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Scuole amianto: i diritti delle vittime

amianto scuole Regione Lazio

Il rischio scuole amianto è stato denunciato dall’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni. 

La prima sentenza di condanna del Ministero dell’Istruzione per mancata bonifica dall’amianto arriva nel 2021. Il Tribunale di Bologna ha condannato il Ministero al risarcimento del danno subito dalla professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, per la somma di 930.258 euro, che vanno alla sua famiglia. La professoressa, infatti, dopo aver contratto il mesotelioma pleurico, purtroppo è morta nel febbraio 2017.

“Un provvedimento storico – ha commentato l’Avvocato Ezio Bonanni – che sancisce i diritti dei lavoratori esposti all’amianto anche nel mondo della scuola. Tanti studenti e insegnanti sono stati per anni a rischio esposizione amianto e anche tra questi sono stati registrati moltissimi casi di patologie asbesto correlate“.

L’ONA ha istituito il servizio di tutela legale, che permette di richiedere assistenza per ottenere il risarcimento danni, il prepensionamento e l’indennizzo INAIL. Inoltre mette a disposizione anche l’assistenza medica, grazie all’aiuto di medici volontari.

Consulenza Scuole amianto

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Tempo di lettura: 5 minuti

Scuole amianto: le bonifiche vanno avanti

L’impegno dell’ONA è stato premiato. Molti siti sono stati bonificati grazie alle segnalazioni dell’ONA e alle azioni giudiziarie.

Dopo reiterate richieste, l’associazione ONA è riuscita a far convocare l’XI° Commissione Capitolina. In data 20.03.2018, l’ONA partecipa ai lavori. L’Avv. Ezio Bonanni ha sollecitato la bonifica dei plessi scolastici nella capitale e in tutto il Lazio.

Molto ancora resta da fare. Secondo i dati Ona (aggiornati al 2022), infatti, le scuole italiane nelle quali è ancora presente amianto sono 2292. Sono circa 356.900 gli studenti esposti, ai quali si devono aggiungere circa 50mila persone tra personale docente e non docente.

Tanti sono stati negli anni gli insegnanti e gli operatori scolastici colpiti dal mesotelioma, il tumore causato dall’amianto. Il VII Rapporto ReNaM dell’INAIL, uscito nel 2021, ne ha registrati, tra il 1993 e il 2018, ben 121. Maestre e maestri elementari, operatori scolastici, insegnanti nelle scuole e nei corsi di qualificazione professionale e tecnici di laboratorio chimico hanno avuto la terribile diagnosi. Purtroppo l’esito è molto spesso infausto.

Il loro numero, rispetto ai primi anni di rilevazione, è purtroppo in crescita. Tutte esposizioni che si sarebbero potute evitare se il Legislatore fosse intervenuto prima. La pericolosità del minerale è, infatti nota, già dai primi del Novecento. I nostri bambini e chi lavora nella scuola continua ad essere a rischio amianto in tante strutture.

Rischio danni alla salute dei professori e degli alunni

Le fibre dei minerali di amianto, provocano danni alla salute anche alle basse dosi. In più, come dimostrato dall’Avv. Ezio Bonanni, le fibre di amianto sono presenti nelle scuole contaminate con alte esposizioni.

Infatti, l’incidenza dell’esposizione amianto scuole, è stata trattata dall’Avv. Ezio Bonanni in Palazzo Vecchio a Firenze, nella conferenza stampa del 10 aprile 2015. Inoltre “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022“ censisce 2.400 scuole contaminate.

Studenti e insegnanti continuano a essere esposti per i ritardi nelle bonifiche a causa della presenza di amianto spruzzato nelle palestre, pannellature in amianto, coibentazioni di tubazioni. Inoltre, cartoni e tessuti di amianto potevano essere utilizzati nei laboratori tecnici e artigianali.

A questi rischi si aggiungono quelli dovuti al fatto che il 58% delle scuole è privo delle certificazioni, tra cui quella sull’agibilità. In più, il 41,4% sono in area sismica 1 e 2 e soltanto il 30% è costruito con la tecnica antisismica.

Tutela legale del personale docente e non docente

L’amianto nelle scuole provoca l’esposizione del personale docente e non docente. L’ONA ha, più volte, sollecitato la bonifica, anche con azioni giudiziarie. Nel VI Rapporto mesoteliomi, pubblicato nell’autunno 2018, risultano censiti 91 casi di mesotelioma.

Questo dato epidemiologico, circoscritto a soli casi di mesotelioma amianto istituti scolastici, cresce secondo l’ultimo rapporto ed è solo la punta dell’iceberg. Infatti, questi minerali provocano molti danni alla salute. L’ONA ha dimostrato l’elevato potere cancerogeno di tutte le esposizioni, anche quelle a basse dosi.

Tant’è vero che, le fibre di amianto provocano tutta una serie di altre malattie asbesto correlate, tra le quali il tumore del polmone, della laringe e molti altri tipi di cancro.

Per tali motivi, l’ONA continua a insistere sulla prevenzione primaria. Non va trascurata neanche la prevenzione secondaria del personale docente e non docente.

Riconoscimento malattia professionale scuole amianto

Infine le vittime devono salvaguardare i propri diritti attraverso la prevenzione terziaria. Nel caso di malattie asbesto correlate e danni amianto per il personale scolastico, occorre ottenere il riconoscimento di malattia professionale e attivare la tutela INAIL.

