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venerdì, Agosto 14, 2026
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Ripartiamo con lo sport, il dovere compito e da compiere

Ripartiamo con lo sport
Ripartiamo con lo sport

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini già editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Tutti eroi quando si parla di sport

Al via Fairplay4u, un percorso didattico online con eroe a fumetti per andare alla scoperta del Fair Play e approfondire i temi valoriali dello sport applicati alla vita – da oggi la piattaforma è disponibile gratuitamente online per docenti e genitori.

Al via FairPlay4U e il percorso didattico “Alla Scoperta del Fair Play” promosso dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play presieduto da Ruggero Alcanterini, nell’ambito del protocollo d’intesa con l’ANCI per la promozione sul territorio e nelle scuole dei valori dello sport e in particolare del concetto di Fair Play applicato alla vita.

Con la finalità di avviare progetti etico-valoriali nelle scuole, diffondendo tra i giovani e le loro famiglie la cultura dello sport e della salute, intesi come stile di vita corretto, partendo da un assunto valido per grandi e piccini: “il Fair Play può e deve essere applicato nella vita di tutti i giorni”.

Attraverso il progetto il CNIFP ha in previsione di offrire alle scuole anche un ulteriore percorso didattico chiamato “Fair Play a Tavola”.

Dedicato ai temi della corretta alimentazione a prevenzione dell’obesità in età pediatrica, i cui contenuti sono già in fase di sviluppo sotto la supervisione di un Comitato Scientifico composto esclusivamente da esponenti del mondo universitario, istituzionale e medico-ospedaliero pediatrico.

L’iniziativa ha il patrocinio del CONI, della Divisione Scuola della Federazione Sindacati Indipendenti USAE, della SIFEIT (Studi di Economia ed Etica sul farmaco e interventi terapeutici), ed è stata ideata da Manuela Trombetta di Galatea Comunicazione.

L’iniziativa ha l’obiettivo di: “fornire uno strumento rivolto all’intero gruppo scuola-famiglia, offrendo spunti valoriali e attività facili da realizzare a casa, con i quali interagire in maniera ludica con i bambini stimolandone la creatività e la fantasia grazie ai personaggi dei fumetti”.

L’attestato “Fair play friends” per gli alunni

Da oggi, tramite la registrazione gratuita sul sito fairplay4u.it potrà essere fruito da genitori e docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado che riceveranno l’attestato di “Fair Play Friend”.

Inoltre, potranno accedere all’area riservata dove troveranno contenuti ludico didattici, giochi. Tra cui storie a fumetti utili ad approfondire i temi valoriali dello sport in un contesto gioioso e visivamente accattivante.

Grazie anche alla presenza del protagonista della lontana Galassia del Fair Play, 1000 anni luce avanti a noi, nella quale ogni sport ha un suo Pianeta e dove trae origine Sferix.

Ovvero, il mondo dove sono nati i valori e le regole del calcio, Akua del nuoto, Metha del rugby, Baskio della pallacanestro, Green del golf e molti altri.

Al centro brilla la Stella del Fair Play che li illumina l’eroe Cornelius Pallard, simbolo del bene.

Il CNIFP premierà ufficialmente l’interesse di docenti e genitori verso FairPlay4U, facendoli entrare a far parte di una comunità di educatori sensibili ai temi valoriali.

Inoltre, sarà riconosciuto a loro il ruolo di Ambasciatori del Fair Play presso le giovani generazioni. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di Bristol Myers Squibb, Orion e Ageingtech.

La consulenza dell’Osservatorio Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto- ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

L’associazione APS grazie ad un pool di tecnici e legali, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati. Chiamasi questa prevenzione primaria.

Mentre, in caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può accedere al servizio di assistenza medica gratuita, ovvero la prevenzione secondaria.

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto correlate.

La prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione. Ovvero, possibilità di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA si attiva anche per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale e per ottenerne il riconoscimento. Nel complesso si occupa anche delle domande per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici. Quindi, dell’accesso ai c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Luis Sepùlveda, il Poeta dei due mondi

Luis Sepulveda
Luis Sepulveda

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini già editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

È stato più Garibaldi che Leopardi, anche se Luis Sepúlveda con il conte Giacomo ha avuto in comune il fine vita, troncato da un pandemico morbo. Ma pochi che fossero, per Leopardi, i trentanove anni di sofferenze conclusi per il colera a Napoli, nel 1837, quelle primavere e quegli inverni vissuti, erano stati comunque un tempo sufficiente per renderlo immortale, associato al concetto poetico dell’infinito. E invece, ne sono occorsi settanta per il poeta cileno, nato ad Ovalle, forgiato nel crogiuolo delle peripezie, ispirato alla filosofia bolivariana, che ha finito per concludere i suoi versi nella terra adottiva degli antichi rivali ispanici , ad Oviedo.

Paradossalmente il nemico da cui è stato sopraffatto, il coronavirus, è campione di equità proletaria nel falciare indifferentemente oppressi ed oppressori, come capitò con la tubercolosi che spense il sogno di riscossa del modello di Luis, appunto Simon Bolivar, a cui non era insensibile lo stesso Eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi, che nel 1851 si era addirittura recato a Paita, in Perù, per incontrare Manuelita Saenz, antica compagna di Simon. Ma perché l’idea bolivariana di un rivoluzionario socialista, trasmutato in letterato apolide e simbolo dell’amor gentile ci affascina e ci spinge a trattenerlo per la mano, mentre il vento di Borea lo trascina inesorabile nella rigidità della morte fisica?

Sepúlveda e lo spirito dei visionari

Ma diamine, perché Sepúlveda era, rimane e rimarrà per noi simulacro, erede in linea moralmente diretta di quel che era lo spirito dei visionari, come lo stesso Washington, nel trapasso epocale che portò all’idea del sovvertimento e del cambiamento lo stesso Giuseppe Mazzini con il suo sogno europeo. Ecco, quando Bolivar venne in Italia, nel 1805, dopo il trauma napoleonico milanese, trovò a Roma, sulle alture di Monte Sacro, memore dell’orazione di Menenio Agrippa ai plebei, la straordinaria ispirazione che lo avrebbe spinto alla travolgente azione rivoluzionaria in America Latina. Quel “Juro delante de usted, juro por el Dios de nos padres, juro por ellos, juro por mi honor y juro por mi Patria, que no darè descanso a mi brazo ni reposo a mi alma hasta que haye roto la cadenas que nos oprimen por voluntad del poder Espanol”, che lo avrebbe accompagnato per il resto della sua avventura terrena, sgorgava dalla sua anima libertaria giusto in quel di Roma, dove lo stesso Garibaldi avrebbe poi misurato il suo divenire.

Il beneficio della temperanza e armonia

Tornando a Luis Sepúlveda, bisogna pensare che anche lui, a conclusione di un ciclo avventuroso, aveva trovato infine il beneficio della temperanza e l’armonia dei sensi nel clima solidale dell’Europa. Un Continente vetusto, rilassato e comunitario, a cavallo del secondo e terzo millennio, che lo aveva visto apolide tra Germania e Francia, quindi cittadino senza confini, poeta cinto d’alloro tra Spagna e Italia, predestinato depositario, ultimo dei romantici eroi narratori, da cui non possiamo e non dobbiamo escludere Salgari, Hemingway e Pasolini, tutti mitizzati da sanguinoso lavacro. Per questo, la creazione letteraria, che più di altre consacra Sepúlveda, la mite “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” non ci deve trarre in inganno, perché in realtà il suo cuore – in una gabbia d’amore – era sempre quello del ragazzo cresciuto dallo zio anarchico a Valparaiso, nutrito dalle suggestioni di Cervantes, dello stesso Salgari, Conrad e Melville, svezzato e poi espulso dalla Gioventù Comunista, amico di dissidenti e cacciato dall’URSS, in disaccordo col padre e volontario nell’ Esercito di Liberazione Nazionale in Bolivia, prima di tornare comunista, quindi passare al Partito Socialista e nel Grupo de Amigos Personales , a guardia del Presidente del Cile, Salvador Allende e poi vittima della rappresaglia di Pinochet, ritemprato dalla guerriglia in Nicaragua e dalla cultura indigena equadoregna, in qualche modo emulo di Ernesto Guevara, el Che.

