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venerdì, Agosto 14, 2026
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Il Franco Lauro

Franco Lauro
Franco Lauro

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Il buon Franco Lauro

Da uno squarcio nella nebbia omertosa del virus, irrompe una notizia dolorosa. L’amico Franco Lauro, esempio di valenza giornalistica di nome, cognome e di fatto, un esempio di fair play, non è più. Semplicemente volato via verso Borea, senza preavviso, nel silenzio ottundente che incombe sulla scena sportiva, quasi che la pausa imposta al movimento agonistico sul campo fosse un segnale. Lui, come Beppe Viola nel 1982 e Paolo Valenti nel 1990, ci ha lasciato più o meno senza un amen, ma con il cuore ed il cervello gonfi di ricordi, pensieri, interrogativi.

Franco, che avevo potuto apprezzare per carattere e competenza durante la mia presenza alla TGS, tra il 1991 e il 1993, avrebbe meritato ben altro destino professionale e di vita, come gli altri due amici, Beppe e Paolo. Onestamente, nutrivo per lui una forte empatia, peraltro affettuosamente ricambiata. Al di là della dichiarazione degli affetti, colgo l’occasione per riaffermare il concetto che dovrebbe sempre illuminare le scelte, quello del merito, che purtroppo continua ad essere largamente disatteso, soprattutto nel sistema pubblico, dove le interferenze a vario titolo hanno un peso determinante. Sento di dover sottolineare questo bisogno del merito, come imperativo per il futuro, nel rispetto di tutti coloro che in vita hanno dato ben più di quanto abbiano ricevuto. Infine, l’abbraccio e il saluto a Franco, cinto di quel Lauro che gli compete appunto per cognome, merito e nomanza.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto. L’ONA assiste i lavoratori per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria) tramite un pool di tecnici e di legali, e tutela i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

In caso di esposizioni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica (prevenzione secondaria). L’Osservatorio Nazionale Amianto guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi amianto.

assistenza ona

Rodari e il Coronavirus 2, la ripresa

Gianni Rodari - coronavirus
Gianni Rodari

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Sembrerebbe un film anche divertente, se non si trattasse di una buia fase della nostra vita. Ricordo ancora l’attuazione del dettato costituzionale riguardante le Regioni ordinarie, quando finalmente si votò, nel 1970. Diciamo che da allora la vita non fu più la stessa e per certi versi andò peggio.

Volete un esempio? Quello del turismo, quando la nostra capacità promozionale nell’universo mondo si frammentò in una miriade di coriandoli e il nostro primato cominciò a declinare con beneficio della concorrenza low cost. Ecco, indipendentemente dalla applicazione modulata dei principi, occorre dunque una comune chiave di lettura, come del caso coronavirus.

Coronavirus, eventi interrotti: ripartenza del calcio

Adesso cominciano le fibrillazioni ed è chiaro che si rischia di compromettere quanto già fatto, di entrare nel caos a causa del coronavirus. Ad esempio, che senso ha insistere con questa necessità del calcio spettacolo di ripartire, se non quella dare un pessimo segnale comportamentale, indipendentemente dai problemi intrinsechi a quel mondo. Del resto, se il moloch dei Giochi Olimpici si è piegato all’evidenza, va da se che il football, che vive anch’esso di riverberi emotivi non può che adeguarsi, anche per rispetto della consegna che riguarda in particolare ogni tipo di assembramento anche psicologico.

Esistono esempi di eventi sportivi interrotti a causa del coronavirus. Di stipendi esagerati non corrisposti per cause di forza maggiore e quindi occorre farsene una ragione. Piuttosto, sta diventando imbarazzante il commissariamento dei commissari, la progressione geometrica per cui chi – consulente – delegato in vece di chi per consenso popolare dovrebbe assumersi in primis la massima responsabilità di governo e risponderne, adesso nomina e delega altri consulenti per gestire la prospettiva non di poco strategica della ripresa futura, la fase due/tre. Qualcuno paventa addirittura incarichi ministeriali, mentre vi sono ministri in carica di cui si sono perse le tracce e che sono ridotti al ruolo di comparse.