Oltre alle prestazioni INAIL (indennizzo o rendita), il personale docente e non docente danneggiato dall’amianto nelle scuole ha diritto ai benefici contributivi. Queste maggiorazioni contributive amianto scuole sono riconosciute dall’art. 13, co. 7, L. 257/1992.

I contributi aggiuntivi sono pari al 50% del periodo di esposizione alle fibre di asbesto nelle scuole.

Il personale scolastico esposto ad amianto, che ha subito un danno alla salute riconosciuto dall’INAIL, ha diritto al prepensionamento. Tuttavia, nel caso in cui tali maggiorazioni non dovessero far maturare il diritto a pensione allora, si può domandare la pensione invalidità amianto.

In caso di danni alla salute con il riconoscimento INAIL, esiste il diritto all’integrale risarcimento del danno. Si tratta dei danni differenziali, che debbono essere risarciti. La quantificazione è sempre equitativa.

Scuole amianto, la condanna del Ministero dell’Istruzione

Si condanna al risarcimento il Ministero dell’Istruzione per la morte della professoressa Olga Maria D’Emilio, insegnante presso la Scuola Media Farini di Bologna. È stata esposta ad amianto, presente sia nelle strutture sia nei laboratori di chimica e fisica. Il 17 maggio 2002 si diagnostica il mesotelioma pleurico.

Oltre ad affrontare la malattia la donna ha intrapreso anche un lungo procedimento penale. In questo è stata assistita dagli avvocati Ezio Bonanni e Massimiliano Fabiani, e dall’ONA che, come associazione, è da sempre al fianco dei lavoratori esposti ad amianto. Il Dott. Arturo Cianciosi, medico legale dell’ONA, ha identificato l’esposizione ad amianto.

La sentenza arriva nel dicembre 2021, quasi 4 anni dopo la morte della donna. Il risarcimento andrà ai figli, rimasti orfani. Il provvedimento si può considerare l’eredità della professoressa per tutti quei lavoratori del mondo della scuola che si trovano, o si troveranno, purtroppo, a vivere il suo stesso incubo, magari con qualche tutela in più.

Inizio delle bonifiche nelle scuole di Roma

A Roma si è giunti finalmente a una svolta. Grazie a un investimento di 10 milioni di euro, 111 edifici della Città metropolitana saranno bonificati. L’amministrazione provvederà così a rimuovere e smaltire il minerale dagli istituti superiori del territorio.

I fondi sono regionali e arrivano dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Il Piano di rimozione dell’amianto riguarderà 48 scuole del nord del territorio metropolitano, 41 a sud, 22 a est e 77 nel territorio comunale di Roma.

Consulenza gratuita vittime nelle scuole

L’ONA assicura l’assistenza alle vittime nelle scuole. Si può richiedere una consulenza gratuita attraverso il form o chiamando il numero verde.

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    Roma rischio amianto scuole: l’ONA per la bonifica

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    Amianto nelle scuole

    Roma rischio amianto scuole: riflettori puntati sulla capitale, presso cui l’ONA è operativa già dal 2008. Molti edifici scolastici sono stati oggetto di bonifica nella città di Roma.

    È stato così premiato lo sforzo dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni. Un lavoro, quello della bonifica delle scuole, necessario. Inoltre l’ONA continua a tutelare le vittime esposte alla fibra killer con il servizio di consulenza gratuita legale e medica.

    Consulenza Roma rischio amianto scuole

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    Tempo di lettura: 4 minuti

    Roma rischio amianto scuole: XI Commissione Capitolina

    Nonostante l’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni, la problematica dell’amianto nelle scuole non sembrerebbe ancora arginata. Molti cittadini, però, iniziano a riconoscere la gravità del problema e temono per la vita dei propri figli.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto parteciperà all’iniziativa e prenderà parte ai lavori per risolvere la situazione amianto, presente ancora in molti edifici scolastici della Capitale.

    Situazione, denunciata dall’associazione stessa dal lontano 2009, e che tutt’oggi non sembra trovare spazio per scrivervi la parola fine.

    Questo appuntamento è stato fortemente voluto dall’On.le Francesco Figliomeni, nonché Consigliere del Comune di Roma con Fratelli d’Italia. Un incontro necessario per spronare a riaprire un dibattito che sembrerebbe ormai dormiente, sulla presenza di materiali cancerogeni all’interno di edifici scolastici ancora frequentati.

    Il fine dell’On.le Figliomeni infatti, è quello di sollecitare le istituzioni ad eseguire operazioni di bonifica e messa in sicurezza delle strutture pubbliche. Anche queste, richieste avanzate da lungo tempo dall’ONA, proprio per tutelare i cittadini.

    Roma rischio amianto scuole: parla l’Avv. Ezio Bonanni

    «Ci auguriamo che dalle parole seguano i fatti. Per l’amianto nelle scuole, come per le buche nelle strade di Roma. Noi il prossimo 20 marzo saremo presenti per continuare a chiedere prima di tutto la messa in sicurezza degli edifici scolastici, e poi la rimozione dei materiali di amianto e contenenti amianto» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

    La bonifica degli edifici pubblici rappresenta infatti per l’ONA uno degli obiettivi primari, per il quale bisogna insistere fino ad ottenere la vittoria. È infatti preoccupante pensare che i nostri figli possano un domani contrarre una patologia asbesto correlata, facendo un’azione così comune come stare seduti tra i banchi di scuola.