Se mi è consentita la battuta, lo straordinario Luis, nato ad Ovalle, ucciso da virus killer ad Oviedo, volendolo associare agli animali, spesso interpreti del suo fantastico narrare, non era un ovino, ma un autentico leone. Ed è questo il segreto del suo straordinario successo, di essere personaggio, oltre le milionarie pagine dei suoi libri.

I servizi di assistenza e tutela legale dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto- ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, è presente il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione amianto. Anche i lavoratori che privi di malattia hanno diritto ai benefici contributivi amianto.

assistenza ona

Mesotelioma: nesso causale e condanna penale

Ferrovie - mesotelioma
Ferrovie

Diventa definitiva la condanna per omicidio colposo inflitta dal Tribunale di Vercelli ai titolari di una impresa, dopo la morte di un’operaia. La sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello di Torino. La donna, addetta allo smontaggio degli arredi di carrozze ferroviarie, era affetta da mesotelioma pleurico, come conferma l’esame istologico.

Le vittime di mesotelioma pleurico e di tutti gli altri tipi di patologie asbesto correlate possono rivolgersi ai servizi di assistenza medica e tutela legale dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, offrono la consulenza gratuita.

consulenza mesotelioma

Indice

  • Condanna per omicidio colposo

  • I dati del Rapporto ReNaM

  • Tempo di lettura: 4 minuti

    Condannati titolari dell’impresa per omicidio colposo

    I colleghi di lavoro della defunta hanno testimoniato che nel reparto si liberavano polveri di amianto con l’uso del trapano e dello svitatore. Non c’era un impianto di aspirazione, mentre la decoibentazione è entrata in funzione soltanto in un secondo momento. Significativa, in tal senso – si legge nel comunicato -, la sentenza 12151/20 depositata il 15 aprile scorso, dalla Quarta sezione penale della Cassazione. Secondo la Corte Suprema quando non è possibile stabilire “il momento di innesco irreversibile del mesotelioma pleurico” e tenuto conto che “è irrilevante ogni successiva esposizione all’amianto”, il datore di lavoro va condannato per omicidio colposo.

    Infatti, l’amianto, può provocare patologie tumorali anche a basse dosi, come in questo caso. Per questo, la condanna.

    Il mesotelioma è un tumore causato esclusivamente dall’inalazione di fibre di asbesto.
    Non esistono tempi di latenza la malattia può insorgere anche a distanza di anni. Uccide tempestivamente o dopo anni dall’esposizione. Tutto dipende da una serie di fattori genetici.

    In questo caso non ci sono dubbi sull’origine professionale della malattia. Sono state escluse altre cause come il tabagismo. Manca, inoltre, un elemento causale alternativo che abbia potuto innescare il tumore.

    L’asbestosi «minima G1» è compatibile con l’esposizione «moderata» all’amianto ma «significativa» di un’esposizione professionale confermata da un periodo di latenza nel range dell’insorgenza di un tipo di tumore del genere: sono infatti esclusi gli elementi morfologici che distinguono il carcinoma ascrivibile al tabagismo.

    Esposizione  ad amianto e i casi di mesotelioma

    Il VI Rapporto del Registro nazionale dei mesoteliomi riporta i dati di incidenza e di esposizione ad amianto per i casi di mesotelioma maligno rilevati dalla rete dei Centri Operativi Regionali (Cor).

    Sono descritte le misure epidemiologiche di incidenza, età media alla diagnosi, rapporto di genere, distribuzione territoriale per oltre 25mila casi di mesotelioma con diagnosi dal 1993 al 2015. I settori di attività economica e le mansioni maggiormente coinvolte nell’esposizione all’amianto sono discussi a partire dai dati epidemiologici ottenuti dalle interviste anamnestiche retrospettive ai soggetti ammalati.