Dalle distrazioni quotidiane a Gianni Rodari

Torno così a ripetere che da trent’anni paghiamo il prezzo di una anomalia politico amministrativa, frutto anche della nostra distrazione, della nostra superficialità. Infine chiedo soccorso al grande favolista Gianni Rodari, di cui quest’anno innominabile contrassegna il centenario della nascita:

“C’era una volta un punto
interrogativo, un grande curiosone
con un solo ricciolone,
che faceva domande
a tutte le persone,
e se la risposta
non era quella giusta
sventolava il suo ricciolo
come una frusta.
Agli esami fu messo
in fondo a un problema
così complicato
che nessuno trovò il risultato.
Il poveretto, che
di cuore non era cattivo,
diventò per il rimorso
un punto esclamativo.
…C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare
e agli errori più grossi si poté rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti.”

I servizi di assistenza e tutela ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus unitamente al suo presidente Avv. Ezio Bonanni, guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma e tutte le patologie asbesto-correlate e tutela i diritti di tutti i lavoratori vittime dell’amianto. Tramite un pool di tecnici,  l’ONA assiste i lavoratori per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati da asbesto (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni ad amianto e altri cancerogeni, l’ONA offre assistenza medica gratuita e legale per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Se un lavoratore non è affetto da patologia ma è stato esposto ad amianto, ha, comunque, diritto ai benefici contributivi.

 assistenza ona

Da Sisifo a Laocoonte, l’economia COVID-19

COVID-19
COVID-19

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Nonostante tutto, non riusciamo a perdere la passione per il gioco. Sì, quel gioco che a taluni pare divertente occasione per ingannare il tempo e ad altri una effimera dissipazione del tempo,  valore assoluto. Peraltro, anche l’arguzia e l’ostinazione dei predestinati, come Sisifo, non risparmia l’inutile fatica del fare e disfare. 

Ecco, questa è l’impressione che si ricava dall’ennesimo italico Decreto suscitato dalla pandemia COVID 19, come da citazione in Gazzetta Ufficiale, nel Decreto-Legge 23 dell’otto aprile del ventesimo  anno del ventunesimo secolo, riproponente la sventura, come capitò nel 1720 con la peste, nel 1820 con il colera e nel 1920 con la spagnola

Com’è naturale che sia, dunque,  la secolare emergenza sanitaria finisce per determinare  anche una pandemica crisi di valori, da quelli sociali a quelli economici, con riverbero  violento sulle relazioni, sulle abitudini, sui consensi. 

I danni all’economia dovuti alla pandemia Covid 19

Come sappiamo, di proroga in proroga, mentre  l’agonia si allunga, la speranza di una pronta ripresa, della rimessa in moto prima di un collasso sistemico, si allontana sino a far temere il peggio. Questa almeno è la sensazione e se vogliamo la prospettiva in base al buon senso, senza fare violenza all’onestà intellettuale.

Quindi, dovendo fare un ragionamento obiettivo, oltre che oggettivo, sui provvedimenti assunti per contrastare i danni all’economia, al lavoro ed ai meccanismi essenziali per la collettività, non possiamo che percepire il fumo, prima ancora dell’arrosto, la vaghezza di una opportunità complessa, resa complicata da troppe premesse vessatorie e inadeguata per via del combinato disposto, che non salva in modo mirato le attività strategiche con un soccorso diretto.

In poche parole, qualcuno escluso, molti soggetti possono ricorrere al sostegno per agevolazioni bancarie su possibili finanziamenti nel breve, da scontarsi poi nel lungo termine connotato da un punto interrogativo, quello della ripresa  che verrà, quando e come chissà. 