    “Daremo il nostro contributo e per chiedere al Comune di Roma e all’amministrazione Raggi l’adeguata applicazione delle norme finalizzate allo smantellamento di amianto dalle strutture pubbliche e scolastiche, eliminando le criticità che possono essere adottate in una logica di superamento del problema”, dichiara Michele Rucco, Segretario Generale dell’ONA, che sarà presente all’incontro di domani rappresentando l’associazione ed incalzando così l’impegno dell’associazione nella lotta contro l’amianto.

    Focus di approfondimento sul rischio amianto

    In seguito alle numerose denunce esposte dall’ONA, è stata effettuata una verifica del numero dei casi di mesotelioma tra il personale docente e non docente e sono stati registrati 63 casi nel comparto istruzione: 41 uomini e 22 donne. A scorrere le categorie professionali, c’è da restare di sasso: 25 insegnanti, 6 bidelli, 5 tecnici di laboratorio e così via.

    Questo lancia un serio allarme non solo per i bambini, adolescenti che frequentano le strutture pubbliche contaminate, la minaccia infatti incombe anche sul personale degli edifici scolastici.

    Nel corso degli anni, il numero dei casi di mesotelioma è aumentato. L’ amianto nelle scuole era presente perché veniva adoperato come isolante termico e antincendio, come è avvenuto a lungo in tutti gli edifici pubblici.

    Nelle scuole, l’amianto era presente anche nei cartoni e nei tessuti d’amianto nei laboratori tecnici e artigianali e prima che venisse commercializzato sotto forma di panetto premiscelato e pronto all’uso perfino il Das, nel quale è stato trovato il crisotilo.

    Speriamo quindi che alla luce dell’incontro che avverrà domani, qualcosa possa cambiare in modo da tranquillizzare le famiglie, gli insegnanti e il resto del personale impiegato nelle scuole, costretti a convivere con l’incubo di doversi ammalare pur avendo come unica colpa quella di compiere il proprio dovere.

    Scuole amianto, condannato il Ministero dell’Istruzione

    La professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, ha inalato la fibra killer dove insegnava, nella scuola media Farini di Bologna, per oltre 10 anni. Il 17 maggio 2002 gli è stato diagnosticato un mesotelioma pleurico. L’esposizione all’amianto è stata identificata da dottor Arturo Cianciosi, medico legale ONA. Da qui si è partiti per il ricorso.

    La sentenza è arrivata nel dicembre 2021, quasi 4 anni dopo la morte della donna. La famiglia della professoressa è stata risarcita per 930mila euro. Il Tribunale di Bologna ha condannato il Ministero dell’Istruzione a pagare l’ingente somma, proprio per la mancata bonifica dell’istituto scolastico.

    “Una sentenza storica“, ha dichiarato il presidente dell’ONA, che è sicuro che questo risultato sarà utilizzato in tanti procedimenti simili, anche a Roma.

    Consulenza gratuita ONA dedicata alle vittime

    L’ONA e l’Avvocato Bonanni garantiscono alle vittime esposte ad amianto e ai loro familiari l’assistenza medica e l’assistenza legale. Per avere maggiori informazioni e richiedere la consulenza basta chiamare il numero verde o compilare il form.

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      Sport scuola ambiente amianto: prevenzione primaria

      Coni Sport
      Coni Sport

      Sport scuola ambiente amianto: la prevenzione primaria è il punto di partenza. Questo è il punto chiave che anche il CONI ha ribadito al Ministro dell’Ambiente quando fu sottoscritto il protocollo nel maggio del 2019.

      Il successivo 30.05.2019, si è celebrata la conferenza ONA, alla quale è intervenuto anche l’Avv. Ezio Bonanni e il presidente del CONI Giovanni Malagò.

      Il protocollo d’intesa Ministero dell’Ambiente e CONI

      La recente sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’ambiente, CONI e nuova Agenzia Sport e Salute (maggio 2019). Infatti, il protocollo è “Per la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali legate allo sviluppo sostenibile”. Si apre, così, a tre ordini di problemi.

      Ovvero, l’esigenza che soggetti come le Associazioni Benemerite con precipuo ruolo di promotrici di valori etici e sociali. In questo modo, è coinvolto anche ONA Fairplay. Il tutto grazie all’impegno del Dott. Ruggero Alcanterini.

      La “plastic free” ed altri obiettivi come il risparmio energetico e delle risorse naturali, a partire dall’acqua, sono condivisibili. Tuttavia, questi non possono essere temi che escludono quelli della tutela dello sport.

      Importante anche l’attività sportiva, ovvero le attività scolare e prescolare.

      Sul punto, vi è un’azione sinergica di ONA con il CONI, ferme le rispettive competenze. Per questo motivo, il Dott. Ruggero Alcanterini insiste perché il Governo Nazionale assuma gli impegni dovuti a tutela dello sport. 

      In particolare, è necessaria la presa d’impegno globale per le risorse necessarie per gli impianti sportivi e per le attività del CONI. Senza entrare nel merito delle recenti modifiche legislative. Tuttavia, l’impegno del Governo in favore dello sport, avrebbe ricadute importanti.

      Infatti, intensificare l’attività sportiva sarebbe fondamentale per la prevenzione di alcune malattie come, per esempio, il diabete e i danni cardiaci.

      Per cui, è fondamentale che il Governo affronti il gravissimo problema ambientale e di salute pubblica legato alla presenza di amianto. In particolare, al rischio esponenziale di esposizione nelle strutture sportive pubbliche e private.