    L’archivio del Registro nazionale comprende, a dicembre del 2017, informazioni relative a 27.356 casi di mesotelioma maligno (MM) diagnosticati dal 1993 al 2015. Questi sono rilevati in ragione di un sistema di ricerca attiva e di analisi standardizzata delle storie professionali, residenziali e familiari dei soggetti ammalati. La copertura territoriale della rilevazione è andata sviluppandosi costantemente. A oggi riguarda l’intero territorio nazionale. La percentuale di casi con una età alla diagnosi inferiore a 45 anni è meno del 2% del totale. Il 36% dei soggetti ammalati ha un’età compresa tra 65 e 74 anni. Fino a 45 anni la malattia è rarissima. L’età media alla diagnosi è di 70 anni senza differenze apprezzabili per genere (70,8 anni nelle donne e 69,5 negli uomini).

    Più del 90% dei casi di mesotelioma registrati risulta a carico della pleura.  Sono presenti inoltre 1.769 casi peritoneali (6,5%, rispettivamente 5,3% negli uomini e 9,4% nelle donne), 58 e 79 casi rispettivamente a carico del pericardio e della tunica vaginale del testicolo. Rispetto alla sede anatomica di insorgenza, l’età più bassa si registra per i casi a carico del pericardio (61,6 anni di età in media nei 58 casi disponibili)”.

    I dati aggiornati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM.

    Servizio di consulenza ONA per le vittime

    Le vittime e i loro familiari possono rivolgersi al servizio di consulenza ONA. È possibile chiamare il numero verde o compilare il form.

    Numero mesotelioma
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    Nel limbo virale: tra partenza e traguardo

    Coronavirus e sport - traguardo
    Coronavirus e sport

    Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

    Ebbene sì, arriva il momento in cui uno si chiede che senso abbia avuto, la partenza e il traguardo, o avrà quel che per una vita ha considerato ovvio, scontato, un fuori discussione tanto quanto lo stesso vivere la vita in tutte le sue espressioni.

    Banalmente, oggi ho pensato questo tra me e me, mentre ripercorrevo per la millesima volta i sentieri del parco, trascinato dal mio “labrabull” per nulla turbato dalle museruole in faccia agli umani. Così mi è venuto in mente Antonio Ghirelli, sessant’anni fa, quando nel ’60, al Corriere dello Sport, aveva raggiunto come traguardo l’essere Direttore ad interim.

    Traguardo: gesto atletico come problema d’ordine pubblico

    Lui mi incrocio nel corridoio, mi squadrò e mi disse: “Guaglio’, ricordati che la notizia non sta nel cane che morde l’uomo, ma nel contrario!” Appunto, nel contrario di tutto quel che capitava sino a tre mesi fa e che oggi ci vincola, ci sommerge, al punto di chiedersi che senso abbia mantenere in vita argomenti che sino a ieri erano dei mantra. Parlare e scrivere di atletica, scegliendola come metafora , forse può funzionare o potrebbe diventare un traguardo, sempre che ci si liberi di queste benedette mascherine.

    Dunque, siamo di forza in una pausa di riflessione possibile rispetto al vissuto e al futuro virtuale che, per quanto mi riguarda, non può che ripartire dai fondamentali sociali, educativi, culturali di una disciplina che, anche in questo momento epocale d’emergenza, si è rivelata in modo spontaneo, sino a divenire paradossalmente un problema d’ordine pubblico. Ecco un segnale, un qualcosa di confortante, che riconferma l’orientamento naturale al gesto atletico primario, come il camminare e il correre, di cui dovremmo tenere conto nel ruolo di custodi.

    Di custodi deputati, ma anche di tutori nella formulazione di linee strategiche, che orientino e favoriscano questi flussi sui territori, sino a ricostituire quelle linee sinergiche, quelle dinamiche che prima e dopo la Seconda Guerra nel Secolo scorso nobilitavano il movimento di matrice popolare con uomini e donne di assoluto livello agonistico.