Il desiderio di ripresa economica post Covid

Ecco, nei trent’anni che ci separano dall’inizio della europeizzazione, dalla crescita indiscriminata del potere economico e dal deprimersi degli ideali, dalla riassegnazione di un ruolo dominante alla Germania, agevolmente riunificata e beneficiata dalla presenza della Banca Centrale sul suo territorio, il ruolo italiano ha perso via via peso, proprio per la indotta depressione del sistema politico-partitico, per la marginalizzazione progressiva di cui siamo stati oggetto

Anche non volendo essere catastrofisti, né luttuose prefiche,  non possiamo esimerci dal notare come l’evolversi degli accadimenti ci veda su di un piano inclinato, protesi verso uno stato di crisi che pur era latente, ma che rischiamo si evolva in modo perverso.

Insomma, se per un verso il sistema della prevenzione, della cura, del contenimento e del ripristino cincischia e indugia su scelte che non ammettono alternative alla disciplina più ferrea, garante della progressiva rimessa in libertà d’azione della popolazione sana certificata, quindi di ogni attività a partire dalla produttiva, dall’altra chi deve tutelare le risorse del Paese, pensando di far bene, sceglie la via del compromesso nel contesto europeo, obnubilando il rischio insito nel MES “leggero”, soltanto a fini sanitari, coinvolgendo ogni dissenziente, dentro e fuori del Parlamento, tra le parti sociali o comunque in causa, senza possibilità di appello, come capitò quando si decise per la nascita dell’EURO e la morte della Lira,  come capitò allo stesso Laocoonte di fronte al Cavallo acheo, che faceva ingresso a Troia, stritolato con i figli tra le spire dei mostri marini inviati da Poseidone, ovvero fuor di metafora, quel che è capitato alla Grecia dal 2011,  con lo sfoltimento selvaggio del suo impalco socio-economico, imposto cinicamente dalla  Troika (Commissione EuropeaBanca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale).

«Questa è macchina contro le nostre mura innalzata,    
e spierà le case, e sulla città graverà:   
un inganno v’è certo. Non vi fidate, Troiani.       
Sia ciò che vuole, temo i Dànai, e più quand’offrono doni.»

(Omero – Iliade)

COVID 19, l’emergenza coinvolge anche i medici

Come afferma l’avvocato Ezio Bonanni, l’emergenza del COVID 19 purtroppo coinvolge anche il personale sanitario. Per questo occorrono maggiori forme di tutela in favore proprio di questi ultimi. Per saperne di più.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti  dei lavoratori vittime di esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni. L’associazione, con il suo team di tecnici,  assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. In caso di esposizioni ad amianto e a sostanze cancerogene, è possibile accedere al servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti dei cittadini affetti da malattia professionale, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori privi di malattia hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Ponti, amianto e virus salvavite

Ponte di Albiano - amianto
Ponte di Albiano

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Adesso, dopo l’ennesima catastrofe da infrastrutture infarcite d’amianto e ammalorate nei decenni, dopo l’incredibile crollo del viadotto sul Magra, ad Albiano, siamo arrivati al paradosso che si debba addirittura ringraziare COVID 19, perché con un traffico normale, al confine tra Toscana e Liguria, avremmo potuto registrare una ecatombe. Purtroppo, lo stato dell’arte è quello che è. E non bastano denunce, ispezioni, manutenzioni ordinarie, ma occorre che, superata la fase contingente imposta dal Coronavirus, si passi con decisione a provvedimenti radicali che tutelino la collettività da insidie a volte evidenti, a volte nascoste, che non possono essere escluse dall’esigenza di un principio ineludibile, da un imperativo, quello della prevenzione. Per questo, mi sembra quanto mai opportuno richiamare l’attenzione su quanto accadde con il crollo di ponti, come il Ponte Morandi il 14 agosto del 2018. Per questo, vi ripropongo una riflessione di merito, giusto un anno fa…