      C’è un rischio complessivo, anche per quanto riguarda i plessi scolastici, come anche le palestre delle scuole. Per tali motivi, è condivisibile l’azione dell’ONA, finalizzata alla bonifica anche degli impianti sportivi.

      ONA news: Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente

      La prima puntata di ONA news, è stata dedicata al tema  “Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente”. Questo tema è stato approfondito anche con riferimento alle palestre negli istituti scolastici.

      Mai esplicitamente aperti alla problematica amianto

      AmiantoSempre sulla base dei contenuti del Protocollo, potenzialmente ma non esplicitamente aperti alla grave problematica derivante dall’amianto.

      Il tema dell’amianto, infatti, non può essere dimenticato dal Governo.

      Ruggero Alcanterini ed Ezio Bonanni insieme per la bonifica

      Posto che in base ai monitoraggi acquisiti le percentuali di contaminazione da fibre di asbesto raggiungono punte del 78% (scuole) e dell’82% (impianti sportivi), si deve affrontare il problema.

      Per cui, l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, tramite i Presidenti Ezio Bonanni e Ruggero Alcanterini, rinnovano l’appello al Governo. Anche al Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, perché, dopo un investimento sulla scuola, siano messi in sicurezza anche gli impianti sportivi.

      Si chiede che il Ministro Costa affronti con criterio di priorità questo problema. Nel maggio del 2019, il Ministro Costa ha dichiarato: “Investiamo oltre 1,5 milioni di euro e le nostre conoscenze tecniche per trasformare lo sport nel miglior testimonial ecologico e plastic free”.

      Il protocollo di intesa del 19.04.2019, è stato sottoscritto presso il Ministero dell’Ambiente. In questo protocollo, si fa riferimento alla “valorizzazione della natura e della diffusione delle buone pratiche ecologiste e specificatamente plastic free su cui tanto stiamo lavorando”.

      Così ha dichiarato il ministro Sergio Costa. Questi ha esaltato lo sport nelle sue potenzialità, che è diffuso “ dai giovanissimi agli adulti, possiamo renderci conto che questo protocollo ci permetterà di compiere un cambiamento potenziale di sensibilità in milioni di italiani”.

      Il Ministro Costa ha esaltato il binomio “cultura sportiva e ambientale”.

      Proprio per questo l’ONA esprime fiducia nel Ministro dell’Ambiente Generale Sergio Costa.

      Infatti, fa riferimento all’investimento di 1,5mln di euro che, però, l’ONA ritiene insufficienti, anche se fosse tutto circoscritto alla “collaborazione continua tra mondo dell’ambiente e dello sport”.

      Un accordo tra Sport e Ministro dell’Ambiente

      L’accordo sancisce la collaborazione nella realizzazione di attività ed iniziative. Il Ministero metterà a disposizione il proprio know how di competenze specifiche e tecniche. Ci sarà un finanziamento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro e avrà la durata di 5 anni.sport

      Il Coni e la sua società di organizzazione eventi si impegnano a promuovere una serie di iniziative.

      Tra queste, in particolare, la sensibilizzazione dei temi legati con gli obiettivi della “Agenda 2030”. Quest’ultima sullo Sviluppo sostenibile, di incentivare la formazione. Questo programma riguarderà dirigenti, tecnici, operatori del settore sportivo, affinché la tutela dell’ambiente venga considerata con un approccio multidisciplinare.

      Il tutto, in un’ottica di economia circolare, di promuovere relazioni e partenariati con Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Amministrazioni, enti di ricerca, università. Ciò per la diffusione di una cultura della salvaguardia della biodiversità e della riduzione dell’impatto ambientale in tutti gli eventi sportivi.

      Ma anche di valorizzare il ruolo delle istituzioni no profit sportive e dei volontari attivi in questo settore. Sono state premiate le migliori pratiche di integrazione degli obiettivi ambientali nello sport. Con una particolare attenzione alle iniziative sportive che coinvolgono le fasce più deboli e marginali di giovani.

      Le conclusioni e i programmi dell’ONA: bonificare

      Nello sport, come nella scuola, occorre bonificare. Questo il programma di sport scuola ambiente amianto. Così, il cavallo di battaglia dell’ONA rimane quello della prevenzione primaria.

      In più, la tutela delle vittime, cioè, di coloro che, purtroppo, si sono ammalati, perché l’amianto è un cancerogeno perfetto. Anche poche fibre possono essere mortali. L’Avv. Ezio Bonanni ha denunciato questa condizione di rischio diffusa:

      Infatti, come chiarito dallo IARC nell’ultima monografia, l’amianto provoca una serie di patologie molto gravi. Non solo il mesotelioma, ma anche tumori del polmone e altri gravi cancri.

      ONA News: Uranio impoverito e danni alla salute

      Uranio Impoverito

      L’Osservatorio Nazionale Amianto ha pubblicato il quarto appuntamento di ONA TV con ONA News: uranio impoverito.

      ONA News: il nuovo strumento di comunicazione ONA

      ONA News – ONA Tv è il nuovo strumento di comunicazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione di categoria delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni.

      L’ONA attraverso questo nuovo format, intende portare l’attenzione del pubblico sulle principali problematiche sanitarie e ambientali che affliggono gli italiani.

      Tra queste troviamo l’esposizione a polvere e fibre di amianto e ad altri cancerogeni. Proprio come accade per i militari italiani esposti ad uranio impoverito durante le missioni estere.