    Tutelare la pratica dello sport

    Soggetti divenuti miti per l’immaginario collettivo e provenienti da quell’humus in cui sarebbe opportuno tornare a seminare e raccogliere, migliorando la qualità di vita di una collettività oggi in gran parte consapevole della propria fragilità e del bene primario della salute da tutelare e difendere, proprio con la pratica più naturale dello sport. E chissà perché, quelli che si sono dedicati agli altri, senza per questo fare di podi e medaglie una questione di vita o di morte, hanno in genere teso ad enfatizzare valori certi, la qualità morale, sociale di gruppi, cenacoli, movimenti e singoli che hanno lasciato il segno, ma che hanno finito – a volte prima che poi – col dover consegnare il testimone.

    In questo periodo, Augusto Frasca ha tirato fuori un magnifico coniglio dal suo inesauribile cilindro, riportando alla luce un filamento del tessuto in memorabilia, che fu opera di Marco Martini, una raccolta di dati riguardanti Oscar Barletta, personaggio poliedrico e ineguagliabile maestro d’atletica, cui proprio io ed Augusto decidemmo di conferire con l’Associazione Cultura e Sport il Premio Altis, concepito giusto come il Recinto Sacro d’Olimpia, esaustivo del concetto alto del merito.

    Questo avvenne nel 1996, quando con Oscar furono celebrati Claudia Testoni e Fiorenzo Magni, preceduti nel ’94 da un altro immortale dell’atletica come Arturo Maffei e nel ’95 da un pilastro della storia del tennis come Mario Belardinelli. Ma perché adesso, proprio adesso questo ci sovviene? Credo perché in qualche modo ci sentiamo liberati, sereni nella solitudine del limbo in cui siamo sospesi, tra il ricordo della partenza e l’incognita del traguardo.

    Servizi di assistenza gratuita vittime amianto

    L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposta ad amianto e altre sostanze nocive. L’associazione, con un pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

    Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un pool di legali che tutela tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici amianto.

    assistenza ona

    L’inascoltato monito di Notre Dame

    Notre Dame incendio
    Notre Dame incendio

    Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

    Appena un anno è trascorso dalla catastrofe che un anno fa dissolse parte della nostra bella ed orribile comune storia tra le fiamme. Mi riferisco alla Cattedrale di Parigi che ad oggi giace martoriata dalla presunzione d’immunità degli umani, che poco o nulla continuano a concedere alla prudenza, alla prevenzione ed al rispetto di se stessi.

    Ad un anno da quell’evento presago d’altre sventure, piangiamo anche la perdita della nostra identità dietro le maschere, della nostra libertà dentro le case e della nostra vita dentro strutture che dovrebbero proteggerci e risanarci, come nosocomi e gerontocomi.

    Accecati dall’avidità e dalla priorità effimera di una economia basata sugli artifici, piuttosto che sui valori fondamentali, naturali, come la salute del Pianeta e la nostra, abbiamo lesinato l’essenziale e corriamo verso il baratro, dietro diabolici pifferai.

    Disponiamo di parlamentari regionali, nazionali e continentali, ma per essere governati ci affidiamo a consulenti, task force, commissari e commissioni, sino a quella preponderante europea.

    Nessuna adunata del popolo

    A fronte dell’attuale labirintico sistema di meeting, breefing e conference rigorosamente “call”, le ammucchiate delle “sardine”, anche a coronavirus annunciato, le adunate di popolo appaiono oggi come fenomeni lontani, assurdi, semplicemente impossibili da immaginare. Altro che riottosi appuntamenti pre e post elettorali, altro che file ai seggi, prepariamoci a votare da casa, ad auto celebrarci e sbraitare davanti alle tv.

    Sarà il delirio per autodidatti e fai da te, musealizzeremo auto e moto, andremo in vacanza col pensiero, riesumando vecchie icone dei nostri trascorsi.