Sull’amianto ponti senza sponde

Ecco, che dopo la visione di un impressionante servizio inchiesta RAI sullo stato di degrado delle migliaia di ponti, viadotti e cavalcavia disseminati in tutto il sistema viario italiano, strutture perlopiù realizzate nel secolo scorso con materiali cementizi impastati con amianto e armate con ferro in molti casi mineralizzato, corrose e disgregate, ad evidente rischio di crollo, di implosione, abbiamo conferma che il disastro del Ponte Morandi sul Polcevera non è stato casuale, ma la conseguenza ovvia di un atteggiamento, di una filosofia gestionale, complessiva di chi tira a campare e la polvere con asbesto ha sinora preferito gettarla sotto il tappeto.

Non è di certo rivendicando un ruolo per il responsabile allarme sull’ipotesi di demolizione con esplosivi – che ha modificato le scelte per le operazioni in corso a Genova, peraltro dopo il grave precedente del 24 luglio del 2008 con l’abbattimento al tritolo del Velodromo Olimpico a Roma – che ONA può pensare di aver assolto al compito che spetta ai difensori dei cittadini da rischi tossici: quello appunto da amianto è doppiamente perverso e subdolo, perché insito ovunque e killer a memoria debita.

Dunque, per fare il punto su di una situazione esemplificativa come quella di Latina, di quanto complesso sia il problema, di quanto sia difficile affrontare il combinato disposto tra economia del territorio, sistema industriale, sicurezza del lavoro e della salute come bene primario non soltanto prioritario ma assoluto, l’Osservatorio Nazionale Amianto con il suo Presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, ha indetto per il prossimo sabato 13 aprile un appuntamento irrinunciabile per chi ha a cuore il futuro di una regione simbolo come quella pontina: storicamente terra di redenzione naturale e di rinascita sociale, ora è di nuovo a rischio, afflitta appunto da siti contaminati da amianto, da rifiuti tossici e dal nucleare delle centrali, non di certo sopito da cessazioni burocratiche.

Emergenza ponti e amianto: ripristinare salubrità

Per questo, immaginiamo ONA alla stregua del grande Ponte sul Danubio, che Apollodoro di Damasco realizzò per Traiano diciannove secoli fa, opera straordinaria di oltre un chilometro, costruita anche con cemento romano, malta priva dell’amianto, che era comunque concepita per il breve termine, per l’uso esclusivo di una azione, in quel caso militare. Per questo vorremmo adottare simbolicamente non un sito istituzionalmente imponente, come il Tempio di Giove Anxur, che pure insiste in un punto nevralgico del panorama latino, ma più a nord quello assolutamente identificativo della necessaria compatibilità tra le opere dell’uomo e della natura in funzione di un giusto divenire, il Forum Appii.

Il cippo e il ponte, che lo segnalano, si trovano al quarantatreesimo miglio della Regina Viarum, suggestione lirica per Orazio, punto di riferimento per Strabone e Plinio il Vecchio, tappa per San Paolo in viaggio verso Roma, quale ponte senza sponde né tempo, nodo di civiltà ponderata da ripristinare idealmente in un contesto di salubrità.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici,  assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Arte e bellezza bonifica amianto

L'arte, la pietà e il contagio
L'arte, la pietà e il contagio

Arte e bellezza bonifica amianto. L’Italia è la cura dell’arte e della bellezza, ed è per questo motivo che l’ONA chiede la bonifica amianto.

Infatti, l’utilizzo di materiali di amianto, tra cui il cemento amianto cozza contro le nostre tradizioni e la bellezza dei nostri territori. Occorre impegnarsi per la bonifica, anche per restituire bellezza ai nostri territori.

Bonifica amianto come arte e bellezza

L’arte e la bellezza Italiana ci debbono imporre la bonifica dei territori contaminati, in particolare quelli di amianto. Come risulta ne il libro bianco delle morti di amianto in Italia“, ci sono, almeno, 40mln di tonnellate di amianto in Italia.

In più, 1mln di siti e micrositi. Ecco perché è necessario rimuovere questo amianto, utilizzando anche i finanziamenti europei, come richiesto dall’ONA.

L’arte italiana come esempio di bellezza

L’arte italiana è l’esempio di bellezza. Come le tombe dei grandi italiani hanno ispirato il risorgimento, l’arte deve imporci la bonifica!

Non solo la tutela della salute, ma anche la bellezza, la grande bellezza, debbono ispirarci nella battaglia contro l’asbesto. Queste fibre sono mortali, e noi dobbiamo vincere questa battaglia.

Giorgio Vasari racconta che nell’estate del 1502, Luca Signorelli, fu folgorato dal dolore per la morte del figlio Antonio.

Egli morì contagiato dalla peste, nel fiore dell’età ed avviato alla stessa carriera del padre. Luca Signorelli, proprio in quel periodo, stava ultimando gli affreschi della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto.

Il Maestro, recatosi al cospetto del figlio, ne fece spogliare il cadavere e “con grandissima constanza d’animo, senza piangere o gettar lacrima lo ritrasse, per vedere sempre che volesse, mediante l’opera delle sue mani, quella che la natura gli aveva dato e tolto la nimica fortuna“.

Luca replicò poi il soggetto nel “Compianto”, per la Chiesa di Santa Margherita, e sempre in quell’anno, ne affrescò una copia autografa nel Duomo di Orvieto.

Arte, bellezza, bonifica amianto e Covid-19

In questo momento virale, nel vero senso della parola, l’arte ci deve ispirare a superare la pandemia.

Così oggi abbiamo pensato a capolavori alternativi rispetto alla celeberrima Pietà di Michelangelo Buonarroti. Così, la Deposizione di Ippolito Scalza. Infatti, che stupore poter ammirare nel Duomo di Orvieto.

Quest’arte, questa bellezza, ci devono indurre ad evitare di distruggere il territorio. Occorre bonificare, in particolare, i siti di interesse nazionale. Occorre restituire alla loro originaria bellezza interi territori.

Ci riferiamo alla terra dei fuochi, piuttosto che al triangolo della morte di SiracusaPriolo Gargallo, Melilli Augusta.

Proprio la Pietà di Michelangelo ci ispira alla grande bellezza della nostra Italia, ingiustamente deturpata

rinascente per le straordinarie opere recuperate e risposte, dopo centoventidue anni di oblio nei magazzini.

Mi riferisco comunque in particolare al travaglio artistico di Luca Signorelli che, nel dipingere il figlio morto di peste, trasfuse nell’opera il suo strazio ed il suo disperato riuscito tentativo di restituirlo a vita perenne.

Infine, credo che si possa evocare una speranzosa metafora, proprio nell’accostare l’arte all’emergenza, a conferirle un ruolo salvifico attraverso l’esaltazione dei buoni sentimenti, nell’artificio di cui soltanto l’uomo stesso è capace.

Bellezza contro l’amianto: la Pietà di Ippolito Scalza

La Pietà o Deposizione è un gruppo marmoreo che si trova all’interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta – Duomo di Orvieto. Come detto, questo monumento è stato magistralmente scolpito nella seconda metà del XVI secolo da Ippolito Scalza.

Si trattava di uno scultore e architetto, realizzatore di tre della quattro guglie. L’opera venne iniziata nel 1570 e completata ben nove anni dopo, nel 1579.

Ricavata da un unico blocco di marmo, si compone di quattro figure: il Cristo, esanime, adagiato sul grembo della Vergine Maria, Nicodemo con il volto chino verso la figura di Gesù.

Quest’ultimo, mentre con una mano regge la scala e il martello e nell’altra stringe le pinze (strumenti della Crocifissione). Poi la Maddalena, inginocchiata con il volto poggiato sulla mano di Cristo.

Questo capolavoro ci deve ispirare nella battaglia contro la fibra killer.