      ONA News: uranio impoverito la battaglia dei nostri militari

      Finalmente è online l’episodio registrato il 27 ottobre 2020. Ovvero, il quarto appuntamento di ONA TV intitolato “ONA News: Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani”.

      Dura battaglia dei militari contro l’uranio impoverito

      Nella trasmissione di ONA TV, il Dott. Massimo Maria Amorosini, Giornalista e conduttore televisivo, ha riepilogato i dati ONA. Ed in più, le condizioni di rischio multiplo dei nostri militari.

      Non solo l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, ma anche vaccini contaminati e pratiche vaccinali errate. In più, ancora, minerali di amianto. Tant’è vero che, come detto, nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018, si fa riferimento a tutti questi cancerogeni.

      In tale relazione finale della Commissione presieduta dall’On.le Scanu, si richiama, infatti, prima la questione delle radiazioni ionizzanti e, poi, quella dell’amianto.

      L’epidemia di malattie asbesto correlate, ed in particolare, di mesoteliomi, è confermata anche dal VII Rapporto mesoteliomi. Si fa riferimento agli 830 casi di mesotelioma nelle Forze Armate. Il tutto, dimostra, dunque, che ci fu un sinergismo.

      Massimo Maria Amorosini: il dramma dell’uranio impoverito

      Il conduttore di ONA TV, come si evince dal video sottostante, ha introdotto il tema ed il problema.

      I dati ONA sono significativi, e confermano che ci sono circa 381 casi di decessi per malattie da uranio impoverito. Hanno colpito i nostri militari al rientro dalle loro missioni.

      Poi, il sinergismo, il potenziamento degli effetti cancerogeni, il fatto stesso che i nostri militari non sono stati informati. È mancata l’applicazione del principio di precauzione, di valutazione del rischio e di informazione:

      Gli ospiti di ONA TV sull’uranio impoverito  

      Alla puntata amianto ONA news, dedicata all’uranio impoverito, sono intervenuti ospiti qualificati:

      • Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.
      • Dott. Pasquale Montilla, componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA.
      • Lorenzo Motta, Coordinatore Dipartimento di tutela delle vittime del dovere ONA.
      ONA News: Uranio impoverito

      L’Avv. Ezio Bonanni: diritti delle vittime

      Le vittime hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio. Non solo, ma tenuto conto anche delle particolari condizioni ambientali ed operative, anche al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

      Più che vittima del dovere, siamo di fronte ad equiparati alle vittime del dovere, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/05.

      Sotto questo punto di vista, c’è tutta una problematica specifica legata all’uranio impoverito:

      C’è, infatti, il problema della pratica vaccinale errata:

      Per questi motivi, le vittime dell’uranio impoverito, e anche dei vaccini, hanno diritto anche al risarcimento del danno:

      Il risarcimento spetta anche alle vittime dei vaccini contaminati e somministrati in modo errato:

      Lorenzo Motta: la sua storia umana e giudiziaria

      Lorenzo racconta la sua storia. Era fiducioso nell’arruolarsi nella Marina Militare Italiana e lo consiglia ancora per i giovani. Lealtà ed onore, sono profili fondamentali cui tiene Lorenzo, e cerca di istillare ai giovani.

      Eppure, la Marina Militare è stata matrigna!

      Amianto, pratica vaccinale errata e nanoparticelle per utilizzo di proiettili a uranio impoverito e, quindi, radiazioni. Si ammala di linfoma di Hodgkin.

      Ma non solo, il linfoma di Hodgkin è la conseguenza dell’esposizione ad uranio e, al tempo stesso, delle pratiche vaccinali:

      Per questi motivi, il Prof. Giancarlo Ugazio, è autore di due importanti studi pubblicati su questo giornale:

      Per questi motivi, dunque, Lorenzo ha raccontato la sua storia sulla quale è intervenuto anche l’oncologo Dott. Pasquale Montilla.

      Sono, ancora, in corso le azioni giudiziarie di Lorenzo Motta, e sono state oggetto anche di denuncia da parte dall’Avv. Ezio Bonanni presso la Commissione Uranio Impoverito.

      La scheda tecnica sui proiettili all’uranio impoverito

      Al fine di tutelare la salute dei nostri militari, per l’ONA è fondamentale che essi vengano protetti da tutti i rischi. Compresi quelli dovuti all’esposizione a nanoparticelle. 

      Situazione di rischio abbastanza frequente nei territori balcanici e in altri teatri di guerra come per esempio il Kosovo.

      Il proiettile uranio impoverito è stato ampiamente utilizzato nei Balcani e nel Golfo. È stato prodotto con il c.d. uranio impoverito. Un metallo pesante definito uranio depleto, chimicamente l’U238.

      La maggior parte degli isotopi radioattivi nell’U238 è stata rimossa con un complesso processo nucleare. Essendo un sottoprodotto dell’uranio arricchito, questo metallo, chimicamente modificato. In questo modo, la radioattività è inferiore del 40% rispetto a quella dell’U238.

      Proiettile uranio impoverito

      Nella fabbricazione del proiettile DU è determinante anche una percentuale di plutonio.

      La presenza del plutonio e dell’uranio impoverito, rende questi proiettili particolari. Infatti, al momento dell’esplosione, come chiarito nel corso della trasmissione, sviluppano una temperatura di, almeno, 2.500 gradi. 