    Infine, prima di avviare la seria riflessione su quanto in realtà accadde ed accade intorno alla simbolica Notre Dame, vi invito a contare sino a dieci, prima di abbandonare il vostro buon ritiro, perché non possiamo concederci il masochismo raffinato della “roulette russa”, fintanto che i protocolli di prevenzione e protezione rimarranno comunque aleatori argomenti in discussione.

    Anime al rogo: tragedia a Parigi a Notre Dame

    ( 16 aprile 2019 )  Il primo pensiero, quello rivolto alla sofferenza, all’orribile, ma pur fatuo trapasso di tanta storia e con essa di tante anime che l’hanno fatta, animata, resa terribile e meravigliosa, com’è il frutto del nostro inesorabile, cinico divenire. Il fuoco che ha divorato in una sola notte quello che milioni di umani avevano riposto tra le pietre ed i legni di un tempio dalla vocazione antichissima sulle rive della Senna, Notre Dame, che ancora una volta assurge a simbolo.

    Simbolo, sì simbolo di una collettività controversa, capace di porsi sul ciglio della rivelazione, dell’incommensurabile oscuro vuoto tra le stelle, che l’hanno generata e subito dopo lasciar bruciare come Giovanna d’Arco, Savonarola o Bruno, piuttosto che Troia, la Biblioteca d’Alessandria o il cuore della Roma imperiale, quel luogo, appunto Notre Dame, da cui sono volate via anime pure e impure di una storia anche inquietante, passando per presenze ingombranti, da Filippo il Bello a Napoleone, a De Gaulle, a Sarkozy e Macron, alla sventurata idea di un incauto restauro.

    La ricostruzione della Cattedrale di Notre Dame

    In realtà, Notre Dame, che sarà ricostituita nella sua immanenza in riva alla Senna, rimarrà un simbolo ancor più forte delle rinnovate sembianze, un simbolo ed al contempo un monito per ricordarci i fasti imperiali, come le nefandezze plebee, ovvero, al di là della retorica, che ci porterebbe ai convenevoli di circostanza, la necessità di ricordare per capire i nostri come, i nostri perché e magari farcene una ragione. Per questo, soltanto per questo, vi ripropongo quel che gridò Jacques de Molay, Gran Maestro dei Templari, giustiziato con rogo a fuoco lento sull’Isolotto di Pont Neuf , appunto di fronte alla Cattedrale di Notre Dame il 14 marzo del 1314:

    “Desideriamo che i nostri volti siano rivolti alla Cattedrale di Notre Dame e desideriamo lodare ancora l’Onnipotente con il Te Deum, mentre il fuoco farà scempio delle nostre carni. Quanto a voi, miserabili, indegni di essere chiamati uomini, che avete infangato un Ordine Sacro, ascoltate attentamente: tu, Filippo, re della menzogna, e tu Clemente, fantoccio indegno del soglio pontificio, e tu, Nogaret, abile spia e concertatore dell’infamia e del disonore, ascoltate: sarete al cospetto del Santo Tribunale di Dio entro l’anno per rispondere delle vostre nefandezze!” – Il 20 aprile 1314 un morbo incurabile colpì papa Clemente V e durante i funerali una folgore bruciò il suo corpo nella stessa Cattedrale di Notre Dame. Il 29 novembre Filippo IV morì durante una battuta di caccia. Il 31 dicembre, Guglielmo di Nogaret, autore dello schiaffo a Bonifacio VIII in quel di Anagni, cessò improvvisamente il suo tortuoso percorso di vita, per una meningite.

    E come scrisse Dante:

    “Perché men paia il mal futuro e ‘l fatto,
    veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,
    e nel vicario suo Cristo esser catto.

    Veggiolo un’altra volta esser deriso;
    veggio rinovellar l’aceto e ‘l fiele,
    e tra vivi ladroni esser anciso”

    I servizi di assistenza ONA

    L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto e ad altre sostanze cancerogene. L’associazione, con un pool di tecnici,  assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

    L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. L’ONA guida anche un pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattie asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad asbesto.

    assistenza ona