Amianto, tre casi in Italia: Viterbo, Chiari (BS), Pavia

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Dall’abbandono di materiale sospetto nell’area dell’Acquarossa a Viterbo agli interventi programmati in una scuola di Chiari e alla riqualificazione dell’ex SIF: l’amianto resta una questione importante per la tutela ambientale e la sicurezza del territorio.

Viterbo, segnalato amianto abbandonato all’Acquarossa

In seguito ad una segnalazione nell’area dell’Acquarossa a Viterbo, sarebbe stata individuata una quantità consistente di materiale presumibilmente contenente amianto. Una situazione che riporta in primo piano la necessità di contrastare gli scarichi abusivi e verificare le condizioni delle aree interessate.

Un elemento da approfondire riguarda la presenza di telecamere comunali nella zona. I sistemi di videosorveglianza possono contribuire alla prevenzione degli abbandoni e, quando le immagini sono disponibili e utilizzabili, aiutare a ricostruire eventuali episodi.

L’obiettivo è contrastare nuovi scarichi abusivi e individuare eventuali responsabili sulla base di elementi verificabili.

Chiari, prevista la rimozione dell’amianto dal tetto dell’asilo Capretti

Una situazione diversa riguarda Chiari, in provincia di Brescia, dove l’amministrazione comunale ha programmato la rimozione della copertura in fibrocemento contenente amianto dalla scuola dell’infanzia Capretti, nella località Santellone.

L’obiettivo, secondo la fonte, è eliminare la copertura durante le vacanze natalizie, così da limitare le interferenze con le normali attività scolastiche.

Il Comune avrebbe inoltre valutato la possibilità di ottenere risorse attraverso bandi sovracomunali dedicati agli interventi sugli edifici pubblici. In caso di mancato finanziamento esterno, è stata indicata la disponibilità a utilizzare fondi comunali già previsti.

Ex SIF, la demolizione dei capannoni accompagna la bonifica dell’area

Un terzo caso arriva da un’area industriale interessata dalla vicenda dell’ex SIF, la Società Italiana Furfurolo a Pavia, che aveva cessato la propria attività nel 1993.

Nel sito, secondo le ricostruzioni riportate, erano stati individuati rifiuti e materiali contenenti probabile amianto. La presenza di questi elementi aveva reso necessari degli interventi.

Dopo le attività di bonifica avviate negli anni precedenti, il progetto è proseguito con la demolizione delle strutture industriali ancora esistenti e la rimozione delle coperture in cemento-amianto.

Amianto, tre situazioni diverse e una necessità comune

“Quando si tratta di rifiuti abbandonati, sono fondamentali gli accertamenti sulla loro composizione e l’eventuale rimozione da parte di personale specializzato. Negli edifici e nei siti industriali, invece, occorrono pianificazione, risorse economiche e procedure adeguate.” Afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

“Prevenzione, controlli e interventi eseguiti secondo le procedure di sicurezza sono strumenti essenziali per limitare i rischi e contrastare il degrado. La gestione corretta dei rifiuti e la bonifica dei siti rappresentano passaggi importanti per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.” Continua.

 

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