      L’impatto e la relativa esplosione di plutonio ed uranio, scatena la reazione atomica che eleva la temperatura del punto di contatto del proiettile. Così, con 2.500 gradi centigradi, anche la corazza del carro armato è penetrata. Nell’atto della penetrazione, il proiettile è in grado di sfondare e fondere la corazza.

      Esplosione carro armato

      Una parte dell’uranio impoverito si dissolve nell’aria. Questo proiettile all’uranio impoverito, di circa 30cm è in dotazione agli aerei americani A-10. Ogni quattro proiettili normali o al tungsteno, le quattro mitragliatrici rotanti dei velivoli sparano un proiettile DU.

      Sono a maggior rischio i reparti dell’Esercito, dell’Aviazione e della Marina Militare. Considerando anche coloro che sono stati impiegati in missioni di pace.

      Carlo Calcagni: il Colonnello dell’Esercito

      Carlo Calcagni è Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano. Già paracadutista, pilota ed istruttore di volo di elicotteri. Nel corso della missione di peacekeping in Bosnia, è contaminato da sostanze tossiche e radioattive. Nel suo corpo sono stati trovati 28 metalli pesanti tra cui due radioattivi.

      Per questi motivi, da circa 18 anni, è costretto a sottoporsi ad invasive terapie farmacologiche. I metalli pesanti, anche le polveri di amianto (i proiettili hanno polverizzato anche il cemento amianto), hanno provocato danni biologici. Quindi, ora è afflitto da lesioni multiorgano, neurodegenerativa, cronica, progressiva e irreversibile. 

      Nella quinta puntata di ONA TV “Vittime del dovere – serve maggiore attenzione”,  è intervenuto il Colonnello Carlo Calcagni. Il Colonnello combatte la sua battaglia per la vita, per sé e per gli altri.

      È considerato, infatti, un miracolo vivente e, nel corso della trasmissione “Vittime del dovere – serve maggiore attenzione”,  ha raccontato la sua storia. L’ONA, in ordine alla vicenda del Colonnello, si è attivata per chiedere lumi al Ministero della Difesa.

      La storia di Carlo Calcagni è, ora, narrata in un docufilm. È un atleta paralimpico, con un palmares eccezionale. Il Colonnello, proprio nello sport, ha trovato la modalità per esprimere la forza di volontà. Ha affrontato e vinto sfide ciclistiche impossibili.

      Colonnello Carlo Calcagni

      Il motto del Colonnello: “mai arrendersi”. L’ONA e Carlo Calcagni combattono insieme una importante battaglia, la tutela della vita di tutti i militari, compresa quella dei loro familiari.

      Nella quinta puntata della trasmissione ONA, il Colonnello Calcagni ha rilasciato significative dichiarazioni. Ha narrato quanto ha vissuto durante la missione nei Balcani, insieme al calvario per il riconoscimento dei benefici di equiparato alle vittime del dovere.

      L’intervento di Paola Santospirito e il rischio dei familiari

      Anche i familiari corrono rischi per la salute. Lo ha ricordato in trasmissione l’Avv. Ezio Bonanni. Ha riepilogato il contenuto della sua audizione alla Commissione uranio impoverito. In quella sede, ha fatto riferimento ai numerosi casi dei familiari delle vittime. 

      Ciò è riportato nella stessa relazione finale della Commissione d’Inchiesta della Camera dei Deputati. È una prova inoppugnabile, quindi, le tesi della Sig.ra Santospirito Paola non sono infondate.

      Quindi, l’ONA insiste anche per la tutela dei familiari. Anche i familiari di coloro che sono dipendenti del Ministero hanno dei danni alla salute e devono ricevere tutela.

      Dott. Pasquale Montilla e la conferma delle tesi dell’ONA

      Il Dott. Pasquale Montilla, oncologo ONA, ha chiarito che la pratica vaccinale crea dei problemi. In particolare, quella multipla praticata dai nostri militari. Allo stesso modo, le nanoparticelle di metalli pesanti e anche le fibre di amianto per l’utilizzo di proiettili ad uranio impoverito.

      Ecco perché il Dott. Pasquale Montilla ha elaborato un particolare protocollo, detto protocollo Montilla. 

      Questo protocollo è molto importante, poiché permette una valutazione clinico-tossicologica. Ciò è molto importante, ed è quello che è mancato per i nostri militari.

      Per questo motivo, è in corso l’attività dell’ONA, per la tutela dei nostri militari impiegati nelle missioni.

      Già i primi risultati risultano positivi. Lo stesso Lorenzo Motta, sottoposto al protocollo Montilla, ha i primi benefici dalla terapia.

      La tutela dell’ONA per le vittime di uranio impoverito

      L’associazione per tutelare le vittime di uranio impoverito, ha istituito uno speciale dipartimento coordinato da Lorenzo Motta.

      Il dipartimento si rende disponibile ad accogliere tutte le richieste di consulenza gratuita attraverso il formulario nella pagina oppure attraverso il servizio di numero verde 800 034 294.

      Mesotelioma cura e tutela: libro dell’Avv. Ezio Bonanni

      Mesotelioma cura e tutela legale

      Mesotelioma cura e tutela legale sono le finalità dell’Avv. Ezio Bonanni. Così la conferenza stampa presso la Regione Lazio, è l’occasione di presentazione del libro di cui è autore.

      L’Avvocato è il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto-ONA. Insieme tutelano le vittime di malattie asbesto correlate, che possono usufruire del servizio di consulenza gratuita legale e medica.

      consulenza Mesotelioma cura e tutela legale
      Indice

    • Mesotelioma: cura e assistenza medica

    • Tutela legale per le vittime del mesotelioma

    • Conferenza stampa: interventi dell’Avvocato Bonanni


    • Tempo di lettura: 6 minuti

      Mesotelioma tutela legale: manuale dell’Avv. Ezio Bonanni

      L’Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto, durante la conferenza stampa di presentazione del 7.09.2017, ha ribadito l’importanza della prevenzione primaria. 

      Sono passati 3 anni, eppure la pubblicazione dell’Avv. Ezio Bonanni è sempre aggiornata:

      Tant’è vero che poi, lo stesso Avv. Ezio Bonanni, ha pubblicato “What can independent research for mesothelioma achieve to treat this orphan disease?”

      Linee guida per la cura del mesotelioma

      L’Avv. Ezio Bonanni ha riassunto anche le linee guida sulla terapia del mesotelioma. È il terribile cancro che continua ad uccidere circa 2.000 persone solo in Italia, come, peraltro, confermato nel VII Rapporto Mesoteliomi.

      I dati epidemiologici sono riportati in un’altra pubblicazione dell’Avv. Ezio Bonanni: Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022

      Quindi le linee guida sulla cura del mesotelioma e sulla prevenzione del mesotelioma tumore amianto sono un’assoluta necessità.

      Tuttavia, le linee guida non bastano. Purtroppo, oltre alle terapie innovative del mesotelioma, è necessaria, prima di tutto, la prevenzione primaria. Infatti, le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni di evitare ogni forma di esposizione, sono state confermate anche nel Consensus Report di Helsinki nella revisione del 2014.

      Infatti, le fibre di amianto sono cancerogene, come confermato dalla monografia IARC, anche con riferimento al crisotilo.

      Dunque, soltanto la prevenzione primaria è la chiave di volta per vincere la battaglia contro il mesotelioma. Questo lo ha detto a chiare note l’Avv. Ezio Bonanni nella sua pubblicazione. A tal fine l’ONA ha anche istituito l’App Amianto, per agevolare la segnalazione di siti contaminati da parte dei cittadini.

      Terapie specifiche per mesotelioma localizzato o avanzato

      Secondo il National Cancer Institute, per il mesotelioma maligno localizzato (stadio I) si effettua la resezione chirurgica, che comprende anche le strutture contigue per garantire ampi margini liberi da malattia. Se, però, il mesotelioma localizzato è intracavitario, si combina la chirurgia palliativa (pleurectomia e decorticazione), con la radioterapia postoperatoria.

      Invece il trattamento per il mesotelioma maligno avanzato (stadi II, III e IV) prevede, per arginare i sintomi, il drenaggio di versamenti, pleurodesi del tubo toracico o pleurodesi toracoscopica e la radioterapia palliativa.

      Inoltre si può sottoporre il paziente a:

      • resezione chirurgica palliativa, in casi specifici;
      • somministrazione di nivolumab e ipilimumab di prima linea;
      • chemioterapia di associazione di prima linea con cisplatino più pemetrexed, con o senza bevacizumab;
      • studi clinici multimodali.

      Generalmente, però, la terapia multimodale, che incorpora la chirurgia radicale (pneumonectomia extrapolmonare o pleurectomia radicale con decorticazione) con chemioterapia, somministrata con o senza radiazioni, si prende in considerazione per i pazienti con malattia limitata.

      Infine, si può scegliere anche la terapia intracavitaria, che prevede la somministrazione intrapleurica o intraperitoneale di agenti chemioterapici (cisplatino, mitomicina e citarabina).

      Mesotelioma: tutela e assistenza medica

      In caso di insorgenza del mesotelioma, la cura e la tutela legale, sono molto complicate. Innanzitutto, occorre trovare i centri specializzati nella cura. Infatti, i mesoteliomi, tra i quali quello della pleura (il più diffuso), sono curati solo in pochi centri specializzati.

      L’ONA ti guida nell’assistenza medica e nell’identificare il centro più specializzato, rispettivamente per il mesotelioma:

      Ci sono tecniche innovative, come quella del Prof. Marcello Migliore, che sono molto promettenti.

      Mesotelioma e tutela legale, della vittima e dei familiari

      La tutela legale della vittima e dei suoi familiari, è una delle funzioni specifiche dell’ONA, associazione di categoria e di questo giornale. Infatti, il notiziario dell’amianto, ovvero amianto news, è anche lo strumento per acquisire informazioni sull’andamento dei giudizi.

      Indennizzi INAIL per il mesotelioma

      Con riferimento ai casi di mesotelioma, è dovuto l’indennizzo INAIL. In più, oltre al mesotelioma, ci sono molte altre patologie asbesto correlate. In tutti questi casi, sono dovuti indennizzi e rendite.

      In più, sono dovute le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, anche nel caso di mesotelioma ambientale.

      Benefici contributivi e prepensionamento mesotelioma

      Nel caso di riconoscimento di mesotelioma malattia professionale, sono dovuti anche i benefici contributivi, sulla base dell’art. 13, co. 7, L. 257/1992. Queste maggiorazioni contributive sono pari al 50% del periodo di esposizione, sia per il prepensionamento che per le rivalutazioni dei ratei.

      Le maggiorazioni amianto danno diritto al prepensionamento amianto. Tuttavia, in molti casi, pur con l’accredito di queste contribuzioni aggiuntive, non si matura il diritto a pensione.

