Bari: nasce il centro studi malattie amianto

Ezio Bonanni Ezio Bonanni

A Bari 400 i casi di malattie amianto

Nasce il Centro Studi sull’Amianto: uno strumento operativo creato dal matrimonio tra il Centro Studi di Diritto del Lavoro della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari e l’Osservatorio Nazionale Amianto.

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Il Centro Studi sull’Amianto

Il rapporto tra l’ONA e il Centro Studi diretto dal Prof. Gaetano Veneto, insegnante di Diritto del Lavoro all’Università di Bari, è istituzionalizzato attraverso uno strumento operativo che si attiverà in Puglia.

Il Centro Studi sull’Amianto è stato presentato nel convegno tenutosi presso la Sala Consiliare della città Metropolitana di Bari.

Abbiamo voluto creare un ponte tra la scienza medica e la scienza giuridica”, ha spiegato l’Avv. Ezio Bonanni.

La Puglia è nell’occhio del ciclone dell’emergenza ambientale nazionale, perché sta pagando il prezzo di una situazione migliore rispetto alle altre regioni del Sud, dal punto di vista produttivo.

Vogliamo impegnarci con uno strumento operativo e di connessione con il mondo giuridico e istituzionale”, ha dichiarato il professor Veneto.

Il caso Fibronit di Bari

Sulla città di Bari si allunga l’ombra cupa della Fibronit, vulnus della storia sociale pugliese.

L’ONA ha censito 400 decessi per patologie asbesto correlate, ovvero mesoteliomi, tumori polmonari, gastrointestinali e patologie fibrotiche e cardiovascolari.

Si trattava di ex dipendenti e familiari di municipalizzate o società che avevano rapporti con Fibronit, oltre che cittadini che abitavano nelle zone limitrofe della società.

L’ONA ha ricevuto segnalazione di mesoteliomi tra operatori dello smaltimento rifiuti delle zone circostanti della società, e un caso di un postino dell’ufficio della Fibronit.

I dati epidemologici in Puglia

Secondo il Registro Mesoteliomi, in Puglia i mesoteliomi ufficialmente registrati tra il 1993 e il 2012 sono stati 935 (ma dal 2010 al 2012 i dati sono parziali).

Un numero che corrisponde al 4,4% dei mesoteliomi registrati nel Paese. Nel 65,5% dei casi, il mesotelioma è stato causato da esposizione professionale all’amianto.

L’insorgenza del mesotelioma è solo la punta dell’iceberg: l’amianto infatti è in grado di determinare patologie fibrotiche, tra le quali l’asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici e complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie, e diverse patologie neoplastiche”.

Spiega il presidente dell’Ona, l’Avv. Ezio Bonanni. “Tenendo conto che statisticamente i tumori polmonari sono circa il doppio dei mesoteliomi e tenendo conto dell’incidenza di tutte le altre malattie asbesto correlate, l’Osservatorio Nazionale Amianto stima che in Puglia siano circa 4000 i morti causati o concausati dall’esposizione all’amianto nel periodo 1993/2012. Dunque circa 210 l’anno”.

Risarcimento danni e prestazioni previdenziali

Azioni amministrative e giudiziarie in tutela di cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto a Bari come nel resto della Puglia.

Centinaia i casi di patologie per le quali il presidente ONA ha chiesto all’INAIL la rendita e il riconoscimento dell’esposizione all’amianto utile al prepensionamento. Nei casi di rigetto, ha dato corso all’azione giudiziaria.

In molti casi, come ad esempio i lavoratori della centrale Enel di Brindisi, hanno ottenuto i benefici amianto fino al 2 ottobre 2003. Così è stato assunto l’impegno dall’ONA, di promuovere azioni giudiziarie per il riconoscimento fino al 2010.

Anche per altri siti, come i dipendenti della cartiera di Barletta, del Monopoli di Stato, dei Vigili del Fuoco e del Comparto Sicurezza.

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