo, sola ed una, / Schietti amici posseder. … Ignoto nel mondo,/Confuso al meschin,/ Sorrido, e giocondo/ M’affido al destin!”

I servizi di assistenza ONA e la bonifica

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini esposti ad amianto e ad altri cancerogeni e guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.. L’associazione con un team di tecnici, assiste i lavoratori per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati da amianto (prevenzione primaria). In caso di esposizioni, l’ONA offre un servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).  

Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi amianto.

assistenza ona

Mesotelioma: al via un test sui biomarcatori

Mesotelioma
Mesotelioma

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno sollecitato fondi per la ricerca sulla cura del mesotelioma. Ci sono nuovi test sui biomarcatori del mesotelioma. Il cancro del mesotelio è causato solo dall’amianto e colpisce le sierose (pleura, peritoneo, pericardio e tunica vaginale del testicolo).

Questa neoplasia è particolarmente aggressiva. In primo luogo è necessario evitare l’esposizione e, solo per coloro che sono  stati esposti, è necessario attivare la sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria). Oggi un test sui biomarcatori sembra essere efficace.

Un pericolo per la salute chiamato “amianto

L’amianto è un minerale che è stato largamente impiegato in quasi tutti i settori del comparto industriale, nell’edilizia, nelle apparecchiature mediche, per costruire freni e componenti meccaniche, nelle ferrovie, in campo militare, inclusi tutti i mezzi (navi, aerei, elicotteri ecc;).

I minerali di amianto sono altamente tossici

Le fibre dell’asbesto sono microscopiche, circa 500 volte più sottili di un capello umano ed hanno una forma frastagliata (minerali di amianto).
Una volta inalate, si insinuano nello spazio interstiziale dei polmoni e lentamente si dirigono verso le cellule epiteliali della pleura viscerale o parietale (strati del mesotelio). Qui provocano una risposta infiammatoria a danno del DNA, le cui mutazioni possono causare una divisione incontrollata delle cellule epiteliali, che si trasformano in tumore o cancro.

Con il progredire della malattia, si formano delle piccole escrescenze cancerose, chiamate placche mesoteliali, che iniziano a coprire la pleura viscerale sui polmoni e la pleura parietale sotto la parete toracica.

Le fibre di amianto possono altresì penetrare nello stomaco, se la saliva contenente le fibre o il muco delle vie aeree viene ingerita.

Alcune ricerche infine sostengono che le fibre di amianto siano anche in grado di intaccare il sistema linfatico.

Poiché le fibre di amianto non vengono metabolizzate o rimosse dai polmoni, chi si è esposto all’amianto corre rischi di contrarre malattie asbesto correlate per tutta la vita.

Purtroppo, i periodi di latenza eccezionalmente lunghi della maggior parte delle malattie asbesto correlate, hanno finora ostacolato le misure preventive e precauzionali, ma i ricercatori di tutto il mondo non si scoraggiano.

Le patologie asbesto correlate e la strage di amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni denunciano da tempo che è in corso una vera e propria strage in Italia e nel resto del mondo.

Le Nazioni Unite hanno evidenziato che ci sono ancora 120 milioni di lavoratori esposti ad amianto e più di 107 mila decessi e più di un milione e mezzo di vittime malate. Una strage inaccettabile. E’ necessario, dunque, interrompere l’uso di amianto e  le esposizioni:

“Currently about 125 million people in the world are exposed to asbestos at the workplace. In 2004, asbestos-related lung cancer, mesothelioma and asbestosis from occupational exposures resulted in 107,000 deaths and 1,523,000 Disability Adjusted Life Years (DALYs). In addition, several thousands of deaths can be attributed to other asbestos-related diseases, as well as to nonoccupational exposures to asbestos.

Elimination of asbestos-related diseases should take place through the following public health actions:

  • recognizing that the most efficient way to eliminate asbestos-related diseases is to stop the use of all types of asbestos;
  • replacing asbestos with safer substitutes and developing economic and technological mechanisms to stimulate its replacement;
  • taking measures to prevent exposure to asbestos in place and during asbestos removal (abatement), and;
  • improving early diagnosis, treatment, social and medical rehabilitation of asbestos-related diseases and establishing registries of people with past and/or current exposures to asbestos”.

È necessario il bando totale dell’amianto, solo in questo modo è possibile tutelare la salute e la vita umana (tutela rischio amianto: International Programme on Chemical Safety Asbestos).

Una ricerca punta sui biomarcatori del mesotelioma

Uno degli ultimi interessanti studi è stato condotto dal Professor Ian Blair, ricercatore presso l’Abramson Cancer Center della University of Pennsylvania School of Medicine, uno dei leader mondiali nella ricerca sul cancro.

Blair ed il suo team hanno mirato a sintetizzare lo stato delle conoscenze sui biomarcatori di sangue di risposta all’esposizione alla fibra killer. 

In caso di successo, la ricerca potrebbe aprire la strada ad uno stadio più curabile – e potenzialmente curabile – del tumore maligno del mesotelioma, poiché si potrebbe diagnosticare questa letale patologia già nelle sue prime fasi.

I primi sintomi del mesotelioma, malattie amianto

I primi sintomi del mesotelioma che colpisce i polmoni o la pleura parietale dolore toracico, sono:

  • mancanza di respiro;
  • versamenti pleurici;
  • se il tumore invade in un vaso sanguigno può provocare espettorato sanguinante.

Diagnosi precoce e progressi terapeutici

Uno dei segnali distintivi del mesotelioma rispetto agli altri tipi di tumori, è dato dal fatto che le escrescenze iniziano a esprimere molta calretinina, una proteina che lega il calcio, coinvolta nella regolazione dei livelli di calcio all’interno della cellula.

La prima diagnosi inizia solitamente con una radiografia del torace o una TAC. Se gli esami rilevano tracce di ispessimento pleurico, nonché versamento pleurico o pneumotorace, l’ipotesi di trovarsi davanti ad un caso di mesotelioma è praticamente certa.

Successivamente si effettua una biopsia del tumore.

In casi sospetti di mesotelioma, il campione di tessuto può essere trattato attraverso una tecnica basata sul riconoscimento antigene/anticorpo.

Quando gli anticorpi reagiscono con la proteina calretinina, il citoplasma ed i nuclei delle cellule cancerose assumono una caratteristica forma di uovo fritto.

Ed è proprio la diagnosi precoce del mesotelioma il concetto chiave su cui si focalizzano gli studiosi di cui parleremo in questo articolo. Essa è fondamentale per far progredire il trattamento del mesotelioma, una malattia con prognosi sfavorevole e nessuna cura, che generalmente viene diagnosticata solo alle ultime fasi, quando i trattamenti sono limitati.

«Di solito è troppo tardi per fare qualcosa di efficace, ma questo è ciò che mi spinge oggi, perché è il santo graal di un biomarcatore» ha detto Blair.  «Il mantra è che la diagnosi precoce della maggior parte dei tumori porta a risultati migliori»

Diagnosi precoce non significa sopravvivenza

Purtroppo, la diagnosi precoce del mesotelioma non fornisce alcuna garanzia che la sopravvivenza sarà estesa, a meno che non sia accompagnata da progressi terapeutici ed è proprio sui progressi che punta tale studio.

«Come i biomarcatori per la malattia di Alzheimer, a cosa serve sapere che ce l’hai, se non esiste una cura per questo?» ha puntualizzato Blair. «Potresti discutere lo stesso per il mesotelioma. Speriamo solo che il trattamento precoce possa portare a risultati migliori, ma ad oggi non abbiamo la bacchetta magica. Fino a quando non lo svilupperemo, non lo sapremo mai».

In cosa consiste lo studio sui biomarcatori

Facciamo una premessa: l’amianto non è presente nei fluidi biologici umani; piuttosto viene inalato e intrappolato nel tessuto polmonare. 

Come accennato, lo studio in questione analizza i biomarcatori di risposta, che riflettono un cambiamento nella funzione biologica in risposta all’esposizione all’amianto. 

Per farlo, sono state studiate e valutate svariate classi di molecole, per la loro potenziale utilità come biomarcatori dell’esposizione all’amianto: dai biomarcatori di stress ossidativo a piccole molecole, alle proteine ​​coinvolte nelle risposte immunitarie, che potrebbero consentire la personalizzazione della valutazione del rischio.

Finalmente una svolta dalla proteina HMGB1?

Un ruolo chiave è rappresentato dalla proteina cromosomica HMGB1 (High-Mobility Group Box 1) e dalle sue varianti, che possono essere secrete attraverso percorsi diversi.

Le cellule tumorali del mesotelioma secernono una forma di HMGB1, che promuove una condizione infiammatoria e la proliferazione delle cellule tumorali.

Blair ed il suo team hanno sviluppato e convalidato una procedura di laboratorio per quantificare l’HMGB1 nel plasma attraverso la spettrometria di massa ad alta risoluzione.

Come identificare i biomarcatori associati all’amianto?

Il team si è focalizzato nell’identificazione della variazione proteica esclusiva delle malattie legate all’amianto come il mesotelioma.  

L’HMGB1 può essere trovato in numerose malattie, alcune meno gravi di questo tumore aggressivo.

«Due cose vengono analizzate: specificità al 100%, quindi rilevi solo le persone con questa malattia; e sensibilità al 100%, in modo da poter rilevare tutti con questa malattia», ha spiegato il Professor Blair.  «In questo momento, sono molto incoraggiato. Stiamo lavorando molto duramente su questo. L’umore è piuttosto ottimista».

La novità in un semplice Test sui biomarcatori

Il processo diagnostico per il mesotelioma oggi è spesso lento e invasivo, che richiede numerosi test e come accennato all’inizio dell’articolo, una biopsia. Anche allora, può essere sfuggente e fuorviante.

Un semplice esame del sangue come quello concepito dal team, consentirebbe finalmente di effettuare test sui biomarcatori di routine dei pazienti ad alto rischio con esposizione professionale, molto prima che si presentano i sintomi.

Per tali motivi Blair ha preso in esame alcuni ex dipendenti di una fabbrica contenente prodotti di amianto, usando i loro campioni di sangue per aiutare a sviluppare il test.

«Potrebbero essere monitorati regolarmente se avessimo un test specifico per il mesotelioma», ha poi aggiunto Blair.

Una ricerca fortemente attenzionata alle biotecnologie

Intanto la ricerca di una migliore diagnostica con biomarcatori per la malattia dell’amianto ha attirato ricercatori da tutto il mondo.

Una società di biotecnologie in Ontario, in Canada, di recente sta lavorando su una piattaforma simile, che utilizza cellule precursori mesoteliali e DNA per prevedere la malattia di amianto.

Anche i ricercatori tedeschi hanno pubblicizzato il loro studio su un’altra proteina a base di sangue che è sovraespressa nelle cellule tumorali del mesotelioma e rilevata attraverso diverse tecnologie.

«Speriamo che entro l’anno avremo realizzato ciò che ci eravamo prefissati di fare» ha detto Blair.  

ONA promuove la scienza ed aiuta le vittime

ONA, guarda con estremo interesse ogni passo avanti compiuto dalla scienza. L’ONA assiste e tutela le vittime dell’amianto e di altri cancerogeni, sia per esposizione ambientale che lavorativa e per via di esposizione durante le attività di missione per quanto riguarda il personale militare e civile delle Forze Armate.

L’asbesto provoca patologie invalidanti e spesso mortali, e l’ONA ha messo a disposizione lo staff medico gratuito online per assistere le vittime nella diagnosi precoce, nella terapia e nella cura di queste gravi infermità.

Grazie al presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni, è altresì disponibile uno staff di avvocati online gratis per tutelare i diritti delle vittime (e dei famigliari in caso di decesso) per ottenere la rendita INAIL, il prepensionamento, il riconoscimento di Vittima del Dovere e il risarcimento dei danni.

Cosa si può ottenere in termini risarcitori?

Per ottenere il giusto indennizzo, occorre presentare domanda all’INAIL, sia per il mesotelioma di origine professionale (per avere il diritto di rendita), sia per il mesotelioma causato da esposizione ambientale.

In quest’ultimo caso, si può avere diritto all’indennizzo una tantum, che da 5600 euro è stato aumentato a 10000). 

Utile sottolineare che anche gli eredi (coniuge superstite, figli a certe condizioni) possono godere dei medesimi diritti. 

Vittime del Dovere e fattori di rischio

Le vittime del dovere sono coloro che hanno subito lesioni e/o danni fisici in servizio di contrasto ad ogni tipo di criminalità, nello svolgimento di servizi di ordine pubblico, nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari, in operazioni di soccorso, in attività di tutela della pubblica incolumità, a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale (art. 1, comma 563, della Legge 266 del 2005), anche se non dipendenti pubblici (SS. UU. 22753/2018). 

La maggior incidenza di vittime del dovere si registra tra i dipendenti del Ministero della Difesa (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza). Le malattie per causa di servizio, per infermità, fino al decesso, sono causate da esposizioni a cancerogeni, patogeni e tossico nocivi. L’amianto è principale fattore di rischio.

Assistenza medica e tutela legale per le vittime del dovere

L’ONA, grazie all’avv. Ezio Bonanni, ha ottenuto per gli appartenenti alle Forze Armate e al comparto sicurezza, il riconoscimento di vittime del dovere, con il riconoscimento delle stesse prestazioni riconosciute alle vittime del terrorismo.

In caso di decesso, il diritto al risarcimento dei danni subiti dalla vittima si trasmette agli eredi, oltre al risarcimento dei danni subiti per la perdita del loro congiunto, che si aggiungono a quelli dovuti per le prestazioni previdenziali. Per approfondire:

Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia

Amianto: numero verde

Per approfondire meglio la questione amianto, consigliamo la lettura de “Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia”, testo scritto a cura dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

«L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie)»

Spiega il noto legale, che ha dettagliato le morti per patologia:

«1.900 di Mesotelioma, 600 perAsbestosi (stima conforme a quella dell’INAIL); 3.600 per Tumori polmonari (40.000 nuovi casi ogni anno in Italia, circa 33.000 decessi). L’INAIL calcola quelli di origine professionale tra i soli assicurati nella misura del 5-7% di tutti i tumori polmonari, un range da 2.000 a 2.800, cui debbono essere aggiunti i tumori del polmone da amianto causati in danno di chi non è assicurato – per esempio i militari – e per le esposizioni non professionali, e poi di coloro che non fanno denuncia all’INAIL per un totale di 6mila decessi solo nel 2017, non tenendo conto di tutte le altre patologie amianto».

Ancora enorme l’utilizzo del minerale

Allarmante anche la presenza di siti contaminanti. Nonostante la sua messa al bando nel 1992, (legge 257/92), nel nostro suolo si contano ancora 32 milioni di tonnellate di amianto compatto (di cui 36,5 milioni di metri quadrati di coperture – stima per difetto perché la mappatura è ancora in corso) e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile.

Altrettanto allarmanti il numero dei siti, 50.000 siti industriali rilevanti, 1 milione di siti contaminati, tra i quali edifici pubblici e privati, 40 siti di interesse nazionale tra i quali ce ne sono 10 che sono solo di amianto (come la Fibronit di Broni e di Bari; l’Eternit di Casale Monferrato, etc.); 2.400 scuole (stima 2012 per difetto perché tiene conto solo di quelle censite da ONA in quel contesto – la stima è stata confermata dal CENSIS – 31.05.2014).

Le stime ONA segnalano che anche la rete idrica rivela presenza di amianto per ben 300.000 km di tubature, inclusi gli allacciamenti, con presenza di materiale contenenti amianto rispetto ai 500.000 totali.

Contatta il numero verde gratuito 800 034 294 per ricevere assistenza medica, legale e per avere tutte le informazioni su prepensionamento, risarcimento danni e benefici contributivi da amianto.

Sport, amati pensieri

sport - coronavirus capodanno cinese
coronavirus capodanno cinese

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

“Del barbarico sangue in Maratona/Non colorò la destra/Quei che gli atleti ignudi e il campo eleo,/Che stupido mirò l’ardua palestra…”

Scomodo Giacomo Leopardi per richiamare l’attenzione su Recanati, Senigallia, Ascoli, Pesaro, le Marche tutte, che dettero nobili origini al nostro sport, con il trapasso dal Rinascimento al Novecento di una fascinosa disciplina come il gioco del pallone con bracciale, molto popolare sino agli anni venti e poi soppiantata dal “pallone senza”, quello che si gioca con i piedi e la testa. Come sapete, quella che fu la patria del raffinato poeta, autore de L’Infinito, adesso è impegnata in una sfida durissima contro il contagio da COVID 19 e penso che il modo migliore per darle ruolo e vigore agonistico, sia quello di rimembrare la nobiltà delle sue radici, che mai hanno cessato di trarre linfa dal generoso humus della cultura popolare, da cui lo sport si origina.

Carlo Didimi, il fuoriclasse coetaneo del Conte poeta, che a lui si ispirò per il quinto dei suoi Canti, nel 1821, influenzò non poco anche gli orientamenti di Giovanni Maria Mastai Ferretti, poi passato alla storia come Pio IX, l’ultimo Papa Re. Voglio ricordare che giusto tre anni fa si celebrava un evento nazionale di sintesi “centenaria” con il CONI e connotato da riflessioni di supporto ad un progetto di proposta sfumato poi negli Stati Generali e nelle successive contorsioni dall’esito al momento non definito.

Il contributo allo Sport di personaggi di Recanati

Da Recanati proveniva anche il contributo rilevante allo Sport di un personaggio come Giacomo Brodolini, Ministro del Lavoro, Presidente fondatore dell’AICS nel 1962, allora Associazione Italiana Circoli Sportivi e con lui, da Pesaro, il maestro di noi tutti, dei “Senza Cena”, con Alfredo Berra e Argante Battaglia, il prof. Probo Zamagni, pioniere e promotore con la FISAM (Federazione Italiana Scienze Attività Motorie) della facoltà universitaria, prima delizia e poi croce, come finora è capitato per gli innovatori della ricerca e della prevenzione salute nell’Italico Stivale, cui vogliamo sperare il futuro riservi un diverso destino.

Sport: A UN VINCITORE NEL PALLONE

Di gloria il viso e la gioconda voce,
Garzon bennato, apprendi,
E quanto al femminile ozio sovrasti
La sudata virtude. Attendi attendi,
Magnanimo campion (s’alla veloce
Piena degli anni il tuo valor contrasti
La spoglia di tuo nome), attendi e il core
Movi ad alto desio. Te l’echeggiante
Arena e il circo, e te fremendo appella
Ai fatti illustri il popolar favore;
Te rigoglioso dell’età novella
Oggi la patria cara
Gli antichi esempi a rinnovar prepara.

Del barbarico sangue in Maratona
Non colorò la destra
Quei che gli atleti ignudi e il campo eleo,
Che stupido mirò l’ardua palestra,
Né la palma beata e la corona
D’emula brama il punse. E nell’Alfeo
Forse le chiome polverose e i fianchi
Delle cavalle vincitrici asterse
Tal che le greche insegne e il greco acciaro
Guidò de’ Medi fuggitivi e stanchi
Nelle pallide torme; onde sonaro
Di sconsolato grido
L’alto sen dell’Eufrate e il servo lido.

Vano dirai quel che disserra e scote
Della virtù nativa
Le riposte faville? e che del fioco
Spirto vital negli egri petti avviva
Il caduco fervor? Le meste rote
Da poi che Febo instiga, altro che gioco
Son l’opre de’ mortali? ed è men vano
Della menzogna il vero? A noi di lieti
Inganni e di felici ombre soccorse
Natura stessa: e là dove l’insano
Costume ai forti errori esca non porse,
Negli ozi oscuri e nudi
Mutò la gente i gloriosi studi.

Tempo forse verrà ch’alle ruine
Delle italiche moli
Insultino gli armenti, e che l’aratro
Sentano i sette colli; e pochi Soli
Forse fien volti, e le città latine
Abiterà la cauta volpe, e l’atro
Bosco mormorerà fra le alte mura;
Se la funesta delle patrie cose
Obblivion dalle perverse menti
Non isgombrano i fati, e la matura
Clade non torce dalle abbiette genti
Il ciel fatto cortese
Dal rimembrar delle passate imprese.

Alla patria infelice, o buon garzone,
Sopravviver ti doglia.
Chiaro per lei stato saresti allora
Che del serto fulgea, di ch’ella è spoglia,
Nostra colpa e fatal. Passò stagione;
Che nullo di tal madre oggi s’onora:
Ma per te stesso al polo ergi la mente.
Nostra vita a che val? solo a spregiarla:
Beata allor che ne’ perigli avvolta,
Se stessa obblia, nè delle putri e lente
Ore il danno misura e il flutto ascolta;
Beata allor che il piede
Spinto al varco leteo, più grata riede.

I servizi assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto e altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria), ed in caso di esposizioni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. L’associazione guida anche il pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti ad amianto, anche coloro non affetti da patologie, hanno diritto a tali benefici.

assistenza ona

Amianto nell’acqua potabile: pericolo per la salute

Libri e pubblicazioni Ezio Bonanni
Lotta Amianto Ezio Bonanni

Con la legge n. 257 del 12 marzo 1992, l’Italia ha definitivamente messo al bando l’amianto, ovvero il pericoloso killer, la cui presenza si può rilevare persino nell’acqua potabile. Tale “conquista”, purtroppo, è arrivata dopo anni di lotte contro ogni genere di negazionismo.

Ad ogni modo basti pensare che nel 1976, numerosi inserti pubblicitari evidenziavano «come problemi che pone l’amianto sono irrilevanti in confronto agli enormi servizi che vi rende ogni giorno senza che neppure lo sappiate. Questi problemi sono e saranno risolti». Infatti il minerale venne utilizzato ampiamente, provocando una vera e propria strage fra gli esposti.

S.O.S assistenza medica e legale gratuita

assistenza ona

Una malattia professionale ma non solo

Poiché l’esposizione professionale alla pericolosa fibra è stata associata all’elevato tasso di incidenza di asbestosi, mesotelioma, cancro ai polmoni e altri tumori maligni o malattie pleuriche. Ad ogni modo, molti studi si sono concentrati prevalentemente sulla contaminazione da fibre di amianto nell’aria nei luoghi di lavoro. 

Difatti sono molti i settori in cui in passato venivano usati materiali di asbesto.  Per riassumere, l’amianto veniva usato per la produzione di fogli di cemento, nell’industria di fabbricazione di freni e frizioni di automobili e infine, nella produzione di pannelli termoisolanti.

Anche l’esposizione ambientale incide 

Le indagini epidemiologiche hanno tuttavia rivelato che anche l’esposizione ambientale all’amianto naturale ha provocato alti tassi di mortalità di mesotelioma, cancro ai polmoni e altre malattie asbesto correlate.

Pertanto, una crescente attenzione è stata rivolta all’esposizione ambientale derivante dall’amianto presente in natura. Molti studi hanno rivelato che abbondanti fibre di amianto sono state rilasciate nell’ambiente da agenti atmosferici naturali e disturbi antropogenici del minerale di amianto contenente roccia e altri minerali.

Come si contamina di amianto l’acqua potabile

Pochi studi invece si sono concentrati sulla presenza di fibre di amianto nell’acqua potabile, proveniente da un’area rurale o da altri fattori. Eppure, l’ingestione di fibre, che può avvenire anche attraverso l’acqua potabile, può portare comunque allo sviluppo del mesotelioma. 

Però, occorre precisare che in questi casi, la probabilità di sviluppare il mesotelioma a causa dell’acqua potabile dipende dalla quantità di amianto presente nell’acqua e da quanti anni è stata bevuta.

L’amianto nell’acqua è pericoloso o no?

Una delle ragioni per cui l’amianto nelle tubature dell’acqua non è mai stato considerato un problema di salute pubblica è da attribuire alle linee guida dell’OMS sull’acqua potabile.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), infatti nel 1996 e ancora nel 2003 dichiarò che c’erano «poche prove convincenti» che l’ingestione di fibre di amianto sfuse dall’acqua che attraversava i tubi di amianto fosse dannosa. Nel 2014 l’organizzazione, riesaminò la sua posizione e «ha considerato la rivalutazione dell’amianto nell’acqua potabile (attraverso l’ingestione) una priorità bassa»

Amianto nell’acqua potabile: fattori determinanti

Fortunatamente OMS ultimamente si è espressa in maniera inequivocabile: tutti i tipi di amianto sono cancerogeni per l’uomo. Ma allora, le fibre di amianto come possono entrare nelle fonti d’acqua? Sostanzialmente, le fibre di amianto possono contaminare l’acqua potabile per via di diversi fattori:

  • I tubi di cemento amianto (AC), essi sono stati usati principalmente prima degli anni ‘80. La loro usura ed il deterioramento non solo compromettono la qualità dell’acqua, ma veicolano altresì  l’infiltrazione del pericolo killer silente.
  • Depositi naturali causati da inondazioni, terremoti e frane. Questi fenomeni possono smuovere i depositi naturali di amianto, consentendo alle fibre di essere facilmente trasportate dalle acque del vento, delle inondazioni o delle piogge nelle fonti potabili locali.  
  • Detriti di amianto, la demolizione dopo incendi o altre calamità può causare l’introduzione di particelle di amianto nei corsi d’acqua, con conseguente contaminazione della linea di galleggiamento e problemi di salute pubblica. I detriti rimossi da un sito possono contenere anche amianto pericoloso, se non smaltiti correttamente.  

ONA dice no all’amianto in ogni sua forma

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA, presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni, dice no all’amianto sempre e comunque.

L’ONA assiste e tutela le vittime dell’amianto (anche detto asbesto) e di altri cancerogeni, sia per esposizione ambientale che lavorativa e per via di esposizione durante le attività di missione per quanto riguarda il personale militare e civile delle Forze Armate.

L’asbesto provoca patologie invalidanti e spesso mortali, e l’ONA ha messo a disposizione lo staff medico gratuito online per assistere le vittime nella diagnosi precoce, nella terapia e nella cura di queste gravi infermità.

I servizi di assistenza ONA per le vittime amianto

Grazie al presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni, è altresì disponibile uno staff di avvocati online gratis per tutelare i diritti delle vittime (e dei famigliari in caso di decesso) per ottenere la rendita INAIL, il prepensionamento, il riconoscimento di Vittima del Dovere e il risarcimento dei danni. L’ONA assiste gratuitamente cittadini e lavoratori esposti ad asbesto e altri cancerogeni.

L’impegno dell’ONA e dell’avv. Ezio Bonanni

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.

La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Rendita INAIL e riconoscimento vittima del dovere

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere.

Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.