      A questo punto, vi è la possibilità di poter chiedere la pensione invalidità amianto. Originariamente questa normativa era applicabile solo al mesotelioma, all’asbestosi e al tumore polmonare. Ora, invece, è riconosciuta a tutte le vittime amianto.

      Mesotelioma cura e tutela legale: risarcimento danni

      In più, la vittima di mesotelioma ha diritto al risarcimento del danno. Le prestazioni INAIL sono soltanto indennizzo. Vi è, quindi, il diritto all’integrale risarcimento.

      Nella pubblicazione dell’Avv. Ezio Bonanni, si precisa, infatti, che l’indennizzo risponde ad esigenze di garantire il reddito (previdenza). Invece, il risarcimento è l’integrale ristoro, compreso il danno biologico e quello patrimoniale.

      Infatti, questi danni, sono solo indennizzati dall’INAIL e non risarciti. In più, ci sono tutta una serie di pregiudizi che l’INAIL non considera, come quello morale ed esistenziale.

      Queste voci di danno, debbono essere considerate nella personalizzazione, nell’ambito di un processo di quantificazione sempre e comunque su base equitativa. Infatti, l’equità è un criterio fondamentale per la quantificazione dei danni, che debbono essere, però, sempre dedotti e dimostrati.

      Mesotelioma cura e tutela legale dei familiari

      Anche i familiari hanno diritto all’integrale ristoro dei danni, i danni iure proprio. In caso di decesso della vittima primaria, gli eredi, che di solito sono anche i familiari, hanno diritto alla liquidazione di quanto maturato dal congiunto.

      Mesotelioma cura e tutela legale: la conferenza stampa

      Molti i presenti all’incontro che hanno voluto rilasciare una testimonianza, familiari di vittime ma anche vittime stesse. Nel manuale redatto dall’Avv. Ezio Bonanni, è evidente che lo strumento è molto efficace per le vittime e i familiari. In questo modo, potranno districarsi nella giungla sanitaria e giudiziaria.

      Conferenza Stampa “Presentazione quaderno tematico ONA”

      Nella conferenza stampa moderata dalla Dott.ssa Fabrizia Nardecchia sono state presentate le linee guida ONA per la cura del mesotelioma e per le tutele previdenziali e il risarcimento dei danni.

      L’Avv. Ezio Bonanni risponde alle domande della Dott.ssa Fabrizia Nardecchia nel corso della conferenza amianto e mesotelioma sul rischio mesotelioma e altre patologie.

      Interviene la figlia di una vittima dell’amianto

      Vi è stata la testimonianza di un’orfana di un militare della Marina Militare Italiana che ha contratto mesotelioma per motivi di servizio.

      Sig.ra Sabbioni Mara, orfana di vittima del dovere, grazie all’assistenza legale dell’Avv. Ezio Bonanni, ha ottenuto dal Ministero della Difesa il riconoscimento di orfana di vittima del dovere e, unitamente alla madre, la liquidazione dell’assegno vitalizio, dello speciale assegno vitalizio e della speciale elargizione, ed ora agisce per avere la parificazione alle vittime del terrorismo e il risarcimento dei danni.

      Intervento di Nicola Panei, vittima dell’amianto

      Nicola Panei, componente del Comitato Direttivo Nazionale ONA, è intervenuto alla conferenza del 07.07.2017 presso la Regione Lazio organizzata dall’ONA.

      Ha risposto alle domande della Dott.ssa Fabrizia Nardecchia e descrive gli ambienti lavorativi in Aeronautica Militare, con esposizione ad amianto e altri agenti patogeni e cancerogeni.

      La parola a Michele Rucco, segretario ONA

      Il Dott. Michele Rucco, segretario generale dell’ONA, è intervenuto nel corso della conferenza del 07.07.2017, con una sintesi delle attività dell’ONA e dei suoi dipartimenti.

      Rischio amianto anche per i familiari delle vittime

      L’Avv. Ezio Bonanni chiarisce nel rispondere alle domande della Dott.ssa Fabrizia Nardecchia quali sono i siti a rischio e spiega come poter tutelare i diritti, ottenere il pensionamento anticipato e le maggiorazioni e rivalutazioni contributive per esposizione ad amianto.

      Quali sono le categorie lavorative a rischio?

      L’Avv. Ezio Bonanni spiega quali sono i siti a rischio e come poter tutelare i diritti, ottenere il pensionamento anticipato, le maggiorazioni e rivalutazioni contributive per esposizione ad amianto, ex art. 13 comma 7 L. 257/92 e art. 13 comma 8 L.257/92.

      Soltanto evitando le esposizioni ad amianto si possono evitare le patologie asbesto correlate. C’è un rischio anche per i famigliari dei lavoratori esposti ad amianto.

      Il diritto al risarcimento danni da amianto

      Ci sono, quindi, pesanti responsabilità dello Stato e degli enti pubblici. L’INAIL e l’INPS tentano sempre di negare i diritti ai lavoratori vittime dell’amianto e a coloro affetti da patologie asbesto correlate.

      L’Avv. Ezio Bonanni conclude i lavori della conferenza amianto e mesotelioma, affermando che tutti i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e loro famigliari hanno diritto anche al risarcimento dei danni. L’unico strumento veramente efficace è costituito dalla prevenzione primaria, e, cioè, evitare ogni forma di esposizione all’agente killer.

      Mesotelioma cura e tutela legale: assistenza ONA

      L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il servizio di tutela legale e assistenza medica online. Contatta l’associazione chiamando il numero verde o compilando il form.

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