L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto illustra le principali criticità e le azioni prioritarie per la tutela della salute pubblica durante l’evento “Amianto ed altri rischi cancerogeni” svoltasi in Calabria.
In questa intervista con il giornalista Luigi Abbate, Bonanni ricorda che la Calabria è una delle regioni italiane più esposte al problema dell’amianto e degli altri agenti cancerogeni presenti nei luoghi di lavoro e di vita. È questo il quadro emerso durante il convegno organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), dedicato allo stato attuale della situazione e alle prospettive future.
Al centro dell’incontro, l’intervento
Bonifica come primo strumento di tutela
Secondo l’Avv. Ezio Bonanni “il punto chiave dell’azione dell’Osservatorio, portata avanti in Calabria fin dalla sua costituzione nel 2008, è la prevenzione primaria, che passa dalla bonifica e dalla rimozione dell’amianto e degli altri agenti nocivi. Un lavoro che riguarda sia gli ambienti di lavoro sia quelli di vita quotidiana.”
Tra i casi citati, quello della Marlane di Praia a Mare, dove già alla fine degli anni Novanta erano partite indagini e procedimenti penali. Questi hanno portato, nel tempo, a risarcimenti per alcune vittime, ma – ha sottolineato Bonanni – “il fronte giudiziario da solo non è sufficiente. Senza interventi strutturali di messa in sicurezza, il rischio resta elevato.”
Sanità e prevenzione: il nodo delle cure fuori regione
Accanto alla bonifica, l’ONA richiama l’attenzione sulla prevenzione secondaria, ovvero sull’assistenza sanitaria. In Calabria, ha evidenziato Bonanni, mancano ancora strutture adeguate, costringendo molti pazienti a spostarsi nel Nord Italia per diagnosi e cure.
Una situazione che riguarda non solo i servizi sanitari, ma anche l’edilizia sanitaria e quella scolastica, dove la presenza di amianto rappresenta un rischio concreto. Rafforzare gli investimenti in questi settori significherebbe migliorare la tutela della salute e, allo stesso tempo, rendere il sistema più efficiente.
Dati epidemiologici sottostimati
Un altro aspetto critico riguarda la prevenzione terziaria e il monitoraggio epidemiologico. Molte diagnosi di mesotelioma vengono effettuate in regioni come Lombardia, Piemonte o Veneto, pur riguardando cittadini calabresi. Questo fenomeno contribuisce a una sottostima dei dati regionali.
Bonanni ha ribadito la necessità di potenziare il Centro Operativo Regionale (CORe), dotandolo di maggiori risorse economiche e operative. Solo così sarà possibile ottenere un quadro epidemiologico più realistico, che includa tutte le patologie asbesto-correlate e quelle legate ad altri cancerogeni presenti sul territorio.
Il caso del SIN di Crotone
Particolare attenzione è stata riservata al Sito di Interesse Nazionale di Crotone, dove la presenza di amianto e di altre sostanze pericolose continua a destare preoccupazione. Secondo Bonanni e l’ONA, “è fondamentale integrare i dati sanitari con quelli ambientali per valutare correttamente l’impatto sulla popolazione.”
Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: senza bonifiche efficaci, una sanità rafforzata e un sistema di monitoraggio affidabile, la Calabria continuerà a pagare un prezzo alto in termini di salute pubblica. L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce la necessità di un impegno concreto e coordinato tra istituzioni, enti sanitari e territori.
Vedi la videointervista realizzata per l’occasione:



